domenica 14 dicembre 2014

Incontro a Zagabria con Dragan Čović Presidente di Bosnia-Erzegovina

Nella Nunziatura di Zagabria l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, rappresentante del Papa nella Repubblica di Croazia, ha incontrato il Sig.r Dragan Čović neo eletto Presidente della Bosnia-Erzegovina per la componente croata di questa Nazione. E' noto infatti che in Bosnia-Erzegovina vi sono 3 Presidenti: uno per ciascuno dei tre popoli costitutivi (uno per i serbi-ortodossi, uno per i croati-cattolici e uno per i bosgnacchi musulmani). Il Presidente Covic è stato recentemente eletto nelle elezioni di Ottobre 2014. L'incontro è stato particolarmente significativo, sia dal punto di vista religioso e sia dal punto di vista politico. Le due Personalità hanno infatti discusso della questione dei Croati-cattolici di Bosnia-Erzegovina e dei rapporti con la Repubblica di Croazia, nella prospettiva dell'unificazione europea.
La notizia dell'incontro è stata data dalle principali testate giornalistiche della Croazia che hanno estensioni anche in Bosnia-Erzegovina, come quella di Vecernji.ba e di Vijesti.ba. Essa è rimbalzata anche sui social, soprattutto sulle pagine e sui profili dei partiti politici. Propongo alla lettura una sintesi, tradotta ad sensum dal croato, dei commenti rilevati dalla rete.

INCONTRO A ZAGABRIA
D'Errico e Covic hanno discusso dei Croati in Bosnia-Erzegovina e dei rapporti con la Repubblica di Croazia
ZAGABRIA / Mostar – Il Nunzio Apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico ha incontrato a Zagabria Dragan Covic, membro croato neoeletto della Presidenza della Bosnia-Erzegovina, Presidente dell'Assemblea popolare croata e di HDZ BiH.
In una conversazione aperta e cordiale il Rappresentante del Papa si è congratulato con Dragan Covic per la sua elezione come membro croato della Presidenza della Bosnia-Erzegovina e ha espresso i migliori auguri per il suo impegno e per quello degli altri due membri della Presidenza della Bosnia-Erzegovina, per il bene comune di quella nazione.
L' Arcivescovo D'Errico ha sottolineato che in BiH tutte le questioni in gran parte sono associate con la politica, e che uno dei doveri dell'inviato del Papa, sia in Croazia e sia in BiH, è quello di seguire con grande interesse ed attenzione tutti gli eventi. In particolare quelli relativi alla questione croata in Bosnia-Erzegovina. Egli ha detto che la Bosnia-Erzegovina non è sola e che l'Europa segue con attenzione ciò che in essa sta accadendo.
Dragan Covic durante la conversazione con l'inviato pontificio in Croazia ha delineato la situazione attuale in Bosnia-Erzegovina, ed ha parlato dei negoziati che hanno avuto luogo sulla formazione del governo e dei recenti accordi firmati tra i partiti politici.

Si è parlato delle prime mosse del membro croato della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina, della annuncio della visita di Covic in Vaticano, a Bruxelles e a Zagabria. Difatti appena eletto membro croato della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina egli ha visitato Zagabria e in una riunione con i funzionari croati li ha ringraziati per il sostegno dato al popolo croato in Bosnia-Erzegovina. 


mercoledì 10 dicembre 2014

Concerto di Laudato a Zagabria con video-intervista del Nunzio Apostolico

Valori di una nascente televisione cattolica dedicata alla famiglia in Croazia. E' questa la tematica sviluppata da S. E. Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico, intervistato il 27 Novembre 2014 durante la sua partecipazione al grande Concerto di Musica e Canti Spirituali organizzato a Zagabria dalla testata di Laudato per inaugurare il nuovo canale televisivo dedicato alle problematiche della fede e della famiglia. Il video dell'intervista è stato postato sul portale in rete qualche giorno dopo, nel giorno dell'Immacolata, e consente l'ascolto diretto, in italiano, delle parole del Nunzio che in precedenza erano state riferite in croato tra gli interventi, delle diverse Personalità civili e religiose presenti al Concerto, significativamente riportati e commentati nell'articolo pubblicato sul portale di Laudato il 28 Novembre 2014. Tutti i principali media e le agenzie cattoliche hanno dato notizie e commenti.
Presento alla lettura sia il testo del commento di Laudato, tradotto ad sensum, e sia il testo rilevato direttamente dalla visione e dall'ascolto dell'intervista fatta al Nunzio Apostolico.

