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venerdì 3 luglio 2015

L'incontro con il Mufti

E' una prassi consolidata quella degli incontri del Nunzio Apostolico con il Mufti a Zagabria. Nel cordiale clima di dialogo diplomatico ed interreligioso si colgono sempre occasioni per riguardare nella prospettiva della cooperazione gli impegni comuni tesi a promuovere un modello condiviso ed istituzionale di tutela dei diritti delle comunità e delle minoranze religiose. Nell'incontro del 23 Giugno 2015 al Centro Islamico Croato di Zagabria, insieme essi hanno fatto il punto sulle reciproche relazioni, tra la comunità islamica e quella cattolica, sottolineando l'importanza degli eventi ove si registra la comune partecipazione e quella dei colloqui avuti dal Mufti con Papa Francesco e con il Cardinale Tauran. Un particolare riferimento ambedue le Personalità hanno voluto fare alla visita di Papa Francesco a Sarajevo e al messaggio positivo legato a questa visita.
Il portale della Comunità Islamica Croata ha pubblicato un breve comunicato ed una foto del Mufti Dott. Aziz ef. Hasanovic con S. E. Alessandro D'Errico. Su questo blog laricerca con il tag Mufti richiama una molteplicità di incontri e di eventi istituzionali in Croazia ove essi hanno presenziato nel corso degli ultimi anni.


venerdì 19 giugno 2015

Vita ecclesiale e prospettive del dialogo e dell'ecumenismo

Papa Francesco a Sarajevo. I giorni dalla metà di Maggio alla metà di Giugno sono stati per il Nunzio Apostolico in Croazia ricchi di esperienze relazionali e di presenza ecclesiale. Particolare significato per il suo ministero diplomatico e per il suo riferimento pastorale ha assunto soprattutto la visita del 6 Giugno di Papa Francesco a Sarajevo. Nella sua comunicazione di Febbraio scorso in Piazza San Pietro il Papa ha in pratica riassunto il contesto e lo scopo della sua visita, rimarcando i concetti ecclesiali testimoniati e rielaborati da oltre un decennio anche nelle relazioni diplomatiche della Santa Sede con la Bosnia ed Erzegovina, ove Mons. D'Errico ha svolto il ministero di Nunzio Apostolico dal 2007 al 2012 siglando in rappresentanza della Santa Sede importanti accordi con quella nazione.
Leggiamo le parole dell'annuncio di Papa Francesco:

"Desidero annunciare che sabato 6 giugno, a Dio piacendo, mi recherò a Sarajevo, capitale della Bosnia ed Erzegovina. Vi chiedo fin d'ora di pregare affinché la mia visita a quelle care popolazioni sia di incoraggiamento per i fedeli cattolici, susciti fermenti di bene e contribuisca al consolidamento della fraternità e della pace, del dialogo interreligioso, dell'amicizia.” 

San Giovanni Paolo II fu a Sarajevo il 12 e il 13 aprile 1997. Ricordiamo anche le sue parole: "In questa regione da secoli si sono incontrati, e non di rado scontrati, l'Oriente e l'Occidente. Da molto tempo viene qui sperimentata la possibilità della convivenza tra culture diverse che hanno, ciascuna a suo modo, arricchito di valori la regione. In Bosnia ed Erzegovina convivono i popoli degli slavi del sud, uniti nella stirpe, eppur divisi dalla storia. In questa città capitale, ad esempio, s'innalzano verso il cielo la cattedrale cattolica, la cattedrale ortodossa, la moschea musulmana e la sinagoga ebraica".

Di ritorno da Sarajevo, all'Angelus del 7 giugno, Papa Francesco ha così riferito della sua visita:

“Ieri mi sono recato a Sarajevo, in Bosnia ed Erzegovina, come pellegrino di pace e di speranza. Sarajevo è una città-simbolo. Per secoli è stata luogo di convivenza tra popoli e religioni, tanto da essere chiamata ‘Gerusalemme d`occidente’. Nel recente passato è diventata simbolo delle distruzioni della guerra. Adesso è in corso un processo di riconciliazione, e soprattutto per questo sono andato: per incoraggiare questo cammino di convivenza pacifica tra popolazioni diverse; un cammino faticoso, difficile, ma possibile! Lo stanno facendo bene. Rinnovo la mia riconoscenza alle Autorità e all'intera cittadinanza per l'accoglienza calorosa. Ringrazio in particolare la cara comunità cattolica, alla quale ho voluto portare l'affetto della Chiesa universale. Ho apprezzato l'impegno di collaborazione e di solidarietà tra persone di religioni diverse, spronando tutti a portare avanti l'opera di ricostruzione spirituale e morale della società.
Lavorano insieme come veri fratelli. Il Signore benedica Sarajevo e la Bosnia ed Erzegovina”.

40 Giorni per la vita. Il 26 Maggio 2015 Mons. D'Errico ha accolto nella Nunziatura di Zagabria Ante Čaljkušić responsabile delle iniziative in Croazia della Campagna internazionale a favore della vita, sorta nel 2004 e presente in molte nazioni. Su Laudato si legge un breve comunicato dell'incontro:

Si è discusso di storia, di civiltà, storia, di ambiente e di urbanesimo; dello sviluppo delle iniziative in nuove città e dell'assistenza fornita alle donne in gravidanza. Il Nunzio D`Errico ha espresso soddisfazione e ha benedetto il lavoro di tutti coloro che sono coinvolti, dicendo che l'attività a favore della vita è molto importante e che sosterrà ulteriori sforzi.
Ante Čaljkušić ha ringraziato il Nunzio per l'ospitalità ed ha espresso la sua gioia per il sostegno e la benedizione dei Vescovi croati e di Papa Francesco.

