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martedì 27 dicembre 2016

Dialogo Pace e Carità dimensioni ecclesiali del Natale

L’Arcivescovo Alessandro D’Errico, Nunzio Apostolico in Croazia, in vista del Natale ha voluto dare alle sue iniziative una forte impronta ecclesiale. Nello spirito del dialogo ecumenico ed ecclesiale il giorno 17 Dicembre, in occasione del compleanno di Papa Francesco, si è recato in visita alla diocesi ortodossa di Pacrac, eparchia della Slavonia, ove ha incontrato il Vescovo Jovan Culibrk ed ha avuto con lui uno scambio informativo riguardante il recupero del patrimonio culturale ed archivistico della diocesi operato in collaborazione con gli esperti padri benedettini dell’abbazia di San Giovanni in Collegevilleu. 
Nello stesso giorno ha anche incontrato il Vescovo di Pozega Mons. Anthon Škvorčević e i suoi principali collaboratori, con i quali ha discusso delle questioni affrontate dalla Conferenza dei Vescovi, dei principali problemi della Chiesa croata, delle relazioni ecumeniche con la Chiesa serba ortodossa, e degli auguri al Papa per il suo compleanno, per la sua buona salute e la riuscita delle sue iniziative apostoliche.

Nello spirito della carità e del dialogo tra i popoli, il giorno 22 dicembre il Nunzio ha avuto un “incontro toccante” (tale è il termine utilizzato nella notizia giornalistica) con l’Ambasciatore del Qatar in occasione della Mensa per 120 persone organizzata nel loro monastero dalle Suore della Carità di San Vincenzo De Paoli. L’Ambasciatore ha personalmente servito a tavolo ed ha partecipato con il Nunzio, dopo l’artistica visita allo storico complesso monastico di San Vincenzo, ad un tea break natalizio insieme con le Suore.

Il Giorno 24 Dicembre, Vigilia del Natale, l’Arcivescovo Alessandro D’Errico ha affidato ad un video, ripreso da Laudato.hr postato su youtube e divulgato anche da Radio Cattolica Croata, il suo messaggio di Natale per la Chiesa e la Nazione Croata.


I suoi contenuti sono stati gli “auguri di un felice cristiano e santo Natale” alla Nazione Croata. Una esortazione a rivivere nella fede, nella carità e nella solidarietà, i significati cristiani del Natale ispirati da Papa Francesco: “andare spiritualmente e Betlem” per andare insieme con Gesù incontro ai nostri fratelli più poveri per le strade del mondo fino alle periferie del mondo per annunciare la gioia del Vangelo.

Il giorno di Natale l’Arcivescovo D’Errico ha concelebrato con il Cardinale Bozanic e con il Presbiterio dell’Arcidiocesi la Santa Messa della Natività del Signore nella Cattedrale di Zagabria. Sul portale dell’Arcidiocesi sono leggibili l’ampio commento riguardante le fasi della celebrazione liturgica, l’omelia sul Natale del Signore intensa e significativa del Cardinale, ed è navigabile una bella galleria di fotografie.





lunedì 31 ottobre 2016

Chiesa ed Ecumenismo: impegni recenti del Nunzio in Croazia

Nella decade dal 13 al 22 ottobre 2016, alcuni importanti eventi ecclesiali di portata nazionale hanno registrato la partecipazione e l'impegno del Nunzio Apostolico in Croazia.

