Visualizzazione post con etichetta Zelimir Puljic. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Zelimir Puljic. Mostra tutti i post

martedì 22 marzo 2016

Attività pastorali del tempo quaresimale

Le attività realizzate dal Nunzio Apostolico in Croazia, nelle ultime settimane di quaresima del mese di marzo, hanno avuto una particolare caratterizzazione pastorale. La presenza ed il magistero del Nunzio sono stati evidenziati, soprattutto dai media cattolici e dai portali missionari, in relazione ad alcuni significativi eventi ecclesiali. In particolare ci riferiamo alle comunicazioni che hanno seguito l'ordinazione episcopale dell'ordinario militare a Spalato, e alle catechesi che Mons. D'Errico ha sviluppato l'8 marzo nella celebrazione a Zara con gli animatori europei dell'Infanzia Missionaria e il 13 marzo a Leskovac Croata con la comunità carmelitana del Divin Cuore di Gesù.
Intervistato dalla HRT, Radio Televisione Croata, tra le personalità civili e religiose presenti all'ordinazione di Mons. Juri Bogdan, l'Arcivescovo D'Errico ha avuto occasione di sottolineare l'importanza ecclesiale del ruolo dell'Ordinario Militare e della sua opera nel contesto del servizio militare nazionale.

Presente all'incontro europeo della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria che si è tenuto a Zara dal 6 al 9 marzo 2016, Mons. D'Errico ha avuto anche la gradita sorpresa di trovare un Sacerdote della Diocesi di Aversa tra i delegati di Europa, don Mario Vincoli di Casaluce, con il quale ha posato per una foto di gruppo insieme con Mons. Zelimir Puljic, Presidente della Conferenza Episcopale Croata.
L'Eucaristica serotina del'8 Marzo nella Parrocchia di Sant'Antonio di Zara, già preannunciata dal portale del Vaticano (News.va), è stata presieduta da Mons. D'errico e concelebrata con molti dei sacerdoti presenti all'incontro missionario. I portali di Misija (missionario della Dalmazia) e di Laudato (che segue particolarmente le attività del Nunzio in Croazia) hanno riportato ampi stralci dell'omelia del Nunzio che ha abbracciato le varie dimensioni dell'Annuncio Evangelico, della Chiesa Missionaria e del Magistero di Papa Francesco.
Riportiamo la traduzione ad sensum dal croato del testo pubblicato dai due portali.

Concelebrata a Zara con i sacerdoti partecipanti all'incontro missionario e con altri sacerdoti, tra i quali don Mladen Kacan responsabile dell'Ufficio missionario dell'Arcidiocesi di Zara. Ha poi partecipato anche l'Arcivescovo Zelimir Puljc. Come rappresentante del Papa, il Nunzio è stato accolto con grande calore e con uno scambio di impressioni con il Segretario Generale della Pontificia Opera dell'IM Baptistine Ralamboarison. Alla Messa hanno partecipato numerosi parrocchiani e i fedeli come segno della calda accoglienza e del supporto agli ospiti provenienti da tutta l'Europa. Il Nunzio ha detto che ha accettato volentieri di presiedere la Messa con gratitudine a Dio e ricordando gli anni trascorsi nei paesi di missione in diverse parti del mondo. Ha ringraziato i partecipanti per il prezioso servizio che svolgono per la missione, per rilanciare la cooperazione sul campo della missione, per portare il Vangelo alle nazioni lontane, e in particolare ai bambini, in ogni parte del mondo. Il Nunzio ha detto che l'incontro degli animatori europei a Zara dovrebbe essere un invito a meditare sulla missione universale della Chiesa e sull'urgenza di una nuova era di evangelizzazione. Dopo il Concilio Vaticano II, il Papa ha dedicato all'azione evangelizzatrice della Chiesa documenti importanti e una parte significativa del proprio lavoro. Fin dall'inizio del suo pontificato, Papa Francesco ha sottolineato l'urgenza dell'evangelizzazione e la gioia dell'evangelizzazione come dimensioni fondamentali della Chiesa. In Evangelii Gaudium - La gioia del Vangelo, il Papa mette il mandato missionario di Gesù a fondamento del suo programma pastorale - ha detto il Nunzio D'Errico, ricordando le parole di Gesù prima di tornare al Padre: ”Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo "(Matteo 28:19). Nel corso della riunione degli animatori missionari europei si è avvertito che queste parole sono rivolte a noi. - Siamo tutti chiamati a sentirci coinvolti, ad alzarci e a fare buon uso dei talenti ricevuti - ha detto il Nunzio D 'Errico. In risposta alla domanda di ciò che possiamo fare per vivere l'impegno evangelico secondo la visione e la guida di Papa Francesco, si devono indicare tre aree in cui sviluppare questa attività. Si tratta prima di un'area pastorale relativa ai fedeli che vivono regolarmente l'esperienza della comunità parrocchiale. Ciò vale in particolare per i paesi di lunga tradizione cristiana, come la Croazia e i paesi partecipanti a questo Incontro. - E Gesù chiede loro di andare. Significa costruire una chiesa che esce, che non si limita a preservare ciò che viene ereditato dal passato. Il Papa è molto chiaro: cercare un cambiamento di mentalità. Di più non è solo il momento in cui si pensa a come preservare ciò che abbiamo ancora. E anche il momento di rimboccarsi le maniche e di mettersi in movimento - Ha detto il nunzio, aggiungendo che chiedendo alla comunità di andare in tutto il