Celebrazione della Madonna della Porta di Pietra con il Cardinale Pell. Sul portale dell'Arcidiocesi di Zagabria si legge una terna di articoli che riguardano la presenza a Zagabria del Cardinale George Pell, Prefetto del Segretariato per gli Affari Economici della Santa Sede. Egli è stato accolto all'aeroporto di Zagabria il 31 Maggio dal Nunzio Apostolico e dal Cardinale Bozanic, arcivescovo della Capitale. Ha poi presieduto la celebrazione eucaristica e la processione per la città in onore della Madonna; la sua omelia è stata incentrata sul mistero della Santissima Trinità e sulla Mariologia. Il giorno dopo ha tenuto una lectio magistralis nel contesto culturale della celebrazione della Giornata dell'Università Croata, trattando una importante tematica per la Chiesa nel mondo contemporaneo.



S. E. Alessandro D'Errico è stato sempre accanto al Cardinale in tutti questi eventi, ai quali hanno partecipato moltissimi altri Vescovi insieme con Monsigno Zelimir Pulic, Presidente della Conferenza Episcopale Croata
I post sul portale dell'Arcivescovato sono arricchiti e commentanti con ampie gallerie fotografiche.

Su questo blog si possono leggere alcuni post di approfondimento della celebrazione della Madonna della Porta (>>vedi >>).



sabato 4 aprile 2015

Visita di Autorità della BiH e problematiche dei rifugiati croati

Nella Nunziatura di Zagabria S. E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico ha incontrato alcune Personalità della Bosnia-Erzegovina ed ha discusso con loro delle problematiche dei profughi croati in BiH e nella Repubblica di Serbia. Sono stati ospiti della Nunziatura il Vice Presidente della Repubblica di Serbia Joseph Jerkovic, il Ministro per i rifugiati e gli sfollati della Repubblica Serba Davor Cordas e la rappresentante nel Parlamento croato Mary Rapo. La notizia è datata al 11 Marzo 2015 ed è apparsa sul portale bosniaco della HDZ (Unione Democratica Croata).
La notizia, emanata dal Ministero per gli sfollati e rifugiati della Repubblica Serba, evidenzia l'interesse e l'impegno politico-diplomatico del Nunzio Apostolico per le problematiche dell'integrazione delle popolazioni bosniache serbe e croate, e dei profughi e degli sfollati nella Regione dei Balcani. Un impegno che si lega alla profonda conoscenza delle dinamiche culturali, economiche e religiose che coinvolgono quelle popolazioni, per le quali egli ha svolto il settennato della sua missione alla Nunziatura di Sarajevo dal 2005 al 2012, e a favore delle quali continua ad agire e a stimolare il proficuo dialogo internazionale ed ecumenico dalla sua posizione attuale di Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia.
Le Autorità in visita dal Nunzio hanno voluto condividere con lui il significato costruttivo dei molti progetti che li vedono impegnati, in particolare del ritorno nella repubblica serba di migliaia di famiglie di profughi croati e della ricostruzione di moltissimi edifici civili e religiosi; ed hanno voluto fargli conoscere le prospettive operative future su cui indirizzeranno il loro lavoro politico e culturale.
Il Nunzio ha comunicato loro le preoccupazioni per la riduzione nell'ultimo decennio del numero dei Croati nelle Diocesi della Bosnia-Erzegovina ed ha sottolineato l'importanza e l'irrinunciabilità della cooperazione con la Santa Sede per realizzare un significativo e pieno sviluppo sociale e culturale del loro paese.

Con la traduzione elettronica della new letta sul portale in croato segnalato nel link, ed anche su altri portali laici e cattolici, è possibile un ulteriore approfondimento dei contenuti qui sintetizzati.


mercoledì 7 maggio 2014

Il IX Meeting dei Giovani Cattolici Croati a Dubrownik

Centinaia di titoli sui media principali, laici e cattolici, e sulla rete hanno rappresentato la colorata festa nazionale della Gioventù Cattolica Croata celebrata il 26 Aprile 2014 a Dubrownik. Oltre trentamila giovani, riuniti intorno alla grande croce simbolo, sono stati accolti nelle mura della città vecchia dal vescovo titolare Uzinić, dal Presidente del Comitato Giovanile dei vescovi cattolici , Mijo Gorski, a nome del Consiglio e di tutti i vescovi della CBC, da altri vescovi giunti da altre diocesi della Croazia, e da S. E. Alessandro D'Errico Nunzio Apostolico e Rappresentante del Papa..
Il vescovo Gorski ha esortato i giovani con riferimenti evangelici a vivere intensamente la loro esperienza ecclesiale.

Sono seguite performance teatrali e musicali dei giovani, i quali hanno anche partecipato alla processione con la croce verso la cattedrale e alla Santa Messa serotina.



Il giorno dopo, il 27 Aprile Domenica della Misericordia, tanto amata dal Santo Papa dei giovani, Giovanni Paolo II, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico ha celebrato la Santa Messa nella parrocchia di Sant'Anna di Brgat, a qualche chilometro da Dubrownik, insieme con centinaia di giovani provenienti dalle diverse diocesi della Croazia di BiH. Da Zara, da Sarajevo, da Banja Luka e da altre. Egli ha sottolineato l'importanza dell'incontro con i giovani e li ha invitati a condividere la gioia e la bellezza della loro esperienza, esortandoli a farsi annunciatori del Vangelo, nella luce della fede nel Signore risorto e nel loro ritorno ai luoghi di provenienza. Egli ha fatto espresso riferimento al pensiero di Papa Francesco per una Chiesa aperta al mondo e alla sua ultima esortazione apostolica Evangelii Gaudium. La sua omelia è stata incentrata sull'azione dello Spirito Santo, dono del Signore ai suoi discepoli, e sulla testimonianza cristiana. Non ha fatto mancare il riferimento alla canonizzazione dei papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II che avveniva in contemporanea a Piazza san Pietro. Ha esortato infine i giovani a vivere fortemente il legame ecclesiale con i loro Pastori e di farsi portatori dell'insegnamento di Papa Francesco. 