Per l'occasione ha preso la parola, come rappresentante del Papa, il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, mons. Alessandro D'Errico. "Sostengo la televisione Laudato, e tutti quelli che sono impegnati in questo progetto, e mi colpisce il loro entusiasmo", ha detto il Nunzio visibilmente commosso dall'atmosfera del concerto. Nel suo discorso dettagliato e completo, ha sottolineato che, non appena è venuto in Croazia, ha notato che la Galleria ed il Portale Laudato realizzano un sacco di cose di valore per la Chiesa croata e nella società. Egli ha sottolineato che Laudato con le sue attività avvicina i cittadini e i credenti croati così come vuole Papa Francesco. Ha ricordato come la sua presenza e la sua azione in Croazia indica la presenza di Papa Francesco nel nostro paese e alla folla ha allegramente chiesto se gli piace Papa Francesco, ed ha ricevuto un fragoroso applauso con l'approvazione. Alla fine egli ha augurato il successo televisivo di Laudato, esprimendo la speranza che la TV il più rapidamente possibile possa iniziare la trasmissione. Ha ringraziato il direttore Ksenija Abramovic per il suo calendario e ha espresso apprezzamento per il suo impegno per la Chiesa in Croazia.


Sono venuto con grande gioia questa sera a questo bel concerto. Mi ha fatto piacere trovare tanto entusiasmo, tanta gioia. Sapevo che era un evento importante, perché era stato ben preparato. Ho parlato con la Sig.ra Ksenia nei giorni scorsi, e ho trovato tanto contenuto, tanta qualità e tanta professionalità da parte di tutti coloro che sono intervenuti. E sapevo anche che questo concerto aveva luogo soprattutto per uno scopo specifico; e cioè di far conoscere e sostenere il nuovo progetto che Laudato sta promuovendo di una televisione cattolica familiare. Personalmente devo dire che seguo Laudato praticamente fin dai primi passi. Nelle settimane scorse abbiamo celebrato tre anni dagli inizi di Laudato, e ho detto già a tutti quanti qui nel mio piccolo intervento, che Laudato ha avuto e sta avendo un ruolo importante; non soltanto per la Chiesa, ma vorrei dire anche per la Croazi, per il valore che sta promuovendo. E in questo contesto mi pare particolarmente importante il progetto di televisione che sta promuovendo. Sono contento. Lo seguo fin dagli inizi, logicamente, questo progetto. Sono contento che i Vescovi hanno dato la loro approvazione. E sono contento che un po' per volta raccoglie tanti consensi e tanti entusiasmi.  



giovedì 4 dicembre 2014

Intervento del Nunzio alla presentazione del libro sulle Relazioni Diplomatiche tra la Santa Sede e la Croazia

Nello scenario dello storico Palazzo Dverce di Zagabria, destinato agli eventi politicamente più importanti e rappresentativi della Capitale della Croazia (vedi questo post sul blog), si è tenuta il giorno 19 novembre 2014 la presentazione della traduzione croata del libro “La Santa Sede e la Repubblica di Croazia, 20 anni di Relazioni Diplomatiche (1992-2012). Il libro edito dalla Libreria Editrice Vaticana raccoglie i saggi e gli interventi sviluppati nel Convegno organizzato dall'Ambasciata di Croazia presso la Santa Sede nel Novembre del 2013, una iniziativa tra le più significative tra quelle che accompagnarono tra Ottobre e Novembre 2013 la visita istituzionale del Governo Croato in Vaticano (vedi questo post sul blog).

La presentazione del libro tradotto in croato, sempre edito dalla Libreria Editrice Vaticana, si è avvalsa degli interventi prestigiosi del Presidente della Repubblica di Croazia, Ivo Josipovic, del Cardinale Josip Bozanic, Arcivescovo di Zagabria, della Signora Vesna Kusin, Vice-Sindaco di Zagabria, e del Nunzio Apostolico in Croazia, S. E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico.
L'importanza culturale ed il significato storico dell'evento sono stati colti e ampiamente comunicati dai media, giornali, blogs, social network e portali istituzionali, i quali hanno riportato commenti e stralci delle relazioni tenute dalle Personalità intervenute. I link segnalati portano ad alcuni portali che hanno seguito l'evento con commenti e foto.