mondo, si accoglie l'invito di Gesù' a testimoniare il gioioso annuncio del Vangelo, e si dimostra l'apertura, il dialogo, la comprensione verso tutti. Il Nunzio ha detto che il Papa Francesco dice che dobbiamo dare priorità alla periferia del mondo. - Dobbiamo dare priorità alle classi sociali che hanno più bisogno di sostegno e conforto. Abbiamo tutti bisogno di essere strumenti della misericordia di Dio, della sua tenerezza e dell'amore per ogni essere umano - ha incoraggiato il nunzio. La seconda area di evangelizzazione è collegata con la prima, e si riferisce a coloro che sono lontani, non vivono la missione che hanno ricevuto con il battesimo e che per vari motivi sono agnostici, atei, indifferenti all'offerta di Gesù '. - E questa area richiede una grande attenzione per la nostra comunità. Se vogliamo essere fedeli al ultime parole di Gesù ', non possiamo limitarci a guardare questo triste fenomeno. Dobbiamo avere il coraggio e zelo apostolico per fare il giro del mondo, essere presenti, fare il primo passo, in modo tale da rendere ciascuno di noi capace di accogliere il consiglio dello Spirito Santo. Tutto deve essere accompagnato da una forte preghiera, per questo i nostri fratelli potrebbero riscoprire la gioia della fede e dell'incontro con Dio – ha sottolineato il Nunzio D'Errico. In particolare l'area della missione è l'annuncio del Vangelo a coloro che non hanno ancora conosciuto Gesù o che lo hanno sempre rifiutato. - Vi sono molte parti del mondo in cui vivono persone che non conoscono Gesù. La nostra comunità non può, senza le istruzioni sulla necessità e l'urgenza della missione, andare a offrire loro la gioia del Vangelo. Lo Spirito di Dio suscita regolarmente persone generose e disposte a lasciare la loro patria, come Abramo e di andare fuori nel mondo. - Ha detto il nunzio apostolico, sottolineando che la Croazia ha una grande tradizione missionaria che continua ancora oggi. L'arcivescovo D'Errico ha incoraggiato a ringraziare Dio per i tanti croati missionari che lavorano in terre lontane: sacerdoti, religiosi e fedeli laici.- Dalla mia esperienza, a causa degli anni trascorsi nei paesi di missione, so che la vita non è sempre facile per i missionari: a causa della diversità delle culture e delle tradizioni, la mancanza di risorse e di personale, perché vivono come in esilio. Per esperienza personale so anche quanto sia importante la preghiera e il supporto di chiese che mandano i loro missionari. Ecco perché vogliamo pregare per i nostri missionari e che continueremo a fornire sostegno materiale per il loro lavoro missionario - ha detto il Nunzio. In questa prospettiva si può comprendere il sogno di Papa Francesco e della Evangelii Gaudium. Questa scelta missione è in grado di trasformare ogni cosa. Ciò significa che la Chiesa in movimento, che apre orizzonti del mondo, servizio alla comunità e incontri culturali è una Chiesa con la porta aperta, un simbolo per il mondo, per l'amicizia e la fiducia, una Chiesa che cerca di annunciare e testimoniare la gioia del Vangelo.- E 'un sogno che vogliamo accettare senza riserve, insieme con i vescovi che seguono le istruzioni che il Santo Padre dà con i suoi insegnamenti e con il suo esempio di vita. Pregate per la realizzazione del sogno del Papa, che è il desiderio di Cristo della Chiesa missionaria – ha incoraggiato il Nunzio. In particolare si è rivolto ai numerosi bambini che hanno animato con canti la Messa, per sostenere i bambini di tutto il mondo e per aiutare con le loro preghiere e contributi le missioni. - Purtroppo molti non sono sempre in grado di vivere una vita cristiana, di studiare, vestirsi, e con mancanza di beni materiali - ha detto il nunzio e ha ricordato come, quando era nunzio apostolico in Pakistan, soli 100 euro all'anno erano abbastanza per consentire allo studente di avere la possibilità di studio per tutto l'anno. Descrivendo l'Incontro degli animatori europei incoraggia tutti a contribuire con gioia perchè i bambini abbiano l'opportunità di vivere pienamente, l'arcivescovo D'Errico ha incoraggiato a pregare che alla Chiesa amata in Croazia non manchi mai la sensibilità missionaria e l'impegno per la nuova evangelizzazione. E 'urgente e necessario avviare la regolare pastorale per coloro che sono lontani. - Vogliamo pregare per avvertire più l'urgenza di trasformare le mentalità, ripete il Papa. Questo significa che dobbiamo essere aperti allo Spirito Santo, che muove la Chiesa con generosità e coraggio, senza paura e senza riferirirsi al comodo criterio pastorale del sempre si è fatto in questo modo -. Ha detto il nunzio apostolico. A Maria, Madre della Chiesa che evangelizza e stella della nuova evangelizzazione ha affidato il lavoro di questo importante evento ecclesiale a Zara. - Maria, aiutaci a dire con gioia e con la piena disponibilità il nostro 'sì' alla chiamata di Gesù ', di recare la buona notizia con le nostre azioni. Attraverso di Lei è piaciuto al Padre celeste di inviare il Figlio Gesù, e continua a lavorare con noi la forza dello Spirito Santo, per la gioia dei progressi del Vangelo nella nostra comunità e che nessuna parte periferica, nessuna periferia, sia privata della sua luce - ha concluso Nunzio D'Errico.