lunedì 18 febbraio 2013

Il nuovo Nunzio a Sarajevo e il ricordo indimenticabile di Mons. D'Errico


Tra sabato 16 e domenica 17 febbraio 2013 a Sarajevo è stato ufficialmente accolto S. E. mons. Luigi Pezzuto, nuovo Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina e Montenegro. La presentazione delle credenziali del rappresentante della Santa Sede è avvenuta dopo sette mesi dalla partenza per Zagabria di Mons. D'Errico suo predecessore e ora Nunzio Apostolico in Croazia. L'agenzia informativa cattolica (KTA) ha seguito le fasi istituzionali civili e religiose dell'accoglienza ed ha lanciato in rete le comunicazioni che riguardano gli incontri istituzionali con le autorità governative, le cerimonie di benvenuto da parte della Conferenza Episcopale di Bosnia-Erzegovina, e la celebrazione eucaristica inaugurale nella cattedrale di Sarajevo. La missione di mons. Pezzuto si apre nella continuità degli impegni di dialogo civile ecclesiale ed interreligioso caratterizzati dall'opera settennale di mons. D'Errico e tesi a dare consistenza al mandato di vicinanza e di sostegno della Santa Sede voluto da Giovanni Paolo II e rinnovato da Benedetto XVI a favore delle popolazioni e della chiesa nei Balcani.
L' “indimendicabile vicinanza del Nunzio D'Errico”, che Benedetto XVI ha voluto inviare in Croazia anche per dare opportunità di più ampi coordinamenti al dialogo nell'area dei paesi ex-jugoslavi, è stata più volte sottolineata durante gli incontri per l'accoglienza del nuovo nunzio a Sarajevo. Vi hanno fatto riferimento in particolare il Presidente Nebojša Radmanovic e mons. Franjo Komarica presidente della Conferenza Episcopale Di BiH.
Riporto la menzione del Presidente bosniaco durante l'incontro con mons. Pezzuto :
“Il Presidente Radmanovic ha ricordato all'Arcivescovo Pezzuto l'ottima collaborazione con la Presidenza del precedente Nunzio Mons. Alessandro D'Errico, il quale ha terminato il suo mandato dopo più di sei anni di successo con la missione diplomatica in Bosnia-Erzegovina.  In questa occasione il Presidente Radmanovic ha detto che crede che la buona cooperazione della Nunziatura Apostolica e della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina continuerà. In particolare, egli ha sottolineato l'importanza del coinvolgimento della Santa Sede alla creazione di fiducia e riconciliazione tra i popoli della regione."
Nel discorso di accoglienza del vescovo Komarica il riferimento al Nunzio D'Errico è stato immediato e ricco di enfasi:
“Eccellenza, Nunzio Apostolico mons. Pezzuto.
Con una sincera espressione di gioia e di grande piacere esprimo in questa occasione solenne, a nome di tutti i membri della Conferenza Episcopale, il più caloroso benvenuto nel nostro paese e tra i membri della Chiesa cattolica. Ed esclamare con gioia: Benvenuto al servo di Dio, a te che abbiamo aspettato molto tempo, più di sette mesi, dopo essere stati per desiderio del Santo Padre accanto all' indimenticabile Nunzio Apostolico Mons. Nunzio.D'Errico!"
Riporto i link alle comunicazioni della KTA per gli approfondimenti.


martedì 18 dicembre 2012

Ricordo della beatificazione delle Suore Martiri della Drina


Tra gli avvenimenti ricordati al 15 Dicembre nell'almanacco del portale makarska-danas.com è compreso il ricordo di 5 suore del monastero di Pale cadute martiri nel tempo natalizio del 1941. Le suore furono beatificate nel 2011 a Sarajevo con una cerimonia solenne presieduta dal cardinale Angelo Amato prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. A quella celebrazione, vissuta con vaste dimensioni assembleari, partecipò anche mons. Alessandro D'Errico, allora Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina. La foto dell'avvenimento ricordato dal portale è veramente bella e significativa e lo ritrae in primo piano alla sinistra del cardinale presidente.
La storia delle Suore del Convento di Pale vicino Sarajevo, le Beate Martiri della Drina Figlie della Divina Carità che si commemorano al 12 Dicembre, e quest'anno per la prima volta con particolari significati nei luoghi della loro testimonianza, a Roma, a Zagabria, e nei tanti altri paesi in cui è diffuso il loro ordine religioso, si può leggere sul portale croato delle Figlie del Divino Amore e sul portale italiano dei Santi e Beati.

venerdì 29 giugno 2012

Arrivederci a Zagabria


RICEVIMENTO DI ADDIO PER L' INVIATO PAPALE

"Ci vediamo a Zagabria"

Durante il ricevimento a Sarajevo si è proposto il libro 'in onore di Alessandro D'Errico'

Autore: Zoran Kresic

“In effetti devo dire che mi dispiace lasciare la Bosnia perché mi sentivo a mio agio qui e ovunque si è aperto una porta. Qui lascio amici veri e rimarranno per me il punto di riferimento per il lavoro diplomatico e la Chiesa. In questi sentimenti contrastanti, posso dire che ho l'onore di andare a Zagabria a causa della grande importanza che la Croazia ha nella regione e a livello internazionale. Anche particolarmente importante è il rapporto tra la Croazia e la Santa Sede, e sono lieto di dire che vado in Croazia dove posso seguire anche gli eventi in Bosnia". Sono le parole dell'inviato del papa, l'arcivescovo Alessandro D'Errico, alla fine del mandato in Bosnia-Erzegovina che è caratterizzato da frutti di grande valore.