   In primis si è avuta la Sessione Autunnale della Conferenza Episcopale Croata (HBK) che si è conclusa il giorno 13 ottobre con una conferenza stampa tenuta dalla Segreteria dei Vescovi.
Sul portale istituzionale della HBK si legge il comunicato ufficiale che illustra i punti e le tematiche discusse durante la 53.a Sessione Plenaria, alla quale ha partecipato anche l'Arcivescovo Alessandro D'Errico. I punti illustrati sono stati: l'aggiornamento circa l'operato in corso della Commissione congiunta della Chiesa ortodossa serba e la HBK sul Beato Alojzije Stepinac; il 25 ° anniversario dell'introduzione dell'insegnamento della religione nelle sistema educativo croato; la catechesi e la crescita nella fede nelle circostanze attuali; l'opportunità di una riforma curricolare in Croazia; un progetto di preparazione al matrimonio ispirato alla Amoris Laetitia di Papa Francesco; la pastorale giovanile; la questione dei rapporti con la Chiesa ortodossa e il lavoro della Commissione congiunta sulla canonizzazione di Stepinac; le relazioni tra la Croazia e la Santa Sede; questioni etiche riguardanti il diritto di famiglia e la condizione femminile.

In secondo luogo, come si legge dal comunicato ufficiale della HBK, si è avuto Lunedi '17 e Martedì 18 Ottobre 2016 a Zagabria, presso la sede della Conferenza episcopale croata, la seconda riunione della Commissione congiunta della Conferenza episcopale croata e la Chiesa ortodossa serba, che ha il compito di considerare in comune il ruolo del Beato Alojzije Stepinac prima durante e dopo la seconda guerra mondiale.
L'incontro si è svolto sul tema "L'arcivescovo Alojzije Stepinac e la Chiesa ortodossa serba nel 1934–1941"; la Santa Sede è stata rappresentata dal presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche Bernard Ardura. Sono rappresentanti della Conferenza Episcopale Croata: Mons Cardinale Josip Bozanic, il Vescovo di Mostar mons. Ratko Peric, il Vescovo mons. Anthony Škvorčević, Jure Kristo e Mario Jareb per l'Istituto croato per la storia.
Come rappresentanti della Chiesa ortodossa serba in occasione della riunione sono intervenuti: il metropolita di Zagabria e Lubiana Porfirio, il metropolita Amfilohije, il vescovo Irinej, il Vescovo di Slavonia Jovan, il prof. Darko Tanaskovic, ambasciatore rappresentante permanente della Repubblica di Serbia presso l'UNESCO, e il prof esperto dr. GU della Facoltà di filosofia a Belgrado. Il prossimo incontro si terrà a Novi Sad, 13 e 14 febbraio 2017.
Sull'argomento dell'ecumenismo come atteggiamento fondamentale per sottolineare il valore 'universale' della santità del Beato Stepinac si impegna costantemente il Nunzio Apostolico, condividendo con Papa Francesco il significato e l'importanza ecclesiale della Commissione congiunta.

In terzo luogo si è avuto a Zagabria, il giorno 22 ottobre con la significativa partecipazione del Nunzio Apostolico in Croazia, una importante Conferenza sulle minoranze religiose organizzata dal metropolita ortodosso di Zagabria e dalla Conferenza delle Chiese Europee.
Sul portale istituzionale della Metropolia Ortodossa di Zagabria si legge tra l'altro:
  Alla conferenza hanno preso parte gli alti funzionari della chiesa, sostenitori dei diritti umani, e rappresentanti dello Stato, il governo, i giovani e le organizzazioni internazionali a Bruxelles e altre città dell'Unione Europea.
Come risultato della sessione di due giorni di dialogo, i partecipanti hanno adottato una dichiarazione comune (comunicato), in cui hanno chiamato tutte le persone e le istituzioni per una migliore cooperazione al fine di evitare la persecuzione delle minoranze religiose, e di creare le condizioni per una convivenza pacifica nelle diverse società, e al fine di creare condizioni di dialogo costante tra maggioranza e minoranza, tra chiese e comunità.



