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lunedì 26 giugno 2017

Il saluto di congedo del Nunzio Apostolico nella Cattedrale di Zagabria

Pubblichiamo il testo in italiano del saluto di congedo del Nunzio Apostolico S.E. l’Arcivescovo Alessandro D’Errico, da lui predisposto e pronunciato nella Cattedrale di Zagabria al termine della Santa Messa di ringraziamento per la sua missione in Croazia. Mons. D’Errico ha concelebrato la sera di lunedì 26 Giugno 2017 insieme con il Cardinale Bozanic, con numerosi Vescovi della Conferenza Episcopale Croata e con un folto Presbiterio.
La celebrazione è coincisa con la giornata della Carità del Papa, e l’occasione è stata colta dal Nunzio per introdurre il suo discorso con il riferimento ispirativo al magistero di Papa Francesco. Ha narrato i momenti salienti della sua missione quinquennale in Croazia, sottolineando l’importanza degli eventi ecclesiali da lui vissuti e che lo hanno visto operare come Rappresentante della Santa Sede; ed illustrando gli orientamenti ecumenici e di dialogo da lui seguiti nelle relazioni confessionali, interreligiose e civili. Ha poi espresso i sentimenti personali e spirituali della sua azione pastorale ed ecclesiale vissuti nella fraternità e nella preghiera con i Vescovi e con la Chiesa di Croazia.


PAROLE DEL NUNZIO APOSTOLICO AL TERMINE DELLA CELEBRAZIONE PER LA FESTA DEL PAPA E DELLA MESSA DI RINGRAZIAMENTO PER LA SUA MISSIONE IN CROAZIA
(Zagabria, 26 giugno 2017)

     Mentre mi accingo a lasciare Zagabria per la nuova missione in Malta e in Libia affidatami dal Santo Padre Francesco, sono lieto di poter vivere con voi questo momento di preghiera, per la Festa del Papa e di ringraziamento all’eterno Signore della storia per il mio servizio di Rappresentante Pontificio in Croazia. Non mi è facile esprimere i sentimenti che si affollano nel mio animo. Perciò, con tutta semplicità, vorrei più che altro condividere con voi alcuni pensieri sparsi, che mi stanno accompagnando in queste settimane.

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     In primo luogo, celebriamo oggi la Festa del Papa. Personalmente considero Papa Francesco il più grande dono che lo Spirito Santo poteva fare alla Chiesa e al mondo per i nostri tempi. Pertanto, soprattutto oggi vorrei invitare ad elevare il nostro ringraziamento a Dio per questo dono e a pregare per Lui, il nostro amatissimo Papa Francesco, per il Suo instancabile servizio petrino e per il Suo illuminato Magistero.

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     In secondo luogo, questa è anche Messa di ringraziamento per il mio servizio in Croazia. Esattamente cinque anni fa, nella Cattedrale di Sarajevo presiedetti una solenne Concelebrazione a conclusione degli anni intensi che avevo vissuto con il popolo croato di Bosnia ed Erzegovina e di Montenegro. Ora, come allora, rendo grazie a Dio per i cinque anni che ho potuto trascorrere in mezzo a voi.

    La Provvidenza di Dio ha disposto che arrivassi a Zagabria in un momento di particolare importanza per la Croazia. Il pensiero va soprattutto al 1° luglio 2013, allorché la Croazia coronò con successo il lungo cammino di integrazione europea; alle solenni celebrazioni del mese di gennaio di quest’anno per il 25° anniversario del riconoscimento della Croazia; al molto che è stato fatto in questi anni per il rafforzamento delle istituzioni democratiche.

      Così pure, ad un livello più specificamente ecclesiale, ci sono stati eventi altrettanto importanti: 5 nomine vescovili, l’Intesa tra la Facoltà di Filosofia dei Gesuiti e l’Università statale di Zagabria, i lavori della Commissione mista di Esperi croati e serbi per una rilettura in comune della figura del Beato Alojzije Stepinac, le Visite di alte Autorità croate in Vaticano e di parecchi Cardinali di Curia in Croazia.

     Inoltre, guardando indietro con sguardo di insieme, trovo che, accanto a questi avvenimenti “maggiori”, ce ne sono stati altri meno eclatanti, più discreti, ma di primaria rilevanza per la missione che il Santo Padre mi aveva affidato. Mi riferisco in particolare ai contatti che ho cercato di stabilire con tante Autorità civili e religiose, al fine di contribuire a promuovere una cultura del dialogo, un’atmosfera di armonia sociale, tolleranza religiosa e buone relazioni ecumeniche e interreligiose. A mio avviso, questa era e resta una priorità, se si ha veramente a cuore il processo sociale, civile e religioso delle giovani democrazie. Molte volte ho detto che dovremmo parlare più di ciò che abbiamo in comune anziché di ciò che ci divide; e che sarebbe assai meglio se si mettessero da parte le tensioni e i pregiudizi ereditati dal passato, e ci si adoperasse per trovare insieme le giuste soluzioni per le sfide che il Paese si trova ad affrontare. Questo vorrei ripetere oggi, una volta di più, con tutto l’affetto di cui sono capace e con tanta fiducia nelle grandi potenzialità della Croazia e del popolo croato.

