domenica 12 luglio 2020

Cronache del tempo dell’emergenza


Per oltre 100 giorni, dal finire dell’inverno, le popolazioni e le istituzioni europee e mondiali hanno dovuto confrontarsi con le problematiche sanitarie e sociali legate alla fase acuta della epidemia di coronavirus (COVID19). I sistemi sanitari nazionali sono stati fortemente e criticamente impegnati, nel far fronte a numerosi contagi e decessi. Sono stati istituiti regimi di quarantena, di isolamento e di “distanziamento” fisico che hanno portato alla chiusura e/o al rallentamento di attività produttive, di relazioni sociali e di scambi tra i popoli; prevalendo necessariamente su tutti i territori le attività legate alle politiche dell’emergenza e al soccorso sanitario. Per fortuna non è mancato l’ausilio della comunicazione legata ai media e alle reti informative, che ha consentito la partecipazione attenta delle popolazioni e l’ascolto di voci autorevoli della scienza della, della politica, della religione, della cultura e della vita ecclesiale.
In Italia, in un clima di grande solidarietà, hanno assunto un significato emblematico le iniziative popolari espresse in attuazione delle misure del “io resto a casa”, e le immagini sia del Santo Padre che cammina solo in Piazza San Pietro per recarsi all’atrio della preghiera universale, e sia del Presidente della Repubblica che si reca con la mascherina all’Altare della Patria.
A Malta il Nunzio Apostolico non ha fatto mancare la sua voce e la sua guida, con le sue attività che si sono man mano sviluppate dalla semplice comunicazione social al compimento del lavoro pastorale e diplomatico in rappresentanza di Papa Francesco e della Santa Sede.
Seguiamo direttamente gli interventi e le iniziative dell’Arcivescovo D’Errico nella successione che si rileva dalla sua pagina social, a partire da quelli più recenti.


Incontro di lavoro con S. E. Mons. CHARLES J. SCICLUNA, Arcivescovo Metropolita di Malta e Presidente della Conferenza Episcopale Maltese (Rabat, Malta, 10 luglio 2020).



FESTA DI COMPLEANNO di Mons. THOMAS HABIB, Consigliere della Nunziatura Apostolica in Malta e Libia (Malta, 6 luglio 2020).
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Caro Mons. Thomas ,
a distanza di un anno dalla tua nomina a Malta,
siamo lieti di poter oggi
insieme a te rendere grazie a Dio
per il dono della vita
e per il qualificato servizio alla Santa Sede e alla Chiesa.
Grazie per l'esempio che ci dai
e per il prezioso contributo
al lavoro e alla testimonianza
della Casa del Papa per Malta e Libia.
Al multos annos!
Auguri di ogni desiderato bene!
Fraternamente
+ Alessandro D'Errico



FESTA DI COMPLEANNO di S. E. Mons. GEORGE BUGEJA, OFM, Vicario Apostolico di Tripoli (Libia) (Malta, 1 luglio 2020).
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Complimenti e auguri di ogni bene, cara Eccellenza, con tanta stima e viva gratitudine per il prezioso servizio alla Chiesa di Dio che è in Tripoli.




Incontro con la "famiglia allargata" della Nunziatura Apostolica (Collaboratori esterni),
- per festeggiare il termine della emergenza sanitaria covid-19;
- dire gratitudine e "arrivederci" a Padre Konrad Grech, S.I. (trasferito a Roma per il nuovo servizio di Padre Spirituale del Venerabile Collegio Inglese) ,
- e introdurre Suor Rosaria Peña, arrivata agli inizi dell' emergenza
(Malta, 30 giugno 2020).



Ordinazione Sacerdotale di 10 diaconi (5 diocesani, un gesuita, 3 salesiani e 1 Focolarino), presieduta dall'Arcivescovo Charles J. Scicluna, con la partecipazione del Nunzio Apostolico, del Vescovo Ausiliare, di numerosi sacerdoti e una notevole rappresentanza di fedeli (Parrocchia di Cristo Re in Paola, Malta, 29 giugno 2020).



25 GIUGNO 2020 - FESTA DI COMPLEANNO DI SUOR ESTHER VILLARROEL LOPEZ, SOSC.
Cara Suor Esther,
nel giorno del tuo Compleanno,
insieme a te rendiamo grazie a Dio
per il dono della vita
e del servizio alla Congregazione SOSC e alla Chiesa
nella Casa del Papa a Malta
Congratulazioni. Many Happy Returns !
Buon Compleanno,
con intenso e grato ricordo nella preghiera.
Auguri di ogni desiderato bene !!!!
+ Alessandro D'Errico
e Personale della Nunziatura Apostolica
nella Repubblica di Malta e in Libia.



SOLENNITÀ del SACRO CUORE DI GESÙ. Festa patronale e rinnovamento dei voti delle SUORE SALESIANE OBLATE DEL SACRO CUORE DI GESÙ in servizio alla Nunziatura Apostolica in Malta (19 giugno 2020).



ANNUNCIO DELLA NOMINA DEL NUOVO VESCOVO DI GOZO (Ta' Pinu, 17 Giugno 2020).