L'intervento del Nunzio Apostolico è riportato nel testo italiano da lui stesso predisposto per la presentazione di Zagabria.  





PRESENTAZIONE DELL’EDIZIONE CROATA DEL LIBRO
“SANTA SEDE E CROAZIA:
VENTI ANNI DI RAPPORTI DIPLOMATICI (1992012)”
(Zagabria, 19 novembre 2014)


Sono molto grato al Ministero degli Affari Esteri ed Europei, all'Accademia Diplomatica, alla Città di Zagabria, alla Casa editrice Alfa e soprattutto all’Ambasciatore Filip Vučak per l'impegno e la competenza con cui hanno promosso e seguito la pubblicazione di questo volume, che raccoglie gli atti della Conferenza che ebbe luogo in Vaticano il 20 ottobre 2012, in occasione del 20º Anniversario dei rapporti diplomatici tra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia. Conoscevo già l’edizione in lingua italiana di questo libro, che è stata per me di grande utilità per il mio servizio di Nunzio Apostolico in Croazia. Da tempo speravo che essa fosse tradotta e pubblicata anche in lingua croata. Sono lieto di costatare che ciò è stato fatto, grazie all’attivo interessamento di tante benemerite istituzioni. Sono certo che questo libro renderà un grande  servizio non soltanto ai diplomatici e agli esperti di relazioni internazionali, ma anche a tante persone che si interessano ai rapporti tra la Santa Sede e la Croazia. Su queste relazioni vorrei soffermarmi brevemente, raccogliendo le mie riflessioni in quattro punti.
  

1.     In primo luogo, vorrei sottolineare che i rapporti stretti e cordiali della Santa Sede con il popolo croato hanno una storia plurisecolare. Già nel lontano 879 - oltre undici secoli orsono - Papa Giovanni VIII, indirizzò una  lettera al Principe Branimir, assicurando preghiere per il suo “principato terreno”. Come sapete, questo gesto di Papa Giovanni VIII è considerato come il primo riconoscimento internazionale della Croazia, perché il riconoscimento del Papa - che allora era la più alta autorità ecclesiale e politica - era qualcosa di simile all’odierna ammissione nelle Nazioni Unite.

Inoltre, sono ben documentati anche contatti anteriori tra la Sede Apostolica e queste terre, fin dai tempi di San Paolo (2 Tim. 4,10).

Questi forti legami tra la Croazia e la Santa Sede non sono venuti meno attraverso i secoli, ed hanno ispirato le relazioni intercorse dal 1992 ad oggi.

2.     Il riconoscimento dell’indipendenza dell’attuale Croazia da parte della Santa Sede avvenne 13 gennaio 1992 sotto il pontificato di San Giovanni Paolo II.  Spesso si dice che la Santa Sede è stata il primo soggetto di diritto internazionale a riconoscere la Croazia. Ciò non è esatto, perché il primo a riconoscerla - nel 1991 - fu la Slovenia, che fu seguita dall’Islanda, dalla Lituania, dall’Irlanda e dalla Germania. Il riconoscimento della Santa Sede venne agli inizi del 1992, due giorni prima di quel famoso 15 gennaio 1992, allorché gli altri Paesi membri della Comunità Europea riconobbero l’indipendenza della Croazia.

Che Giovanni Paolo II (il Papa di quel periodo) avesse una particolare attenzione per il popolo croato, lo dimostrano le tre Visite Pastorali da lui compiute, e i numerosi interventi a livello pastorale e diplomatico. Ma dev’essere chiaro che, riconoscendo Croazia e Slovenia - i cui popoli avevano fatto democraticamente la scelta dell’indipendenza, secondo quanto consentito dalla Costituzione della Jugoslavia del 1974 - il Papa ha sempre precisato che tale riconoscimento non era diretto contro nessuno. Piuttosto, davanti al triste spettacolo dei combattimenti, Giovanni Paolo II pensò che il riconoscimento internazionale delle due Repubbliche avrebbe potuto porre fine al conflitto armato. Perciò, dando precise istruzioni al suo Segretario di Stato, egli chiese che ogni iniziativa fosse accompagnata da una precisazione: il riconoscimento delle nuove Repubbliche da parte della Santa Sede era pensato non per allargare le ostilità, ma per fermarle.


