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domenica 18 dicembre 2016

25.a Giornata della Memoria a Vukovar

Venerdì 18 Novembre 2016 presso il Memorial Cemetery di Vukovar è stato celebrato il venticinquennale della distruzione della città dopo un assedio durato circa tre mesi. Vukovar, città della Slavonia al confine con la Serbia, è in effetti nome sacro per la memoria storica della Croazia, legato alla dichiarazione dell'indipendenza nazionale (25 giugno 1991) e al duro assedio dell'esercito serbo, durato dal 25 agosto al 21 novembre 1991, che la distrusse quasi completamente. Una città simbolo che rimanda ai significati, ai momenti più aspri, e agli esiti della guerra complessa durata fino al 1995, ed anche oltre in altre aree dei Balcani. Per un approfondimento puoi leggere questo post del blog.
La celebrazione è stata descritta e commentata su vari portali croati, religiosi e civili, ed ha avuto una ampia eco sui media nazionali.
La descrizione più esaustiva può essere letta sul portale dell’Arcidiocesi di Zagabria che si è avvalso anche di una folta galleria fotografica che ha ripreso le varie fasi della celebrazione e delle attività molto partecipate che l’hanno accompagnata.
La Santa Messa al culmine di una grande Processione è stata concelebrata dal Cardinale Bozanic insieme con “il Nunzio Apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, con 23 vescovi e arcivescovi croati, con l'inviato dell'Arcivescovo di Belgrado Leopold Rochmes, con il segretario generale dei vescovi cattolici Enco Rodinis, con il delegato della Provincia Francescana della Croazia dei Santi Cirillo e Metodio P. Dragutin Bedeničić, con il Rettore dell'Università Cattolica Croata dr. Zeljko Tanjič, con i francescani di Vukovar guidati dal P. Ivica Zigomi del decanato di Vukovar decanato, e con altri sacerdoti”.
Alla Santa Messa hanno partecipato “una moltitudine di pellegrini, molti familiari delle vittime e dei feriti in guerra, tanti veterani di guerra croati, il Primo Ministro Andrej Plenković, l'inviato del Presidente del Parlamento Croato il Vice Presidente Gordan Jandrokovic e altri Parlamentari, Rappresentanti dei governi della Città e della Contea, e numerosi Rappresentanti di altre città e contee della Croazia”.
Ha tenuto il discorso di benvenuti Mons. Duro Hranić Arcivescovo di Đakovo-Osijek.

Nella sua omelia il Cardinale Bozanic ha sottolineato il valore etico e religioso del 25° anniversario delle vittime di Vukovar, evidenziando l’esperienza che tutti i partecipanti possono fare del dolore e dell'orgoglio, dell'amor di patria e delle domande sul futuro, e della loro fede nella prospettiva della Consolazione e della Misericordia di Dio.



domenica 10 maggio 2015

Visita pastorale a Split e Hvar

Quasi una tradizione, nel periodo che segue la Pasqua, per il Nunzio Apostolico in Croazia recarsi in visita pastorale nei luoghi ecclesiali della Dalmazia (vedi questi post del 2013 e del 2014 riguardanti la visita all'arcidiocesi di Spalato (Split) e l'ostensione delle reliquie di San Doimo). Quest'anno il mezzo migliaio di chilometri che separano Zagabria dalla sponda adriatica di Split sono stati percorsi in auto dal Nunzio con la prospettiva di trascorrere anche qualche giorno sull'isola di Hvar ospite della Chiesa locale che celebra la festa patronale del martire San Prospero.
La passione per l'Agiografia e il richiamo delle Tradizioni religiose popolari, sono sentimenti fortemente avvertiti dal Vescovo D'Errico che impreziosiscono di grandi valori ecclesiali la sua testimonianza apostolica ed il suo servizio di rappresentante della Santa Sede in Croazia. Deve aggiungersi anche la particolarità della Dalmazia come luogo di grandi tradizioni storiche ed agiografiche che si sono originate con il primo e più antico cristianesimo in Europa.
La lunga strada del ritorno alla Nunziatura di Zagabria, per la mezzanotte di domenica 10 Maggio 2015, sarà sicuramente per il Nunzio una occasione di riflessione spirituale e di gratitudine al Signore per il suo ministero itinerante che lo vede impegnato a portare il segno della Chiesa e del Papa nei luoghi che egli raggiunge per la Croazia.

Il 7 Maggio 2015 Mons. D'Errico ha partecipato alla celebrazione eucaristica sul lungomare di Spalato dove si è svolta una lunga processione e dove si sono riunite migliaia di persone intorno alla mensa insieme con un folto numero di vescovi, sacerdoti, ministri e religiosi. Alla cerimonia ha presenziato anche la Presidente della Repubblica di Croazia, la Signora Kolinda Grabar-Kitarovic, insieme con altre personalità del governo e della società civile. Sul portale dell'Arcidiocesi di Spalato è stato postato un lungo commento con una bella galleria fotografica, ed è stato riportatata quasi per intero l'omelia del vescovo Duro Hranić. Un'altro ampio commento lo si può leggere su IKA.