Sono molto grato a S. E. Mons. Mario Grech per aver voluto organizzare questo Incontro, qui in questo bel Santuario della Madonna di Ta' Pinu, che ci consente di sincronizzarci ai piedi della Madonna con l’annuncio che proprio ora viene fatto in Vaticano di una notizia molto importante per la Chiesa di Gozo.
E cioè, entrando subito "in medias res", ho l’onore d’annunciare che il Santo Padre Francesco, in seguito alla nomina di Mons. Grech a Pro-Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha eletto il suo successore a Gozo.
La persona scelta è un ecclesiastico ben conosciuto, stimato e ben voluto da tutti, per le sue distinte doti umane e pastorali. Si tratta del carissimo Don Anthony TEUMA, finora Delegato Episcopale per la Pastorale Familiare, al quale vanno le nostre più vive felicitazioni.
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Congratulazioni di tutto cuore, caro Ecc.mo Don Anthony. Ho sempre sentito un gran bene di Lei; e perciò sono veramente grato al Santo Padre per aver voluto scegliere proprio Lei come successore del carissimo Mons. Grech. Questo ci consente di guardare con fiducia al lavoro che ci attende, nel contesto delle sfide pastorali che la Chiesa di Dio che è in Gozo sta affrontando in questi tempi delicati. L’augurio che formulo molto fraternamente, insieme ai Collaboratori della Nunziatura Apostolica, è che Lei possa affrontare questo nuovo capitolo di servizio alla Chiesa che il Santo Padre oggi Le affida, con la stessa matura serenità, la medesima prudente saggezza, la stessa nota di eccellenza che hanno contraddistinto finora il suo ministero sacerdotale. La accompagniamo con preghiera intensa, sicuri che - come ha fatto finora - continuerà a mettere a servizio della Chiesa i molti talenti che il Signore Le ha dato.
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Consentitemi anche di aggiungere una parola di sincera gratitudine a tutti coloro che hanno collaborato con la Nunziatura Apostolica per questo evento di Chiesa. Nei mesi scorsi abbiamo dovuto presentare alla Santa Sede non soltanto una terna di candidati, ma anche un quadro completo delle necessità della Diocesi, e soprattutto delle qualità che si auspicavano per il nuovo Vescovo.
Ebbene, quando facevamo le consultazioni prescritte dal Codice di Diritto Canonico, sapevamo bene che le persone alle quali ci rivolgevamo erano prese da molti impegni; ma eravamo fiduciosi che esse avrebbero assolto anche questo servizio con senso di responsabilità ecclesiale. E così, se oggi siamo arrivati alla nomina del nuovo Vescovo, questo è stato possibile anche perché abbiamo trovato esemplare disponibilità e grande serietà nel venire incontro alle nostre richieste. Perciò sento il dovere di dire a tutti: "Grazie, grazie di cuore. Il Signore vi ricompensi! ".

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Ora, con la nomina di Mons. Teuma, Mons. Grech resterà Amministratore Apostolico fino alla presa di possesso del nuovo Vescovo; poi, potrà dedicarsi a tempo pieno al suo importante ufficio in Vaticano, a contatto diretto con il Santo Padre e al servizio dell’Episcopato sparso nel mondo.
Caro Ecc.mo Mons. Mario, mi consenta di dirLe che questo da una parte ci inorgoglisce, perché è bello vedere un gozitano in posizione di così alta responsabilità ecclesiale. Dall’altra parte, tuttavia, ci rende un po’ tristi perché non potremo più contare sulla Sua presenza fisica qui a Malta… anche se sappiamo bene che potremo sempre ricorrere a Lei in qualsiasi momento, come abbiamo fatto in questi anni.
Grazie, cara Eccellenza, per il bene largamente dispensato nei suoi 14 anni di episcopato. La ricorderemo come un Pastore saggio, intelligente, competente, premuroso, dedicato al bene della Chiesa. Personalmente, La ricorderò specialmente per la fraterna vicinanza con la quale mi ha sempre accompagnato nel servizio di Rappresentante Pontificio nella Repubblica di Malta. Siamo uniti a Lei nella preghiera, fiduciosi che Gesù Eterno Sacerdote continuerà ad effondere su di Lei abbondanza di benedizioni e di grazie.
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"Last but not least", consentitemi un piccolo chiarimento. Come spesso succede in questi casi, so bene che i tempi trascorsi per la nomina del nuovo Vescovo ad alcuni sono sembrati un po’ lunghi. Ebbene, con tutta semplicità, vorrei dirvi che alla Nunziatura Apostolica abbiamo tutti lavorato alacremente nei mesi scorsi per la felice soluzione di questa nomina, al meglio delle nostre possibilità. Se poi sono passati otto mesi, vorrei ricordarvi che questo ordinariamente è un periodo normale per una provvista di Chiesa, ed è dovuto al fatto che ci sono procedure complesse da seguire, prescritte dal Codice di Diritto Canonico e dai pertinenti documenti della Santa Sede, che non è possibile espletare in tempi brevi. Perciò sono fiducioso di trovare la vostra comprensione anche su questo punto.
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Di nuovo grazie a tutti e complimenti a Mons. Teuma. La Madonna di Ta’ Pinu continui a proteggere, ad accompagnare e guidare il cammino della Chiesa di Dio che è in Gozo!


10 MAGGIO 2020 - AUGURI a tutte le MAMME, un ricordo orante per le MAMME CHE CI GUARDANO DALL'ALTO, vivo apprezzamento per le MAMME SPIRITUALI .
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A proposito della MATERNITÀ SPIRITUALE, chiarisco con una citazione di SAN GIOVANNI PAOLO II: "Vorrei manifestare particolare gratitudine alle donne impegnate nei più diversi settori dell'attività educativa, ben oltre la famiglia: asili, scuole, università, istituti di assistenza, parrocchie, associazioni e movimenti.

Dovunque c'è l'esigenza di un lavoro formativo, si può constatare l'immensa disponibilità delle donne a spendersi nei rapporti umani, specialmente a vantaggio dei più deboli e indifesi. In tale opera esse realizzano una forma di MATERNITÀ AFFETTIVA, CULTURALE E SPIRITUALE, dal valore veramente inestimabile, per l'incidenza che ha sullo sviluppo della persona e il futuro della società“.