3.     Segno tangibile delle eccellenti relazioni che intercorrono tra Croazia e la Santa Sede, sono i quattro Accordi firmati e ratificati tra il 19 dicembre 1996 e il 14 dicembre 1998. Il primo riguarda le questioni giuridiche; il secondo la collaborazione in campo educativo e culturale; il terzo l’assistenza ai fedeli cattolici membri delle Forze armate e della Polizia; il quarto questioni economiche.

A distanza di diciotto anni dalla firma dei primi tre Accordi e di sedici da quella dell’Accordo sulle questioni economiche, si può affermare che la loro applicazione è stata sostanzialmente positiva. L’Accordo che tuttora richiede una maggiore attenzione ed applicazione è quello sulle questioni economiche, per ciò che riguarda i beni confiscati durante il regime comunista jugoslavo.


4.     In questo contesto di plurisecolari e consolidate relazioni con il popolo croato, e nella visione dell’Europa a due polmoni  - di cui Giovanni Paolo II parlava spesso - non può meravigliare l’appoggio incondizionato che la Santa Sede ha dato al processo di integrazione europea della Croazia.

Dal nostro punto di vista, la Croazia - per la sua storia e la sua collocazione geografica - è sempre stata parte della civiltà europea. In questa prospettiva, l’Arcivescovo Dominique Mamberti – che allora era il nostro “Ministro degli Esteri” (Segretario per i Rapporti con gli Stati) - il 30 giugno 2013, alla vigilia dell’entrata della Croazia nell’Unione Europea, dichiarò pubblicamente che rendeva grazie a Dio “per un traguardo rimarchevole nella storia della Nazione croata” (Omelia alla chiesa di San Girolamo dei Croati, in Roma). Tuttavia, egli affermò che questo traguardo non doveva essere considerato come un punto di arrivo, ma come un punto di partenza per una nuova missione: “Questo vuole dire un impegno ancora più intenso nella costruzione della casa comune che è il nostro continente ... vedendo in essa non soltanto l’opportunità per il progresso e la prosperità della propria patria, ma anche per la costruzione dell’Europa come una casa comune di popoli di pari dignità”. E poi aggiunse: “Se un compito ha oggi la Croazia, se c’è un impegno oggi che possiamo consegnare con fiducia al popolo croato, è quello di ravvivare in Europa la consapevolezza delle radici cristiane, mediante la testimonianza di valori di cui essa stessa è portatrice”.

Perciò, guardando al futuro europeo della Croazia, il nostro augurio è che, come altre Nazioni di solida tradizione cristiana, essa possa offrire all’Europa uno specifico contributo di valori spirituali e morali; e cioè, di quei valori che hanno plasmato per secoli l’identità personale e nazionale dei suoi figli. 


martedì 11 novembre 2014

Incontro con il Presidente dell'Accademia Croata delle Arti e delle Scienze

In data 30 ottobre 2014 l'Accademia Croata delle Scienze e delle Arti ha emanato un comunicato stampa per descrivere l'incontro avvenuto tra il Presidente dell'Accademia Zvonko Kusic e S. E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico Nunzio Apostolico in Croazia. Il Comunicato è scaricabile in formato DOC dal Portale dell'Accademia ed è stato riportato anche da Vecernji list e dai più importanti media croati.
Per la conoscenza dell'importante dialogo intercorso tra le due Personaltà propongo alla lettura il testo intero del comunicato tradotto dal croato.