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     Miei cari fratelli e sorelle, sapete bene che in questi anni ho cercato di fare del mio meglio non solo per stabilire buone relazioni con le Autorità civili e con le persone più impegnate nel campo del dialogo. Al tempo stesso, mi son fatto dovere di visitare spesso diocesi, comunità religiose e istituzioni laicali. Mi avete accolto nelle vostre case; mi avete aperto il vostro cuore. Ebbene, presso di voi e con voi ho avuto la possibilità di conoscere meglio la ricchezza di civiltà, le grandi tradizioni di fede e di fedeltà alla Sede Apostolica, la bellezza di queste terre.

     Perciò, insieme al rendimento di grazie all’Eterno Signore della storia, mi è caro dirvi la mia profonda gratitudine per l’amicizia fraterna che mi avete offerto, la comprensione che ho trovato, il sostegno e la vicinanza spirituale con cui mi avete accompagnato, il buon esempio che mi avete dato, anche in circostanze talvolta delicate.

     Nell’atmosfera di preghiera di questa celebrazione eucaristica, il mio pensiero grato va in primo luogo alle Autorità civili, per la squisita attenzione che hanno sempre avuto per me e per la Santa Sede. Un ringraziamento speciale esprimo ai Collaboratori della Nunziatura Apostolica, di oggi e di ieri; ai Colleghi del Corpo Diplomatico; all’Em.mo Card. Josip Bozanić, Arcivescovo di Zagreb; al Presidente della Conferenza Episcopale, Arcivescovo Želimir Puljić, ed ai Confratelli Vescovi; al Presidente della Conferenza dei Superiori e delle Superiore Maggiori, Fra Jure Šarčević; ai Confratelli nel sacerdozio, alle Religiose ed ai Religiosi, ai fedeli laici; ai Rappresentanti delle diverse confessioni religiose. A tutti e a ciascuno di voi – e, attraverso voi, a tutto il popolo di Dio che è in Croazia lasciate che ripeta: grazie, grazie di tutto, grazie di cuore.

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     Ora è tempo di dirci arrivederci. Per me non è facile, dopo più di undici anni di servizio al popolo croato. L’ho detto pure ai Superiori della Santa Sede. Così come ho detto che - se fosse dipeso da me - sarei restato qui ancora a lungo.
Al Santo Padre Francesco ho detto pure che mi sento un po’ come nella situazione di Abramo: chiamato ad iniziare una nuova “avventura”, che si aggiunge – ora che non sono più in verde età - a quelle che ho vissuto in quaranta anni di servizio nelle Rappresentanze Pontificie.

     Ebbene, come Abramo fece con Dio che lo chiamava, pur con i miei limiti, anche oggi desidero rinnovare al Santo Padre Francesco convinta obbedienza, e piena disponibilità ad andare per le vie alle quali Egli mi invia, per offrire il mio modesto contributo di Chiesa in un’area di grande importanza nel contesto internazionale attuale, per il ruolo che il Mediterraneo svolge nello scenario mondiale.

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     Ai Superiori ho detto pure che sento molto la mia indegnità per questa nuova designazione in un’area tanto delicata. Perciò, nel momento un po’ sofferto di questo congedo, desidero anche affidarmi alle vostre preghiere.

     Sono certo che vorrete accompagnarmi con preghiera intensa nella mia nuova missione. Vi chiedo di pregare spesso per me il Beato Alojzije Stepinac, che è stato il Patrono del mio servizio in Croazia, e che spero vivamente veder presto annoverato nel numero dei Santi. Vi chiedo pure di pregare spesso per me lo Spirito Santo, che è il celeste Patrono del mio ministero episcopale. Come sapete, il mio motto episcopale è “Veni Sancte Spiritus”. Vi domando di invocarLo spesso con questa preghiera, insieme a me. È una preghiera breve, facile da ricordare. Sono sicuro che porterà molti buoni frutti: non solo per me, ma anche per voi, per la Croazia, per la Repubblica di Malta e per la Libia. Amen!   

sabato 4 febbraio 2017

Discorso alla riunione congiunta delle Conferenze Episcopali di Croazia e BiH

Sul portale della Conferenza Episcopale Croata si può leggere la dichiarazione della 19.a sessione congiunta delle Conferenze Episcopali di Croazia e di Bosnia ed Erzegovina (HBK e BKBiH) svoltasi nella sede di Zagabria il 23 Gennaio 2017.
Le Agenzie Cattoliche di Croazia e di BiH riportano comunicati ed interviste con ampi commenti e con brani significativi dell’intervento dell’Arcivescovo Alessandro D’Errico, Nunzio Apostolico in Croazia e già in Bosnia ed Erzegovina. La dichiarazione dei Vescovi ha evidenziato i temi trattati e comuni alle due Conferenze: Croati all’estero, Caritas, Liturgia e Martirologio.



Il discorso del Nunzio Apostolico, che leggiamo per intero nel testo direttamente predisposto dall’Arcivescovo Alessandro D’Errico, si è incentrato sulle indicazioni della Santa Sede e sull’importanza ecclesiale e pastorale delle scelte che si operano nella riunione congiunta.