Dal commento dell'IKA, agenzia cattolica croata, rileggiamo nella traduzione ad sensum anche i contenuti della catechesi svolta il 13 marzo 2016 dal Nunzio durante la celebrazione con la Comunità Carmelitana del Divin Cuore di Gesù di Leskovac Croata.


Croata Leskovac, (IKA) - Il Nunzio Apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, ha visitato il Domenica 13 marzo il monastero del Divin Cuore di Gesù in Leskovac Croata e ha presieduto una Messa concelebrata con p. Ivica Hadas ed il parroco di San Giovanni Nepomuceno Vjekoslav Pavlovic.
Gli ospiti sono stati accolti dai residenti della Casa di S. Giuseppe e dalla superiore provinciale M. Kristina Pišković della provincia croata delle Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù, presenti la Superiore Generale Madre Angeline Finnell, i bambini della Casa di S. Giuseppe e la comunità carmelitana del Divin Cuore di Gesù e le giovani carmelitane operanti nel monastero. S. Kristina ha espresso gioia e gratitudine al rappresentante del Santo Padre per la Croazia per l'incontro che ha avuto luogo esattamente il giorno del terzo anniversario dell'elezione di Papa Francesco nel servizio di successore di San Pietro. Ha notato che il Carmelo nel suo carisma, con i suoi santi e con il suo patrimonio spirituale, favorisce l'amore per la Chiesa e per il Santo Padre, favorisce il senso delle necessità della Chiesa, così come la speciale preghiera e preoccupazione per tutti i suoi propositi. Ha poi brevemente presentato la Congregazione, la figura del fondatrice Beata Madre M. Teresa di S. Giuseppe e le Suore operanti.
Con un discorso cordiale alle suore e ai fedeli mons. D'Errico ha fatto riferimento a Papa Francesco e ai messaggi essenziali del suo pontificato. Egli ha testimoniato circa l'esperienza del suo incontro con il Vicario di Cristo e lo ha presentato come persona spirituale straordinaria che consapevolmente e chiaramente porta la spiritualità nel mondo. Anche se sono solo tre anni da quando Papa Francesco è stato eletto, si sente come se fosse stato molto più a lungo grazie a ciò che Papa Francesco è riuscito a raggiungere durante il suo pontificato, ha detto il Nunzio. Il papa sottolinea costantemente che dovremmo cambiare la mentalità, gli atteggiamenti e la vita in modo da essere in grado di affrontare le difficoltà che incontriamo nella vita di tutti i giorni. Il tempo in cui viviamo rappresenta una primavera della Chiesa, grazie ai grandi contributi e ai grandi sforzi compiuti da Papa Francesco. Il Nunzio ha spiegato che l'insegnamento e l'insegnamento di Papa Francesco è stato pronunciato nella sua esortazione "Evangelii gaudium ''. A proposito egli parla quasi ogni giorno nella predicazione alla Messa nella Casa S. Marta. Si tratta di un progetto che è contenuto nelle ultime parole di Gesù prima della sua ascensione al il cielo: "andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a tutti i popoli". Da queste parole di Cristo dovrebbe partire il progetto della nuova evangelizzazione. Il Nunzio ha detto che siamo solo un momento di un tale progetto, in questo tempo; tutti, persone consacrate e laici, devono sentirsi chiamati a contribuire a portare nuova freschezza e testimonianza alla costruzione del Regno di Dio. Il progetto della nuova evangelizzazione, secondo l'insegnamento del Papa, è un progetto della Chiesa, che è aperta, ecumenica e missionaria, perché questa chiesa vuole Gesù il fondatore della Chiesa, ha detto Mons. D'Errico. Con la sua omelia ha spiegato che la realizzazione concreta di questa missione di Gesù si lega al bisogno di andare verso la periferia per soddisfare tutti, senza distinzione. Queste periferie possono essere materiale (i poveri e abbandonati, gli anziani, i malati ...) e spirituali. Alla periferia è rivolto l'esempio della fondatrice Beata Madre M. Teresa di S. Giuseppe. Rivolgersi alle persone della periferia dovrebbe essere la nostra scelta e dovrebbe essere la priorità. La periferia spirituale si riconosce nelle persone che prima partecipavano alla vita della chiesa e ora non fanno più così, o in chi non è mai venuto in chiesa. Secondo gli insegnamenti di Papa Francesco, le periferiche spirituali appartengono a persone che sono spiritualmente lontano da noi. È a loro che dobbiamo un rispetto speciale che provoca anche il nostro impegno ecumenico.
E in questo contesto ecumenico mons. D'Errico ha spiegato la proposta e la decisione del Santo Padre, che ha stabilito che ha istituito la commissione mista teologica cattolica-ortodossa per illuminare le circostanze storiche e gli eventi in cui ha agito il Beato. Alojzije Stepinac. Dopo un attento esame della vita e dell'opera del cardinale Alojzije Stepinac è chiaro che la sua santità e canonizzazione da parte del partito cattolico è indiscutibile. Ma con la parte ortodossa ci sono dubbi da superare per evitare un nuovo allontanamento. Pertanto, Papa Francesco ha compiuto questo gesto ecumenico che vuole riconoscere quel gigante spirituale che è stato Stepinac e che davvero venga riconosciuto reciprocamente come modello e patrono della Chiesa universale.
La Santa Messa è stata animata dal coro misto, sotto la direzione del Prof. Renato Ivos – Krajina. l'incontro di comunione con il Nunzio Apostolico è continuato durante la serata con una conversazione spontanea con le sorelle che lo hanno informato della loro vita e del loro lavoro. Con le raccomandazioni che le loro preghiere vengano trasferiti al Santo Padre, per il quale il Carmelo quotidianamente prega, la visita si è conclusa nella reciproca speranza per la realizzazione di molti di questi incontri.


venerdì 19 giugno 2015

Vita ecclesiale e prospettive del dialogo e dell'ecumenismo

Papa Francesco a Sarajevo. I giorni dalla metà di Maggio alla metà di Giugno sono stati per il Nunzio Apostolico in Croazia ricchi di esperienze relazionali e di presenza ecclesiale. Particolare significato per il suo ministero diplomatico e per il suo riferimento pastorale ha assunto soprattutto la visita del 6 Giugno di Papa Francesco a Sarajevo. Nella sua comunicazione di Febbraio scorso in Piazza San Pietro il Papa ha in pratica riassunto il contesto e lo scopo della sua visita, rimarcando i concetti ecclesiali testimoniati e rielaborati da oltre un decennio anche nelle relazioni diplomatiche della Santa Sede con la Bosnia ed Erzegovina, ove Mons. D'Errico ha svolto il ministero di Nunzio Apostolico dal 2007 al 2012 siglando in rappresentanza della Santa Sede importanti accordi con quella nazione.
Leggiamo le parole dell'annuncio di Papa Francesco:

"Desidero annunciare che sabato 6 giugno, a Dio piacendo, mi recherò a Sarajevo, capitale della Bosnia ed Erzegovina. Vi chiedo fin d'ora di pregare affinché la mia visita a quelle care popolazioni sia di incoraggiamento per i fedeli cattolici, susciti fermenti di bene e contribuisca al consolidamento della fraternità e della pace, del dialogo interreligioso, dell'amicizia.” 

San Giovanni Paolo II fu a Sarajevo il 12 e il 13 aprile 1997. Ricordiamo anche le sue parole: "In questa regione da secoli si sono incontrati, e non di rado scontrati, l'Oriente e l'Occidente. Da molto tempo viene qui sperimentata la possibilità della convivenza tra culture diverse che hanno, ciascuna a suo modo, arricchito di valori la regione. In Bosnia ed Erzegovina convivono i popoli degli slavi del sud, uniti nella stirpe, eppur divisi dalla storia. In questa città capitale, ad esempio, s'innalzano verso il cielo la cattedrale cattolica, la cattedrale ortodossa, la moschea musulmana e la sinagoga ebraica".

Di ritorno da Sarajevo, all'Angelus del 7 giugno, Papa Francesco ha così riferito della sua visita:

“Ieri mi sono recato a Sarajevo, in Bosnia ed Erzegovina, come pellegrino di pace e di speranza. Sarajevo è una città-simbolo. Per secoli è stata luogo di convivenza tra popoli e religioni, tanto da essere chiamata ‘Gerusalemme d`occidente’. Nel recente passato è diventata simbolo delle distruzioni della guerra. Adesso è in corso un processo di riconciliazione, e soprattutto per questo sono andato: per incoraggiare questo cammino di convivenza pacifica tra popolazioni diverse; un cammino faticoso, difficile, ma possibile! Lo stanno facendo bene. Rinnovo la mia riconoscenza alle Autorità e all'intera cittadinanza per l'accoglienza calorosa. Ringrazio in particolare la cara comunità cattolica, alla quale ho voluto portare l'affetto della Chiesa universale. Ho apprezzato l'impegno di collaborazione e di solidarietà tra persone di religioni diverse, spronando tutti a portare avanti l'opera di ricostruzione spirituale e morale della società.
Lavorano insieme come veri fratelli. Il Signore benedica Sarajevo e la Bosnia ed Erzegovina”.

40 Giorni per la vita. Il 26 Maggio 2015 Mons. D'Errico ha accolto nella Nunziatura di Zagabria Ante Čaljkušić responsabile delle iniziative in Croazia della Campagna internazionale a favore della vita, sorta nel 2004 e presente in molte nazioni. Su Laudato si legge un breve comunicato dell'incontro:

Si è discusso di storia, di civiltà, storia, di ambiente e di urbanesimo; dello sviluppo delle iniziative in nuove città e dell'assistenza fornita alle donne in gravidanza. Il Nunzio D`Errico ha espresso soddisfazione e ha benedetto il lavoro di tutti coloro che sono coinvolti, dicendo che l'attività a favore della vita è molto importante e che sosterrà ulteriori sforzi.
Ante Čaljkušić ha ringraziato il Nunzio per l'ospitalità ed ha espresso la sua gioia per il sostegno e la benedizione dei Vescovi croati e di Papa Francesco.

