Un blog di Pasquale Saviano sul ministero pastorale di S. E. Alessandro D'Errico
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lunedì 9 luglio 2012
giovedì 5 luglio 2012
Messa inaugurale nella Cattedrale di Zagabria
Messa inaugurale del Nunzio Apostolico
nella Repubblica di Croazia
Domenica 8 luglio alle ore 10 nella
cattedrale di Zagabria Mons. Alessandro D'Errico presiederà la
solenne celebrazione dell'Eucaristia in comunione con i vescovi
croati.
Zagabria, (IKA) - Il neo nominato
Nunzio Apostolico nella Repubblica mons. Alessandro D'Errico,
inaugura il servizio in Croazia con la solenne celebrazione
eucaristica in unione con i vescovi croati Domenica 8 luglio alle ore
10 nella cattedrale di Zagabria.
La notizia che Papa Benedetto XVI ha
nominato l'Arcivescovo Alessandro D'Errico Nunzio Apostolico nella
Repubblica di Croazia è stato pubblicata Lunedi 21 maggio.
Mons. Alessandro D'Errico è nato a
Frattamaggiore (Napoli, Italia) il 18 novembre 1950. Ordinato
sacerdote il 24 marzo 1974 e incardinato nella diocesi di Aversa.
Ha iniziato il Servizio diplomatico
della Santa Sede il 5 marzo 1977 e ha servito come Rappresentante
Pontificio in Thailandia, Brasile, Grecia, nella Prefettura della
Casa Pontificia, e successivamente nella Nunziatura Apostolica in
Italia e in Polonia. E' stato nominato il 21 novembre 2006 Nunzio
Apostolico in Bosnia ed Erzegovina, e il 17 febbraio 2010 in
Montenegro.
Nella "consapevolezza di essere Chiesa", la comunità del suo paese d'origine, i familiari, gli amici, si stringono intorno al Nunzio nella spirituale preghiera da lui stesso suggerita nella celebrazione d'addio a Sarajevo: "Sono certo che vorrete accompagnarmi con preghiera intensa nella mia nuova missione. Vi chiedo di pregare spesso lo Spirito Santo, mio celeste Patrono. Il mio motto episcopale è “Veni Sancte Spiritus”. Vi domando di invocarLo spesso con questa preghiera, insieme a me. È una preghiera breve, facile da ricordare. Sono sicuro che porterà molti buoni frutti: non solo per me, ma anche per voi, per la Bosnia ed Erzegovina e per il Montenegro, per la Croazia e per la regione. Amen!"
venerdì 29 giugno 2012
Arrivederci a Zagabria
RICEVIMENTO DI ADDIO PER L' INVIATO PAPALE
"Ci vediamo a Zagabria"
Durante il ricevimento a Sarajevo si è proposto il libro 'in onore di Alessandro D'Errico'
Autore: Zoran Kresic
“In effetti devo dire che mi dispiace lasciare la Bosnia perché mi sentivo a mio agio qui e ovunque si è aperto una porta. Qui lascio amici veri e rimarranno per me il punto di riferimento per il lavoro diplomatico e la Chiesa. In questi sentimenti contrastanti, posso dire che ho l'onore di andare a Zagabria a causa della grande importanza che la Croazia ha nella regione e a livello internazionale. Anche particolarmente importante è il rapporto tra la Croazia e la Santa Sede, e sono lieto di dire che vado in Croazia dove posso seguire anche gli eventi in Bosnia". Sono le parole dell'inviato del papa, l'arcivescovo Alessandro D'Errico, alla fine del mandato in Bosnia-Erzegovina che è caratterizzato da frutti di grande valore.
Molti
frutti
Prima
di tutto è l'accordo intergovernativo tra la BiH e la Santa Sede,
che ha successivamente consentito l'adozione di un nuovo accordo sul
militare e di incentivare la creazione di nuove diocesi e la nomina
del vescovo Thomas Vuksic primo ordinario militare. Inoltre, nello
stesso momento è stato nominato vescovo Mark Semren come il primo
francescano dopo cinque decenni. E' stata motivata una commissione
speciale internazionale per valutare il fenomeno di Medjugorje.
