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domenica 5 ottobre 2014

Una reliquia di San Simeone profeta alla Chiesa Greco-Cattolica di Croazia

Nella storia agiografica della traslazione delle reliquie di San Simeone profeta, prima dalla Palestina a Costantinopoli nel VI secolo e poi nel XIII secolo a Zara in Dalmazia, c'è il segno di un percorso biblico ed ecumenico che unisce la Chiesa Cattolica con la Chiesa Greca-Cattolica. E ancora oggi questo percorso si ritrova spiritualmente per unire le due istanze confessionali del Cristianesimo in Croazia. Una reliquia di San Simeone viene portata dal Vescovo di Zara all'Eparca di Križevci e diviene simbolo di comunione tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Greco-Cattolica. Ciò avviene nella modalità anch'essa significativa di una sacra consegna da parte del Vescovo di Zara, Mons. Pulijc che è Presidente della Conferenza Episcopale Croata, al Vescovo Kekic della sede di rito Greco-Cattolico suffraganea dell'Arcidiocesi di Zagabria. Una sacra consegna che avviene con la presenza e la partecipazione benedicente del Vescovo D'Errico, rappresentante della Santa Sede in Croazia. Il luogo dell'incontro tra i due Presuli per la consegna della sacra reliquia è Jastrebarsko, situato ad una quarantina di chilometri ad ovest di Zagabria, ove è stata costruita una chiesa per commemorare i 400 anni di presenza della Chiesa Greco-Cattolica in Croazia.

Il dono della reliquia, da parte della Chiesa di Zara dedicata a San Simeone profeta, assume quindi un grande significato per la comunione ecclesiale e per i valori storici della fede. A Zara il 18 ottobre è dedicato alla festa del santo patrono e grandi sono le celebrazioni religiose e culturali che si fanno in suo onore, nel recuperare sia il valore teologico e biblico dell'exemplum del Profeta che riconobbe il Salvatore nel Bambino Gesù presentato al Tempio, e sia nella promozione degli studi agiografici e delle relazioni ecumeniche. Per un approfondimento sul culto di San Simeone a Zara si può vedere anche il post del 12 ottobre del 2013 su questo blog.
L'evento della consegna della reliquia è avvenuto domenica 21 settembre 2014, ed è stato religiosamente svolto nel clima creato dalla recita dell'antico inno mariano ed ecumenico Akatisto. In precedenza esso è stato annunciato il 12 settembre 2014 dai portali territoriali dell'Eparchia zagabrese, e soprattutto da quello della località della celebrazione che ha descritto le ragioni storiche e spirituali insieme con il folto programma nel quale si è posto in evidenza la partecipazione del Nunzio Apostolico in Croazia e la sua benedizione ai bambini con la reliquia di San Simeone.
L'evento è stato poi commentato in contemporanea anche dai portali dell'Arcivescovato di Zara, delle agenzia cattoliche e da altri media giornalistici radiofonici e televisivi.
Molti di questi riporti e commenti del sacro evento sono stati arricchiti con belle gallerie fotografiche e con alcuni video divulgati sulla rete.
L'eco dell'importante evento è durata anche oltre, ed ha avuto un risonanza ulteriore con un bel post del 28 settembre 2014 sul portale della Parrocchia della Trasfigurazione a Jastrebarsko direttamente coinvolta nelle celebrazioni della lunga processione ecumenica e della consegna della reliquia di San Simeone. 
Di seguito riporto una sintesi ricavata dal testo della Parrocchia tradotto ad sensum.

Benvenuto San Simeone
28/09/2014
L'arcivescovo di Zara Zelimir Puljic, Presidente della Conferenza Episcopale Croata, ha consegnato il 21/09/2014 con una cerimonia a Jastrebarsko un reliquia di San Simeone al Vescovo di Krizevic Nicola Kekica