sabato 20 febbraio 2016

Intervista sulla canonizzazione del beato Stepinac

Laudato.TV, portale cattolico croato in rete, il 12 febbraio 2016 ha postato sulla piattaforma di youtube il video dell'intervista rilasciata da S.E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico Nunzio Apostolico in Croazia. In una quindicina di minuti di dialogo con il giornalista, Mons. D'Errico ha avuto occasione di precisare i vari aspetti della questione riguardante la canonizzazione del beato Aloisio Stepinac e di evidenziare la posizione della Santa Sede unitamente con il magistero del Santo Padre.
L'intervista è stata condotta in italiano da Nikola Bolsec, e può essere seguita agevolmente e direttamente con la visione e l'ascolto del video in rete che è stato accompagnato dalla seguente didascalia tradotta ad sensum dal croato: 
'Lo scopo del gruppo di lavoro congiunto non è un nuovo processo del Beato. Stepinac a Belgrado'
Pubblicato il 12 feb 2016
Il nunzio apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico esclusivamente per Laudato TV ha parlato del suo colloquio con il Santo Padre sul processo di canonizzazione del Beato Cardinale Alojzije Stepinac.


Il testo dell'intervista

Eccellenza, abbiamo letto molte volte, in vari articoli di stampa, che il Santo Padre, proponendo un Gruppo di Esperti misto sul Card. Stepinac, ha l'intenzione di costruire un "ponte" verso il Patriarca di Belgrado, Ireneo, e verso il Patriarca della Chiesa Ortodossa Russa, Cirillo. Può dirci qualcosa a proposito di questa strategia ecumenica?

Grazie, caro Nikola, per questa domanda che ritengo molto importante. Anch’io ho letto tante volte in merito a questa supposta "strategia", ecumenica o geo-politica, del Santo Padre, attraverso la proposta di un Gruppo di Esperti misto (della Chiesa cattolica e della Chiesa serbo-ortodossa) in merito al Beato Alojzije Stepinac. Anzi, di questo ho parlato con Lui personalmente, quando mi ha ricevuto il 17 dicembre scorso. Quando sono tornato, poco prima di Natale, ho pensato spesso a quell'Udienza (che durò buoni 45 minuti). Devo dire che sono veramente e sinceramente convinto che non c’è nessuna "strategia" del tipo di quello che abbiamo letto in questi giorni e nei mesi passati.
Sono stato dal Santo Padre e abbiamo parlato soprattutto di questa Sua proposta, e poi anche di questioni che riguardano il presente e il futuro della Chiesa in Croazia. Mi ha colpito soprattutto una cosa: Papa Francesco mi ha fatto anche qualche confidenza, ma non una volta sola ha fatto riferimento ad una Sua "strategia", attraverso il Gruppo di lavoro sul Cardinale Stepinac.
D’altra parte, per come conosciamo il Santo Padre, che è veramente un esempio di vita cristiana e di Pastore illuminato, a me personalmente sembrerebbe molto strano che Egli faccia questi giochetti, che sanno più di manovre politiche, che di un'alta visione ecclesiale, che certamente dobbiamo riconoscere al nostro amatissimo Papa Francesco.

Eccellenza, Signor Nunzio Apostolico, può dirci di che cosa Lei ha parlato con il Santo Padre, e che cosa ha detto il Santo Padre di questo Gruppo di Lavoro misto?