Riunione Congiunta

della Conferenza Episcopale Croata
e della 
Conferenza Episcopale di Bosnia ed Erzegovina

Intervento del Nunzio Apostolico
Zagabria, 23 Gennaio 2017

Ho l’onore di portare una particolare benedizione del Santo Padre e il saluto cordiale dei Superiori della Santa Sede, con l’augurio che da questa Riunione congiunta possano venire molti buoni frutti per le Chiese particolari affidate alla vostra cura pastorale.
Un particolare saluto rivolgo al Card. Vinko Puljić e ai Vescovi della Bosnia ed Erzegovina. Conservo un caro ricordo degli anni in cui ho servito la Santa Sede e la Chiesa in BiH, prima di essere nominato Nunzio Apostolico in Croazia. Con essi ho condiviso gioie e speranze, preoccupazioni e sofferenze. Ad essi desidero rinnovare viva gratitudine per il molto che ricevuto da loro, e l’assicurazione che anche da Zagabria continuo a fare il possibile per sensibilizzare queste Autorità e questa opinione pubblica sulle gravi questioni che si dibattono.
Dal punto di vista della Santa Sede, l’annuale Riunione Congiunta è sempre un evento importante, perché qui si ha la possibilità non solo di decidere su comuni questioni di vita pastorale, ma anche di riflettere insieme sulle sfide che il popolo croato cattolico si trova ad affrontare nelle concrete circostanze dei nostri tempi. In particolare, qui si ha la possibilità di far una riflessione aggiornata sullo spinoso argomento della sopravvivenza della Chiesa di Dio che è in Bosnia ed Erzegovina, in conformità al Messaggio che l’allora Segretario di Stato, Card. Tarcisio Bertone inviò nel 2012, che rimane in vigore nella sua urgente attualità.
Da parte sua, a livello diplomatico la Santa Sede sta facendo tutto il possibile per sollecitare dalla Comunità Internazionale un maggiore impegno per la Bosnia ed Erzegovina e per i croati di Bosnia ed Erzegovina. Come sapete, anche le autorità civili di Croazia negli ultimi tempi si sono parecchio attivate su questo argomento.
A questo riguardo, nel recente incontro che il Ministro Davor Ivo Stier ha avuto in Vaticano con l’Arcivescovo Paul Gallagher (17 dicembre 2016), le questioni sono state affrontate a partire da tre prospettive prioritarie:
a. Anzitutto il rinnovato comune impegno di sensibilizzazione da parte della Croazia e della Santa Sede per adeguate riforme istituzionali, e in particolare della legge elettorale, in vista di garantire la necessaria eguaglianza dei tre popoli costitutivi;
b. L’urgenza che i principali attori della Comunità Internazionale siano incoraggiati a dare il loro appoggio all’accesso della Bosnia ed Erzegovina all’Unione Europea;
c. La necessità di interventi economici che favoriscano la stabilità politica, e in particolare la permanenza dei Croati, con la creazione di posti di lavoro e di migliori condizioni di vita.
In questo contesto, i Superiori rinnovano a voi l’appello ad intensificare il vostro impegno e la vostra collegiale riflessione, con la certezza che non farete mancare il vostro contributo e la vostra partecipazione su questo grave problema ecclesiale.
Grazie.


domenica 24 aprile 2016

Pasqua con S. Leopoldo Mandic icona del Giubileo della Misericordia

Le attività del Nunzio Apostolico a Zagabria nelle settimane della Pasqua 2016 hanno assunto particolari significati sia spirituali e sia pastorali. La partecipazione agli eventi ecclesiali dell'arcivescovo D'Errico, con la sua opera di Rappresentante del Santo Padre, ha avuto alcune espressioni rimarchevoli ed importanti per la vita religiosa ed istituzionale della Chiesa in Croazia. Il rilievo degli eventi religiosi e celebrativi, che si è potuto leggere in questo tempo pasquale dalle divulgazioni dei media e dei portali della rete informatica, ci porta ad evidenziare alcuni momenti legati alle attività del Nunzio.

In primo luogo la celebrazione del rito del Lucernario e della Veglia Pasquale nella Parrocchia in Zagabria dedicata a San Leopoldo Mandic, santo cappuccino che Papa Francesco ha eletto insieme con San Pio da Pietrelcina ad icona per il Giubileo della Misericordia. L'omelia di Mons. D'Errico, che si può leggere in sintesi sul portale di IKA, ha evidenziato i significati simbolici della luce legati alla Cero Pasquale e alla Risurrezione di Gesù, ed ha esortato i fedeli ad impegnarsi nello spirito missionario e ad ispirarsi alla devozione a San Leopoldo Mandic apostolo della Misericordia.

Poi il giorno di Pasqua in Cattedrale nella concelebrazione con il Cardinale Bozanic, che è stata ampiamente descritta e commentata dal portale ufficiale dell'Arcidiocesi di Zagabria ed illustrata con un ampia galleria fotografica. Nell'omelia del Cardinale, che si può leggere per intero nella traduzione informatica, sono stati espressi rilievi ed esortazioni che hanno riguardato la spiritualità e la Pasqua di Risurrezione, le problematiche del Giubileo della Misericordia, la situazione della Chiesa in Croazia con le questioni riguardanti la famiglia e la canonizzazione del beato Cardinale Stepinac, e in riferimento al contesto degli eventi recenti e difficili che interessano l'Europa.

Un altro avvenimento che ha ricevuto attenzione dalla stampa nazionale ha riguardato la elezione di p. Zdenka Križić, carmelitano ed ex rettore del "Teresianum" di Roma, a vescovo di Gospic-Senj. L'annuncio datato al 4 aprile 2016 è leggibile sul portale ufficiale della Conferenza Episcopale Croata che riporta anche una approfondita scheda biografica del nuovo vescovo.

