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mercoledì 11 novembre 2015

Le numerose ed intense attività ecclesiali e diplomatiche di ottobre

Un mese iniziato con la pubblicazione e i commenti delle dichiarazioni del Nunzio Apostolico in Croazia riguardanti la canonizzazione del beato Aloisio Stepinac e la formazione di una Commissione mista proposta dal Santo Padre (vedi questo post).
Poi una folta serie di impegni e di presenze connessi ad importanti e significativi eventi ecclesiali e culturali. Ne vediamo la sequenza ricavata dalla lettura delle agenzie e dei portali che li hanno pubblicati.

Festa di San Francesco con i Cappuccini
Domenica 4 ottobre, festa di San Francesco, Mons. D'Errico ha presieduto la S. Messa nella parrocchia di San Leopoldo Mandic, sede della Provincia cappuccina croata. L'Eucaristia serale è stata concelebrata dal Provinciale dei Cappuccini padre Jure Sarcevic e da diversi altri sacerdoti e religiosi. Nella sua omelia il Nunzio ha parlato del significato dell'opera di S. Francesco, ha ricordato i momenti salienti della sua vita ed ha parlato di Papa Francesco che si è ispirato al messaggio di Santo. Il Papa gesuita ha voluto che tutta la sua attività e lo stesso stile della Chiesa e della Nuova Evangelizzazione fossero ispirati al modello di San Francesco. La celebrazione eucaristica è stata animata musicalmente dal coro della parrocchia con la direzione di Francesco Kuss.
Dopo la S. Messa il Provinciale Šarčević a nome dei Padri Cappuccini ha donato al Nunzio D'Errico la statua di San Leopoldo Bogdan Mandic, opera dello scultore Tomislav Kršnjavog. Essendo S. Leopoldo apostolo della misericordia attraverso il sacramento della confessione, Sarcevic si è detto felice di offrire l'opera d'arte in occasione dell'Anno della Misericordia dichiarato da Papa Francesco, sicuro della protezione del Santo.

Celebrazione per l'inizio dell'Anno Accademico della Facoltà di Filosofia dei Padri Gesuiti di Zagabria.
In occasione dell'inizio del nuovo anno accademico presso la Facoltà di Filosofia della Compagnia di Gesù a Zagabria il 5 ottobre Mons. D'Errico ha celebrato la S. Messa nella chiesa parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria.
Nel suo discorso agli studenti e agli insegnanti mons. D'Errico ha sottolineato l'importanza della celebrazione nella comunità accademica. Ha illustrato il punto di vista della Chiesa ed ha fatto riferimento alla Evangelii Gaudium di Papa Francesco. Ha poi esortato al carisma gesuita dell'insegnamento e allo studio nella prospettiva del servizio alla comunità ecclesiale.
E' poi intervenuto il professore Dott. Ivan Antunovic, che ha inquadrato il collegamento degli studi filosofici e teologici con la Pontificia Università Gregoriana, ed ha indicato i riferimenti della costituzione apostolica di Giovanni Paolo II "Ex corde Ecclesiae" all'Università Cattolica.
Dopo la celebrazione eucaristica il Nunzio D'Errico ha tenuto un colloquio cordiale con gli studenti, ed è stato poi ospite a pranzo presso il Collegio dei Gesuiti in Jordanovac.

Pellegrinaggio della Bosnia-Erzegovina a Marija Bistrica
Sabato 10 ottobre si è tenuto il decimo pellegrinaggio dei cattolici dalla diocesi di Banja Luka al santuario nazionale croato di Marija Bistrica. La S. Messa del mattino è stata presieduta dall'Arcivescovo Cardinale Vinko Puljic e concelebrata dal nunzio apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, dal vescovo ausiliare di Banja Luka Marko Semren, da oltre 40 sacerdoti della Bosnia-Erzegovina e della Croazia e con circa 15 mila pellegrini. Tutti sono stati accolti da mons. Zlatko Koren rettore del santuario.
Il cardinale Puljic ha detto che nella sua vita sono stati particolarmente importanti tre pellegrinaggi al santuario: il primo ha avuto luogo in occasione del Congresso mariano; il secondo nel 1984 in occasione del Congresso Eucaristico; ed il terzo è stato in occasione della beatificazione del cardinale Alojzije Stepinac."Erano grandi eventi per l'intera nazione cattolica croata" ha detto Puljic. Nella sua omelia ha fatto riferimento al Sinodo dei Vescovi sulla famiglia e ha esortato i fedeli a pregare per i suoi risultati positivi e fruttuosi. Ha esortato i credenti ad essere aperti alla vita, a lottare per la famiglia e i valori cristiani, per la corretta educazione. Al termine dell'omelia il cardinale Puljic ha invitato il popolo pellegrino a rivolgere la sincera preghiera a Maria Madre di Dio.
Dopo la S. Messa, con la guida del vescovo Semrem si è svolta la Via Crucis al Calvario di Bistrica. Al pellegrinaggio hanno partecipato numerosi fedeli dalla missione cattolica croata in Austria.