Il Nunzio Apostolico in Croazia è stato ospite della Chiesa locale di Hvar dall'8 al 10 Maggio 2015 con una agenda pastorale che lo ha visto partecipe alla vita ecclesiale e civile dell'isola.
Il giorno 8 Maggio 2015, al suo arrivo, Mons. D'Errico è stato accolto ufficialmente nella Cattedrale dell'Isola, e nel clima della Vigilia della Festa di San Prospero, Patrono della Diocesi, ha ricevuto i saluti del Vescovo e delle rappresentanze cittadine. Ha partecipato poi con il Vescovo e con il Clero locale alla solenne liturgia dell'apertura del sacello del Santo Patrono per l'ostensione della sua reliquia.


Il giorno 9 al mattino, insieme con il Vescovo di Hvar Mons. Slobodan Stambuk e con p. Ivica Hadas s.j., Mons. D'Errico ha visitato il monastero delle benedettine. Un portale dalmata dedicato, come pure l'agenzia IKA, riporta i concetti che il Nunzio ha espresso nel dialogo con la Madre Superiora. Li leggiamo nella traduzione ad sensum dal croato.

"Sono venuto a portare una speciale benedizione papale. Conto sulle vostre preghiere. Voglio ricordare che Papa Francesco fa affidamento soprattutto sulle contemplative come voi. Papa Francesco cerca di portare la Chiesa alla semplicità del Vangelo e al dinamismo della testimonianza. Abbiamo un Papa che è pieno dello Spirito Santo che imprime un grande dinamismo alla Chiesa; e di ciò parlerò nella omelia durante la celebrazione di San Prospero. Dobbiamo rinnovare la nostra devozione. Pietro che è il capo degli Apostoli ha la missione di stabilire noi nella fede".
La Reverenda Madre Ana Vukas ha brevemente informato il Nunzio sulla vita e sulla missione delle suore benedettine di Hvar, che è attualmente sono nove nel convento. Ha sottolineato che le suore del monastero di Hvar, come ordine benedettino, sono molto impegnate nella liturgia. In particolare esse producono pizzi fatti a mano dalla pianta di agave e famosi in tutto il mondo. Ha ricordato che il pizzo di agave è un bene culturale tutelato dall'UNESCO. Al termine della riunione, che si è svolta in un'atmosfera piacevole la Madre Vukas ha donato al Nunzio D'Errico una croce realizzata in pizzo di agave.

La visita al mattino del Nunzio si è protratta fino all'incontro con il Sindaco di Hvar. Mons. D'Errrico ha avuto modo di esprimere il suo compiacimento per la bellezza ambientale dell'isola, per le attrattive turistiche, per le capacità produttive degli isolani, per la loro bella accoglienza e per il senso della religiosità che si nota nel rispetto e nel dialogo della popolazione con i religiosi e i sacerdoti locali. Gli operatori del turismo locale che si sono incontrati con il Nunzio hanno avuto modo di guidarlo nella visita e di proporgli un saggio delle tradizioni culturali e delle bellezze monumentali dell'isola che ha molti luoghi, come il centro storico, che sono patrimonio dell'UNESCO.
Commenti approfonditi circa la visita del Nunzio a Hvar sono stati pubblicati dai portali locali e dai principali delle agenzie cattoliche.

Il momento culminante della visita pastorale del Nunzio a Hvar è stata la Celebrazione eucaristica in onore del martire San Prospero seguita dalla tradizionale processione con la sua reliquia per le vie dell'isola. Il Vescovo D'Errico ha presieduto la celebrazione ed ha tenuto una bella omelia che ha recuperato la storia agiografica del santo ed ha illustrato il significato attuale dell'esempio del martire San Prospero.

Faccio seguire il testo intero dell'omelia preparato direttamente dal Nunzio Apostolico.   


 FESTA DI SAN PROSPERO
Omelia del Nunzio Apostolico
(Hvar, 9 maggio 2015)
Sono contento che il nostro incontro abbia luogo oggi, nella festa di San Prospero, un Martire-testimone di fede, che può insegnare molto anche a noi. Purtroppo, come sapete, non ci sono pervenuti molti elementi circa la sua vita. Ma sappiamo la cosa più importante; e cioè, che egli fu Martire per la fede nei primi secoli dell'era cristiana, e che le sue reliquie furono conservate nelle catacombe di Roma. Poi arrivarono qui a Hvar secoli più tardi; e dal 10 maggio 1671 si cominciò a celebrare la sua festa in questa data.