Molti frutti
Prima di tutto è l'accordo intergovernativo tra la BiH e la Santa Sede, che ha successivamente consentito l'adozione di un nuovo accordo sul militare e di incentivare la creazione di nuove diocesi e la nomina del vescovo Thomas Vuksic primo ordinario militare. Inoltre, nello stesso momento è stato nominato vescovo Mark Semren come il primo francescano dopo cinque decenni. E' stata motivata una commissione speciale internazionale per valutare il fenomeno di Medjugorje. Durante questo periodo, sono stati avviati molti altri processi e, soprattutto, il Vaticano si è dimostrato essere il più fedele amico della Bosnia-Erzegovina, con particolare attenzione, mettendo in evidenza le preoccupazioni circa la posizione della minoranza croata che rappresenta la maggior parte della comunità cattolica. Queste impressioni sono state raccolte durante un ricevimento di addio organizzato per il delegato apostolico nella casa sacerdotale di Sarajevo, ove è stato proposto il libro 'in onore di Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Bosnia' edito dalla Stiria e dalla Evening Gazette. Al Nunzio D'Errico è stato dato l'addio dei vescovi e di tanti sacerdoti e suore.

Regali
L'Arcivescovo di Sarajevo, cardinale Vinko Puljic nel porgergli i suoi doni ha detto: "Ringrazio Mons. Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Bosnia." Il segno dell'attenzione del cardinale conferito al Nunzio D'Errico è stato un barile con un bel po di brandy, poi una immagine della Cattedrale del Sacro Cuore in cui ha celebrato la messa il nunzio nel corso del suo servizio in Bosnia, e una penna per la 'firma' di documenti futuri. (Traduzione ad sensum)



mercoledì 27 giugno 2012

Completamento della missione in BiH e Montenegro


Sarajevo, 27 Giugno 2012

Il Nunzio D'Errico tiene un discorso durante la messa di ringraziamento per il completamento della missione in BiH e Montenegro

Il Nunzio Apostolico, Mons. Alessandro D'Errico, per l'ncontro di addio al completamento del suo servizio in Bosnia-Erzegovina e Montenegro, il 27 giugno nella cattedrale del Sacro Cuore a Sarajevo ha celebrato l'Eucaristia in ringraziamento a Dio per la sua missione diplomatica in Bosnia-Erzegovina. Durante la Messa il Nunzio D'Errico ha tenuto un discorso commemorativo che si riporta nella sua interezza.



martedì 26 giugno 2012

Incontro con il Presidente della Federazione di BiH


Sarajevo, 25 Giugno 2012

Il Presidente Budimir riceve in visita d'addio il Nunzio D'Errico

In una conversazione cordiale, il presidente Budimir ha espresso a Mons. D'Errico la sua gratitudine per tutto il bene che negli ultimi sei anni ha fatto per la Bosnia-Erzegovina.

Il Presidente Zivko Budimir ha ricevuto il 21 giugno a Sarajevo in visita di congedo il Nunzio Apostolico, Mons. Alessandro D'Errico.

Il Nunzio D'Errico si è interessato dell'attuale situazione politica nella Federazione. Il Presidente Budimir ha reso noto il contenuto delle consultazioni che hanno avuto luogo questa settimana con i leader dei partiti politici e della comunità internazionale. Dalla dichiarazione dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Presidente della Federazione.

In una conversazione cordiale, il presidente Budimir a Mons. D'Errico ha espresso la sua gratitudine per tutto il bene che negli ultimi sei anni ha fatto per la Bosnia-Erzegovina. Il Nunzio D'Errico ha detto che la sua partenza dalla Bosnia-Erzegovina non è un addio alla Bosnia-Erzegovina, perché questo paese rimarrà sempre nei suoi pensieri e nelle sue preghiere. (KTA)



Discorso di addio al Corpo Diplomatico in BiH


Alle ore 12 del 26 Giugno 2012, S. E. Alessandro D'Errico ha tenuto un discorso di addio al Corpo Diplomatico in un incontro all'Hotel Holiday Inn di Sarajevo. Il ricevimento è stato organizzato da Mr. Miroslav Mojžita, Ambasciatore di Slovacchia e Decano del Corpo Diplomatico.
   L'Holiday Inn si trova nel cuore della city ed è stato costruito nel clima delle Olimpiadi Invernali del 1984, al centro di una rete di servizi urbani e di istituzioni sociali economiche e politiche.
 L'informativa dell'Hotel a questo proposito recita:
In the heart of the city next to the most important government and parliament offices, museums, shopping centers, student campus center, where the civilizations of the East and the West meet, stands the Holiday Inn Sarajevo.Built for the XIV Winter Olympic games this hotel has become a unique place to stay, eat, meet and celebrate in Sarajevo, not only for business travelers but also for the world leading politicians.
   Nel suo discorso pronunciato in inglese, Mons. D'Errico ha sintetizzato in alcuni punti la missione da lui svolta nei sei anni trascorsi in Bosnia-Erzegovina come Nunzio Apostolico.
Sul piano antropologico egli ha messo in risalto il tesoro delle tradizioni culturali del popolo di Bosnia-Erzegovina e la priorità di promuovere un clima di armonia sociale, di tolleranza religiosa e di dialogo tra le civiltà: “A mio parere, questa dovrebbe essere la prima priorità, se vogliamo contribuire alla stabilità e alla pace nella regione”.
   Sul piano diplomatico ha rimarcato l'impegno come Rappresentante Pontificio “per coordinare le attività delle comunità cattoliche nel paese e per promuovere buone relazioni di ecumenico e interreligioso dialogo”; ha descritto la realizzazione di positive relazioni bilaterali tra Vaticano e BiH, culminate nella formulazione di due Accordi: “Con il primo, che si chiama Accordo di Base ed è praticamente un Concordato, abbiamo voluto definire un quadro giuridico della presenza e delle attività della Chiesa cattolica nel Paese. Con il secondo, siamo stati in grado di stabilire un Ordinariato Militare, con la nomina di un Vescovo”.
   Sul piano ecclesiastico e pastorale ha sottolineato l'importanza di alcune iniziative: “Per quanto riguarda le mie attività per la Chiesa Cattolica, vorrei citare tra le altre cose, le nomine dei Vescovi in questi anni, l'istituzione di una Commissione Internazionale sul "fenomeno di Medjugorje", l'inserimento della Facoltà Cattolica di Teologia presso l'Università di Sarajevo".
In partenza per Zagabria, la cui vicinanza offrirà ancora accasioni d'incontro, ha ringraziato le Autorita, in particolare il Ministero degli Affari Esteri, Il Decano e i Colleghi Diplomatici per le esperienze e i saggi consigli. Porterà con se il prezioso ricordo dell'amicizia del popolo di Bosnia-Erxegovina e del soggiorno “in questo bellissimo paese”. 