Celebrazione al Carmelo di Bistrica per la fine dell'anno giubilare in onore di Santa Teresa D'Avila.

Il 15 ottobre Mons. D'Errico ha presieduto la S. Messa in onore di Santa Teresa d'Avila, della quale si celebra il compimento dell'anno giubilare 500° della nascita. Hanno concelebrato il carmelitano p. Vinko Mamic, p. Ivica Hadas s.j. segretario del Nunzio, otto sacerdoti dell'arcidiaconia di Zagorski-Zagabria e due seminaristi che hanno servito all'altare.

Durante l'accoglienza i carmelitani hanno espresso gioia per la presenza del rappresentante del Papa ed hanno voluto ricordare come il Beato. Alojzije Stepinac sia stato promotore della vocazione carmelitana in Croazia.
Nel suo discorso il Nunzio ha sottolineato alcuni punti del messaggio di Teresa d'Avila. Era persona provvidenziale per il suo tempo e il suo messaggio resta attuale. Era dotata di straordinarie capacità spirituali ed umane. Viveva in un momento molto delicato e difficile per la vita della chiesa, nel periodo della Riforma e del Concilio di Trento della ricostruzione della Chiesa.
Nella Chiesa di allora molti che hanno vissuto vite scandalose. In quel tempo lo Spirito Santo ha ispirato la missione di restaurare e di riportare la freschezza evangelica della Chiesa. La missione speciale di Santa Teresa d'Avila ha riguardato la vita religiosa e la Chiesa universale.
Succede come oggi con Papa Francesco che è chiamato dalla Spirito a rinnovare il ruolo della Chiesa. Sia in Teresa e sia nel Papa si ritrovano alcuni punti fondamentali per la nuova visione della Chiesa. E 'tempo di andare, andare, nella prospettiva comune di Teresa e del Papa.
Il Papa ha ricordato nella sua lettera al vescovo di Avila, città natale di Teresa, in occasione del giubileo del 500 ° anniversario della sua nascita, le quattro dimensioni della sua spiritualità: la gioia, la preghiera, la fratellanza e l'accettazione del suo tempo. Teresa parla di gioia alle sue figlie che come espressione del loro impegno radicale per Cristo. La gioia per sollevare i bisogni della gente del nostro tempo, perché ci sono un sacco di sofferenza. La preghiera che esprime il nostro rapporto di amicizia con Dio e di fratellanza con il prossimo, soprattutto con gli emarginati. L'accettazione del presente per le strade del mondo con il Vangelo in mano, con lo Spirito nel cuore. Alla fine del discorso il Nunzio ha detto che egli vede il Papa come restauratore, come S. Teresa, e come una grande grazia di Dio per il nostro tempo.
Al termine della celebrazione della Santa Messa. Vinko Mamic per conto delle infermiere della comunità ha ringraziato tutti, in particolare il Nunzio Apostolico ed ha promesso sostegno e preghiera per la sua missione nella Chiesa e nella società.