Un lungo corteo in processione si è radunato nella la Piazza Strossmayer per assistere alla consegna formale della reliquia di San Simeone che l'arcivescovo di Zara Mons. Zelimir Puljic ha dato alkic Vescovo di Krizevci Nicola Kekic per la chiesa della Trasfigurazione del Signore in Jastrebarsko.
Ha partecipato un gran numero di fedeli e pellegrini, membri di associazioni culturali e artistiche della nostra città, di Zara e Žumberak,insieme con i vigili del fuoco di Jastrebarsko. Per l'occasione
sono intervenuti il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, mons. Alessandro D'Errico, Don Giuseppe Lenkić cancelliere dell'arcidiocesi di Zara e custode del Santuario di San Simeone a Zara, Radovan Dunatov responsabile della cultura della città di Zara, Neven Zarkovic membro dell'Ordine di S. Giorgio e l'inviato di Sua Eccellenza l'arciduca Carlo d'Asburgo, il Coro del Duomo di Zara e di Zagabria Krizevci, un gran numero di sacerdoti della Chiesa cattolica romana e di rito cattolico greco, tra cui il reverendo Stephen Rožanković pastore di Jaska e Milan Stipic parroco della Trasfigurazione.
Il sindaco di Jaska Zvonimir Novosel ha accolto e ringraziato tutti per essere venuti nella nostra città. Questo è un evento di grande importanza per la nostra città, ha detto Novosel, e ha ringraziato l'Arcidiocesi di Zara per questo dono inestimabile. Questo è l'inizio di una nuova collaborazione spirituale e culturale, ma anche un grande motivo per il rilancio di Jastrebarsko.
L'arcivescovo di Zara, mons. Zelimir Puljic, è stato contento della festosa accoglienza ed ha ringraziato la città e il sindaco per il riconoscimento. Egli ha riferito che quando il vescovo Nicola Kekic ha inviato una richiesta di donazione di una reliquia di San Simeone, non avuto dubbi, ed in onore di questo grande Santo, ha portato in Jastrebarsko un dono per la Chiesa della Trasfigurazione del Signore.
Il Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Zara Giuseppe Lenkić ha letto i documenti della donazione della reliquia. La reliquia di San Simeone è stata portata dal vescovo Kekic con una maestosa processione per le vie di Jaska alla Chiesa greco-cattolica.
Poi è stato accolto solennemente il Nunzio Apostolico, mons. Alessandro d'Errico, e nella Chiesa della Trasfigurazione del Signore è stata celebrata la liturgia solenne dal vescovo Kekic. Questi ha ringraziato la diocesi di Zara e mons. Pulijc per questo grande dono, e ha invitato tutti i fedeli a pregare San Simeone in questa chiesa, che da ieri ha un nuovo altare che ospita la reliquia del santo.
Dopo la collocazione della reliquia il Nunzio Apostolico mons. Alessandro D'Errico ha benedetto tutti i bambini presenti.
I fedeli e pellegrini che hanno partecipato a questa grande cerimonia hanno immediatamente colto l'occasione per venerare San Simeone, e alla fine della cerimonia il Coro del Duomo di S. Anastasia di Zadar ha dato un concerto con canti sacri della tradizione greco-cattolica e del patrimonio glagolitico.



martedì 27 novembre 2012

Al Santuario di Maria Bistrica per celebrare il legame con la Chiesa Greco-cattolica


Il 400° anniversario della costituzione del legame tra la Chiesa Greco-Cattolica e la Chiesa Romana è stato celebrato con un anno giubilare che si è concluso con il pellegrinaggio di decine di Vescovi della confessione cattolica orientale, provenienti da ogni parte d'Europa, al Santuario Mariano nazionale croato di Maria Bistrica. Alla solenne liturgia celebrata secondo il modello della Chiesa orientale che si ispira ai Santi Cirillo e Metodio, ha partecipato anche l'arcivescovo Alessandro D'Errico insieme con numerosi vescovi e sacerdoti croati.
L'evento è stato preceduto da diversi altri momenti che si sono vissuti nei vari significati religiosi e storici. Tra questi la concelebrazione eucaristica nella Cattedrale di Zagabria e l'incontro dei Vescovi greco-cattolici con il Presidente della Repubblica di Croazia Ivo Josipovic.
Di particolare significato di civiltà è stato il colloquio con il Presidente, riportato dai numerosi media, che ha accolto i Vescovi nello spirito del dialogo e della valorizzazione della tradizione greco-cattolica che trova in Croazia luoghi e sedi importanti dal punto di vista storico e culturale oltre che religioso.
La concelebrazione al Santuario Mariano, con la presenza del Nunzio Apostolico, è stata presieduta dall'arcivescovo Cyril Vasil rappresentante della Congregazione per le Chiese cattoliche orientali. Le sue parole hanno messo in luce i tratti storici e religiosi del legame antico con la Chiesa Cattolica, il rapporto con la 'nuova evangelizzazione' che spontaneamente richiama l'evangelizzazione antica dei popoli slavi realizzata secondo il modello dei Santi fratelli Cirillo e Metodio che il Beato Giovanni Paolo II volle elevare a Compatroni D'Europa insieme con San Benedetto e le Sante Brigida Caterina e Teresa della Croce. Un modello quello dei due Santi orientali che fa riferimento al legame con il popolo e alla propria lingua per la lezione delle Scritture, e alle particolari tradizioni liturgiche e devozionali; e che si apre in maniera originale al ricco dialogo con le altre tradizioni religiose situate alle radici della civiltà europea.
Segue il testo tradotto dal croato riportato da IKA e congiuntamente da Glas Koncila.