Il discorso di S. E. Alessandro D'Errico in inglese:

Farewell Speech
to the Diplomatic Corps in BiH
(Sarajevo, 26th June 2012)

Dear Colleagues and friends,

Thank you very much for coming to this reception, organized by our dear Dean of Diplomatic Corps, also in order to bid farewell to me.

As you know, I have spent more than six years in Sarajevo. The rich cultural traditions and friendly attitude of people of Bosnia and Herzegovina have always touched my heart. So I’m leaving this country with many pleasant memories, which for sure will be treasured by me.

From the professional point of view, these were intense years, both in the bilateral relations, and for the mission - entrusted to me as Pontifical Representative - to coordinate the activities of the catholic communities in the country and to promote good relations of ecumenical and interreligious dialogue.

On the bilateral level, as you know, there were many official visits of Authorities of Bosnia and Herzegovina to Vatican and many high Personalities from Vatican came to Bosnia and Herzegovina. Above all, we were able to stipulate two important “Agreements”. With the first one, which is called “Basic Agreement” and is practically a Concordat, we wanted to define a legal framework of the presence and the activities of the Catholic Church in the country. With the second one, we were able to establish a Military Ordinariate, with the appointment of a Military Bishop. Moreover, the activities of the Joint Commission for the implementation of the Basic Agreement gave me the opportunity to have frequent working contacts with the highest Authorities.

As for my activities for the Catholic Church, I would like to mention among others the nominations of the Bishops during these years, the establishment of an International Commission about the “phenomenon of Medjugorje”, the insertion of the Catholic Faculty of Theology in the University of Sarajevo.

Apart from this, one of the priorities of my mission was that of promoting an atmosphere of social harmony, religious tolerance and dialogue among civilizations. In my opinion, this should be the first priority, if we are to contribute to the stability and peace in the region. Many times I have stated that we should talk more about what we have in common, rather than about differences. And here, once again, let me say that for a prosper future of this country, it would be much better to put aside the differences and prejudices inherited from the past, and to labour together to find right solutions to the challenges faced by Bosnia and Herzegovina.

Let me also take this opportunity to thank the Authorities of the country, and especially those of the Ministry of Foreign Affairs, for the precious assistance that they extended to me. I am also grateful to the Dean of the Diplomatic Corps and to each one of you, for the collaboration and the wise advises that you always gave to me.

I am confident that the relations of friendship which have been established between us will continue in the years to come. And since I am going to Zagreb, not far from Sarajevo, I hope that we will have occasion to meet again and share our concern for the situation in the region. Please be assured that you are always welcome in Zagreb.

Finally, to all of you I wish success in your mission and a happy stay in this beautiful country.

Thank you and Good bye.


Discorso al Corpo Diplomatico

Sarajevo, 26 Giugno 2012
Discorso di Addio del Nunzio D'Errico al Corpo Diplomatico

Al mattino del 26 Giugno il Decano del Corpo Diplomatico, il signor Miroslav Mojžita, Ambasciatore della Repubblica Slovacca, ha organizzato un ricevimento in onore del Nunzio Apostolico Mons. Alessandro D'Errico che lascerà il giorno seguente la Bosnia-Erzegovina per intraprendere un altro ministero. Nel complesso, il discorso del Nunzio D'Errico in lingua inglese: 
Farewell Speech to the Diplomatic Corps in BiH



sabato 23 giugno 2012

La solennità del Sacro Cuore nella Cattedrale di Sarajevo


Sarajevo, 17 Giugno 2012

Il Cardinale Monterisi celebra il Patrono della Cattedrale

Domenica 17 Giugno nella Cattedrale di Sarajevo è stata celebrata la Solennità del Sacro Cuore, Patrono dell'Arcidiocesi di Sarajevo. L'Eucaristia solenne è stata celebrata dal cardinale Francesco Monterisi, arciprete della Basilica Papale di S. Paolo fuori le Mura a Roma, in comunione con l'Arcivescovo Metropolita il Cardinale Vinko Puljic, con il Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina, l'uscente arcivescovo Alessandro D'Errico, con Mons. Franjo Komarica Presidente della Conferenza Episcopale della Bosnia e Vescovo di Banja Luka, con mons. Ratko Peric Vescovo di Mostar e Amministratore Apostolico di Trebinje-Mrkan, con mons. Dr. Tom Vuksic Vescovo dei militari in Bosnia, e con mons. Dr. Pero Sudar Vescovo ausiliare di Vrhbosna. (KTA) (sintesi)