Visita Arcivescovo Carballo, Segretario della Congregazione della Vita Consacrata
Il 24 ottobre a Zagabria, presso il complesso del convento francescano, si è avuto un incontro di circa 400 religiosi, e della Conferenza croata dei Superiori Maggiori e Superiore (HKVRPP), con il Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, l'Arcivescovo José Rodriguez Carballo.
La conferenza tenuta dal Prelato, sulle dinamiche della vita religiosa e monastica contemporanea ed europea, è stata seguita dalla celebrazione della Santa Messa presieduta dal vescovo Uzinić, concelebrata da mons. Carballo, dal Nunzio apostolico nella Repubblica di Croazia, mons. Alessandro D'Errico, e da quindici monaci sacerdoti, tra cui alcuni provinciale. Nella sua omelia mons. Carballo ha parlato della gioia che è legata alla Vita Consacrata ed ha fatto riferimento al magistero di Papa Francesco dicendo che la gioia non è un'opzione, ma è responsabilità dei consacrati.

Inaugurazione della moschea di Gunja
Nel villaggio di Vukovar-Srijem Gunja, i cui abitanti hanno subito danni enormi nell'inondazione che ha colpito nel maggio dello scorso anno, una cerimonia commemorativa ha segnato il completamento della ricostruzione della moschea, la più antica in Croazia, e le strutture della comunità islamica, che ha investito 1,5 milioni.
Ringraziando il numerosi partecipanti, il Mufti della Comunità islamica in Croazia Aziz Effendi Hasanovic, ha ringraziato anche il governo croato per l'aiuto concesso. Ha ringraziato per l'aiuto il governo turco, le Forze Armate e, in particolare, la Croce Rossa croata, Vukovar-Srijem e il comune di Gunja i cui rappresentanti erano presenti per l'occasionale ringraziamento della comunità islamica in Croazia.

Alla cerimonia era presente anche il Nunzio Apostolico D'Errico che ha colto l'occasione per esprimere, con il Mufti Aziz Effendi Hasanovic e con l'Imam di Gunja Idriz Effendi Besic, sentimenti di amicizia e vicinanza.

giovedì 16 ottobre 2014

Il pellegrinaggio di Bosnia-Erzegovina al Santuario di Marija Bistrica

Il 9° Pellegrinaggio dei Cattolici di Bosnia-Erzegovina, delle diocesi di Sarajevo e di Banja Luka, al Santuario Nazionale Croato di Marija Bistrica quest'anno si è svolto sul tema di una preghiera a Maria: "La Regina della Pace ci ottenga la pace nel cuore, nella famiglia, nel nostro paese e nel mondo intero”. Il pellegrinaggio che conduce i credenti di BiH alla meta religiosa extra-territoriale in Croazia è ormai una consolidata tradizione. Essa si giustifica con la storia delle tante comunità ecclesiali che in Bosnia-Erzegovina hanno una quasi esclusiva componente croata e che ritrovano nel cammino della fede motivi e stimoli per riscoprire legami originari e superare i limiti geopolitici ingeneratisi con le indipendenze nazionali nell'area della ex Jugoslavia.

Il pellegrinaggio a Marija Bistrica di per sé assume anche notevoli dimensioni internazionali, richiamando pellegrini da molte parti d'Europa (dall'Ungheria, dalla Polonia, dalla Slovenia, dall'Austria, dall'Italia, etc.) incoraggiando e valorizzando anche il cammino laico e politico che si svolge nel contesto dell'Unione Europea. Questa valorizzazione si estende ovviamente anche alle speranze e alle azioni che la stessa Bosnia-Erzegovina sta vivendo e realizzando per la sua entrata nell'UE.
Si evidenziano così nel pellegrinaggio al Santuario, situato nello Zagorje Croato, valori religiosi ed etici non disgiunti da valori relazionali e diplomatici. Ciò è stato sottolineato prima dalle parole dell'Arcivescovo di Sarajevo, il cardinale Vinko Pulljic che ha guidato il cammino spirituale delle diocesi di BiH; e poi dalle parole dell'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia e già in BiH, il quale ha voluto incoraggiare i cattolici presenti al Santuario a vivere con attenzione e partecipazione le fasi anche elettorali che porteranno la Bosnia-Erzegovina a vivere la sua esperienza politica nell'Unione Europea.

In sintonia con questa valorizzazione si pongono d'altra parte i significati espressi dalla presenza al pellegrinaggio del Sindaco di Zagabria, Milan Bandic, che ha radici familiari in Bosnia-Erzegovina, e dall'incontro che si è formalmente realizzato presso la Sede del Governo a Zagabria tra il Cardinale Pulijc ed il Primo Ministro Milanovic.