Certamente. È quello che spesso mi domandano da diverse parti e che in qualche modo ho già cercato di esporre, prima ai nostri Vescovi - quando li ho incontrato in occasione della Conferenza Episcopale di gennaio – e poi anche alla Settimana Pastorale, organizzata dalla Facoltà Teologica di Zagabria. Volentieri posso richiamare qualche elemento anche oggi.
Anzitutto, sono rimasto impressionato da come il Santo Padre è informato delle reazioni venute in Croazia. Poi sono rimasto impressionato anche dalla chiarezza del quadro che aveva, dalla Sua "visione" della questione, e al tempo stesso, dalla fermezza con cui diceva le cose.
Circa i contenuti, posso sintetizzarli intorno a tre nuclei, e cioè intorno a tre argomenti. Il primo: Il Santo Padre ha cercato di dirmi quali sono le Sue intenzioni a proposito di questo Gruppo di Esperti misto. Il secondo: la natura di questo Gruppo. E terzo: alcuni aspetti organizzativi, che riguardano il lavoro del Gruppo.
Allora, per quanto riguarda le Sue intenzioni, Egli ha insistito soprattutto sul fatto che potrebbe firmare anche subito il Decreto sulla santità di Stepinac perché non ha dubbi, e me l'ha fatto capire in mille modi. Non ha dubbi sulla figura di Stepinac, per la conoscenza che già aveva del Beato (attraverso i tanti croati che ha incontrato in Argentina, quando era Arcivescovo di Buenos Aires), e che ora ha approfondito ancora meglio attraverso il lavoro compiuto dalla Congregazione per le Cause dei Santi, che è quasi terminato. Come sa, lo scorso anno tutti speravamo che si potesse giungere al Decreto del Santo Padre in tempi brevi. Invece sono nate le difficoltà che conosciamo, che hanno portato a questa proposta del Santo Padre.
Lei mi domanda: che cosa ha detto il Santo Padre? Cercherò di essere fedele il più possibile.
"Se firmo oggi questo decreto, mi ha detto, c'è il rischio di una nuova tensione tra le due Chiese, la Chiesa serbo-ortodossa e la Chiesa cattolica in generale, e in particolare la Chiesa di Dio che è in Croazia”. E aggiungeva: "Questo dobbiamo evitarlo, perché noi siamo sicuri del lavoro che abbiamo fatto. Non dobbiamo avere paura di mostrare il lavoro che abbiamo fatto. Ci ho pensato a lungo, personalmente. Quando il Patriarca Ireneo mi ha scritto, ci ho pensato a lungo e ho ritenuto che potevamo metterci insieme intorno a un tavolo e rileggere insieme il ruolo che il Beato Stepinac ha avuto durante la Seconda Guerra Mondiale, e così presentare anche il lavoro che è stato fatto dalla Congregazione, in un'atmosfera di serenità. La speranza è che questo possa servire a dissipare le ombre che ci sono state nel cammino tra le due Chiese, e così mettere le due Chiese intorno a un tavolo per una serena e fraterna discussione. La speranza è anche che questo possa servire nel cammino di piena riconciliazione tra i due popoli, perché anche questo è un aspetto importante. Dobbiamo lavorare insieme per una piena riconciliazione, perché questo sarebbe di grande significato, non solo tra le due Chiese, ma anche tra i due popoli e i due Stati. E questo sarebbe un grande contributo anche alla stabilità nella regione.
D'altra parte, se si legge bene l'Evangelii Gaudium, questa proposta che faccio è soltanto un'applicazione dei principi che ho esposto in quel Documento, e che cerco di proporre frequentemente nelle Messe che celebro a Santa Marta. Io parlo spesso di un cambiamento di mentalità. Questo è il punto di partenza: dobbiamo cambiare mentalità. Purtroppo dobbiamo riconoscere che c'è stata, e in qualche ambiente c'è ancora, una mentalità di Chiesa un po' chiusa, che andava avanti da sola per le proprie strade, e non si preoccupava di quello che altri possono obiettare o possono dubitare. Invece noi dobbiamo sentire la necessità di confrontarci con le diverse istanze che incontriamo nella vita sociale, nella vita politica, nella vita religiosa. Sentiamo la necessità di costruire una cultura del dialogo e dell'incontro, e di non restare chiusi nei nostri parametri.
Questa proposta è un po' anche l'applicazione delle ultime parole di Gesù: "Andate nel modo intero, annunciate la Buona Novella a tutti i popoli". È necessario "uscire" dai nostri schemi e "andare" verso tutti, in particolare verso le periferie; ma non solo le periferie "materiali" (i poveri, i diseredati, i profughi che incontriamo nella vita di ogni giorno). Ci sono anche le "periferie spirituali": di tante persone che venivano e non vengono più, o che non sono mai venute nelle nostre chiese. In questo "uscire", in questo "andare" verso le periferie spirituali, evidentemente dobbiamo dare un posto privilegiato ai fratelli separati. E cioè, penso che la via ecumenica sia molto importante in questo processo di Chiesa-in-uscita che vogliamo costruire".
E poi, aggiungeva con tanto calore e con tanta fermezza: "Lo dica a tutti, e non si stanchi di ripeterlo: io non ho niente contro la figura del Cardinale Stepinac e non ho niente contro il popolo croato. So che alcuni dicono che io non capisco la storia e le relazioni tra serbi e croati; ma vorrei che fosse chiaro che per me la Chiesa dovrebbe essere una Chiesa aperta, nonostante le difficoltà che si presentano: una Chiesa che dialoga, una Chiesa ecumenica; e questo si applica anche nel campo specifico di ciò che riguarda la decisione che dobbiamo prendere, circa la canonizzazione del Beato Cardinale Alojzije Stepinac".