Celebrazione della Madonna della Porta di Pietra con il Cardinale Pell. Sul portale dell'Arcidiocesi di Zagabria si legge una terna di articoli che riguardano la presenza a Zagabria del Cardinale George Pell, Prefetto del Segretariato per gli Affari Economici della Santa Sede. Egli è stato accolto all'aeroporto di Zagabria il 31 Maggio dal Nunzio Apostolico e dal Cardinale Bozanic, arcivescovo della Capitale. Ha poi presieduto la celebrazione eucaristica e la processione per la città in onore della Madonna; la sua omelia è stata incentrata sul mistero della Santissima Trinità e sulla Mariologia. Il giorno dopo ha tenuto una lectio magistralis nel contesto culturale della celebrazione della Giornata dell'Università Croata, trattando una importante tematica per la Chiesa nel mondo contemporaneo.



S. E. Alessandro D'Errico è stato sempre accanto al Cardinale in tutti questi eventi, ai quali hanno partecipato moltissimi altri Vescovi insieme con Monsigno Zelimir Pulic, Presidente della Conferenza Episcopale Croata
I post sul portale dell'Arcivescovato sono arricchiti e commentanti con ampie gallerie fotografiche.

Su questo blog si possono leggere alcuni post di approfondimento della celebrazione della Madonna della Porta (>>vedi >>).



domenica 1 febbraio 2015

Eventi significativi per l'Episcopato e la Chiesa in Croazia

Il mese di gennaio del 2015 a Zagabria è stato caratterizzato, oltre che dagli avvenimenti della vita politica e civile come le elezioni presidenziali e i ricevimenti ufficiali della diplomazia, anche da alcuni eventi significativi che hanno riguardato l'episcopato e la vita ecclesiale in Croazia.
Il coinvolgimento del Nunzio Apostolico in questi eventi è le chiave di lettura di questo post che ne propone una sintetica carrellata.

L'elogio dell'Arcivescovo di Sarajevo
Il cardinale Vinko Pulic, arcivescovo di Sarajevo, il 13 Gennaio 2015 è stato ospite a Zagabria del Club Diplomatico che ha promosso una Giornata per il Riconoscimento internazionale della Repubblica di Croazia. Egli ha tenuto una conferenza sul tema “1992 – 2015: la Santa Sede e i Croati in Bosnia-Erzegovina", ed ha sviluppato un importante discorso storico e religioso, nel quale ha messo in rilievo la funzione della Nunziatura Apostolica di Sarajevo. Nel descrivere l'opera dei vari Nunzi, il Cardinale ha evidenziato l'apporto dell'Arcivescovo Alessandro D'Errico, operante a Sarajevo dal 2005 al 2012, descrivendone l'importanza con i concetti che si evincono dal commento letto su IKA e tradotto ad sensum dal croato.

Il Cardinale Puljic ha citato il nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina. Il primo Nunzio Apostolico fu l'arcivescovo Francesco Monterisi (1993-1998), poi l'arcivescovo Giuseppe Leanza (1999-2003), poi l'arcivescovo Santos Abril y Castello (2003-2005), e l'Arcivescovo Alessandro D'Errico (2005 - 2012), la cui opera è stata forse la più importante e significativa per la firma dell'Accordo tra la Santa Sede e la Bosnia-Erzegovina. In questo contesto, il cardinale ha sottolineato che l'Accordo suddetto è molto buono, ed è ispirazione e riferimento per la legge per i diritti religiosi e delle libertà, che viene preparata e formalizzata dal Consiglio Interreligioso. Importante anche per la pastorale militare, l'Accordo riceve oggi l'impegno e gli sforzi di attuazione dell'attuale nunzio, mons. Luigi Pezzuto.

La nomina del Vescovo di Krk
Le agenzie cattoliche IKA e Laudato hanno pubblicato con alcuni commenti il comunicato della Nunziatura di Zagabria relativo alla nomina del nuovo vescovo di Krk e consegnato da Mons. D'Errico all'Ufficio Stampa della Conferenza Episcopale Croata a mezzogiorno del 24 Gennaio 2014. Lo leggiamo nella traduzione ad sensum dal croato.

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia dell'arcivescovo Valter Zupan a pastore della Diocesi di Krk in conformità al canone del Codice di Diritto Canonico ed ha nominato vescovo della medesima provincia ecclesiastica P. Ivica Petanjaka, OFM. Cap., ex guardiano di Osijek.
Fra Ivica Petanjak è nato il 29 agosto 1963 a Đakovo, Arcidiocesi di Đakovo-Osijek, Parrocchia di S. Michael in Drenje, da una famiglia di fedeli cattolici. Ha frequentato il liceo a Osijek (1978-1982), e poi è entrato nel noviziato dei Cappuccini in Karlobag. Va al servizio militare e al suo ritorno completa il noviziato e prende i voti temporanei il 4 novembre 1984. Nello stesso anno ha iniziato gli studi teologici presso la Facoltà Teologica Cattolica di Zagabria. Prende i voti perpetui nell'Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini il 4 ottobre 1988; è stato ordinato sacerdote il 24 Giugno 1990 a Zagabria. Dopo l'ordinazione continua come vice prefetto di educatori e seminaristi a Varazdin (1990- 1991), e dopo come pastore associato e cappellano dell'ospedale di Spalato (1991-1995). E' stato inviato a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana nel 1995, dove ha studiato la storia della Chiesa. Ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2002, difendendo la sua tesi dal titolo: "Michelangelo Bosdari a Ragusa OFM Capp, Predicatore, diplomatico, uomo di Governo e guida spirituale (1653-1729)", lavorando sotto la guida del professor Luigi Mezzadria. Dopo è diventato maestro di teologia a Zagabria, e dal 2005 al 2011 Ministro provinciale. E' stato parroco di Nostra Signora di Lourdes a Fiume ed educatore dei postulanti dal 2011, e da agosto 2014 Guardiano di Osijek e Definitore provinciale.