Comunicato stampa

Il Presidente dell'Accademia Zvonko Kusic ha ricevuto il Nunzio Apostolico, Mons. Alessandro D'Errico

Zagabria, 30 OTTOBRE 2014 - Il Presidente dell'Accademia Croata delle Arti e delle Scienze, l'Accademico Zvonko Kusic, ha ricevuto Giovedi 30 Ottobre il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, Mons. Alessandro D`Errico. Al suo Ospite l'Accademico Kusic ha fatto conoscere lavoro attuale dell'Accademia e la sua storia, ed ha sottolineato i legami profondi che esistono tra l'Accademia e la Chiesa Cattolica, dal momento che tra i suoi membri il Vescovo Josip Juraj Strossmayer, l'Arcivescovo Antun Bauer, così come il primo Presidente Franjo Racki, appartenevano alla gerarchia ecclesiastica. Il Presidente Kusic ha annunciato che nel 2015 vi sarà una serata di gala per celebrare il 200° anniversario della nascita di Strossmayerova che è annoverato tra le persone più importanti della storia croata.
L'Accademico Kusic ha detto: “Strossmayer 150 anni fa ha affermato che solo attraverso la conoscenza e la scienza, la nostra nazione può lottare per la parità di ruolo con le nazioni più sviluppate, e che la cultura e l'arte sono importanti per la conservazione della nostra identità. Questo è vero anche oggi, e l'Accademia, nel conservare l'identità e il patrimonio culturale, è aperta al pubblico ed è orientata al futuro, e contribuisce allo sviluppo croato partecipando alla risoluzione delle questioni sociali".
Il Nunzio D`Errico ha convenuto che il messaggio di Strossmayer oggi è di grande attualità e deve quindi essere rivalutato, e onorare così i valori del patrocinio e della tutela, in particolare nei settori spirituali e culturali.
Il Nunzio ha anche lodato l'Accademia e il suo Presidente per tutto quello che stanno facendo nel campo della scienza, dell'arte e della cultura, impegnandosi per il bene comune e per il progresso della Croazia e del popolo croato.
Il Nunzio D'Errico ha detto: "L'Accademia ha un ruolo importante perché è uno dei pochi luoghi in cui persone diverse, nonostante le differenze, lavorano per obiettivi comuni, e ciò non è sempre facile. Pertanto, è per me sempre un grande onore venire qui nell'Accademia Croata delle Scienze e delle Arti".
Zvonko Kusic ha donato al Nunzio una ristampa del famoso Breviario Farnese, dipinto da un miniaturista croato del 16° secolo. Il Nunzio D`Errico ha visitato il Palazzo dell'Accademia e la Sala che un tempo era utilizzata da Josip Juraj Strossmayer, ed ha siglato un pensiero scritto nel Libro Memoriale dell'Accademia.

Marijan Lipovac, Ufficio Relazioni Pubbliche e Media dell'Academia



Seminario teologico-pastorale sulla fraternità sacerdotale con il Cardinale Stella

Il Cardinale Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero, ha svolto la Relazione principale al Seminario Teologico-pastorale sulla vita sacerdotale organizzato per il 27 ottobre 2014 dalla Metropolia di Rijeka (Fiume) presso l'aula del Santuario di Trsat intitolata a Giovanni Paolo II. Il Cardinale ha portato i saluti di Papa Francesco ed ha sviluppato numerose e significative argomentazioni ispirate alle tematiche della Evangelii Gaudium e riguardanti il ministero sacerdotale e la comunione fraterna tra i sacerdoti. Ha utilizzato lo schema dei “4 amori” ispirativi della vita, della preghiera e dello zelo pastorale dei sacerdoti: la conformazione a Cristo, la celebrazione dell'Eucaristia, la fedeltà alla Chiesa e la devozione alla Beata Vergine Maria. La fraternità sacerdotale è stata sottolineata come struttura di vita ed orientamento fondamentale per la realizzazione del sacro ministero al servizio del Signore.
Gli altri interventi previsti per il Seminario, di altri relatori e docenti, hanno avuto una caratterizzazione più marcatamente antropologica ed hanno riguardato gli aspetti tipici della vita parrocchiale e della cura pastorale dei sacerdoti, specialmente i più giovani, che si ritrovano ad operare nella solitudine e a dare un taglio pratico ed operativo alla loro formazione teologica acquisita negli studi e nel periodo della preparazione trascorso nel Seminario.
Il Seminario teologico-pastorale, che ha registrato la partecipazione di numerosi sacerdoti e religiosi, si è concluso con l'Eucaristica al Santuario concelebrata dal Cardinale Stella, dai Vescovi della Metropolia di Rijeka, e dalll'Arcivescovo Alessandro D'Errico Nunzio Apostolico in Croazia.
L'incontro teologico-pastorale è stato seguito e commentato dalle principali agenzie cattoliche ed il portale del Seminario Teologico di Rijeka “Giovanni Paolo II” ha arricchito il suo commento con una vasta galleria fotografica che ha ripreso le fasi congressuali e i momenti significativi della celebrazione eucaristica.