Grazie mille, caro Nunzio. Abbiamo compreso questo primo punto. Lei ha menzionato altri due punti, che mi pare siano interessanti per il nostro popolo e per i nostri media.

Sì, ci sono altri due punti. Il secondo è collegato alle intenzioni del Santo Padre. Esso riguarda la natura di questo Gruppo di Esperti; e cioè, che cosa è questo Gruppo, che cosa si propone di realizzare. Egli è stato molto chiaro. Poi me ne ha parlato ancora di più il Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, con il quale mi sono fermato per un'altra ora e mezza, per approfondire ciò che il Santo Padre mi aveva detto. In breve, posso ribadire che la natura del Gruppo di Esperti non è quella di studiare o ristudiare la santità del Cardinale Stepinac. Questa è una questione interna alla Chiesa Cattolica. Invece, la natura della Commissione vuole essere, anzitutto, quella di rileggere le circostanze nelle quali il Beato Stepinac storicamente si è trovato a svolgere la sua missione di cristiano, di Sacerdote e di Vescovo. E' una rilettura storica di ciò che il Beato Stepinac ha potuto fare, durante quegli anni molto travagliati. D'altra parte è facile renderci conto che non è possibile giudicare con gli occhi di oggi una realtà di cinquanta, sessanta, settant'anni fa, che per molti aspetti era parecchio diversa da quella attuale, sia per il contesto generale, sia per il contesto di riflessione ecumenica, che è venuta successivamente.
Allora, la scopo della Commissione non è quello di "far giudicare di nuovo da Belgrado - come qualcuno pure ha scritto - la santità di Stepinac", di fare "un secondo giudizio" su Stepinac. La sua natura è di ordine storico: rileggere le circostanze che il Cardinale ha affrontato in quel tempo e che in qualche modo possono avere influito su qualche aspetto della sua personalità o dei suoi interventi. Inoltre direi che essa ha anche uno scopo informativo, nel senso che si vuole condividere il lavoro storico, che è stato fatto in questi anni. Mons. Batelja mi ha ripetuto tante volte che ci sono quattro grandi volumi che raccolgono gli studi che sono stati fatti, a livello di inchiesta diocesana, e al livello della Congregazione per le Cause dei Santi. Si tratta di mostrare il lavoro compiuto sulla figura di Stepinac e serenamente di rispondere a eventuali obiezioni che ancora ci fossero, per potere arrivare - nella maniera più serena possibile - a una decisione, da parte nostra, di canonizzazione del Cardinale.
D'altra parte, i nostri Vescovi, nella Conferenza Episcopale di ottobre, hanno diffuso un comunicato molto bello, in cui hanno detto che dobbiamo ringraziare il Santo Padre per l'iniziativa di questo Gruppo di Esperti, perché questo darà l'opportunità di far meglio conoscere  la santità, l'eroicità, l'esemplarità del Cardinale Stepinac in una maniera più approfondita, e in ambiti più larghi di quelli che potevano essere costituiti dalle nostre comunità. Attraverso questo Gruppo, speriamo di poter mostrare la figura luminosa del Beato Alojzije Stepinac anche alle Chiese Ortodosse, e non soltanto in Croazia e nei Paesi vicini, ma anche fuori degli orizzonti geografici di queste terre.