La Sessione Congiunta della Conferenza Episcopale Croata e della Conferenza Episcopale di Bosnia-Erzegovina
Il 26 Gennaio 2014 si è aperta nella sede croata di Zagabria la Sessione congiunta delle due Conferenze Episcopali. Essa si è conclusa il giorno dopo con il comunicato ufficiale alla stampa.
La relazione introduttiva dell'Arcivescovo Zelimir Pulic, Presidente della Conferenza Croata, ha riguardato un bilancio delle problematiche affrontate l'anno precedente e la presentazione delle tematiche attualmente poste in discussione: la nomina del vescovo di Krk,le procedure per alcune beatificazioni, le inondazioni in alcuni territori del paese, alcuni temi di attualità croata come le vita parrocchiale, le missioni, il fenomeno delle migrazioni, e la solidarietà con le popolazioni cattoliche della Bosnia-Erzegovina. Sono state approfondite questioni liturgiche comuni e quelle relative alla formulazione del Martirologio Croato.
L'Arcivescovo Alessandro D'Errico ha partecipato ai lavori della Sessione Congiunta ed è intervenuto con una comunicazione che traduciamo ad sensum dal commento letto su KTA.

Nel suo discorso il Nunzio D'Errico ha detto che la Chiesa di Dio in Croazia ha iniziato questo anno di grazia nel migliore dei modi con la nomina del vescovo di Krk. Si è rivolto a tutti i membri della CBC, ed uno speciale saluto ha rivolto ai vescovi della BC BH, Ha voluto rilevare che mantiene vivo il ricordo degli anni in cui ha servito la Santa Sede e la Chiesa in Bosnia-Erzegovina. Egli ha sottolineato che, a livello diplomatico, la Santa Sede ha fatto tutto il possibile per incoraggiare la comunità internazionale ad un maggiore impegno per la Bosnia-Erzegovina e per i croati nel paese. In questo contesto, ancora una volta ha invitato i vescovi a rafforzare il loro impegno e la loro riflessione collegiale sulla difficile situazione dei cattolici e del popolo croato in Bosnia-Erzegovina. Ha detto che dal punto di vista della Santa Sede, l'incontro annuale congiunto delle due Conferenze episcopali è un evento importante, perché dà la possibilità, non solo per la comune deliberazione sulle questioni comuni della vita pastorale, ma anche di stare insieme nel pensare alle sfide che la nazione cattolica croata deve affrontare nelle reali situazioni concrete.



La Settimana Teologica-Pastorale
Il tema della 55.a Settimana Teologica-Pastorale, apertasi il 27 Gennaio 2015 nel Seminario Interdiocesano ed organizzata dalla facoltà di Teologia di Zagabria, ha riguardato le problematiche del Matrimonio e della famiglia nella società contemporanea. L'evento ha registrato la presenza numerosa di teologi e religiosi, di vescovi sacerdoti e diaconi, di ospiti delle varie confessioni e provenienti da tutti i paesi dell'area dei Balcani. Il Cardinale Bozanic, Gran Cancelliere della Facoltà, ha accolto i convenuti con un discorso che ha fatto risaltare la tematicadella Settimana in relazione al Magistero della Chiesa e alle indicazioni emerse dal Sinodo dei Vescovi. Ha annunciato l'incontro nazionale delle famiglie cattoliche croate che si terrà 19 aprile 2015 presso il Santuario di Nostra Signora di Trsat a Rijeka, ed ha svolto approfondimenti teologici e spirituali sul tema della Famiglia.
Per quanto riguarda l'intervento che il Nunzio Apostolico ha svolto nel corso dell'incontro propongo la traduzione ad sensum del commento letto su IKA.

Il Nunzio Apostolico in Croazia, l'arcivescovo Alessandro D'Errico, nel suo discorso ha detto che il tema della Settimana Teologica-Pastorale è particolarmente importante perché si inserisce nel contesto del pensiero della Chiesa incoraggiato da Papa Francesco, e in vista della regolare Assemblea del Sinodo dei Vescovi che si terrà a Vaticano nel mese di ottobre di quest'anno. Il Nunzio ha detto: "Vorrei condividere la mia gioia per la scelta di questo tema, che testimonia ancora una volta il rapporto di comunione della Chiesa di Dio in Croazia con la Santa Sede e il dinamismo delle riflessioni teologico-pastorali di questa facoltà".
Egli ha sottolineato che questo argomento è "di grande attualità a causa delle sfide pastorali che dobbiamo affrontare nel contesto di profonde trasformazioni che si sono verificati negli ultimi anni e grazie ai nuovi orizzonti che si sono aperti dopo la piena integrazione nell'Unione europea della Croazia". Ha ancora detto:"Sono pieno di fiducia che la riflessione di questa settimana pastorale si arricchisce dei contributi dei massimi esperti nel corso di questa settimana pastorali, che saranno di sostegno alle grandi responsabilità delle varie componenti del Popolo di Dio, in questo nuovo periodo di evangelizzazione che viviamo e al quale guardiamo con grande speranza".

La prima del film "Uzdol 41"

L'evento realizzato il 28 Gennaio 2015, nell'affollata sala dell'Istituto Pastorale dell'Arcidiocesi di Zagabria, ha riguardato la proiezione di un documentario sul massacro di civili avvenuto nel 1992 ad Uzdol in Bosnia-Erzegovina durante il giorno dedicato alla Festa della Esaltazione della Santa Croce. Alla prima, che è stata accompagnata da un dibattito storico e religioso sulla vita e sulla guerra, è stato presente anche il Nunzio Apostolico insieme con il Cardinale Bozanic, Arcivescovo di Zagabria, con il Cardinale Puljic, Arcivescovo di Sarajevo, con il Sindaco di Zagabria Milan Bandic e con altri esponenti della vita pubblica religiosa e civile.



domenica 5 ottobre 2014

Una reliquia di San Simeone profeta alla Chiesa Greco-Cattolica di Croazia

Nella storia agiografica della traslazione delle reliquie di San Simeone profeta, prima dalla Palestina a Costantinopoli nel VI secolo e poi nel XIII secolo a Zara in Dalmazia, c'è il segno di un percorso biblico ed ecumenico che unisce la Chiesa Cattolica con la Chiesa Greca-Cattolica. E ancora oggi questo percorso si ritrova spiritualmente per unire le due istanze confessionali del Cristianesimo in Croazia. Una reliquia di San Simeone viene portata dal Vescovo di Zara all'Eparca di Križevci e diviene simbolo di comunione tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Greco-Cattolica. Ciò avviene nella modalità anch'essa significativa di una sacra consegna da parte del Vescovo di Zara, Mons. Pulijc che è Presidente della Conferenza Episcopale Croata, al Vescovo Kekic della sede di rito Greco-Cattolico suffraganea dell'Arcidiocesi di Zagabria. Una sacra consegna che avviene con la presenza e la partecipazione benedicente del Vescovo D'Errico, rappresentante della Santa Sede in Croazia. Il luogo dell'incontro tra i due Presuli per la consegna della sacra reliquia è Jastrebarsko, situato ad una quarantina di chilometri ad ovest di Zagabria, ove è stata costruita una chiesa per commemorare i 400 anni di presenza della Chiesa Greco-Cattolica in Croazia.