2012/11/24 | 18:33 | IKA E - 146162/11 
Il pellegrinaggio europeo dei vescovi greci al santuario di Marija Bistrica


Marija Bistrica (IKA) - Sabato 24 Novembre dopo l'incontro con il presidente croato Ivo Josipovic e il completamento di una serie di eventi i vescovi greco-cattolici d'Europa, di pomeriggio, si sono recati in pellegrinaggio al santuario nazionale croato di Maria Bistrica, dove sono stati accolti dal rettore, mons. Koren. La solenne liturgia, nella comunione con il nunzio apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, con il Vescovo di Križevci Nikola Kekic e con altri arcivescovi, vescovi e sacerdoti, è stata celebrata dal segretario della Congregazione per le Chiese cattoliche orientali, l'arcivescovo Cyril Vasil. Il Canto liturgico è stato del coro Cirillo-Metodio da Zagabria condotto da Darjana-Blace Sojat. Parlando dei rapporti reciproci di amicizia e di fratellanza tra i vescovi cattolici orientali, l'Arcivescovo Cyril ha detto che in questi giorni, in modo particolare, ricordiamo importanti eventi storici e il rinnovo della comunione ecclesiale stabilita nel 1611. un evento che ha portato una nuova realtà ecclesiale in Croazia e che poi ha favorito l'istituzione presente della diocesi Križevačke "Ci siamo incontrati insieme a pensare la nostra storia, la nostra realtà ecclesiale del nostro passato, ma anche il nostro presente, e in modo speciale il nostro futuro. Insieme, cerchiamo risposte alla domanda:come dare un nuovo impulso all'evangelizzazione nei nostri paesi. La domanda sulla nuova evangelizzazione ci porta a pensare a quella antica evangelizzazione, che ha dato l'inizio del cristianesimo ai vari popoli slavi, evangelizzazione che era ed è ancora l'ispirazione oggi evangelizzatrice in molti altri contesti culturali "; ha detto l'arcivescovo citando i santi fratelli Cirillo e Metodio, che lasciarono in eredità un modello del cristianesimo sulla base della spiritualità orientale, la liturgia, la lingua volgare vivace e l'unità con la Sede Apostolica Romana. "Attraverso un tempo molto lungo, molti pensavano che tale modello fosse insostenibile. Quando i discepoli di San Cirillo e Metodo sono stati espulsi dalla Grande Moravia, sono stati accolti dal popolo in mezzo al quale sono riusciti a predicare il Vangelo; ma purtroppo, molte nazioni non rimasero in contatto con Roma. Ancora oggi la Chiesa ortodossa afferma che è impossibile rimanere fedeli a est con la spiritualità, la liturgia e la disciplina ed essere in unione con la Sede Apostolica, e dall'altra parte con la Chiesa latina, in particolare nella storia, utile per mostrare l'unità della Chiesa in uniformità latina di spiritualità, liturgia e la disciplina. Noi, come cattolici greci siamo convinti che il modello Cirillo-Metodio, nonostante tutte le disgrazie storiche, è rimasto conservato vivo anche oggi; ed ho capito che l'esistenza di chiese greco-ortodosse è la conferma del modello da seguire e realizzare in tutte le sue dimensioni. Ricordando il 1980 quando da Papa Giovanni Paolo II furono dichiarati Cirillo e Metodio compatroni d'Europa che vogliono richiamare alla mente l'importanza dei Santi fratelli come modelli di ruolo e di sostegno spirituale per le nazioni europee per superare ciò che divide la chiesa, la nazione e il popolo, Mons. Cyril conclude che la visione di Giovanni Paolo II era profetica perché i regimi politici che cambiano, soprattutto comunisti, la caduta del muro di Berlino, l'allargamento dell'UE ai paesi slavi che hanno guadagnato la libertà religiosa, sono come un segno visibile dell'unità desiderata. "Oggi nel santuario sotto lo sguardo materno di Maria siamo uniti nel pensare e pregare sulla nostra missione nel mondo di oggi nella nostra amata patria Europa. Guardando agli esempi luminosi dei Santi Cirillo e Metodio siamo sempre più consapevoli di quanto sia importante - oltre al processo politico e sociale di unificazione delle nazioni europee - anche per unire l'anima europea. È tuttavia impossibile da raggiungere senza unire le radici spirituali dell'Europa. Le figure dei Santi Cirillo e Metodio sono a noi un esempio di queste radici. Nessuna vera unità senza la continuità può essere in grado di crescere e prosperare nella la vitalità della nostra comune Europa": ha detto l'Arcivescovo Cyril nella liturgia a Marija Bistrica. (Traduzione ad sensum)