Del Pellegrinaggio a Marija Bistrica si è già scritto in questo blog (si possono vedere i post richiamati con questo link); in particolare si può rileggere con utilità il discorso che il Nunzio Apostolico in Croazia tenne al 7° Pellegrinaggio dell'ottobre del 2012 (vedi questo post).


Il pellegrinaggio a Marija Bistrica, la celebrazione eucaristica, i discorsi dei pastori e la partecipazione delle migliaia di fedeli anche di altre nazioni, sono stati commentati e riportati dalle Agenzie Cattoliche di Croazia e di Bosnia-Erzegovina, dai media religiosi e laici, dai portali locali e parrocchiali.Rilievi ufficiali sono stati proposti dalla Radio Vaticana e dalle principali emittenti radiotelevisive di Croazia e BiH. 

Le grandi testate laiche (ad es. Vecernij List) hanno dato molto evidenza ai significati politici e diplomatici del pellegrinaggio, sottolineando anche i concetti espressi da Nunzio Apostolico; una vasta galleria di immagini è stata postata su KTA, ed il portale dell'Arcidiocesi di Sarajevo ha dato risalto all'incontro di Zagabria tra il Cardinale Pulijc ed il Capo del Governo Croato Milanovic.

Di seguito riporto la sintesi tradotta ad sensum del commento al pellegrinaggio proposto dall'Agenzia di Bosnia-Erzegovina.



Marija Bistrica, 12 ottobre 2014
9° pellegrinaggio dei fedeli delle Diocesi di Sarajevo e di Banja Luka a Marija Bistrica

Con lo slogan "La Regina della Pace ci ottenga la pace nel cuore, nella famiglia, nel nostro paese e nel mondo intero", e con oltre diecimila fedeli dell'Arcidiocesi di Sarajevo e della Diocesi di Banja Luka, Sabato 11 ottobre si è svolto per la nona volta il pellegrinaggio al santuario nazionale di Marija Bistrica. La Santa Messa è stata presieduta dall'Arcivescovo Cardinale Vinko Puljic in comunione con il Vescovo ausiliare di Banja Luka mons. Mark Semren. con il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, e concelebrata con un centinaio di sacerdoti; erano presenti anche numerosi seminaristi e suore.
"Quanto è difficile ed oscura diviene la vita umana agli occhi dell'uomo quando nel cuore e nell'anima non intravede il traguardo ed il senso del cammino; e diviene capace di fare gran male, perché non c'è pace interiore", ha detto all'inizio della sua omelia, il cardinale Puljic. Ha spiegato che la pace interiore si ottiene solo quando si scopre il senso della vita, anche attraverso la confessione. Ha indicato i pericoli che minacciano la famiglia - il nido di base del genere umano; nido d'amore. Ed ha avvertito di non farsi influenzare troppo: “Telefono, cellulare, internet, tv ... sono buoni servitori ma cattivi governanti. Non dovrebbero dominare le nostre relazioni. Dobbiamo preservare il cuore dell'uomo, il cuore che ama, che accetta, capisce, di cui abbiamo bisogno oggi. La nostra Signora, ci ottenga un cuore caldo, umano nobile, orientato alla comprensione, all'armonia della famiglia e alla pace".