Durante questo periodo, sono
stati avviati molti altri processi e, soprattutto, il Vaticano si è
dimostrato essere il più fedele amico della Bosnia-Erzegovina, con
particolare attenzione, mettendo in evidenza le preoccupazioni circa
la posizione della minoranza croata che rappresenta la maggior parte
della comunità cattolica. Queste impressioni sono state
raccolte durante un ricevimento di addio organizzato per il delegato
apostolico nella casa sacerdotale di Sarajevo, ove è stato proposto
il libro 'in onore di Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in
Bosnia' edito dalla Stiria e dalla Evening Gazette. Al Nunzio
D'Errico è stato dato l'addio dei vescovi e di tanti sacerdoti e
suore.
Regali
L'Arcivescovo
di Sarajevo, cardinale Vinko Puljic nel porgergli i suoi doni ha
detto: "Ringrazio Mons. Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico
in Bosnia." Il segno dell'attenzione del cardinale
conferito al Nunzio D'Errico è stato un barile con un bel po di
brandy, poi una immagine della Cattedrale del Sacro Cuore in cui ha
celebrato la messa il nunzio nel corso del suo servizio in Bosnia, e
una penna per la 'firma' di documenti futuri. (Traduzione ad sensum)
Il saluto del Cardinale Puljic nella Cattedrale di Sarajevo
La Celebrazione Eucaristica della sera
del 27 Giugno 2012 nella Cattedrale del Sacro Cuore di Sarajevo è
iniziata con l'indirizzo di saluto del cardinale Puljic rivolto al
Nunzio in partenza per la nuova missione in Croazia. L'agenzia KTA
descrive la grande Assemblea riunita nella solenne liturgia in tutte
le sue componenti religiose e civili rappresentative delle diverse
istanze e realtà del popolo di Bosnia-Erzegovina.
All'evento serotino di Sarajevo sono
stati presenti e rappresentate le più alte cariche politiche e
diplomatiche del paese, il Presidente della Federazione, la
Presidenza e i Ministri della Repubblica Serba, il Decano del Corpo
Diplomatico, personalità della stampa della cultura dell'economia e
della vita sociale, professionisti, lavoratori, studenti,
associazioni. Ha partecipato alla Messa anche
Basilio, Vescovo ortodosso di Zvornik e Tuzla membro del Consiglio
Interreligioso della Bosnia Erzegovina.
Il rilievo della componenti religiose
cattoliche presenti lo leggiamo direttamente dall'agenzia:
“Oltre l'Arcivescovo Cardinale Vinko
Puljic, il Presidente della Conferenza Episcopale della Bosnia ed
Erzegovina mons. Franjo Komarica vescovo di Banja Lucka, mons. Ratko
Peric, Vescovo di Mostar-Duvno e Amministratore Apostolico di
Trebinje-Mrkan, mons. Dr. Thomas Vuksic vescovo militare in
Bosnia-Erzegovina, e mons. Dr. Mark Semren vescovo ausiliare di Banja
Lučka. Cinquanta sacerdoti hanno concelebrato, numerosi francescani
della Bosnia-Erzegovina con i Padri provinciali Padre Lawrence e
Raven Ivan Sesar. La Messa è stata seguita da un numerose suore e
religiose, dalla Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori e
Superiori della Bosnia-Erzegovina Ivanka Mihaljevic della provincia
bosniaco-croata delle Suore francescane di Cristo Re
con sede a Sarajevo, Frank S. Bagaric delle Suore Scolastiche della
provincia francescana dell'Erzegovina, e Admirata Lucic delle Suore
Ancelle del Bambin Gesù di Sarajevo. Durante la Messa, con la
cerimonia condotta da mons. Tomo Knezevic, un coro ha cantato il
religioso "Stephen Hadrovic" sotto la direzione di p. Mark
Stanušić”.