Il dono della reliquia, da parte della Chiesa di Zara dedicata a San Simeone profeta, assume quindi un grande significato per la comunione ecclesiale e per i valori storici della fede. A Zara il 18 ottobre è dedicato alla festa del santo patrono e grandi sono le celebrazioni religiose e culturali che si fanno in suo onore, nel recuperare sia il valore teologico e biblico dell'exemplum del Profeta che riconobbe il Salvatore nel Bambino Gesù presentato al Tempio, e sia nella promozione degli studi agiografici e delle relazioni ecumeniche. Per un approfondimento sul culto di San Simeone a Zara si può vedere anche il post del 12 ottobre del 2013 su questo blog.
L'evento della consegna della reliquia è avvenuto domenica 21 settembre 2014, ed è stato religiosamente svolto nel clima creato dalla recita dell'antico inno mariano ed ecumenico Akatisto. In precedenza esso è stato annunciato il 12 settembre 2014 dai portali territoriali dell'Eparchia zagabrese, e soprattutto da quello della località della celebrazione che ha descritto le ragioni storiche e spirituali insieme con il folto programma nel quale si è posto in evidenza la partecipazione del Nunzio Apostolico in Croazia e la sua benedizione ai bambini con la reliquia di San Simeone.
L'evento è stato poi commentato in contemporanea anche dai portali dell'Arcivescovato di Zara, delle agenzia cattoliche e da altri media giornalistici radiofonici e televisivi.
Molti di questi riporti e commenti del sacro evento sono stati arricchiti con belle gallerie fotografiche e con alcuni video divulgati sulla rete.
L'eco dell'importante evento è durata anche oltre, ed ha avuto un risonanza ulteriore con un bel post del 28 settembre 2014 sul portale della Parrocchia della Trasfigurazione a Jastrebarsko direttamente coinvolta nelle celebrazioni della lunga processione ecumenica e della consegna della reliquia di San Simeone. 
Di seguito riporto una sintesi ricavata dal testo della Parrocchia tradotto ad sensum.

Benvenuto San Simeone
28/09/2014
L'arcivescovo di Zara Zelimir Puljic, Presidente della Conferenza Episcopale Croata, ha consegnato il 21/09/2014 con una cerimonia a Jastrebarsko un reliquia di San Simeone al Vescovo di Krizevic Nicola Kekica

Un lungo corteo in processione si è radunato nella la Piazza Strossmayer per assistere alla consegna formale della reliquia di San Simeone che l'arcivescovo di Zara Mons. Zelimir Puljic ha dato alkic Vescovo di Krizevci Nicola Kekic per la chiesa della Trasfigurazione del Signore in Jastrebarsko.
Ha partecipato un gran numero di fedeli e pellegrini, membri di associazioni culturali e artistiche della nostra città, di Zara e Žumberak,insieme con i vigili del fuoco di Jastrebarsko. Per l'occasione
sono intervenuti il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, mons. Alessandro D'Errico, Don Giuseppe Lenkić cancelliere dell'arcidiocesi di Zara e custode del Santuario di San Simeone a Zara, Radovan Dunatov responsabile della cultura della città di Zara, Neven Zarkovic membro dell'Ordine di S. Giorgio e l'inviato di Sua Eccellenza l'arciduca Carlo d'Asburgo, il Coro del Duomo di Zara e di Zagabria Krizevci, un gran numero di sacerdoti della Chiesa cattolica romana e di rito cattolico greco, tra cui il reverendo Stephen Rožanković pastore di Jaska e Milan Stipic parroco della Trasfigurazione.
Il sindaco di Jaska Zvonimir Novosel ha accolto e ringraziato tutti per essere venuti nella nostra città. Questo è un evento di grande importanza per la nostra città, ha detto Novosel, e ha ringraziato l'Arcidiocesi di Zara per questo dono inestimabile. Questo è l'inizio di una nuova collaborazione spirituale e culturale, ma anche un grande motivo per il rilancio di Jastrebarsko.
L'arcivescovo di Zara, mons. Zelimir Puljic, è stato contento della festosa accoglienza ed ha ringraziato la città e il sindaco per il riconoscimento. Egli ha riferito che quando il vescovo Nicola Kekic ha inviato una richiesta di donazione di una reliquia di San Simeone, non avuto dubbi, ed in onore di questo grande Santo, ha portato in Jastrebarsko un dono per la Chiesa della Trasfigurazione del Signore.
Il Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Zara Giuseppe Lenkić ha letto i documenti della donazione della reliquia. La reliquia di San Simeone è stata portata dal vescovo Kekic con una maestosa processione per le vie di Jaska alla Chiesa greco-cattolica.
Poi è stato accolto solennemente il Nunzio Apostolico, mons. Alessandro d'Errico, e nella Chiesa della Trasfigurazione del Signore è stata celebrata la liturgia solenne dal vescovo Kekic. Questi ha ringraziato la diocesi di Zara e mons. Pulijc per questo grande dono, e ha invitato tutti i fedeli a pregare San Simeone in questa chiesa, che da ieri ha un nuovo altare che ospita la reliquia del santo.
Dopo la collocazione della reliquia il Nunzio Apostolico mons. Alessandro D'Errico ha benedetto tutti i bambini presenti.
I fedeli e pellegrini che hanno partecipato a questa grande cerimonia hanno immediatamente colto l'occasione per venerare San Simeone, e alla fine della cerimonia il Coro del Duomo di S. Anastasia di Zadar ha dato un concerto con canti sacri della tradizione greco-cattolica e del patrimonio glagolitico.



lunedì 9 giugno 2014

La Giornata dell'Università Cattolica Croata

Al rientro alla Nunziatura di Zagabria, dopo aver partecipato in Italia alle celebrazioni della Beatificazione di padre Mario Vergara e del catechista Isidoro Ngei Ko Lat (vedi post precedente), Mons. D'Errico ha ripreso l'agenda dei suoi impegni pastorali e missionari in Croazia. Impegni che lo portano nei giorni tra Maggio e Giugno a vivere in rappresentanza della Santa Sede alcuni eventi importanti nella Capitale, nelle Diocesi viciniore e in altre più lontane. Tra questi impegni si pongono la partecipazione alla Giornata dell'Univerità Cattolica celebrata a Zagabria il 30 Maggio, la grande festa mariana popolare del 31 Maggio dedicata alla Madonna della Porta di Pietra Patrona della città, la Celebrazione Eucaristica del 4 Giugno per la Festa di San Quirino a Sisak e per la lettura del Decreto di elevazione a Basilica Minore della Chiesa dedicata al Santo, la celebrazione della Solennità di Pentecoste (Domenica 8 giugno) al Santuario di Trsat (Rijeka), e la Conferenza a Zagabria del 10 Giugno 2014 presso il Circolo Diplomatico Croato con un Discorso sulla Diplomazia Vaticana.
Ampiamente riportati e commentati dai media cattolici croati e dai portali diocesani interessati, dedichiamo a ciascuno di questi impegni un breve post.