Mons. D'Errico in corteo con i cardinali Puljic e Monterisi 
L'omelia del cardinale rivolta ai moltissimi presenti, laici e religiosi di numerose congregazioni, ha riguardato il significato della mitezza e dell'umiltà del cuore di Gesù, e l'esempio per tutti i fedeli.
Egli torna dopo15 anni a Sarajevo e ricorda il periodo della sua nunziatura in Bosnia (1993-1998). Ben conoscendo la sofferenza del popolo uscito dalla guerra egli lo incoraggia: "Chiaramente, la guerra che ho visto è finita, ma le ferite spirituali vengono sanate molto lentamente. Noi cattolici, se di minoranza, abbiamo un esempio, la dignità e la forza che viene dal cuore di Gesù, per contribuire, forse in misura determinante, per la promozione della giustizia, della pace e la civiltà dell'amore in questa città e questo paese". Ha concluso con la memoria dell'amore di Giovanni Paolo II e con la benedizione di Papa Benedetto XVI per la Bosnia ed Erzegovina. 



venerdì 22 giugno 2012

Incontro con Reis Mustafa Ceric


Sarajevo, 22 Giugno 2012
Reis Ceric ha incontrato in visita di congedo il Nunzio D'Errico
Reis Ceric ha ringraziato il Nunzio D'Errico per i suoi sforzi tesi ad ampliare il dialogo e la buona volontà in Bosnia e gli ha augurato successo nella nuova missione del suo lavoro di Nunzio Apostolico

Reis-ul-ulema Mustafa Ceric ha incontrato il 21 giugno, in una visita d'addio, il Nunzio Apostolico Arcivescovo Alessandro D'Errico.
Prima di assumere la carica di Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, il Nunzio D'Errico ha incontrato Reis Ceric, e lo ha ringraziato per la collaborazione e la comprensione durante il servizio di Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina, per il quale era stato nominato il 21 novembre 2006.
Reis Ceric ha ringraziato il Nunzio D'Errico per i suoi sforzi tesi ad ampliare il dialogo e la buona volontà in Bosnia-Erzegovina e gli ha augurato successo nella nuova missione del suo lavoro di Nunzio Apostolico
Il Nunzio D'Errico ha dichiarato che avrebbe trasmesso il messaggio al Papa sulla necessità di prendersi cura di BiH per progredire lungo il percorso di integrazione europea. (KTA) (sintesi)



giovedì 21 giugno 2012

La visita al Ministro degli Affari Esteri di BiH


Il Ministro Lagumdzija riceve in visita d'addio il Nunzio D'Errico

Sarajevo. Il Dr. Lagumdzija ha espresso la sua soddisfazione perché le relazioni tra BiH e la Santa Sede sono estremamente cordiali e di alto livello

Il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri della Bosnia-Erzegovina Zlatko Lagumdzija Ha ricevuto il 20 Giugno in una visita di congedo l'Arcivescovo Alessandro D'Errico Nunzio Apostolico di BiH, e ha anche ricevuto l'Ambasciatore d'Italia in Bosnia-Erzegovina Raimondo De Cardona e il Segretario Generale delle ONG Alberto Quattrucci della Comunità di Sant'Egidio.
Il dr. Lagumdžija con una dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri della Bosnia-Erzegovina ha ringraziato il nunzio apostolico D'Errico per il significativo contributo allo sviluppo delle relazioni tra la Bosnia-Erzegovina e la Santa Sede durante i sei anni di missioni diplomatiche. Ha espresso la sua soddisfazione perché, ha commentato, le relazioni tra BiH e la Santa Sede sono estremamente cordiali e di alto livello, soprattutto per il fatto che per il loro ulteriore sviluppo negli ultimi anni si è posto una solida base legale.
Il Nunzio Apostolico D'Errico ha ringraziato il dottor Lagumdzija e il Ministero degli Affari Esteri della Bosnia ed Erzegovina per la collaborazione di successo e di sostegno, ed esprime la disponibilità della Santa Sede per il miglioramento delle relazioni con la Bosnia-Erzegovina.
Alla fine della conversazione il Dr. Lagumdzija ha augurato al Nunzio Apostolico D'Errico, che è stato nominato da Papa Benedetto XVI Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, ogni successo nelle sue attività future.
I colloqui del Dr Lagumdžija con l'Ambasciatore De Cardona e il Segretario Generale Quattrucci riguardano la riunione dell'Organizzazione Internazionale per la Pace, che dal 9 al 11 settembre 2012 si terrà a Sarajevo, con la partecipazione prevista di un gran numero di leader religiosi e politici provenienti da tutto il mondo. (sintesi)

sabato 16 giugno 2012

IN HONOREM sarà tradotto in italiano


Sarajevo 28 Maggio 2012
Incontro del comitato editoriale: il libro del Nunzio sarà tradotto in italiano
Anche se va a Zagabria il rappresentante del Papa continua a pregare per il benessere della Bosnia-Erzegovina.