Grazie. Signor Nunzio, è molto interessante. E il terzo punto?

Il terzo punto riguarda gli aspetti organizzativi. Eravamo al 17 dicembre, il Santo Padre mi diceva che aspettava per metà gennaio un'alta Delegazione serbo-ortodossa per discutere del Gruppo di Esperti (e, come sapete, ciò è avvenuto). Il Santo Sinodo della Chiesa serbo-ortodossa aveva accettato in linea di principio la proposta del Santo Padre. Ora si trattava di mettere a punto qualche aspetto pratico e di stabilire quanti saranno i membri del Gruppo, quando si incomincerà il lavoro, dove si farà la prima riunione, ecc. Il 17 dicembre, il Santo Padre diceva che si pensa grosso modo a tre membri per ciascuna parte, ma che si può essere elastici se sarà opportuno allargare il numero dei membri per una parte e per l'altra; si pensa a un patrocinio della Santa Sede e si dovrà stabilire quale Organismo della Santa Sede avrà il patrocinio di questa Commissione; e aggiungeva che si proporrà che la prima riunione si faccia a Roma, e sarà proprio durante questa prima riunione che si stabilirà con esattezza il programma di lavoro da seguire e in particolare l'arco di tempo necessario per il lavoro di questa Commissione.

domenica 7 febbraio 2016

La settimana teologica pastorale a Zagabria e la canonizzazione del Beato Stepinac

Dal 26 al 28 Gennaio 2016 si è tenuta a Zagabria la 56.a Settimana Teologica Pastorale. L'evento è stato organizzato dalla Università Cattolica e si è svolto nella sede del Seminario Interdiocesano. Il tema trattato ha riguardato “La Teologia e la Pastorale della Misericordia” ed ha registrato una grande partecipazione di pubblico e diversi ed autorevoli interventi. Un particolare rilievo ha assunto la discussione della questione della canonizzazione del Beato Aloisio Stepinac. Sull'argomento è intervenuto direttamente il Nunzio Apostolico in Croazia, l'arcivescovo Alessandro D'Errico, che ha trasmesso ai presenti la benedizione del Santo Padre e nella prospettiva del discorso ecumenico, e del dialogo con la Chiesa Serba, ha delineato i principali aspetti della questione della canonizzazione e i positivi intendimenti di Papa Francesco a riguardo.
Le principali agenzie cattoliche della Croazia (IKA, Laudato ed altre) hanno dato ampio spazio alla comunicazione e agli interventi susseguitisi nel dibattito del Tema della Settimana. 

Sono stati evidenziati il carattere interecclesiale ed ecumenico delle rappresentanze accademiche religiose e civili presenti, croate bosniache e serbe; è stato riportato l'intervento del cardinale Bozanic Arcivescovo di Zagabria, nella veste di Gran Cancelliere della Facoltà Teologica Cattolica, che ha tracciato la figura del Beato Aloisio Stepinac come un volto della misercordia di Dio. Sono stati riportati anche gli interventi del Cardinale Vinko Pulic Arcivescovo di Sarajevo, del Rettore dell'Università di Zagabria Dott. Damir Boras, del ministro della Scienza dell'Istruzione e dello Sport Dott. Predrag Šuštar, del Vice Sindaco di Zagabria Stipe Zeba.
Riporto nella traduzione ad sensum dal croato i contenuti fondamentali dell'intervento del Nunzio Apostolico Mons. D'Errico registrato dalle agenzie. Segue poi anche il link al video realizzato da Laudato sulla Settimana Teologica Pastorale e postato su youtube; in particolare le parole del Nunzio che è stato tra gli autorevoli intervistati.