La Giornata dell'Università Cattolica del 30 Maggio è stata caratterizzata da celebrazioni religiose e da iniziative culturali, come la Conferenza sul tema della Università cattolica nel mondo contemporaneo, che hanno coinvolto molte Personalità del mondo ecclesiale e del mondo civile, del corpo docente e degli studenti. Tra gli Ecclesiastici S. E. Alessandro D'Errico Nunzio Apostolico, insieme con il Cardinale Josip Bozanic Arcivescovo di Zagabria, con il cardinale Zenon Grocholewski Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, con l'Arcivescovo Zelimir Puljic Presidente della Conferenza Episcopale Croata, e con altri Prelati e Rettori delle Università Croate,
Tra le personalità della Politica e della Cultura i rappresentanti del Ministero della Scienza, dell'Istruzione e dello Sport e del Presidente della Repubblica di Croazia Ivo Josipovic.
Nei discorsi ufficiali, del Rettore Zeljko Tanjič e del Cardinale Bozanic, e nella Lectio Magistralis del Cardinale Grocholewski si è fatto grande riferimento alle ispirazioni di Papa Francesco, nella Evangelii Gaudium, sull'educazione e sulla vita scolastica, e all'importanza della dimensione culturale del futuro europeo dei giovani.



Riporto di seguito alcuni link dai media croati che hanno seguito la Giornata di Zagabria. 


lunedì 19 maggio 2014

Messa di ringraziamento a Zagabria per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II


Nelle comunicazioni ufficiali della 48.a Conferenza Episcopale Croata e sul portale dell’Arcidiocesi di Zagabria è stato dato un grande rilievo alla Santa Messa di ringraziamento per la canonizzazione dei Santi Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. L’Eucaristia è stata presieduta dall’Arcivescovo Alessandro D’Errico in comunione con il cardinale Bozanic, Arcivescovo di Zagabria, con l’Arcivescovo Zelimir Puljic, Presidente della Conferenza Episcopale Croata, con i vescovi croati partecipanti alla Sessione del 13 Maggio 2014 e con i vescovi delegati delle Conferenze Episcopali delle nazioni vicine come la Bosnia-Erzegovina e la Slovenia (vedi post sulla 48.a Sessione della CBC).
In particolare il portale dell’Arcidiocesi, sottolineando la coincidenza con la Festa della Madonna di Fatima, ha pubblicato una bella galleria fotografica della celebrazione che è stata seguita dalla presentazione in cattedrale del libro scritto dal cardinale Bozanic su Giovanni Paolo II e sulla importanza del suo pontificato per la Croazia.
I media cattolici e laici, anche della Bosnia-Erzegovina, hanno dato ampio spazio all’evento ed hanno riportato commenti e  brani in croato dell’omelia del Nunzio Apostolico. Noi la leggiamo per intero nel testo originale in italiano.

Messa di Ringraziamento
per la Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II 
Omelia del Nunzio Apostolico
(Zagabria, 13 maggio 2014)


Sono molto grato al Cardinale Bozanić per essersi fatto promotore di una solenne Messa di ringraziamento per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovani Paolo II, in occasione della Sessione Primaverile della Conferenza Episcopale. Insieme a lui, saluto fraternamente il Presidente della CEC, l’Arcivescovo Želimir Puljić, i Confratelli Vescovi qui presenti, i Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose, i Seminaristi, gli operatori di Pastorale, e tutti voi, cari fratelli e sorelle, che partecipate con tanta devozione a questa solenne liturgia. Con tutta semplicità, consentitemi di dire che sono molto toccato da questa iniziativa, che esprime - un volta di più - i vincoli di profonda comunione della Chiesa di Dio che è in Croazia con la Sede Apostolica.

Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono stati due Pontefici che hanno segnato la storia della Chiesa contemporanea. Il primo, il Papa Buono, è il Papa del Concilio Vaticano II, che ha aperto nuovi orizzonti per il cammino della Chiesa; ed è il Papa che ha toccato i cuori di generazioni di persone, anche di quelle tradizionalmente lontane dalla fede cristiana. Giovanni Paolo II è il Papa che veniva dall’Est. Il suo lungo pontificato è stato ricco di frutti, anche perché era animato da un grande senso pastorale e missionario, che lo portò a rendersi fisicamente presente in tutti i punti dell’Orbe cristiano. E’ il Papa che qui è conosciuto come amico della Croazia. Ebbene, soprattutto su di lui vorrei soffermarmi con una mia personale testimonianza, perché ho avuto la gioia e l’onore di conoscerlo da vicino, e perché egli ha sempre costituito per me un importante e constante punto di riferimento nel mio cammino di Sacerdote e di Vescovo.

Fu lui a chiamarmi all’episcopato nel 1998 e da lui ricevetti l’ordinazione episcopale il 6 gennaio 1999. Ebbi il privilegio di conoscerlo personalmente, prima nel mio servizio nelle Nunziature Apostoliche, e specialmente dal 1986, allorché fui trasferito alla Prefettura della Casa Pontificia, e poi in Italia. Successivamente, nella primavera del 1992, accolsi con emozione la notizia che egli voleva destinarmi alla Nunziatura Apostolica in Polonia, la sua amatissima Patria. Lì per sette anni potei costatare più da vicino i vincoli profondi che univano il Santo Padre, la Polonia e il mondo slavo. Lì capii meglio alcuni aspetti della sua grande personalità di sacerdote, filosofo e pastore.

Nel 1998 egli mi volle suo Rappresentante in Pakistan e Afghanistan. E proprio dalla intensa esperienza in quei Paesi lontani, vorrei menzionare un episodio che è restato impresso in maniera indelebile nel grato ricordo che ho di lui. Alla sua morte, nel 2005, fu commovente vedere la partecipazione delle nostre piccole comunità e anche di tanti musulmani di buona volontà. Soprattutto destò molta meraviglia il fatto che il Presidente di quella Repubblica Islamica, il Gen. Pervez Musharraf, mi fece sapere che era suo desiderio di venire in Nunziatura per fare le condoglianze. Non era una cosa di routine, perché il Presidente non partecipava ad eventi tristi o lieti delle Ambasciate. Venne dunque il Capo dello Stato, scrisse una pagina densa sul registro di condoglianze; ci intrattenemmo a lungo sulle spinose questioni delle relazioni sofferte tra le comunità cristiane e il mondo islamico. Poi - allorché presentai il personale della Nunziatura Apostolica - il Gen. Musharraf improvvisò un discorso, in cui disse qualcosa che a mio parere coglieva una specifica nota della figura di Giovanni Paolo: “Vi chiederete perché ho fatto questo strappo al protocollo. Ebbene il motivo è molto semplice: quando sono stato da lui in Vaticano, mi colpì soprattutto una cosa. Al di là di quello che ci dicemmo, fui affascinato dalla “grande luce” che emanava da lui. Lo ricordo come una persona “fosforescente”. Trasmetteva una energia di luce, che mi toccò profondamente”.