28 APRILE 2020 - LA PREGHIERA DEL PAPA QUESTA MATTINA"In questo tempo,nel quale si incomincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e dell'obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni".


26 APRILE 2020 - TIMES MALTA



20 APRILE 2020 - IL PAPA SULLA CHIESA VIRTUALE

19 APRILE 2020 - ANSA su COVID

10 APRILE 2020 - Ieri nella sua omelia PAPA FRANCESCO ha fatto riferimento a un FRANCESCANO CHE PASSA LA PASQUA FACENDO APOSTOLATO NEL CARCERE (come si può vedere nel video al minuto 4). ... Si tratta di P. HAYDEN WILLIAMS, Cappuccino maltese.



10 APRILE 2020 - BUON VENERDI’ SANTO 



5 APRILE 2020 - Rileggo con emozione questo post del 2015 del professor Pasquale Saviano, con sempre vivo ricordo del nostro carissimo don ENZO CAPASSO, nel QUINTO ANNIVERSARIO della PREMATURA SCOMPARSA .


3 APRILE 2020 - IRONIA


30 MARZO 2020 - PADRE NOTARI s.j.

29 MARZO 2020 - Un bel COMMENTO alla CERIMONIA DI PREGHIERA del 27 marzo 2020 (la traduzione in maltese è di EVARIST BARTOLO).


HO VISTO UN UOMO

Ho visto un Uomo
vestito di bianco
e stanco
sotto la pioggia battente
e il vento freddo
salire lento
verso l’altare
carico di dolore
di sofferenza
ma anche di speranza.
Ho visto un Uomo
anziano
zoppicante
fare le tante scale
con sulle sue spalle
tutto il dolore del mondo.
Ho visto un Uomo
concentrato
nel suo silenzio
fremente
nella sua preghiera
chiedere il perdono
di tutti i peccati
degli uomini
e la loro Salvezza.
Ho visto un Uomo,
uomo fra gli uomini,
innalzarsi
su tutti
e pregare
per tutti.
Ho visto un Uomo
dire
“nessuno si salva da solo”
perché
non siamo soli
se crediamo
in Dio
e nella sua Salvezza.
Ho visto un Uomo
che,
con tutti gli altri uomini del mondo,
si salverà
perché ha creduto
e crederà
per sempre.
GIUSEPPE MESSE
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RAJIT RAGEL
(traduzione in maltese di EVARIST BARTOLO)
Rajt ragel
liebes l-abjad
u ghajjien
taht ix-xita qawwija
u r-rih kiesah
tiela' bil-mod
lejn l-altar
mimli wgigh
mimli tbatija
imma anki tama.
Rajt ragel
xih
izappap
tela' hafna tarag
u fuq spallejh
l-ugigh kollu tad-dinja.
Rajt ragel
migbur
fis-skiet tieghu
imqanqal
fit-talb tieghu
jitlob il-mahfra
tad-dnubiet kollha
tal-bnedmin
u s-salvazzjoni taghhom.
Rajt ragel
qalb il-bnedmin
iqum bil-wieqfa
fuq kulhadd
biex jitlob
ghal kulhadd.
Rajt ragel
jghid
"Hadd ma jsalva wahdu"
ghax
m'ahniex wahedna
jekk nemmnu
f'Alla
u s-salvazzjoni tieghu.
Rajt ragel
li mill-bnedmin l-ohra kollha tad-dinja
jsalva
ghax emmen
u jibqa' jemmen
ghal dejjem.
GIUSEPPE MESSE


TESTO INTEGRALE DELL'OMELIA del PAPA durante il momento di preghiera sul sagrato di Piazza San Pietro (27 marzo 2020).


«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, proprio nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40).
Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t’importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.
La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità.
Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.
Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza.
Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, e di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).


26 MARZO 2020 - Il PAPA ha annunciato che VENERDÌ 27, ALLE ORE 18, in Piazza San Pietro, completamente vuota, sarà esposto il SS. Sacramento e sarà impartita a TUTTO IL MONDO la Benedizione "URBI ETORBI " a cui sarà annessa la possibilità di ricevere L'INDULGENZA PLENARIA.


LA BENEDIZIONE CHE RISCHIARA LE TENEBRE. IL forte momento di preghiera del Papa, con la BENEDIZIONE EUCARISTICA “URBI ET ORBI ”, come opportunità per vivere con fede e speranza questo tempo di prova per tutta l’umanità (Debora Donnini – Città del Vaticano).