Sempre sul portale della CEC si può leggere alla data dell'8 aprile 2016 la dichiarazione ufficiale della 52° Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Croata che si è tenuta con la partecipazione del Nunzio Apostolico dal 5 al 7 aprile 2016. Gli argomenti discussi sono stati molteplici. Hanno riguardato i procedimenti e le questioni relative alla Commissione Ecumenica proposta da Papa Francesco per la canonizzazione del Cardinale Stepinac; lo storico incontro del Papa a Cuba con il Patriarca di Mosca Kirill; la Settimana Teologica Pastorale e l'Incontro di Catechesi Sacerdotale; L'Unità dei Cristiani; le attività della Caritas; la Pastorale Familiare e le Cariche in seno alla Conferenza.

Due eventi in particolare hanno caratterizzato lo svolgimento del Giubileo della Misericordia a Zagabria connesso con la storica peregrinatio del corpo di San Leopoldo Mandic in Croazia: la Santa Messa in Cattedrale del 14 Aprile 2016 concelebrata con il Cardinale Bozanic e con il clero numeroso, e la Santa Messa presieduta dal Nunzio Apostolico con i Francescani di Dubrava del 16 Aprile 2016 in presenza delle spoglie del santo cappuccino.
I due eventi hanno ricevuto una grande attenzione ed approfonditi commenti ed illustrazioni dai media cattolici ed in particolare dal portale dell'Arcidiocesi di Zagabria che ha riportato l'intera omelia del cardinale con una vasta galleria fotografica.


Presento di seguito la trascrizione delle parole dell'Arcivescovo D'Errico ascoltate direttamente dal video proposto su youtube dalla Televisione Laudato che ha ripreso l'intera celebrazione del Nunzio Apostolico a Dubrava.

(Video: dal min 14.50 al min. 30.33)
Grazie, caro Fra Jure, per il saluto che ha voluto rivolgere a me, e alle altre illustre personalità ecclesiastiche. Mi consenta di dire che ho accolto con grande gioia il suo invito a presiedere la celebrazione eucaristica di questa sera per diversi motivi. Anzitutto per la personale devozione che ho verso San Leopoldo. Ecco lei ha voluto menzionare che io vengo dalla stessa terra di San Leopoldo, ma devo dire che ho conosciuto San Leopoldo, ho imparato a conoscerlo, e continuo a conoscerlo ogni giorno di più da una decina d'anni, e cioè dal tempo in cui ho cominciato a prestare il mio servizio di rappresentante del Santo Padre in Bosnia ed Erzegovina ed in Montenegro, e poi con una devozione che ho coltivato soprattutto in questi anni del mio servizio in Croazia. Sono contento di presiedere questa celebrazione anche perchè mi fa sempre una grande gioia ritornare in questa bella parrocchia, dove i confratelli e figli spirituali di San Leopoldo rendono il loro servizio alla comunità di Dubrava. E poi sono felice di stare con voi questa sera perchè in questo modo ci tenevo anche ad esprimere la mia personale viva gratitudine per questa bella iniziativa di portare i resti mortali di San Leopoldo in Croazia durante questo anno giubilare straordinario della Misericordia. Ovviamente per esperienza personale so bene tutto il lavoro che c'è dietro la preparazione di queste giornate storiche per la Croazia. Perciò vorrei invitarvi cari fratelli e sorelle ad esprimere anche pubblicamente la nostra sincera profonda gratitudine a tutti coloro che hanno preparato con tanto zelo queste giornate. In primo luogo direi che la nostra gratitudine va al Ministro Provinciale Fra Jure Sarcevic , Insieme a lui ci è caro dire la nostra gratitudine al Ministro Provinciale di Padova, dove c'è il grande Santuario dove rimangono permanentemente i resti mortali di San Leopoldo. E allora vogliamo fare un bell'applauso al Padre Provinciale e ai Frati italiani della Provincia patavina che sono venuti insieme con lui. Particolare gratitudine e un saluto particolare vogliamo dire al Rettore del Santuario di San Leopoldo a Padova, a don Genico che è Parrocco dell'altra parrocchia di San Leopoldo Mandic in Zagabria, e che questa sera proporrà utili riflessioni per la nostra meditazione. Al Ministro Provinciale Francescano di Bosnia ed Erzegovina, la terra che San Leopoldo tanto amava; esso rappresenta non soltanto i Francescani, ma tutti i religiosi e le religiose di Bosnia ed Erzegovina. Speciale gratitudine mi è caro dire come Rappresentante Pontificio a tutti i media che hanno seguito e seguono con tanta attenzione queste giornate. E in particolare a Radio Cattolica, a Radio Maria, e alla Televisione Cattolica Laudato che per la prima volta in questi giorni sta trasmettendo in diretta le celebrazioni in onore di San Leopoldo. Miei cari fratelli e sorelle personalmente sono convinto che San Leopoldo è veramente un grande santo. Un grande santo anzitutto perchè durante tutta la sua vita ha dato esempio di virtù eroiche, di virtù cristiane a livello eroico. Ma è un grande santo anche perchè rimane molto attuale per il suo messaggio, per la sua testimonianza. Il suo messaggio ha soprattutto due aspetti, come il Santo Padre Giovanni Paolo II ricordò il giorno della canonizzazione, e come Papa Francesco ha ripetuto molte volte durante i mesi scorsi; egli è soprattutto un Apostolo della Misericordia. Ed è per questo motivo che Papa Francesco l'ha voluto nella Basilica di San Pietro nei mesi scorsi durante l'Anno della Misericordia. Ma c'è un altro aspetto che è ancora più attuale, a mio parere, per i nostri tempi e nelle nostre concrete circostanze. Egli fu anche un grande testimone dello spirito missionario, ed in particolare dello spirito ecumenico. Tutta la sua vita, tutto quello che faceva era offerto a Dio, per domandare la piena unità tra tutti i cristiani, e in particolare riconciliazione e piena unità tra la chiesa latina e chiese orientali. Io credo, caro Fra Jure, che dobbiamo prendere San Leopoldo come un Patrono del nostro servizio in Croazia, perchè sappiamo bene tutti come, purtroppo, questo spirito, questa ansia ecumenica di San Leopoldo è attuale nelle concrete circostanze delle nostre comunità. Sappiamo bene come purtroppo sono ancora vive tante ferite della guerra recente. San Leopoldo, Apostolo di Misericordia, e grande sostenitore dell'Unità della Chiesa, secondo il desiderio di Gesù, saprà lui ottenerci tutte le ispirazioni e tutto l'aiuto spirituale di cui abbiamo bisogno per superare le difficoltà e le ferite che purtroppo ancora rimangono. E proprio questo vogliamo domandare durante questa liturgia eucaristica attraverso l'intercessione di San Leopoldo. Che ci faccia testimoni di Misericordia. Che ci ottenga tante buone ispirazioni e tanto aiuto divino nei progetti di misericordia che animano questo anno giubilare. E soprattutto che ci faccia convinti sostenitori della necessità di una piena riconciliazione, come il Santo Padre Francesco ripete tanto spesso di una piena riconciliazione e di una piena unità con tutti i nostri fratelli cristiani orientali, con i quali condividiamo la stessa fede. Amen.