Seguono i link ai portali segnalati, ove è possibile leggere anche gli approfondimenti nella traduzione informatica dal croato. 
   


domenica 9 novembre 2014

Il Comunicato della 49.a Sessione Plenaria della Conferenza Episcopale Croata

La Conferenza dei Vescovi della Croazia si è tenuta nella Sede propria della CEC a Zagabria dal 21 al 23 ottobre 2014. Gli argomenti discussi sono stati indicati nel discorso d'apertura del Presidente Mons. Zelimir Pulic Arcivescovo di Zara ed una loro sintesi è leggibile nel post precedente su questo blog (vedi). Il comunicato conclusivo dato alla stampa contiene il riferimento ufficiale alla partecipazione dei Presuli della Croazia, del Nunzio Apostolico in rappresentanza della santa Sede, dell'Ordinario Militare e di un Rappresentante della Conferenza Episcopale di Bosnia-Erzegovina.
Vari rilievi sono stati operati dai Vescovi croati che hanno formulato orientamenti pastorali relativamente alle problematiche della Famiglia, alle questioni riguardanti 'la teoria del gender', ispirandosi alle conclusioni del Sinodo dei Vescovi, e producendo varie proposte di programmazione e di iniziativa in rapporto alla vita ecclesiale nelle diocesi della Croazia.
Il comunicato è direttamente leggibile nella traduzione informatica sul portale della Conferenza Episcopale Croata e sui portali delle varie Agenzie Cattoliche, anche di Bosnia-Erzegovina, che lo hanno divulgato.
Di seguito riporto la parte introduttiva del Comunicato che fa riferimento alla partecipazione diell'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia.

Zagabria, il 24 ottobre 2014.

Comunicato stampa della 49° sessione plenaria della Conferenza Episcopale Croata

Dal 21 al 23 ottobre 2014 si è tenuta presso la sede della CBC a Zagabria la sessione plenaria della Conferenza Episcopale Croata presieduta da mons. Želimira Puljić, Arcivescovo di Zara, Presidente della CBC. Nel corso della sessione, insieme con i membri della CBC hanno partecipato il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, l'inviato della Conferenza Episcopale della Bosnia-Erzegovina, l'Ordinario militare, mons. Tomo Vukcic, mons. Penzes e mons. Duro Gasparovic.




sabato 8 novembre 2014

La 46.a Assemblea Plenaria dei Superiori nel Monastero Carmelitano di Zagabria

Nel Monastero Carmelitano del Divin Cuore di Gesù di Zagabria, in due giornate sono state affrontati le tematiche connesse alla santità e all'esperienza monastica della vita consacrata in Croazia. L'incontro dei Superiori e Religiosi ha sortito l'elezione del cappuccino fra Jure Sarcevic come Presidente della HKVRPP, ed ha favorito importanti momenti di riflessione spirituale sulle realizzazioni passate e sui progetti nuovi in vista dell'Anno della Vita Consacrata. Nella seconda giornata della Conferenza dei Religiosi il Nunzio Apostolico, S. E. Alessandro D'Errico, ha presieduto la celebrazione eucaristica e, nel dialogo con i Religiosi presenti, ha avuto occasione di formulare importanti rilievi pastorali circa la vocazione e la testimonianza evangelica dei monaci e dei religiosi nel contesto della vita sociale contemporanea.
Il Portale di Laudato, che segue con un certo interesse le attività del Nunzio Apostolico in Croazia, ha riportato in buona sostanza i principali contenuti del discorso che Mons. D'Errico ha rivolto ai Religiosi nel corso della sua conversazione. Le altre Agenzie hanno pubblicato un resoconto delle due giornate ed hanno anch'esse evidenziato la partecipazione del Nunzio Apostolico.