Il discorso del Cardinale sintetizzato
dall'agenzia:
Il Cardinale ha detto che con la
celebrazione della Santa Messa vogliamo insieme ringraziare Dio che
ci accompagna con la sua misericordia e con amore paterno. Vogliamo
ringraziare il Santo Padre che ha inviato a noi il nunzio apostolico
in tempi di guerra e di dopoguerra. Vogliamo in particolare
ringraziarvi per il Papa, Mons. Alessandro D'Errico, che negli ultimi
sei anni e mezzo avete compiuto opere meravigliose nella vostra
missione apostolica nel nome del Santo Padre in questa regione della
Bosnia ed Erzegovina. Il cardinale ha sottolineato che sentimenti
particolari di gratitudine sincera gli suggerisce il Nunzio D'Errico
per la dedizione e la fedeltà nella testimonianza di servizio e di
vita per la missione in Bosnia-Erzegovina, un paese complesso. Grazie
per aver dimostrato che amate la Chiesa e tutti noi nella Chiesa in
questa regione. Il tuo amore primario era questo sforzo di aiutare la
Chiesa a svolgere la sua missione nella regione. Sono state aperte le
porte di tutte le comunità religiose e delle chiese per essere
operatori di pace nella regione. Un ringraziamento speciale per il
lavoro sapiente e di successo a livello diplomatico, per i contatti
con le autorità governative, politici e rappresentanti
internazionali. Il Cardinale ha espresso la gratitudine per i Vescovi
presenti, per il Vescovo Vasil, per tutte le Autorità e per il Corpo
Diplomatico e per tutti i fedeli venuti a celebrare la Santa Messa,
per esprimere la comunione con il Nunzio D'Errico e ringraziare Dio
per lui. Ha pregato che l'abbondanza della grazia accompagni il
Nunzio D'Errico nel nuovo compito nel nome della Santa Sede nella
vicina Repubblica di Croazia.
giovedì 28 giugno 2012
Eventi celebrativi di fine missione a Sarajevo
Le agenzie hanno dato ampia eco, con
notizie corpose, approfonditi commenti e vaste gallerie fotografiche,
agli ultimi avvenimenti che hanno caratterizzato il termine della
missione di S. E. Alessandro D'Errico a Sarajevo.
In primo luogo è stato messo in
risalto la celebrazione eucaristica presieduta dal Nunzio Apostolico nella
Cattedrale dedicata al Sacro Cuore. Un'assemblea numerosissima si è
stretta intorno a lui rappresentando nella liturgia solenne e
commovente un legame intenso e semplice ad un tempo. Il clero, i
religiosi, i diplomatici, i politici, le suore, gli studenti, la
gente del popolo, gli amici hanno voluto insieme con lui elevare la
lode e la gratitudine al Signore per il dono del servizio quasi
settennale della sua missione diplomatica svolta in Bosnia-Erzegovina
a rappresentare la Santa Sede, il dialogo di civiltà e di pace tra
le diverse culture, e la carità di Cristo. Una esperienza spirituale
di popolo e di bene che egli ha voluto sottolineare con l'invito a
tutti di rivolgersi all'Onnipotente con la bella e semplice preghiera
del suo motto episcopale: Veni Sancte Spiritus. Accanto a lui nella
celebrazione l'arcivescovo di Sarajevo l'amico Cardinale Vinko
Puljic, il vescovo di Banja Luka Franjo Komarica Presidente della
Conferenza Episcopale di BiH, il vescovo di Mostar Ratko Peric, il
vescovo ordinario militare Thomas Vuksic, il vescovo ausiliare Mark
Semren, e tantissimi altri prelati superiori di ordini sacerdoti e
ministri, provenienti dalle diverse diocesi, dai monasteri e da altri
luoghi della BiH, che hanno infittito il corteo e il presbiterio.
In secondo luogo è stata narrata la
serata trascorsa nei saluti e nell'agape fraterna presso la Casa
Sacerdotale, con il discorso celebrativo del Cardinale, con i doni
offerti al Nunzio, un bariletto con brandy e un quadro della
Cattedrale, e con l'opportunità offerta ai presenti di acquistare
ancora il libro In Honorem – Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina
e Montenegro, con lo scopo di aiutare la Casa dei Bambini delle Suore
Serve del Bambino Gesù.
Le ultime agenzie
Sarajevo, 27 Giugno 2012
Celebrazione Eucaristica in Sarajevo
per l'Addio del Nunzio D'Errico
Sarajevo, 28 Giugno 2012
Ricevimento di Addio in segno di
gratitudine per il Nunzio D'Errico
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Vinko Puljić
mercoledì 27 giugno 2012
Messa di ringraziamento al termine della missione in BiH e in Montenegro
Alle
ore 18 del 27 Giugno 2012, S. E. Alessandro D'Errico ha celebrato nella
Cattedrale del Sacro Cuore a Sarajevo la Messa di ringraziamento per
il completamento della sua missione di Nunzio Apostolico in
Bosnia-Erzegovina e Montenegro. Dopo la celebrazione in suo onore si è tenuto un
ricevimento presso la Casa Sacerdotale.