Il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, ha trasmesso ai presenti la benedizione del Papa Francesco. Egli ha sottolineato che il tema di questa settimana è particolarmente importante per la Chiesa perché si inserisce nel contesto dell'Anno della Misericordia voluto da Papa Francesco. Ha espresso la sua gioia per la condivisione dell'argomento che testimonia la relazione di comunione della Chiesa di Dio in Croazia con la Sede Apostolica, ed il dinamismo della riflessione teologica e pastorale della Facoltà. Poi a braccio è andato avanti riferendosi al discorso del cardinale Bozanic, che ha ringraziato per le sagge parole sulla questione della canonizzazione del cardinale Stepinac. Sentendosi per questo interpellato il Nunzio ha voluto introdurre alcune cose che sono molto importanti per questo caso, ed ha ricordato che nel mese di dicembre è stato a Roma, e ha avuto l'opportunità di incontrare e parlare con il Santo Padre. Gran parte della discussione è stata dedicata proprio alla proposta del Santo Padre sulla formazione del gruppo di lavoro per la canonizzazione. Egli è rimasto impressionato quando ho visto che il Santo Padre è stato informato e sorpreso per ciò che è successo nell'opinione pubblica in Croazia, ed ha riassunto la sua conversazione in tre punti. In un primo momento egli ha detto che il papa gli ha chiesto di trasmettere il messaggio dei suoi intendimenti positivi circa la santità del cardinale Stepinac, e nei confronti del popolo croato. Il Papa gli ha detto di essersi ritrovato in una situazione in cui si potrebbero ripetere tensioni tra le due Chiesa e due popoli. Pertanto il Papa ha detto che la sua intenzione era quella di sottolineare, ispirandosi anche alla Evangelii Gaudium, ciò che viene spesso ripetuto nelle sue omelie nella Casa Santa Marta. Il Papa ha voluto parlare della Chiesa che non si chiude, della Chiesa che è aperta a tutto ciò che sta accadendo intorno a lei. Parla costantemente della chiesa che esce alla periferia, sia materiale che spirituale. Una Chiesa posta in dialogo con i diversi attori ed una Chiesa fondamentalmente pastorale. Il Papa ha sottolineato che l'istituzione del gruppo di lavoro di esperti della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa serba deve essere intesa come un gesto ecumenico ed un uscire verso la periferia, la periferia spirituale dove la Chiesa è posta in dialogo con i diversi attori. Il Papa pensa, ha osservato il Nunzio, che non si tratta di un nuovo processo di santità per Stepinac, ma che il gruppo di lavoro dovrebbe avere un ruolo informativo di tutto ciò che è già stato fatto. Infine, il Nunzio ha parlato della dimensione organizzativa. Riferendosi al suo incontro con il Papa avuto il 17 dicembre scorso, ha detto che il Papa ha fatto riferimento alla delegazione della Chiesa ortodossa serba prevista a metà gennaio. Pertanto, il gruppo di lavoro dovrebbe essere di 3-5 membri, e la prima sessione, che sarà in Vaticano sarà stabilita con una agenda. In conclusione il Nunzio ha aggiunto che il Papa è consapevole del fatto che questa iniziativa coinvolge molto il popolo croato, ed è sicuro che contribuirà alla piena riconciliazione tra i due popoli, come pure alla relazioni ecumeniche e alla stabilità in queste aree. 


Le parole del Nunzio Apostolico intervistato: “Questo mi sembra di grande attualità per la nostra Chiesa in Croazia e per il Popolo di Dio croato; perchè questa Misericordia deve essere esercitata a tutti i livelli per crescere nel cammino di Nuova Evangelizzazione come il Santo Padre desidera”