Recentemente nominato Nunzio in Croazia, l'Arcivescovo D'Errico è stato ospite di un ricevimento del Comitato organizzatore e curatore del libro In Honorem – Alessandro D'Errico Nunzio Apostolico in Bosnia. E' stata una sorta di addio al Nunzio che ha trascorso sei anni in Bosnia-Erzegovina, e vi è stato un reciproco scambio di doni. Il Presidente croato Joseph Muselimovic ha presentato una statua dell'ultima regina bosniaca, mentre il rappresentante della Styria ha donato un materiale da cancelleria augurando al Nunzio di firmare importanti accordi a Zagabria. Il Prof. Dr. Nevenko Herceg del comitato organizzatore ha presentato l'immagine del Nunzio nello stile delle lapidi antiche che narrano il legame tra la popolazione il Cristianesimo e la Santa Sede. Il Nunzio ha donato a tutti un medaglione con l'immagine di Papa Benedetto XVI e di Giovanni Paolo II.
Il Nunzio ha detto che il libro pubblicato è stato ben accolto in Vaticano e negli ambienti ecclesiastici e culturali. Esso assume significati importanti per la comprensione dei rapporti tra la Santa Sede e i Balcani, in particolare la Bosnia. La traduzione in italiano del libro, a cui egli darà tutta la sua disponibilità, renderà di particolare interesse le relazioni tra lo Stato e i Cattolici. [Traduzione ad sensum]

venerdì 27 aprile 2012

IN HONOREM - Intervento dell’Arcivescovo Alessandro D'Errico


Intervento dell’Arcivescovo ALESSANDRO D’ERRICO
alla cerimonia di presentazione del libro
  di Večernji list in suo onore
(Mostar, 21 marzo 2012)

Al molto che è stato detto con tanta benevolenza circa la mia missione in Bosnia ed Erzegovina e in Montenegro, vorrei aggiungere solo alcune brevi considerazioni, di carattere più personale, che forse potranno essere utili a chi avrà la pazienza e il tempo di sfogliare qualche pagina del libro che oggi è presentato.

 1.      Anzitutto una questione, che forse qualcuno si è già posto. Perché ho accettato che si pubblicasse un libro sul mio servizio in BiH (dal 2006) e in Montenegro (dal 2010)? La risposta è molto semplice. Ho accettato perché mi è sembrato meritevole di considerazione questo progetto, nel quale ho visto soprattutto l’intenzione di presentare al largo pubblico - e in qualche modo di lasciare ad perpetuam rei memoriam - qualcosa di scritto circa il modesto contributo che anch’io, per grazia di Dio, mi sono trovato a dare in questa regione al dialogo tra i popoli e le civiltà, alla tolleranza, all’armonia sociale, alla Santa Sede, e a queste belle Chiese particolari. 
A dir la verità, rimasi anche un poco imbarazzato quando, circa un anno fa, fui informato che si pensava ad un libro circa le mie attività in BiH e in Montenegro. Ma alla fine ritenni doveroso accettare, perché pensai che il libro non era dedicato solo alle mie attività, ma sopratutto alla missione che la Nunziatura Apostolica cerca di svolgere in BiH, a nome della Santa Sede.

 2.      Come sapete, l’annuncio del mio trasferimento in BiH avvenne il 21 novembre 2005; e cioè, nel giorno del decimo anniversario della firma dell’Accordo di Dayton (che nel 1995 aveva finalmente chiuso la pagina drammatica della guerra).
Ricordo che quando il Cardinale Angelo Sodano, allora Segretario di Stato di Sua Santità, mi comunicò che il Santo Padre Benedetto XVI mi chiedeva di essere Nunzio Apostolico in BiH, fui preso anche da un po’ di apprensione, per ciò che avevo sentito e letto sulla complessa situazione di queste terre, che tra l’altro aveva portato alla guerra degli inizi degli anni ’90. Ed anche perché sapevo bene che questo è un Paese al quale la Santa Sede guarda con particolare attenzione, per il fatto che la BiH tradizionalmente è un singolare punto d’incontro di popoli, di civiltà e di religioni.
La Provvidenza di Dio ha disposto che arrivassi a Sarajevo in un momento di particolare importanza per la vita della Chiesa. Com’è stato menzionato anche qui, fin dalla prima Visita di Giovanni Paolo II a Sarajevo (1997), si stava studiando la possibilità di un Concordato tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina. Così, grazie anche alla concomitanza di favorevoli circostanze, potei subito condurre a buon termine i negoziati per la firma e la ratifica dell’Accordo di Base, nonostante parecchie difficoltà che continuavano a presentarsi, com’è documentato in questo libro da varie testimonianze.
Poi vennero la Commissione Mista per l’applicazione dell’Accor-do di Base, l’Accordo per l’Ordinariato Militare, l’Accordo di Base con il Montenegro, l’Intesa fra la nostra Facoltà di Teologia Cattolica e l’Università Statale di Sarajevo, le Visite in Vaticano delle più alte Autorità di BiH e del Montenegro. Ad un livello più specificamente ecclesiale, vorrei menzionare le nomine del Vescovo Ausiliare di Banja Luka e dell'Ordinario Militare, l'istituzione della Commissione Internazionale sul fenomeno di Medjugorje, le Visite del Cardinale Tarcisio Bertone e dell'Arcivescovo Dominique Mamberti.
È stato detto giustamente che questi eventi ormai sono consegnati alla storia della Chiesa in BiH e in Montenegro. Tuttavia, consentitemi di aggiungere che, accanto a questi avvenimenti di rilevanza storica, ce ne sono stati altri meno eclatanti, più discreti, ma altrettanto importanti. Penso in particolare ai contatti che abbiamo stabilito con tante autorità civili e religiose. Ritengo che questo aspetto non sia da trascurare, perché costituisce come il presupposto degli eventi maggiori ai quali ho accennato.
Ovviamente, non sono mancati momenti di imbarazzo o, se volete, di difficoltà. Penso sopratutto alle circostanze in cui mi son trovato a dover presentare posizioni o decisioni della Santa Sede, che erano un po’ diverse da quelle attese dai miei interlocutori. Specialmente allora mi sono affidato allo Spirito Santo - al quale ho consacrato il mio ministero episcopale con il motto “Veni Sancte Spiritus” – ed ho ripetuto a me stesso e ai miei Collaboratori il vecchio adagio che “ambasciator non porta pena”. In ogni caso, a scanso di equivoci, vorrei ripetere anche qui che presso la Santa Sede ho sempre cercato di essere preciso ed accurato, fin allo scrupolo, nel presentare le istanze di queste personalità e di queste terre, pur nell’assoluta fedeltà alle istruzioni che mi venivano impartite dal Santo Padre e dai Superiori.