La
sua omelia è stata l'espressione di un magistero ricco di
riferimenti biblici pastorali storici e personali. Il significato del
'compimento' dell'opera a cui è stato chiamato come Nunzio
Apostolico egli lo ha letto e lo ha condiviso con l'Assemblea nella
luce evangelica e teologica proiettata dal brano liturgico della
lettera di San Paolo ai Filippesi (Fil 1, 3-11):
"Rendo
grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi. Sempre, quando
prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra
cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono
persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la
porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. È giusto, del
resto, che io provi questi sentimenti per tutti voi, perché vi porto
nel cuore, sia quando sono in prigionia, sia quando difendo e
confermo il Vangelo, voi che con me siete tutti partecipi della
grazia. Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per
tutti voi nell'amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra
carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento,
perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e
irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di
giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode
di Dio".
Il testo dell'omelia di S. E. Alessandro D'Errico:
Messa
di ringraziamento
al
termine della missione in BiH e in Montenegro
(Gen.12, 1-5; Fil. 1, 3-11; Mt. 28, 16-20)
(Sarajevo,
27 giugno 2012)
Sono
lieto di poter vivere con voi queste ultime ore del mio servizio di
Rappresentante Pontificio in Bosnia ed Erzegovina e in Montenegro,
mentre mi accingo a lasciare Sarajevo per la nuova missione che il
Santo Padre mi ha affidato in Croazia. Non mi è facile esprimere i
sentimenti che si affollano nel mio animo. Vorrei dire tante cose; il
difficile è da dove cominciare … Cercherò di ispirarmi alle
letture che sono state proposte per la nostra meditazione.
1.
Come
San Paolo, in primo luogo rendo grazie a Dio per questi sei anni e
mezzo che ho potuto trascorrere in mezzo a voi. La Provvidenza di Dio
ha disposto che arrivassi a Sarajevo in un momento di particolare
importanza per la vita della Chiesa in questa regione. È stato detto
che alcuni eventi degli ultimi anni sono ormai consegnati alla storia
della Chiesa in BiH e in Montenegro. Evidentemente il pensiero va
sopratutto all’Accordo di Base con la BiH, alla Commissione
Mista
per l’applicazione dell’Accordo
di Base,
all’Accordo
per l’Ordinariato Militare, all’Accordo
di Base con
il Montenegro, all’Intesa
fra la nostra Facoltà di Teologia Cattolica e l’Università
Statale di Sarajevo, alle Visite in Vaticano delle più alte Autorità
di BiH e del Montenegro. Così pure, ad un livello più
specificamente ecclesiale, ci sono stati eventi altrettanto
importanti: le nomine del Vescovo Ausiliare di Banja Luka e
dell'Ordinario Militare, l'istituzione della Commissione
Internazionale sul fenomeno di Medjugorje, le Visite del Cardinale
Tarcisio Bertone e dell'Arcivescovo Dominique Mamberti.
Tuttavia,
guardando indietro con sguardo di insieme, personalmente trovo che,
accanto a
questi avvenimenti “maggiori”, ce ne sono stati altri meno
eclatanti, più discreti, ma di primaria rilevanza per la missione
che il Santo Padre mi aveva affidato. Penso in particolare ai
contatti che abbiamo stabilito con tante Autorità civili e
religiose, al fine di contribuire
a creare un’atmosfera di armonia sociale, tolleranza religiosa e
dialogo tra le civiltà. A mio avviso, questa era e resta la prima
priorità, se si ha veramente a cuore la pace in queste terre e lo
sviluppo di questi popoli. Molte volte ho detto che dovremmo parlare
più di ciò che abbiamo in comune anziché di ciò che ci divide; e
che sarebbe assai meglio se si mettessero da parte le tensioni e i
pregiudizi ereditati dal passato, e ci si adoperasse per trovare
insieme le giuste soluzioni alle sfide che il Paese ancora si trova
ad affrontare. Questo vorrei ripetere oggi, una volta di più, con
tutto l’affetto di cui sono capace e con tanta fiducia in questo
Paese, e nella gente di questo Paese. Perciò, con San Paolo,
consentitemi di dire: “Rendo
grazie a Dio, persuaso anche di questo: che Colui il quale ha
cominciato in voi un’opera buona, certamente la porterà a
compimento”.
2.