Riporto una sintesi delle cose dette dal Nunzio rilevandole dal commento di Laudato.

Il Nunzio Apostolico in Croazia, mons. Alessandro D'Errico all'Assemblea Plenaria della HKVRPP

Nel monastero dei Carmelitani BSI a Vrhovcu a Zagabria, il 22 ottobre secondo giorno del 46.a Assemblea Plenaria della Conferenza Croata dei Superiori Maggiori e Superiori sul tema "Verso l'Anno della vita consacrata: chiamata universale alla santità - la santità dei religiosi", ha presenziato il Nunzio Apostolico in Croazia, mons. Alessandro D'Errico.

Il Nunzio Apostolico in Croazia D'Errico ha rivolto un plauso alla ex dirigenza della Conferenza e si è congratulato con la leadership neo-eletta della Conferenza. Egli ha sottolineato la gioia con la quale partecipa sempre alle riunioni religiose che si svolgono sul ruolo che i monaci hanno nella Chiesa e nella società. Egli ha sottolineato che l'inizio del nuovo mandato coincide con le più ampie aspettative della vita consacrata che sono caratterizzate dal nuovo spirito che propone Papa Francesco. Il Nunzio Apostolico si è rivolto a tutti i religiosi in Croazia evidenziando il contributo qualificato che possono dare nella ricerca delle vie della nuova evangelizzazione. Il Nunzio Apostolico ha poi parlato della chiamata universale alla santità e della particolare chiamata alla santità del monachesimo e della vita consacrata, e delle molte iniziative in tutto il mondo e in Croazia. Egli ha sottolineato che la chiamata alla santità è come un invito rivolto a tutti i cristiani, ma soprattutto ai monaci e alle monache che osservano i loro voti di povertà, castità ed obbedienza alla sequela di Cristo. Egli ha fatto notare che come ambasciatore della Santa Sede è per lui importante esortare i Religiosi ad impegnarsi secondo l'insegnamento di Papa Francesco e in relazione alle urgenze della Chiesa di oggi. Egli ha indicato il grande potenziale pastorale dei monaci e delle monache in Croazia. Ha esortato i Religiosi a rispondere con apertura, oltre il chiostro ed il monastero, a Dio servendo i fratelli e tutti senza distinzione, con particolare attenzione a quelli che sono lontani dalla fede. Nella nuova evangelizzazione e nella vita consacrata significa uscire e lasciarsi guidare dallo spirito di Gesù, nell'attesa e nella ricerca delle pecorelle smarrite. Santità significa fedeltà alla chiamata di Gesù: '"Andate e ammaestrate tutte le nazioni." “Uscire e camminare per diffondere a Chiesa", ha detto il Nunzio Apostolico . "Molte volte e in molti luoghi il Papa ha parlato di come abbiamo bisogno di essere Chiesa in movimento, non una Chiesa statica e solo erede del passato. Movimento significa andare a incontrare tutti; essere obbedienti allo Spirito. Come dice il Papa, dobbiamo permettergli di agire in noi nel silenzio, nella contemplazione, e, soprattutto, in tutte le nostre attività, le nostre responsabilità e nei talenti che abbiamo ricevuto. Come testimoni dobbiamo trasmettere gioia nonostante le difficoltà. Una gioia che si lega alla realizzazione del piano della salvezza. E' necessario vivere la santità della Chiesa, che è il bene in movimento, con la vista aperta sul mondo e soprattutto con la vista aperta al Regno di Dio. La Chiesa non deve essere limitata, ma deve andare incontro a tutti nel dialogo e nel rispetto". Questo è ciò che ha detto il Nunzio ai monaci e alle monache. Poi è seguito una conversazione dei monaci e delle suore con il Nunzio Apostolico della Chiesa in Croazia sui temi del recente Sinodo sulla famiglia. Al termine dell'incontro il Nunzio Apostolico ha ancora una volta esortato i monaci e le monache all'apertura senza pregiudizi, ricordando loro che il Papa Francesco a Rio ha detto di lasciare la sacrestia, e che non è sufficiente solo accettare chi entra nella chiesa, ma che dovrebbe uscire con il desiderio di servire.