È con particolare forza che Papa Francesco ha rivolto un invito a partecipare spiritualmente al momento di preghiera che presiederà domani. Di fronte ad una Piazza San Pietro vuota ma “piena” della presenza spirituale dei fedeli che seguiranno attraverso i mezzi di comunicazione, dal Sagrato della Basilica di San Pietro, il Papa darà con il Santissimo Sacramento la Benedizione “Urbi et Orbi”, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria, “secondo le condizioni previste dal recente decreto della Penitenzieria Apostolica”, ha fatto sapere la Sala Stampa vaticana. E quindi, qui, domani saranno puntati gli occhi del mondo.
Un evento sicuramente straordinario, quello che il Papa farà, in un periodo particolare, dove il mondo è in ginocchio per la pandemia. Un momento di grazia straordinario che concede un’opportunità di vivere con fede e speranza questo tempo di sofferenza e paura.
La Benedizione con il Santissimo Sacramento viene normalmente data al termine dell’adorazione eucaristica, che ha le sue origini intorno alla fine del 1100, inizi del 1200 in Belgio. Il Papa Urbano IV la conobbe e instaurò nel 1264 la Solennità del Corpus Domini per la Chiesa universale. L’anno prima ci fu il miracolo eucaristico di Bolsena. Fu poi incentivata dal Concilio ecumenico tridentino.
La Benedizione “Urbi et Orbi”, che normalmente viene impartita dopo l’elezione del Pontefice, nel giorno di Pasqua e in quello di Natale, è propria del ministero petrino, perché, ricorda il liturgista padre Arturo Elberti, si riferisce alla città di Roma, in quanto vescovo della diocesi, e al mondo, in quanto Sommo Pontefice. Ed è una benedizione a cui è annessa l’indulgenza plenaria.
INDULGENZA PLENARIA - "L'Indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, dispensa ed applica autoritativamente il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi", dice il Catechismo della Chiesa cattolica. La Chiesa ha il potere di perdonare tutti i peccati però ci sono delle conseguenze di questi peccati in questa vita e nell’altra, spiega il biblista don Francesco Voltaggio. Da una parte quindi c’è la serietà del peccato che provoca in noi e negli altri delle ferite e poi c’è il riferimento alla grazia di Cristo e ai meriti dei santi: “così come nel peccato c’è un’influenza negli altri, così c’è una solidarietà nella santità, perché il fondamento è la comunione dei santi”, sottolinea. In alcune occasioni, per autorità della Chiesa, vengono quindi “dischiusi questi tesori” e si applicano al fedele con le dovute disposizioni. Questa indulgenza plenaria si può applicare sia a sé stessi, sia ai defunti.
INDULGENZA PLENARIA E POSSIBILI ASSOLUZIONI COLLETTIVE PER L'EMERGENZA CORONAVIRUS - L’indulgenza plenaria si chiama così perché rimette tutte le conseguenze del peccato a differenza dei casi in cui si può ricevere l’indulgenza parziale. Ora in questo particolare momento, l’indulgenza plenaria viene concessa secondo il recente decreto della Penitenziaria Apostolica, che prevede la possibilità di riceverla in forma straordinaria rispetto a quanto ordinariamente richiesto, in particolare per quanto concerne il Sacramento della Confessione e dell’Eucarestia. Questa grazia è concessa sia ai fedeli affetti da Coronavirus e a chi li assiste, in primo luogo i familiari e i sanitari, sia a tutti i fedeli che pregano per i malati, a condizioni leggermente differenti, illustrate nel decreto della stessa Penitenzieria. “E’ un grazia che risponde al momento che tutti stiamo vivendo, per aiutare tutti a scoprire che Cristo si fa presente nella malattia, nella paura e nella debolezza dell’uomo, come il Buon Samaritano”, sottolinea il canonista don Antonio Interguglielmi.

24 marzo 1974 – 2020: 46° ANNIVERSARIO DI ORDINAZIONE SACERDOTALE .
Pur tra i disagi del coranavirus anche per Malta, rendo grazie a Dio per questi anni di ministero itinerante in giro per il mondo al servizio della Santa Sede e delle Chiese locali, e a coloro che mi hanno sostenuto e mi sostengono con la preghiera e con l'affetto.




23 MARZO 2020 - VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE FRANCESCO A MALTA.
Questa mattina in Vaticano è stato annunciato che a causa della situazione mondiale in corso, in accordo con le Autorità e la Chiesa locale, Il VIAGGIO APOSTOLICO A MALTA DEL SANTO PADRE FRANCESCO (in programma per il 30 e 31 maggio 2020) è stato RINVIATO A DATA DA DEFINIRE .
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A nome della Delegazione della Santa Sede, desidero esprimere al Presidente della Repubblica, al Primo Ministro e agli Uffici governativi interessati, alla Conferenza Episcopale Maltese, all'Arcidiocesi di Malta e alla Diocesi di Gozo, VIVA GRATITUDINE per la disponibilità e l'intenso lavoro svolto nelle ultime settimane per l'organizzazione del Viaggio Apostolico. Non è stato tempo perso. Attraverso il lavoro di preparazione, siamo cresciuti in amicizia e nella condivisione di comuni ideali di servizio al popolo maltese e alla Chiesa. E giacché si tratta di "rinvio", speriamo e preghiamo di poter presto riprendere la preparazione dal punto in cui eravamo arrivati, ... anche perché questo significherà che l'emergenza attuale è stata superata.


12 MARZO 2020 - In questi giorni di emergenza sanitaria, Francesco affida la città di Roma, l’Italia e il mondo alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza. In un videomessaggio, il Pontefice rivolge una preghiera a Maria, “Salute dei malati” e “Salvezza del popolo romano”.

Santa Messa alla MARIAPOLI 2020 del Movimento dei Focolari (Ramla Bay Resort, Mellieha, Malta, 7 marzo 2020).


Visita del Ministro per lo sviluppo sostenibile, il dialogo sociale e l'implementazione del programma, S. E. l' On. CARMELO ABELA, con la gentile Consorte, Signora MELANIE ABELA , e l' Ambasciatore di Malta presso la Santa Sede, S. E. il Sig. FRANK ZAMMIT (Rabat, Malta, 5 marzo 2020).



VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE FRANCESCO A MALTA. RIUNIONE CONGIUNTA delle TRE DELEGAZIONI (Santa Sede, Governo e Chiesa locale) per SICUREZZA e MEDIA, a conclusione della tre giorni di incontri e sopralluoghi (1-3 marzo) (Rabat, Malta, 3 marzo 2020).



domenica 1 marzo 2020

IN DIALOGO PER LA PACE


Questo post sulle attività del Nunzio Apostolico segue a distanza di oltre due mesi quello scritto in vista del Natale scorso. Un tempo vissuto nella semplicità e nella riflessione spirituale sul tema liturgico del Gloria in excelsis deo, et pax in terra hominibus bonae voluntatis” legato al Vangelo della Natività (Luca 1,14) e al Vangelo della Gloria (Giovanni 17, 1-11). In questa prospettiva la vita e la pace divengono un binomio inscindibile e valori orientativi della testimonianza e dell'azione cristiana. Particolarmente per la testimonianza e dell'azione del Nunzio che nel suo lavoro pastorale e diplomatico opera in sinergia con l'azione e gli orientamenti del magistero del Santo Padre. Il riferimento al Santo Padre è molto significativo specialmente in questo tempo di Quaresima che si vive culturalmente nella buona volontà della pace ed ecclesialmente nella preparazione alla Pasqua del Signore. Due orientamenti, umano e spirituale, che sono stati riproposti anche nell'ultimo messaggio di Papa Francesco per la Quaresima del 2020:

Il dialogo che Dio vuole stabilire con ogni uomo, mediante il Mistero pasquale del suo Figlio, non come quello attribuito agli abitanti di Atene, i quali «non avevano passatempo più gradito che parlare o ascoltare le ultime novità» (At 17,21). Questo tipo di chiacchiericcio, dettato da vuota e superficiale curiosità, caratterizza la mondanità di tutti i tempi, e ai nostri giorni può insinuarsi anche in un uso fuorviante dei mezzi di comunicazione.
Mettere il Mistero pasquale al centro della vita significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma di idolatria.
Anche oggi è importante richiamare gli uomini e le donne di buona volontà alla condivisione dei propri beni con i più bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale
all’edificazione di un mondo più equo. La condivisione nella carità rende l’uomo più umano; l’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo. Possiamo e dobbiamo spingerci anche oltre, considerando le dimensioni strutturali dell’economia. Per questo motivo, nella Quaresima del 2020, dal 26 al 28 marzo, ho convocato ad Assisi giovani economisti, imprenditori e change-makers, con l’obiettivo di contribuire a delineare un’economia più giusta e inclusiva di quella attuale. Come ha più volte ripetuto il magistero della Chiesa, la politica è una forma eminente di carità (cfr Pio XI, Discorso alla FUCI, 18 dicembre 1927). Altrettanto lo sarà l’occuparsi dell’economia con questo stesso spirito evangelico, che è lo spirito delle Beatitudini”.

Il Nunzio Apostolico insieme con la Conferenza Episcopale dell'Arcipelago maltese ha annunciato la Visita di Papa Francesco a Malta per il 31 Maggio 2020, giorno di Pentecoste. Una visita che segue quella recente (23 febbraio 2020) a Bari del Papa per partecipare all'Incontro di riflessione e spiritualità dal titolo "Mediterraneo frontiera di pace" organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana e con la partecipazione di “58 vescovi e patriarchi di 20 Paesi che si affacciano sulle acque del Mare Nostrum”. Dal commento del portale del Notiziario del Vaticano si legge a proposito:
Nella messa celebrata a Corso Vittorio Emanuele II, il Papa va all’essenza del cristianesimo: l’amore senza confini, fino ad includere i nemici. Guardando all’instabilità e ai conflitti in Medio Oriente e in vari Stati del Nord Africa, il Papa ricorda che la guerra è “contraria alla ragione” e che non esiste alternativa alla pace. In precedenza, nella cattedrale di Bari, parlando dei cristiani come “instancabili operatori di pace”, Francesco aveva detto ai vescovi:
Troppo spesso la storia ha conosciuto contrapposizioni e lotte, fondate sulla distorta persuasione che, contrastando chi non condivide il nostro credo, stiamo difendendo Dio. In realtà, estremismi e fondamentalismi negano la dignità dell’uomo e la sua libertà religiosa, causando un declino morale e incentivando una concezione antagonistica dei rapporti umani. È anche per questo che si rende urgente un incontro più vivo tra le diverse fedi religiose, mosso da un sincero rispetto e da un intento di pace”.


L'urgenza di cui ha parlato Papa Francesco trova un sicuro riscontro nell'opera di Mons. D'Errico, del quale presentiamo cronologicamente, a partire dalle più recenti, le attività svolte dal Natale scorso.

Incontro con l'Arcivescovo JOSEPH SPITERI, del Clero dell 'Arcidiocesi di Malta, Nunzio Apostolico in Libano (Rabat, Malta, 21 febbraio 2020).


Arrivo della Rev.ma Madre GRAZIA BENGHINI, SUPERIORA GENERALE delle Suore Salesiane Oblate del Sacro CUORE (SOSC), con Sr. Rosaria PEÑA PARAPAINO, SOSC, nuova Collaboratrice della Nunziatura Apostolica.
- Un grande e fraterno BENVENUTO, cara Madre Graziella, con viva gratitudine per il prezioso servizio che le Consorelle SOSC rendono nella casa del Papa a Malta e per la Libia,
- Un cordialissimo BENVENUTO a Lei, cara Sr. Rosaria, con ogni migliore augurio per la nuova fase di servizio missionario in questa terra paolina. (Malta, 17 febbraio 2020).

Messaggio di PAPA FRANCESCO al Presidente AL-SARRAJ per la FESTA NAZIONALE LIBICA (17 febbraio 2020).



VISITA DEL SANTO PADRE A MALTA 
(INTERVENTI DAL 10 AL 15 FEBBRAIO)

10 Febbraio
PAPA FRANCESCO A MALTA IL 31 MAGGIO 2020, DOMENICA DI PENTECOSTE.
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Grazie, Padre Santo.
Siamo tutti felici di accoglierLa in questa isola paolina, e ci piace pensare alla Sua Visita come ad un pellegrinaggio di Pietro sulle orme di Paolo.
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VATICAN INSIDER (SALVATORE CERNUZIO)
Il Papa il 31 maggio a Malta, viaggio nel segno dell’accoglienza
Prima trasferta del 2020 di Francesco che visiterà anche l’isola di Gozo. Nel motto e nel logo un invito a favore dei migranti.