(Video: da1:39:22 a 1:47:30)
Io vorrei aggiungere semplicemente due piccole cose. Non avevo notato che c'è anche un Rappresentante della Curia Arcivescovile, che è il Moderatore della Curia, Don Marco. Facciamo un applauso anche lui. Ma mi è caro questo sottolinearlo perchè Marco intanto è un bravo sacerdote ed un carissimo amico; ma soprattutto mi è caro sottolineare che questa sua presenza ha un significato particolare. Perchè lui che è uno dei più diretti collaboratori del Cardinale Bozanic ci ricorda con la sua presenza la sollecitudine pastorale del Cardinale Bozanic. E posso aggiungere io una testimonianza. Mi ricorda quello che ho visto l'altra sera in cattedrale, il grande amore e la grande devozione del Cardinale per San Leopoldo. So che il Cardinale ritornerà qui in questa parrocchia lunedì mattina per la cerimonia di congedo. Evidentemente queste giornate che lui stesso più volte l'altra sera ha definito storiche per Zagabria e la Croazia non avrebbero potuto realizzarsi senza la sua ispirazione e senza il suo sostegno. Perciò facciamo un bell'applauso a Sua Eminenza. C'è una seconda cosa molto importante che volevo sottolineare. Sono molto grato a don Gelico per quello che ha detto nella omelia. Sembrava quasi che c'eravamo messi d'accordo prima. No. Non c'eravamo messi d'accordo. Ma è semplicemente che San Leopoldo ha ispirato gli stessi pensieri sia a me che a lui. E ho apprezzato molto che lui in particolare un paio di volte ha fatto menzione di questa proposta del Santo Padre di una Commissione mista in vista della canonizzazione del Cardinale Stepinac. Lui ha detto che dobbiamo pregare San Leopoldo perchè anche questa Commissione porti buoni frutti. Ma io vorrei aggiungere una cosa, dobbiamo pregare San Leopoldo che ci faccia capire bene che cosa il Santo Padre ha voluto fare. Perchè l'ho visto anche un poco amareggiato quando l'ho visto l'ultima volta e che diceva: “lo so che molti dicono che io non capisco, che io cosa vado a proporre...” Ebbene il Santo Padre ha voluto fare qualcosa proprio come farebbe San Leopoldo. E' lo stesso punto di partenza. Non possiamo chiudere gli occhi dinanzi ai fratelli Ortodossi. Non possiamo dire che noi continuiamo per la nostra strada, che ci importa di loro?. Il santo padre mi ha ripetuto personalmente, mi ha ripetuto: “io non ho assolutamente nessun dubbio circa la santità del beato Stepinac. Ma solo dobbiamo avere un poco di pazienza e aspettare ancora un poco di tempo per poter spiegare anche ai nostri fratelli ortodossi il lavoro che abbiamo fatto in maniera che il grande Aloisio Stepinac possa essere non soltanto il santo della Croazia, ma possa essere un santo grande per la Chiesa universale”. Ma sono sicuro che San Leopoldo firmerebbe con la sua mano tutto questo. Questa è stata la sua vita, una vita per l'ecumenismo, una vita per la riconciliazione, una vita per l'unità della Chiesa, affinchè il desiderio di Gesù – ut unum sint – possiamo realizzarlo speriamo presto nelle nostre terre. Adesso appunto attraverso l'intercessione di San Leopoldo domandiamo la benedizione di Dio sul nostro servizio e sulla nostra testimonianza di vita cristiana.



sabato 9 maggio 2015

Le attività del Nunzio nelle settimane di Aprile dopo la Pasqua

Vita ecclesiale e pubbliche relazioni hanno caratterizzato gli impegni di S. E. Alessandro D'errico, Nunzio Apostolico in Croazia, nelle settimane di Aprile dopo la Pasqua. Ne seguiamo una cronaca sintetica ricavata dalle numerose notizie pubblicate sulla rete dei portali laici e cattolici della Croazia.