Ricordando gli orrori della recente guerra, e delle guerre ancora in corso nel mondo, il cardinale Puljic più volte con la fiducia filiale ha implorato: "Signora, vostri figli siamo. Preghiamo per la pace, per la pace nel nostro paese prima, che ci siano meno litigi, astuzia, ricatto, che cresca l'interesse e la disponibilità per le persone. Dobbiamo fare come i bambini che esprimono il loro dolore, e pregare la Nostra Signora, perché l'umanità sta morendo di malvagità, si investe più per le armi che per lo sviluppo e per la distruzione della povertà".
Ricordando che la prima cosa che Gesù ha donato dopo la risurrezione è stata la pace, ha concluso il suo sermone con una preghiera: «Cristo ci ha donato per la vita il conforto del suo saluto: Pace a voi. Possa entrare la pace del Risorto nel nostro cuore in modo che quando torniamo a casa non abbiamo paura e non siamo vittime dell'incertezza, ma viviamo nella fiducia che è la sola cosa che conta".
Al termine della Messa il Nunzio D'Errico ha rivolto il suo saluto ed ha espresso la sua gioia di incontrare la gente di Bosnia-Erzegovina, e l'ha incoraggiata a rimanere forte ed unita nella vita sociale ed ecclesiale, esortandola a compiere responsabilmente il dovere civico delle elezioni.
Il Rettore del Santuario di Marija Bistrica, mons. Zlatko Koren, ha espresso la sua gioia per il pellegrinaggio tradizionale dell'Arcidiocesi di Sarajevo e della Diocesi di Banja Luka definendolo "un vero e proprio pellegrinaggio internazionale", perché tutto il mondo con i cattolici croati della Bosnia è venuto al Santuario a pregare la Madonna per Pace”.
Alla celebrazione, che è stata accompagnata dal canto del coro della parrocchia San Antonio di Padova di Bugojno diretto da Mira Bliznac, è stato presente il sindaco di Zagabria Milan Bandic. I giovani della sua parrocchia natale incontrandolo gli hanno dedicato un canto.

Dopo la Messa, i pellegrini si sono mossi in processione con la croce verso la chiesa dedicata alla Madonna miracolosa.



martedì 27 novembre 2012

Al Santuario di Maria Bistrica per celebrare il legame con la Chiesa Greco-cattolica


Il 400° anniversario della costituzione del legame tra la Chiesa Greco-Cattolica e la Chiesa Romana è stato celebrato con un anno giubilare che si è concluso con il pellegrinaggio di decine di Vescovi della confessione cattolica orientale, provenienti da ogni parte d'Europa, al Santuario Mariano nazionale croato di Maria Bistrica. Alla solenne liturgia celebrata secondo il modello della Chiesa orientale che si ispira ai Santi Cirillo e Metodio, ha partecipato anche l'arcivescovo Alessandro D'Errico insieme con numerosi vescovi e sacerdoti croati.
L'evento è stato preceduto da diversi altri momenti che si sono vissuti nei vari significati religiosi e storici. Tra questi la concelebrazione eucaristica nella Cattedrale di Zagabria e l'incontro dei Vescovi greco-cattolici con il Presidente della Repubblica di Croazia Ivo Josipovic.
Di particolare significato di civiltà è stato il colloquio con il Presidente, riportato dai numerosi media, che ha accolto i Vescovi nello spirito del dialogo e della valorizzazione della tradizione greco-cattolica che trova in Croazia luoghi e sedi importanti dal punto di vista storico e culturale oltre che religioso.
La concelebrazione al Santuario Mariano, con la presenza del Nunzio Apostolico, è stata presieduta dall'arcivescovo Cyril Vasil rappresentante della Congregazione per le Chiese cattoliche orientali. Le sue parole hanno messo in luce i tratti storici e religiosi del legame antico con la Chiesa Cattolica, il rapporto con la 'nuova evangelizzazione' che spontaneamente richiama l'evangelizzazione antica dei popoli slavi realizzata secondo il modello dei Santi fratelli Cirillo e Metodio che il Beato Giovanni Paolo II volle elevare a Compatroni D'Europa insieme con San Benedetto e le Sante Brigida Caterina e Teresa della Croce. Un modello quello dei due Santi orientali che fa riferimento al legame con il popolo e alla propria lingua per la lezione delle Scritture, e alle particolari tradizioni liturgiche e devozionali; e che si apre in maniera originale al ricco dialogo con le altre tradizioni religiose situate alle radici della civiltà europea.
Segue il testo tradotto dal croato riportato da IKA e congiuntamente da Glas Koncila.