CITTÀ DEL VATICANO. Sarà un viaggio compiuto nel giorno di Pentecoste, quello di Papa Francesco a Malta il prossimo 31 maggio, che prevede anche la tappa a Gozo, una delle ventuno isole che costituiscono l’Arcipelago maltese. A dare la conferma ufficiale di una notizia già fatta circolare nei giorni scorsi da siti e testate maltesi è la Sala Stampa vaticana che, attraverso una dichiarazione del direttore Matteo Bruni, riferisce: «Accogliendo l’invito del presidente della Repubblica di Malta, delle autorità e della Chiesa cattolica del Paese, Sua Santità Papa Francesco compirà un viaggio apostolico a Malta e a Gozo il 31 maggio 2020». Ancora non sono stati resi noti dettagli del programma del viaggio che, spiega la Santa Sede, «sarà pubblicato a suo tempo».
Il Pontefice era stato invitato a visitare Malta - antica sede dell’Ordine cavalleresco che prende il nome dell’isola - durante la visita in Vaticano del presidente George Vella, il 16 settembre 2019. A quella udienza era seguito, due mesi dopo a dicembre, l’incontro privato «previsto da tempo» con il premier già dimissionario Joseph Muscat, al centro di roventi polemiche per l’assassinio della giornalista Daphne Caruana Galizia (ottobre 2017). Un caso di cronaca nera che aveva colpito il Pontefice al punto da decidere di inviare un messaggio di cordoglio, contro ogni protocollo che non prevede telegrammi papali per il decesso di privati cittadini. Con quel gesto il Papa aveva ribadito la sua vicinanza al popolo maltese.
Un legame antico quello tra i Pontefici e questo arcipelago del Mediterraneo che conta meno di 500.000 abitanti. Lo aveva ricordato anche il presidente Vella durante l’incontro di settembre dello scorso anno, riferendo al Papa che le autorità civili e religiose maltesi attendevano da tempo una sua visita e rammentando che «Karol Wojtyla è venuto due volte da noi...».
Giovanni Paolo II aveva visitato infatti il Paese nel 1990 e nel 2001, quest’ultima volta per beatificare dun Ġorġ Preca, primo santo maltese nella storia del cattolicesimo; suor Adeodata Pisani, badessa del monastero di San Pietro nella cittadina di Medina; e Nazju Falzon, frate minore che assistette i soldati maltesi durante la Guerra in Crimea. Benedetto XVI vi si era recato invece nel 2010.
Quella di Jorge Mario Bergoglio sarà dunque la quarta visita di un Papa a Malta negli ultimi trent’anni. Ad accogliere il Pontefice e fare gli onori di casa ci sarà monsignor Charles Scicluna, l’arcivescovo metropolita de La Valletta, stretto collaboratore del Papa, protagonista indiscusso delle indagini sui casi di abusi sessuali del clero e da meno di due anni segretario aggiunto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Anche Scicluna aveva invitato in più di un’occasione Francesco a visitare l’isola, lodata più volte pubblicamente dal Papa come esempio di accoglienza ai migranti, sia nel presente che nel passato. Nella sua omelia per i Vespri conclusivi della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, il 22 gennaio, Papa Francesco aveva infatti ricordato l’ospitalità offerta dalla comunità maltese a San Paolo e ai suoi compagni dopo il naufragio. “Ci trattarono con gentilezza” (Atti 28,2) era infatti il tema scelto per la Settimana ecumenica ed a redigere il testo del tradizionale sussidio di approfondimento erano state proprio le Chiese cristiane di Malta e Gozo, anche per commemorare la Festa del Naufragio di Paolo, che sull’isola si celebra il 10 febbraio.
..... Scicluna recentemente è intervenuto lanciando un appello all’unità dell’isola e all’accoglienza dei profughi. Il presule ha voluto incontrare personalmente i richiedenti asilo e, richiamando il succitato episodio narrato negli Atti, ha affermato: «La Bibbia non ci dice quello che Paolo ha detto. Ci dice cosa hanno fatto i maltesi: videro persone che avevano paura, che avevano freddo, che erano bagnate e accesero un fuoco. Li accolsero, con “insolita gentilezza”. Di questo siamo molto orgogliosi ma dobbiamo continuare a farlo anche oggi, come lo abbiamo fatto migliaia di anni fa».
Sarà questo, con buona probabilità, uno dei messaggi che Papa Francesco riverbererà nel viaggio del 31 maggio, il primo annunciato per il 2020 al quale potrebbero seguire - secondo indiscrezioni - una visita in Grecia e Cipro ed una trasferta nel Sud-est asiatico in autunno.
L’attenzione che il Papa riserverà alla questione migratoria è dimostrata anche dal motto e dal logo scelti per la visita, diffusi oggi dalla Santa Sede. Il motto è, appunto, la frase degli Atti degli Apostoli (Atti 28, 2): “They showed us unusal kindness. Essi mostrarono un'insolita gentilezza”. Il logo mostra invece delle mani che si indirizzano verso la Croce, provenienti da una nave in balìa delle onde. «Le mani», viene spiegato, «rappresentano un segno di accoglienza verso il prossimo e di assistenza a coloro che sono in difficoltà, abbandonati al loro destino».
«Preghiamo perché questa visita del Papa sia anche di incoraggiamento per una nuova evangelizzazione», ha commentato da parte sua monsignor Scicluna in un video girato all’interno di una caverna, nella quale secondo la tradizione l’apostolo Paolo predicò il Vangelo per tre mesi durante il suo soggiorno nell’isola. La presenza del Santo Padre, afferma il prelato, è «un’occasione per noi per ribattezzare questa nostra filantropia, questo nostro spirito di accoglienza… Noi siamo chiamati a dare la vita per gli altri, a risanare le ferite che hanno un po’ fatto a pezzi il tessuto sociale ma anche rincuorarci per poter accogliere gli altri che bussano sulle sponde delle nostre isole chiedendo un po’ di assistenza, qualcuno che li tratti con dignità, con “rara umanità”»

14 Febbraio
VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE FRANCESCO A MALTA. CONCLUSIONE della PRIMA FASE di preparazione. RIUNIONE CONGIUNTA delle TRE DELEGAZIONI (Santa Sede, Governo e Chiesa locale) (Rabat Malta, 14 febbraio 2020).