3.      C’era anche un’altra ragione per accettare la proposta degli amici di Večernji list. In questi quasi trentatré anni di servizio alla Santa Sede in giro per il mondo, più volte ho dovuto costatare che non sempre sono chiari il ruolo e la funzione di un Nunzio Apostolico. Perciò, ho accolto la proposta del libro anche al fine di contribuire a chiarire un po’ meglio le attività e le competenze di un Nunzio Apostolico. 
Sono lieto di costatare che in diversi qualificati contributi di questa pubblicazione viene messo in evidenza che la funzione di un Nunzio Apostolico non può intendersi riduttivamente come quella di un diplomatico; e neppure solo come quella di un Arcivescovo inviato dal Papa al servizio della comunione tra le Chiese, del dialogo ecumenico e interreligioso. I due aspetti – quello diplomatico e quello ecclesiale – vanno considerati come le due facce di un’unica medaglia.
Personalmente sono convinto che la funzione diplomatica è al servizio di quella ecclesiale; e cioè, uno strumento al servizio della Santa Sede, e dei più alti ideali di cui essa si fa promotrice, nella società e nelle relazioni con altre civiltà. Ora voglio augurarmi che anche da queste pagine possa risultare più chiaro il ruolo di un Rappresentante Pontificio.

4.      Consentitemi di aggiungere una piccola confidenza, se vogliamo chiamarla così. Nei mesi scorsi mi sono domandato più volte se valeva la pena di aggiungere la parte dedicata a discorsi ed omelie che ho tenuto in varie circostanze: me lo domandavo un po’ per discrezione, un po’ perché mi chiedevo se i miei interventi erano degni di tanta considerazione. 
Ora, vorrei che fosse chiaro che questi discorsi e queste omelie non hanno nessuna pretesa di offrire un particolare contributo di novità, né da un punto di vista teologico, né da quello della dottrina internazionalistica. Sono semplicemente gli interventi di un Rappresentante Pontificio, maturati in circostanze a volte liete, a volte delicate. Si propongono di rispondere alle sfide del momento, e – soprattutto – di partecipare la sollecitudine del Santo Padre e della Santa Sede per queste Chiese e per questi popoli. Qualche volta essi intendono anche trasmettere istruzioni impartitemi dai Superiori. Ma posso assicurare che sono sempre il frutto di lunga riflessione e intensa partecipazione. Perciò, vi chiederei di leggerli in questa prospettiva, di servizio alla Chiesa e a questi popoli ai quali sono stato inviato.

5.      Così pure, sento il dovere di dire qualche cosa circa la sezione del libro dedicata alle testimonianze. Quando un anno fa il Sig. Pavković, Don Tolj e il Prof. Herceg mi dissero che si pensava anche di domandare qualche breve riflessione ad illustri personalità che mi avevano conosciuto in questi anni, risposi che l’idea mi sembrava semplicemente spropositata, ben conoscendo il peso delle responsabilità che grava sulle loro spalle. Poi, sono stato informato dei contributi che hanno dato non solo il Card. Puljić, il Vescovo Komarica - Presidente della Conferenza Episcopale - ed emeriti studiosi, ma anche ben note personalità politiche di BiH, del Montenegro e della Croazia.    
Ebbene, sono molto onorato dal fatto che tra queste ci siano quelle di Presidenti, Ministri, Ambasciatori, Politici e Presidenti di Partiti, Leaders religiosi. Ad essi va la mia grande gratitudine, per il tempo che hanno voluto dedicare a questa iniziativa e per i lusinghieri apprezzamenti che hanno espresso per la mia missione.

6.      Last but not least, sono veramente grato agli amici di Večernji list-edizione BiH e di Styria per la tenacia con cui hanno voluto che questo libro vedesse la luce. Ringrazio il Sig. Jozo Pavković e Don Ivan Tolj, per l’attenzione con cui il giornale, ed essi personalmente, accompagnano il mio servizio di Rappresentante Pontifico. Viva gratitudine sento di dover esprimere al Comitato ad hoc costituito al fine di portare avanti l’iniziativa, per il gran lavoro a cui i suoi membri si sono sobbarcati per la pubblicazione di questo libro. Un particolare ringraziamento va al carissimo Prof. Nevenko Herceg, Presidente del Comitato ad hoc, per il grande impegno che si è assunto di coordinare l’iniziativa; a tutti coloro che hanno dato il loro contributo per questa raccolta di studi e documenti; ai miei Collaboratori a Sarajevo, di oggi e di ieri, perché senza la loro preziosa collaborazione sarebbe stato veramente difficile andare incontro alle richieste dei curatori.
Grazie a tutti voi, cari amici qui presenti questa sera, perché con la vostra partecipazione rendete questa cerimonia ancora più significativa. Nella vostra presenza trovo la conferma di un personale convincimento. E cioè: se durante questi anni la Nunziatura Apostolica ha potuto vedere qualche frutto del suo lavoro, ciò è stato possibile anche perché abbiamo trovato accoglienza cordiale da parte di tante persone di buona volontà, e molta disponibilità a tutti livelli. Una volta di più, mi è caro ripetere che insieme, sottolineo insieme, possiamo trovare il coraggio e la determinazione per affrontare le sfide di oggi e di domani, per il bene dei popoli e dei cittadini di questa regione. Grazie!