Il 10 Aprile 2015 l'arcivescovo D'Errico ha presieduto l'Eucaristica celebrata con i Neo-Catecumenali nella Chiesa della Natività di Zagabria. La notizia è stata diffusa e commentata dalle principali agenzie cattoliche e dai portali dedicati. Il Nunzio ha rivolto all'assemblea un discorso riferito alla Nuova Evangelizzazione e al significato catecumenale della Luce Pasquale, e si è ispirato ai concetti che Papa Francesco ha espresso il 6 Marzo scorso nell'incontro con i movimenti catecumenali a Piazza San Pietro. Ne leggiamo qualche brano nella traduzione ad sensum dal croato.

E 'noto che il Papa Francesco, come i suoi due predecessori, sostiene fortemente il Cammino Neo-catecumenale. Durante l'omelia della cero pasquale abbiamo ricordato il costume Neocatecumenale della Veglia di Pasqua, e poi abbiamo visto nelle candele accese la sera un simbolo della Pasqua che illumina la nostra mente e riscalda il cuore. Ecco perché Gesù disse: "Io sono la luce del mondo". Il Papa sostiene e benedice il Cammino Neo-catecumenale perché i neo-catecumenali sono in partenza per le missioni in tutte le parti del mondo, verso i poveri e coloro che sono "lontani" dalla fede, predicando nelle strade e gestendo la catechesi nelle chiese. La nuova evangelizzazione è un progetto della Chiesa di Papa Francesco, che ha detto che a Gesù spesso chiudiamo la chiesa e non gli permettiamo di uscire, così non dobbiamo vanificare lo Spirito Santo e la diffusione del suo carisma".

Dal 14 al 16 Aprile 2015 si è svolta il Giubileo (50°) dell'Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Croata. In vista del 2° Incontro Nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate che si è tenuto il 19 Aprile 2015, i principali argomenti discussi sono stati la famiglia e gli aspetti teologici legati alle sue problematiche sociali ed educative. Dai portali cattolici e da quello dedicato è stata sottolineata la presenza del Nunzio Apostolico ed è stato divulgato in inglese il comunicato ufficiale del Segretariato della Conferenza che si può leggere nella sua intierezza sul portale di IKA.

Il 19 Aprile 2015 si è svolto al Santuario di Tersatto (Fiume) il 2° Incontro Nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate. L'evento si è svolto con solennità ecclesiale e con grande pertecipazione popolare. Il Nunzio Apostolico ha concelebrato l'Eucaristia con il cardinale Bozanic e con un gran numero di Vescovi e sacerdoti. I portali cattolici e quelli diocesani hanno dato ampio spazio di commento all'omelia del cardinale ed hanno pubblicato vaste gallerie fotografiche.

Il 21 Aprile 2015 è apparso su un portale laico un commento critico che ha riguardato la posizione dell'episcopato croato rispetto al magistero di Papa Francesco. La figura del Nunzio Apostolico è stata vista nella sua funzione ecclesiale di rappresentanza pontificia ed è stata evidenziato il suo ruolo diplomatico in Croazia.

Il 29 Aprile 2015 è stata realizzata una cena di promozione del progetto Laudato TV, una televisione di orientamento cattolico impegnata in maniera innovativa e popolare in Croazia. La partecipazione di Mons. D'Errico ha assunto particolari significati per l'incoraggiamento che egli ha sempre rivolto all'iniziativa fin dal suo sorgere e per l'importanza che Laudato ha sempre evidenziato per l'opera e i discorsi del Nunzio Apostolico in Croazia. Un amicizia reciproca il cui segno si è concretizzato nei concetti che il Nunzio ha espresso nel discorso ufficiale che egli ha tenuto per la celebrazione dell'evento della serata, organizzato e vissuto con grande efficacia e significato culturale. Il portale di Laudato ha dedicato una bella pagina all'avvenimento ed ha riportato quasi per intero il discorso pronunziato dal Nunzio. Ne diamo la traduzione ad sensum dal croato.