In un breve VIDEO, l'Arcivescovo SCICLUNA presenta l’imminente VIAGGIO APOSTOLICO del Santo Padre FRANCESCO a Malta.


15 febbraio
VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE FRANCESCO A MALTA. Lettera Pastorale dei Vescovi maltesi.


Visita al nuovo Primo Ministro, S. E. il Dott. ROBERT ABELA (Valletta, Malta, 5 febbraio 2020).

Visita del Cardinale Turkson
Arrivo di S. Em. il Sig. Cardinale PETER K. A. TURKSON, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale (Malta, 1° febbraio 2020).

VISITA DEL CARDINALE PETER K. A. TURKSON. Santa Messa alla Parrocchia di San Lorenzo in Vittoriosa, per il Bicentenaio del Capitolo della Collegiata della Chiesa Matrice (Vittoriosa, Malta, 2 febbraio 2020).

INCONTRO ECUMENICO alla Curia Metropolitana di Malta (Floriana, Malta, 25 gennaio 2020).

Solenne SERVIZIO ECUMENICO alla Pro-Cattedrale anglicana di San Paolo in La Valletta, presieduta dal Vescovo anglicano ROBERT INNES (La Valletta, Malta, 24 gennaio 2020).


Incontro di lavoro con S. E. Mons. CHARLES SCICLUNA, Arcivescovo Metropolita di Malta e Presidente della Conferenza Episcopale Maltese (Rabat, Malta, 23 gennaio 2020).


RIUNIONE di LAVORO del Corpo diplomatico e FAREWELL RECEPTION (cerimonia di commiato) per la partenza dell'AMBASCIATRICE DI AUSTRALIA, S. E. la Sig.ra JULIENNE PATRICIA HINCE (Rabat, Malta, 21 gennaio 2020).

Ordinazione diaconale del Dott. ANDREW CAMILLERI, Consigliere della Presidenza del Movimento dei Focolari per l' Oceania, il Dialogo con persone di convinzione non religiosa, e per il Settore "Ut Omnes Unum Sint" (Chiesa di San Vincenzo de' Paoli, Luqa, Malta, 20 gennaio 2020).


RELAZIONI DIPLOMATICHE 
(dal 16 al 17 Gennaio)

Scambio di AUGURI PER IL NUOVO ANNO del Corpo Diplomatico a Malta con il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA e con il PRIMO MINISTRO (Malta, 16 e 17 gennaio 2020).

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DEAN OF THE DIPLOMATIC CORPS IN MALTA.
GREETINGS FOR THE NEW YEAR
To HIS EXCELLENCY DR. GEORGE VELLA
PRESIDENT OF THE REPUBLIC OF MALTA
(Valletta, 16th January 2020)

Your Excellency Mr. President,
On behalf of the Diplomatic Corps accredited in Malta, it is my honour to thank you for your kind invitation to this important Ceremony, and to express our best wishes to you for the New Year.
Permit me also to extend our greetings to Madam Miriam Vella and your dear family, as well as to your Collaborators in the Office of the President. Through you we also extend our greetings to all Maltese citizens, and especially to those who in various fields contribute to the progress and prosperity of these noble Islands.
Your Excellency,
Our memory of the solemn ceremony of 4th April 2019 and of your inspiring inauguration speech remains very vivid. We have very much appreciated your call for national unity and consensus on key issues, such as the guaranteeing of the just distribution of well-being, the safeguarding of social rights, the quality of life for both Maltese and foreign workers, a holistic education, the respect for human life, the openness to the multi-cultural community, the inter-cultural and inter-religious dialogue, the respect for the Supreme Laws governing the country. As to the International Community, we remember well that you reminded us of Malta’s important role to fulfill in Euro-Mediterranean relations, in bringing Europe closer to the Arab world, as well as in the future development of the African continent.
Your inauguration speech emphasizing national unity is even more relevant in light of the recent developments in the maltese society that deserve the full attention of all people of goodwill, as you stated in your vibrant speech on the Republic Day.
In this context, we do not underestimate the problems, which you have to confront in your daily duties. Nevertheless, we are confident that under your wise guidance, Malta will be able to overcome also the present difficulties, as it has done so many times in its history.
Let me add also that, as official representatives of our Countries, it will be an honour for us to share our views with Your Excellency about these important topics, and more generally about the hopes and challenges of our times. Moreover, we shall be pleased to extend our sincere collaboration for the development of Malta, and for prosperity and welfare of Maltese citizens and all living here.
Your Excellency,
In the solemn atmosphere of today’s Ceremony, allow me to add that we accompany your activities with deep interest and great esteem, and we follow with sincere admiration your tireless commitment - both at home and abroad - to strengthen the place of Malta in the Family of the Nations. With deep gratitude for the attention you are according to the Diplomatic Corps, we sincerely congratulate you for what you have achieved in the past months since assuming your High Office, wishing you all the best for your future activities. Our wishes are that the New Year may be a remarkable one for the progress and continued stability of Malta.
Mister President of the Republic, once again
Happy New Year to you and your dear family!
Happy New Year to those who have public responsibilities!
Happy New Year to all Maltese citizens!
May God Almighty bless and protect Malta always!