2012/11/24 | 18:33 | IKA E - 146162/11 
Il pellegrinaggio europeo dei vescovi greci al santuario di Marija Bistrica


Marija Bistrica (IKA) - Sabato 24 Novembre dopo l'incontro con il presidente croato Ivo Josipovic e il completamento di una serie di eventi i vescovi greco-cattolici d'Europa, di pomeriggio, si sono recati in pellegrinaggio al santuario nazionale croato di Maria Bistrica, dove sono stati accolti dal rettore, mons. Koren. La solenne liturgia, nella comunione con il nunzio apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, con il Vescovo di Križevci Nikola Kekic e con altri arcivescovi, vescovi e sacerdoti, è stata celebrata dal segretario della Congregazione per le Chiese cattoliche orientali, l'arcivescovo Cyril Vasil. Il Canto liturgico è stato del coro Cirillo-Metodio da Zagabria condotto da Darjana-Blace Sojat. Parlando dei rapporti reciproci di amicizia e di fratellanza tra i vescovi cattolici orientali, l'Arcivescovo Cyril ha detto che in questi giorni, in modo particolare, ricordiamo importanti eventi storici e il rinnovo della comunione ecclesiale stabilita nel 1611. un evento che ha portato una nuova realtà ecclesiale in Croazia e che poi ha favorito l'istituzione presente della diocesi Križevačke "Ci siamo incontrati insieme a pensare la nostra storia, la nostra realtà ecclesiale del nostro passato, ma anche il nostro presente, e in modo speciale il nostro futuro. Insieme, cerchiamo risposte alla domanda:come dare un nuovo impulso all'evangelizzazione nei nostri paesi. La domanda sulla nuova evangelizzazione ci porta a pensare a quella antica evangelizzazione, che ha dato l'inizio del cristianesimo ai vari popoli slavi, evangelizzazione che era ed è ancora l'ispirazione oggi evangelizzatrice in molti altri contesti culturali "; ha detto l'arcivescovo citando i santi fratelli Cirillo e Metodio, che lasciarono in eredità un modello del cristianesimo sulla base della spiritualità orientale, la liturgia, la lingua volgare vivace e l'unità con la Sede Apostolica Romana. "Attraverso un tempo molto lungo, molti pensavano che tale modello fosse insostenibile. Quando i discepoli di San Cirillo e Metodo sono stati espulsi dalla Grande Moravia, sono stati accolti dal popolo in mezzo al quale sono riusciti a predicare il Vangelo; ma purtroppo, molte nazioni non rimasero in contatto con Roma. Ancora oggi la Chiesa ortodossa afferma che è impossibile rimanere fedeli a est con la spiritualità, la liturgia e la disciplina ed essere in unione con la Sede Apostolica, e dall'altra parte con la Chiesa latina, in particolare nella storia, utile per mostrare l'unità della Chiesa in uniformità latina di spiritualità, liturgia e la disciplina. Noi, come cattolici greci siamo convinti che il modello Cirillo-Metodio, nonostante tutte le disgrazie storiche, è rimasto conservato vivo anche oggi; ed ho capito che l'esistenza di chiese greco-ortodosse è la conferma del modello da seguire e realizzare in tutte le sue dimensioni. Ricordando il 1980 quando da Papa Giovanni Paolo II furono dichiarati Cirillo e Metodio compatroni d'Europa che vogliono richiamare alla mente l'importanza dei Santi fratelli come modelli di ruolo e di sostegno spirituale per le nazioni europee per superare ciò che divide la chiesa, la nazione e il popolo, Mons. Cyril conclude che la visione di Giovanni Paolo II era profetica perché i regimi politici che cambiano, soprattutto comunisti, la caduta del muro di Berlino, l'allargamento dell'UE ai paesi slavi che hanno guadagnato la libertà religiosa, sono come un segno visibile dell'unità desiderata. "Oggi nel santuario sotto lo sguardo materno di Maria siamo uniti nel pensare e pregare sulla nostra missione nel mondo di oggi nella nostra amata patria Europa. Guardando agli esempi luminosi dei Santi Cirillo e Metodio siamo sempre più consapevoli di quanto sia importante - oltre al processo politico e sociale di unificazione delle nazioni europee - anche per unire l'anima europea. È tuttavia impossibile da raggiungere senza unire le radici spirituali dell'Europa. Le figure dei Santi Cirillo e Metodio sono a noi un esempio di queste radici. Nessuna vera unità senza la continuità può essere in grado di crescere e prosperare nella la vitalità della nostra comune Europa": ha detto l'Arcivescovo Cyril nella liturgia a Marija Bistrica. (Traduzione ad sensum)