venerdì 25 luglio 2014

Il Vescovo Porfirio nuovo Metropolita ortodosso di Zagabria-Lubiana

L'avvenimento è ricco di significati religiosi e storico-culturali. La cerimonia della presa di possesso del nuovo Pastore della Metropolia Serbo-Ortodossa di Zagabria-Lubiana si è svolta domenica 13 Luglio 2014 nella Chiesa della Trasfigurazione situata in una piazza centrale della capitale croata. Il contesto religioso cristiano tradizionale si è arricchito dei tratti dell'ecumenismo e del dialogo inter-religioso. Il discorso del Metropolita Porfirio ha infatti evidenziato le dimensioni teologiche della confessione ortodossa insieme con la consapevolezza di vivere l'esperienza del Cristo nelle espressioni fondamentali della testimonianza evangelica, della ricerca della pace, e del dialogo interculturale che fortemente e tradizionalmente si pone nell'area dei Balcani e dell'Europa Orientale.
Alla celebrazione religiosa solenne, e all'incontro conviviale che l'ha seguita, hanno partecipato le Personalità più in vista delle Istituzioni, delle Religioni, della Politica e della Cultura: il Presidente della Repubblica con il Presidente del Parlamento e con il Sindaco di Zagabria, Il Cardinale Arcivescovo di Zagabria, Il Nunzio Apostolico in Rappresentanza della Santa Sede, il Gran Mufti, numerose altre Autorità civili e religiose e un grande concorso di popolo e di fedeli.
L'avvenimento è stato riportato da tutti i media croati, sloveni, serbi e bosniaci, dalle emittenti radiotelevisive e soprattutto dai portali più direttamente interessati, come quelli delle Agenzie informative cattoliche e religiose e come quelli dedicati all'ecumenismo alla religione e alla pace. Principalmente dal portale della Metropolia di Zagabria-Lubiana che ha svolto un ampio commento e ha presentato una vasta galleria fotografica.



venerdì 31 gennaio 2014

La Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani a Zagabria

Da sabato 18 a sabato 25 gennaio 2014 la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani a Zagabria ha avuto come riferimento spirituale la riflessione sul brano di San Paolo “E' forse diviso il Cristo?” (I Cor 1, 1-17), e si è svolta con una serie di 'Stazioni Ecumeniche' nelle chiese cristiane culminata nella celebrazione eucaristica conclusiva nella Cattedrale presieduta dal cardinale arcivescovo Josiph Bozanic.
Una Guida alla Preghiera è stata predisposta dal Consiglio della Conferenza Episcopale Croata per l'Ecumenismo ed il Dialogo in collaborazione con il Comitato Ecumenico del Coordinamento delle Chiese in Croazia, e nelle comunicazioni ufficiali, soprattutto nell'omelia conclusiva del cardinale Bozanic, è stato fatto espresso riferimento agli avvenimenti storici del 1964 (50° anniversario) e del 1984 (30° anniversario) che videro l'incontro del Papa Paolo VI con il Patriarca Atenagora e la nascita in Croazia del Movimento Ecumenico tra le Chiese Cristiane.
In particolare le 'Stazioni Ecumeniche' sono consistite in un pellegrinaggio a piedi di cattolici, ortodossi, luterani e altri fedeli cristiani, verso le chiese zagabresi delle varie confessioni.
Le agenzie cattoliche di IKA e GK, insieme con altri portali della rete, hanno ampiamente commentato le iniziative della Settimana per l'Unità, ed in particolare hanno messo in risalto la Stazione Ecumenica di giovedì 23 gennaio guidata dal Metropolita Jovan Pavlovic presso la Chiesa Ortodossa della Trasfigurazione del Signore situata nella suggestiva 'Piazza dei Fiori', e la celebrazione eucaristica conclusiva di sabato 25 gennaio nella Cattedrale dell'Assunzione di Maria.
A queste due giornate, in qualità di Rappresentante Pontificio, ha preso parte anche il Nunzio Apostolico in Croazia S. E. Alessandro D'Errico.
Le Agenzie informative riportano ampi stralci sia del discorso di accoglienza fatto dal metropolita Pavlovic nella Chiesa della Trasfigurazione, e sia dell'omelia tenuta dal Cardinale Bozanic. Le loro parole hanno espresso gli auspici di vivere sempre più intensamente la grazia dell'Unità dei Cristiani nel dialogo e nella comune fede nel Cristo e nell'Eucaristia, operando per i valori che uniscono piuttosto che per quelli che dividono, e realizzando tra le Chiese Cristiane di Croazia più impegnati progetti di avvicinamento spirituale e di collaborazione nella carità.