Thank you very much!
+ Alessandro D’Errico
Dean of the Diplomatic Corps
Apostolic Nuncio


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DEAN OF THE DIPLOMATIC CORPS IN MALTA
GREETINGS FOR THE NEW YEAR
TO THE HONORABLE PRIME MINISTER
DR. ROBERT ABELA
(Valletta, 17th January 2020)

Honourable Prime Minister,
This traditional gathering at the beginning of the New Year is an encounter that we look forward to, as it gives to the Heads of Mission and the Representatives of the International Organisations - the opportunity to present heartfelt greetings for the New Year to the Government of Malta and enhance our common efforts at forging a genuine community of Peoples and Nations.
Our gathering today is particularly significant within the context of the recent events that have developed within the maltese society, that have led to your election as the Leader of the Labour Party and to your appointment as the Prime Minister of the Republic of Malta.
As representatives of foreign countries, for us it is a great responsibility to follow closely the social and political events; but this is not only a duty, it is also a privilege because it gives us the opportunity to engage into a constructive dialogue with the highest authorities about topics of mutual interest. This has been our experience during the former Prime Minister’s term in office, Dr. Joseph Muscat. We are confident that this experience will continue with Your Excellency and the Ministers of your Government. This will help us a lot in dealing with the issues we face in our daily duties and will make us even happier in carrying our our mission.
Your Excellency,
As you embark on your new service to the Country as the Leader of the Labour Party and Head of the Government, we warmly congratulate you and we wish you all the best for your high responsibilities.
Let me add also that, it will be an honour for us to share our views with Your Excellency and we shall be pleased to extend our sincere collaboration for the development of Malta, and for prosperity and welfare of Maltese citizens and all living here.
We are confident that the maltese society will continue to go through a process based on the respect of each citizen’s dignity, dialogue, unity, common good, solidarity, truth and justice, offering the image of a country worth living in for the present and future generations.
This is indeed possible because the Maltese - as His Excellency the President of the Republic, Dr George Vella, stated in his address on Republic Day - “in their vast majority are honest, hard-working, capable, loyal and God-fearing”.
On this basis, we wish that the country can continue its “journey successfully, locally and internationally”. To Your Excellency, to the Government of Malta and to all the people of good will of Malta and Gozo, we wish success and ask for God’s Blessings.

Thank you very much!
+ Alessandro D’Errico
Dean of the Diplomatic Corps
Apostolic Nunc


Scambio di AUGURI PER IL NUOVO ANNO del Corpo Diplomatico a Malta con il MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI ED EUROPEI (Malta, 17 gennaio 2020).

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DEAN OF THE DIPLOMATIC CORPS IN MALTA.
GREETINGS FOR THE NEW YEAR
TO THE HONOURABLE MR. EVARIST BARTOLO
MINISTER OF EURIOPEAN AND FOREIGN AFFAIRS
(Valletta, 17th January 2020)

Honourable Minister Bartolo,
It is an honour for the Heads of the Diplomatic Missions accredited to the Republic of Malta and the Representatives of International Organi-zations based here to have the opportunity to meet you this evening. Thanking you for your kind invitation, we wish you all the best for the New Year and we extend our greetings to your distinguished Spouse and your Family, as well as to His Excellency the new Parliamentary Secretary, Dr. Stefan Zrinzo Azzopardi, and the much-esteemed Collaborators at the Ministry.
Our gathering today is even more significant after your appointment as Minister of European and Foreign Affairs. We warmly congratulate you and we look forward to establish official and personal contacts with Your Excellency and Dr. Zrinzo Azzoppardi. This will help a lot in dealing with the issues we face in our daily duties as we experienced with your distinguished predicessor, His Excellency Dr. Carmelo Abela during his term of office. We are confident that this experience will continue in the future.
On our part, we wish to assure that, as official representatives of our Countries, it will be an honour for us to continue offering our sincere collaboration for the continued prosperity and welfare of Malta and its people and for the development of the region.
Your Excellency,
In the light of the last developments in the Maltese society that undoubtedly have also taken the attention of the international community, we are confident that in your office as Minister for European and Foreign Affairs you will continue contributing to an international dialogue through which the sound values of the Maltese society can be appreciated and enhanced, in order to override the shadows that have been casted by the recent events.
On this regards, let me quote what His Excelleny the President of the Republic said in his address on Republic Day: “ [The] country should continue carrying the respect it earned for the good it achieved along the years, for a history and culture that go back thousands of years, for the enormous contribution it has made to the attainment of peace in the world, for its eminent history in defense of values, for the traditional generosity of the Maltese people and for the overwhelming potential of its human resources”.
Honourable Minister,
Whilst sincerly desiring Malta’s progress and development, we trust in God’s blessing on Your Excellency, your dear ones and all the people of good will.
Thank you very much.

+ Alessandro D’Errico
Apostolic Nuncio
Dean of the Diplomatic Corps


Solenne Santa Messa "presente cadavere" per il riposo eterno del Cardinale PROSPER GRECH, presieduta dall'Arcivescovo Charles J. Scicluna, con la partecipazione delle più alte autorità civili e religiose (Cattedrale di Mdina, Malta, 9 gennaio 2020).

Incontro con l’Ecc.mo Mons. MARIO GRECH, Pro-Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, e Amministratore Apostolico di Gozo (Malta). (Rabat, Malta, 9 gennaio 2020).

Incontro con S. E. l'Arcivescovo AGOSTINO MARCHETTO, Segretario emerito del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, e con Mons. LAWRENCE GATT, Cancelliere della Curia metropolitana di Malta (Rabat Malta, 8 gennaio 2020).