Laudato - un modello di lavoro e professione al servizio della Chiesa. Dopo l'inno nazionale, mons. Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, ha rivolto un discorso commemorativo al pubblico. Egli ha espresso la sua gioia per i tanti ospiti, ed ha detto che si considera da sempre un sostenitore di Laudato TV guidata dalla regista Ksenija Abramovic. Egli ha seguito con particolare attenzione e l'ammirazione e crede che valga la pena di seguire tutta l'attività di Laudato, dal momento che ha affrontato con professionalità le tradizioni cattoliche. Mons. D'Errico ha monitorato fin dall'inizio del suo soggiorno in Croazia, tre anni fa, i contenuti del portale Laudato. Ha elogiato il metodo della sequela delle attività di Papa Francesco. Il Papa dice che abbiamo bisogno di affrontare le numerose sfide della nuova evangelizzazione. Ciò significa che tutti dobbiamo impegnarci. Non solo i vescovi, i preti, monaci e monache. E 'necessario che tutti, soprattutto i fedeli laici, facciano la loro parte. Il Nunzio D'Errico, ricordando il Santo Papa Giovanni Paolo II, ha incoraggiato tutti a svolgere la loro professione al servizio della Chiesa. Laudato in proposito ha svolto un lavoro esemplare, ha detto il nunzio, in particolare sottolineando che Laudato è una organizzazione di ispirazione cattolica e sta lavorando con i vescovi, i preti, monaci e monache. "Quando mi chiedono ciò che il Papa si aspetta da ciascuno di noi per la nuova evangelizzazione, spesso dico: senti Laudato". Laudato è un gruppo di professionisti, fedeli laici che stanno facendo molto bene sui principi della fede cattolica. Si lavora in accordo con la Conferenza croata dei Vescovi e con la HKVRPP. Questo potrebbe essere un modello per tutti i fedeli laici all'interno della Chiesa, in questa fase della Nuova Evangelizzazione. In questo contesto si muove il progetto della televisione Laudato progetto". Il Nunzio D'Errico ha ringraziato il direttore di Laudato per il suo impegno con i professionisti collaboratori. "So che non è facile spingere avanti il progetto. Come cristiani, siamo consapevoli che non è possibile fare affidamento sulla forza umana, ma c'è bisogno di preghiera". Mons. D'Errico con le parole della benedizione ha voluto ringraziare il Signore della vita e della storia. "Grazie per tutte le benedizioni che accompagnano il nostro cammino. Grazie per le difficoltà incontrate nella nostra vita quasi ogni giorno. Vogliamo esprimere una intenzione speciale per la televisione Laudato e chiedere per voi una benedizione. Chiediamo al Signore di aprire le nostre anime per riscaldare i nostri cuori con il suo Santo Spirito.Chiediamo di ispirare molte persone di buona volontà a sostenere questo progetto".

Il 30 Aprile 2015 il Nunzio ha partecipato ad un evento di grande rilevanza per la società e la cultura in Croazia. Si è trattato della celebrazione del 150° della Fondazione della Accademia Croata delle Scienze e delle Arti. Numerosi sono stati i partecipanti e le personalità civili ed ecclesiastiche intervenute. Sono stati consegnati i premi per il 2014 e gli Accademici più rappresentativi si sono alternati nelle relazioni che hanno evidenziato i campi d'intervento nazionale e de internazionale dell'Accademia e le numerose opere da essa realizzate lungo il corso della sua storia. Sul portale in rete dell'Accademia campeggia una grande foto dell'Assemblea convenuta nel Salone di rappresentanza, e sono state pubblicate altre foto che adornano il racconto dell'evento.



lunedì 30 marzo 2015

Eventi celebrativi e giubilari per l'episcopato croato

Tra il 20 e il 24 Marzo 2015, continuamente viaggiando in auto e attraversando la Croazia da est ad ovest, dalla Slavonia all'Adriatico, tra Zagabria Bjelovar Dakowo-Osiek e l'Isola di Krk, il Nunzio Apostolico ha vissuto e partecipato a momenti intensi e significativi per la vita ecclesiale e per l'episcopato croato. Il 20 Marzo ha partecipato con il Cardinale Bozanic ed altri Vescovi alla solenne concelebrazione per il 5° anniversario della fondazione della Diocesi di Bjelovar. Il 22 Marzo è stato all'isola di Krk per la Consacrazione del nuovo Vescovo (vedi questo post). Il 24 Marzo si è quindi recato in Slavonia per il 25° di Episcopato di Mons. Marin Srakic Arcivescovo emerito di Đakovo-Osijek.

I media cattolici e i portali diocesani hanno ampiamente seguito e narrato e descritto questi avvenimenti, evidenziando tutti la presenza e la partecipazione del Nunzio Apostolico in Croazia. La navigazione tra i link segnalati può dare il segno della presenza e della partecipazione dell'Arcivescovo Alessandro D'Errico che sono state espresse nello spirito della carità pastorale e in rappresentanza del Santo Padre.

Un particolare rilievo ha assunto la celebrazione del giubileo episcopale del Vescovo Srakic, che ha registrato la partecipazione della intera Conferenza Episcopale Croata e di molti Vescovi provenienti da altre regioni. Per questa occasione il Nunzio Apostolico ha pronunziato un indirizzo di saluto per il Vescovo celebrato ed ha letto il messaggio autografo in latino che Papa Francesco, per suo tramite, ha fatto pervenire al Vescovo Srakic. La cerimonia è stata narrata ed illustrata in maniera approfondita soprattutto sul portale ufficiale del'Arcidiocesi di Đakovo-Osijek segnalato tra i link. Di seguito propongo il testo intero ed originale del saluto del Nunzio Apostolico che contiene anche il messaggio in latino di Papa Francesco. 