            Ebbene, questa era stata anche la mia esperienza, sin dal primo incontro personale con Giovanni Paolo. Il Gen. Musharraf aveva ragione! Da lui emanava una grande luce: la luce del suo mondo interiore, della Sua vicinanza con Dio. Di lui ho sempre ammirato la fermezza del carattere, la vasta formazione umana e culturale, la coerenza delle decisioni, l’illuminato magistero, lo zelo apostolico, l’impegno ecumenico ed interreligioso. Ma soprattutto, in me resta per sempre scritta nella memoria che ho di lui, la luce che si irradiava negli incontri con lui. Perciò non cesso di rendere grazie a Dio per il dono che ha fatto alla Chiesa e al mondo di una tale eminente e santa figura di Vescovo e di Sommo Pontefice.

************

            Un altro punto vorrei aggiungere in questa mia testimonianza; e questo riguarda ciò che molti tra voi ebbero la possibilità di sperimentare e di provare direttamente. E cioè, Giovanni Paolo II era una persona che conosceva bene i problemi della Croazia. Egli univa in maniera esemplare la sensibilità slava della sua origine polacca con la responsabilità del Supremo Pastore della Chiesa Cattolica.

            Quando ero in servizio a Roma (fino al 1992) e quando ero in Polonia (fino al 1999), lo sentii molte volte esprimere la sua amarezza e la sua preoccupazione per ciò che stava succedendo qui, in Croazia e nei Paesi vicini, alla fine del ventesimo secolo, in piena Europa. Perciò non esitò a levare incessantemente la sua voce, per richiamare l’attenzione del mondo e dei responsabili della comunità internazionale. Per questo motivo, sentì suo dovere attivare le risorse migliori della diplomazia pontificia, affinché la voce del Papa avesse l’eco sperata. E, come ben sapete, si fece premura di seguire personalmente gli interventi degli organismi caritativi cattolici, affinché la vicinanza spirituale si traducesse anche in iniziative e gesti concreti di solidarietà.

            Questa celebrazione mi spinge anche a richiamare qualche elemento che non può essere dimenticato. E cioè, in questi anni del mio servizio alla Chiesa croata, ho potuto costatare che i fedeli croati conservano nella propria memoria di fede in particolare il tesoro delle tre Visite di Giovanni Paolo II in Croazia e delle due in Bosnia ed Erzegovina. Oltre a queste, nell’anno 1989 egli visitò pure il Pontificio Collegio Croato di San Girolamo in Roma. Personalmente sono convinto che proprio quei giorni - per quanto essi rispecchiavano le gravi difficoltà e le sfide di delicati momenti storici - sono tra i giorni i più felici della Chiesa croata. Perciò sono veramente lieto che stasera possiamo pregare insieme proprio nella Cattedrale di Zagabria, che custodisce la memoria di due di quelle Visite.

            Senza dubbio, la prima Visita di vent’anni fa ebbe un’importanza speciale: la preghiera di Giovanni Paolo II sulla tomba del Cardinale Alojzije Stepinac fu un gesto che toccò profondamente i fedeli croati, e allo stesso tempo aprì la strada verso la canonizzazione di quel venerabile Pastore, per la quale continuiamo a pregare intensamente anche oggi.

            Inoltre, mi pare importante menzionare che le relazioni tra i fedeli croati e Giovanni Paolo II hanno radici ancora più profonde. Come sarebbe possibile dimenticare l’affetto e il calore delle parole con le quali per la prima volta un Papa si rivolse ai croati, in lingua croata? Questo avvenne trentacinque anni fa, il 30 aprile 1979 nella Basilica di San Pietro a Roma. Dopo aver menzionato ai partecipanti del pellegrinaggio nazionale croato i vincoli tra la Santa Sede e il popolo croato, egli insistette su una triplice fedeltà: la fedeltà a Gesù Cristo e al Vangelo, testimoniata con lo spirito dei martiri; la fedeltà alla Chiesa Romana e alla Cattedra di San Pietro; la fedeltà e la devozione verso Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa. A questa triplice fedeltà aggiunse un triplice incoraggiamento: “Siate fedeli, siate costanti, siate orgogliosi del vostro nome cristiano”! ; e una triplice espressione di vicinanza: “Miei cari Croati! Il Papa vi ama. Il Papa vi abbraccia e vi accoglie. Il Papa vi benedice!”. Nelle sue Visite in Croazia, era sempre intrecciata questa triplicità, non solo come memoria del passato, ma anche come impegno della missione della Chiesa nel popolo croato. Perciò, ogni sua Visita portò dentro di sé uno sguardo retrospettivo di ringraziamento per l’opera compiuta in virtù della grazia di Dio; e al tempo stesso uno sguardo verso il futuro, nella luce della fede.

Cari fratelli e sorelle, rendiamo grazie a Dio per i doni che abbiamo ricevuto tramite il santo Papa appena canonizzato. Il mio augurio, che si fa preghiera in questa celebrazione eucaristica, è che la triplice fedeltà e i vincoli con la Sede Apostolica continuino ad accompagnare sempre il cammino di queste Chiese particolari.

**********

Consentitemi un’ultima breve riflessione. Questa celebrazione di ringraziamento è stata organizzata per oggi, quando celebriamo la memoria liturgica della Madonna di Fatima. E ciò per ricordare che il 13 maggio del 1981 Giovanni Paolo II miracolosamente sopravvisse ad un grave attentato, grazie alla celeste protezione di Maria. Nella nostra visione di fede di ciò che avvenne 33 anni fa, ci fu Qualcuno che rovesciò le intenzioni e i piani di persone che deliberatamente avevano deciso di eliminare il Papa. Noi crediamo che ci fu la mano del Signore, grazie all’intercessione della Madre di Dio, com’è avvenuto spesso nella storia della Chiesa. 

Ci sono tanti segni nella vita e nel pontificato di Giovanni Paolo II che parlano “una lingua mariana”. Nella sua devozione alla Madonna, egli affidò a Lei tutta la sua vita; e la Beata Vergine lo accompagnò sempre, in tutte le parti del mondo. Così avvenne anche qui, in Croazia: nei Santuari a Lei dedicati e davanti alle icone mariane qui venerate da secoli, egli sempre affidò le sorti della Chiesa. 

In Giovanni Paolo II possiamo trovare un esempio luminoso di devozione mariana. Ciò mi pare importante specialmente in questo mese di maggio consacrato a Maria. Perciò ci rivolgiamo a Lei, Madre della Chiesa, soprattutto oggi, affidandoLe - con filiale e rinnovato fervore - le ansie, le gioie e le speranze delle nostre Chiese particolari.

Possa la Vergine Santa - Advocata Croatiae, fidelissima Mater - ottenere per tutti noi qui convenuti e per tutta la Chiesa croata - qui degnamente rappresentata dai suoi Sacri Pastori - abbondanza di benedizioni e di grazie. Amen!