Miei cari fratelli e sorelle, sapete bene che in questi anni ho
cercato di fare del mio meglio per stabilire relazioni non solo con
le Autorità civili, ma anche con le persone più impegnate nel campo
delicato del dialogo ecumenico ed interreligioso. Al tempo stesso, mi
son fatto dovere di visitare spesso diocesi, comunità religiose e
istituzioni laicali. Mi avete accolto nelle vostre case; mi avete
aperto il vostro cuore. Ebbene, presso di voi e con voi ho avuto la
possibilità di conoscere meglio non solo la ricchezza di civiltà di
queste terre, ma anche le difficoltà che ancora si presentano nel
difficile cammino di ricostruzione materiale e morale, nel quale
siete impegnati dopo la guerra recente.
Perciò,
insieme al rendimento
di grazie all’Eterno Signore della vita e della storia, mi è caro
estendere a tutti coloro che mi hanno accolto con tanta fiducia il
mio sincero ringraziamento per il molto che ho ricevuto.
Nell’atmosfera
di preghiera di questa celebrazione eucaristica, il mio pensiero
grato va alle Autorità civili e ai Colleghi del Corpo Diplomatico,
per la squisita attenzione che hanno sempre avuto per me e per la
Santa Sede. Un ringraziamento speciale esprimo ai Collaboratori della
Nunziatura Apostolica, di oggi e di ieri; all’Em.mo Card. Vinko
Puljić; al Presidente della Conferenza Episcopale, il Vescovo Franjo
Komarica, ed ai confratelli Vescovi; alle Presidenti della Conferenza
dei Superiori e delle Superiore Maggiori (dal 2010 Suor Ivanka
Mihaljević, e al mio arrivo Suor Marina Piljić); ai confratelli nel
sacerdozio, alle religiose ed ai religiosi, ai fedeli laici, ai
rappresentanti delle diverse confessioni religiose. A tutti e a
ciascuno di voi – e, attraverso voi, a tutto il popolo di Dio che è
in Bosnia ed Erzegovina e in Montenegro – mi è caro estendere la
mia profonda gratitudine per l’amicizia fraterna che mi avete
offerto, la comprensione che ho trovato, il sostegno e la vicinanza
spirituale con cui mi avete accompagnato, il buon esempio che mi
avete dato, anche in circostanze talvolta delicate.
3.
Ora è tempo di dirci arrivederci. Per me non è facile, per i
legami profondi che mi uniscono a voi. L’ho detto pure ai Superiori
della Santa Sede. Così come ho detto che - se fosse dipeso da me -
sarei restato qui ancora a lungo.
Certamente
il dolore per il distacco è parecchio mitigato dal fatto che vado a
Zagabria, ove so bene che non sarà difficile rivederci e continuare
a scambiare qualche idea sul nostro servizio in questa regione.
Tuttavia, mi trovo un po’ come nella situazione di Abramo: chiamato
ad iniziare una nuova “avventura”, che si aggiunge – ora che
non sono più in verde età - a quelle che ho vissuto in trentacinque
anni di servizio nelle Rappresentanze Pontificie.
Ebbene,
come
Abramo fece con Dio che lo chiamava, pur con i miei limiti, desidero
rinnovare al Santo Padre convinta obbedienza, e piena disponibilità
ad andare per le vie alle quali Egli mi invia, per offrire il mio
modesto contributo di Chiesa per la crescita e lo sviluppo di un
popolo glorioso, di ben nota identità cattolica e di storici legami
con la Sede Apostolica.
Ai
Superiori ho
detto pure che sento molto la mia indegnità per la designazione ad
un Paese come la Croazia, che sta vivendo un momento importante di
storia, sia in termini civili, sia nelle sue relazioni con la Santa
Sede. Perciò, nel momento un po’ sofferto di questo congedo,
desidero anche affidarmi alle vostre preghiere.
Sono
certo che vorrete
accompagnarmi con preghiera intensa nella mia nuova missione. Vi
chiedo di pregare spesso lo Spirito Santo, mio celeste Patrono. Il
mio motto episcopale è “Veni
Sancte Spiritus”.
Vi domando di invocarLo spesso con questa preghiera, insieme a me. È
una preghiera breve, facile da ricordare. Sono sicuro che porterà
molti buoni frutti: non solo per me, ma anche per voi, per la Bosnia
ed Erzegovina e per il Montenegro, per la Croazia e per la regione.
Amen!
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