XXV° di Episcopato dell’Ecc.mo Mons. MARIN SRAKIĆ
Arcivescovo emerito di Đakovo-Osijek
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Saluto del Nunzio Apostolico, Arcivescovo Alessandro D’Errico
(Đakovo, 23 marzo 2015)
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         Come Rappresentante Pontificio, sono lieto di partecipare a questa solenne Eucaristia giubilare, per il 25° anniversario dell'Ordinazione episcopale dell'Arcivescovo Marin Srakić. E’ per me motivo di grande gioia vedere qui convenuti non solo il Presidente della Conferenza Episcopale Croata, il Cardinale Arcivescovo di Zagabria e i Vescovi della Conferenza Episcopale Croata; ma anche il Cardinale Vinko Puljić, Vescovi dei Paesi vicini, l'Incaricato d'Affari della Nunziatura Apostolica in Serbia, Rappresentanti di altre Comunità religiose, autorità civili; tanti Sacerdoti, Religiosi, Religiose e fedeli laici. Questo mi pare il segno migliore della gratitudine sincera e profonda che tutti abbiamo verso di lui, per il bene che ha largamente dispensato durante i suoi 25 anni di ministero episcopale.
         Mi sia consentito di aggiungere che l'Arcivescovo Marin è una personalità che mi è molto cara. L'avevo conosciuto quando ero Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina, per i tanti contatti che intercorrono tra la Conferenza Episcopale Croata e la Conferenza Episcopale di Bosnia ed Erzegovina, nel comune servizio al popolo croato. Di lui mi avevano colpito la saggezza degli interventi, la solidità della formazione umana e cristiana, lo spirito collegiale che egli riusciva a promuovere tra i Vescovi dei due Paesi. Poi, quando tre anni fa sono stato nominato Nunzio Apostolico in Croazia, ho trovato in lui un prezioso punto di riferimento, perché oltre che Arcivescovo di Đakovo-Osijek, egli era anche Presidente della Conferenza Episcopale.
         Qui a Đakovo feci la mia prima visita pastorale; qui sono tornato in varie circostanze, sempre accolto da lui con fraterna cordialità. Qui ho potuto costatare il paterno affetto che egli aveva per i Sacerdoti, i Religiosi, le Religiose e il popolo di Dio a lui affidato, e in particolare per l'allora suo Vescovo Ausiliare, Mons. Đuro Hranić, che poi Papa Francesco ha chiamato a succedergli nella guida pastorale dell'Arcidiocesi.

         Grazie allora, cara Eccellenza Arcivescovo Srakić, a nome del Santo Padre e dei superiori della Santa Sede, per l'esempio che ci ha dato e continua darci. Le auguriamo lunga vita e salute; e sopratutto L'accompagniamo con preghiera intensa, fiduciosi che l'eterno Signore della vita e della storia continuerà ad effondere su di Lei abbondanza di benedizioni e di grazie.
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         Ancora più lieto sono per il fatto che per questa felice circostanza anche il Santo Padre Francesco ha voluto inviare un messaggio autografo di felicitazioni, con una particolare benedizione, di cui ho l’onore di dare lettura:

“Venerabili Fratri Marino Srakić, Archiepiscopo Metropolitae emerito Diacovensi-Osijekensi, celebranti vicesimum quintum annum a suscepta episcopali ordinatione, memores eius solertis ac frugiferi pastoralis ministerii necnon validae operae praestitae etiam ut Praeses Conferentiae Episcopalis Croatiae, eidem tam faustum eventum vitae ex corde gratulamur atque libentes impertimur Apostolicam Benedictionem, caelestium munerum nuntiam ac signum fraternae caritatis, petentes ab eo preces pro Nobis et Nostro Petrino Ministerio. Ex Aedibus Vaticanis, die XXIV mensis Februarii, anno MMXV. Franciscus”.


domenica 9 novembre 2014

Il Comunicato della 49.a Sessione Plenaria della Conferenza Episcopale Croata

La Conferenza dei Vescovi della Croazia si è tenuta nella Sede propria della CEC a Zagabria dal 21 al 23 ottobre 2014. Gli argomenti discussi sono stati indicati nel discorso d'apertura del Presidente Mons. Zelimir Pulic Arcivescovo di Zara ed una loro sintesi è leggibile nel post precedente su questo blog (vedi). Il comunicato conclusivo dato alla stampa contiene il riferimento ufficiale alla partecipazione dei Presuli della Croazia, del Nunzio Apostolico in rappresentanza della santa Sede, dell'Ordinario Militare e di un Rappresentante della Conferenza Episcopale di Bosnia-Erzegovina.
Vari rilievi sono stati operati dai Vescovi croati che hanno formulato orientamenti pastorali relativamente alle problematiche della Famiglia, alle questioni riguardanti 'la teoria del gender', ispirandosi alle conclusioni del Sinodo dei Vescovi, e producendo varie proposte di programmazione e di iniziativa in rapporto alla vita ecclesiale nelle diocesi della Croazia.
Il comunicato è direttamente leggibile nella traduzione informatica sul portale della Conferenza Episcopale Croata e sui portali delle varie Agenzie Cattoliche, anche di Bosnia-Erzegovina, che lo hanno divulgato.
Di seguito riporto la parte introduttiva del Comunicato che fa riferimento alla partecipazione diell'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia.

Zagabria, il 24 ottobre 2014.

Comunicato stampa della 49° sessione plenaria della Conferenza Episcopale Croata

Dal 21 al 23 ottobre 2014 si è tenuta presso la sede della CBC a Zagabria la sessione plenaria della Conferenza Episcopale Croata presieduta da mons. Želimira Puljić, Arcivescovo di Zara, Presidente della CBC. Nel corso della sessione, insieme con i membri della CBC hanno partecipato il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, l'inviato della Conferenza Episcopale della Bosnia-Erzegovina, l'Ordinario militare, mons. Tomo Vukcic, mons. Penzes e mons. Duro Gasparovic.