Nei giorni scorsi, pensando alla gioia di questa Visita alla Diocesi di Hvar, mi sono posto sopratutto una domanda: Cosa può insegnare San Prospero a noi oggi? Ebbene, la risposta è stata facile. Lui che diede la suprema testimonianza di fede con il suo sangue, invita anche noi ad essere testimoni coerenti e coraggiosi, come lo fu lui in tempi difficili.

Pensando a San Prospero, mi sono tornate alla mente le parole di Gesù che ascoltiamo spesso durante questo tempo pasquale: ”Sarete miei testimoni”. E' interessante questa insistenza di Gesù. Egli vuole mettere in chiaro che la missione che ha ricevuto dal Padre Celeste non vuole portarla a compimento da solo. Il Maestro vuole associarci a Lui, e domanda che ciascuno faccia la sua parte, con zelo e responsabilità, nella costruzione del Regno di Dio. Questo l'hanno capito bene i grandi Santi - e in particolare i Martiri - che con il loro esempio e il loro sangue hanno dato la più alta testimonianza di fede.

Evidentemente, queste parole di Gesù valgono per ogni epoca; ma esse sono di particolare attualità oggi, quando il Santo Padre Francesco propone con insistenza un rinnovato impegno di tutti, dinanzi alle sfide dell'ora presente, per una nuova fase evangelizzatrice della Chiesa.

Ecco allora il primo insegnamento di San Prospero. Come lui, anche noi dobbiamo essere testimoni di fede. Anche noi dobbiamo fare buon uso dei talenti ricevuti. E questo riguarda tutti i membri del popolo di Dio (Vescovi, Sacerdoti, Religiose, Religiosi, e fedeli laici), senza differenze, nessuno escluso.

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In secondo luogo, mi sono posto un’altra domanda: In concreto, cosa possiamo fare per realizzare la nostra testimonianza, nelle circostanze specifiche della nuova evangelizzazione auspicata dal Santo Padre? Nella riflessione e nella preghiera, ho trovato alcuni elementi stimolanti, che vorrei indicare pure a voi, partendo dalle riflessioni che il Santo Padre ha elaborato nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, e ripete spesso, sopratutto nelle omelie che quasi ogni giorno fa a Santa Marta. Che cosa propone il Papa, per il nostro impegno di testimonianza evangelizzatrice oggi?

1. Anzitutto egli dice che dobbiamo prendere sul serio le ultime parole di Gesù. Sono sempre importanti le ultime parole di una persona cara. Tanto più devono essere per noi quelle del Maestro, prima di far ritorno al cielo: “Andate nel mondo intero, annunciate la Buona Novella a tutti i popoli”. Questo deve essere il punto di partenza della nostra testimonianza oggi.

Da ciò viene una conseguenza ovvia. Gesù ci chiede di andare. Questo significa che non possiamo restar fermi. Non possiamo limitarci ad amministrare ciò che abbiamo ereditato da un passato glorioso di fede. Al contrario, bisogna avere un atteggiamento attivo. Bisogna andare, uscire per le vie del mondo, con spirito missionario. In breve, dobbiamo adoperarci tutti per costruire una Chiesa in uscita.

Notiamo anche - e questo è molto importante - che la testimonianza missionaria che Gesù domanda, deve estendersi a tutte le attività della Chiesa. E cioè, essa non può ridursi soltanto all'ambito della proclamazione della Buona Novella in terre lontane, a coloro che ancora non conoscono Gesù o l’hanno sempre rifiutato. Questo certamente è molto importante, ed è un campo in cui - grazie a Dio - la Chiesa in Croazia si è sempre distinta.

 Ma le ultime parole di Gesù intendono animare e vivificare pure il campo della pastorale ordinaria, che riguarda i fedeli che frequentano regolarmente le nostre comunità. Anche ad essi, anche a noi Gesù rivolge il Suo invito e chiede una testimonianza missionaria, nella vita di ogni giorno.

2. In questo impegno di costruzione di una Chiesa in uscita, il Santo Padre chiede di avere una cura particolare per le periferie, quelle materiali e quelle esistenziali. E cioè, per i poveri e per i lontani, che di più hanno bisogno di una parola di consolazione e di conforto. In questo senso, nella nostra testimonianza dobbiamo privilegiare una cultura della solidarietà, dell'incontro, della comunione, del dialogo: con un atteggiamento rispettoso verso tutti, senza tuttavia rinunciare ai presupposti fondamentali della nostra fede.

3. Come le prime comunità cristiane, anche noi dobbiamo trasmettere la gioia che ci viene dall'incontro con il Signore Risorto. Non ha senso vedere cristiani tristi e melanconici, come se stessero partecipando ad una veglia funebre. E neppure ha senso vedere cristiani inamidati. E cioè, rigidi e formalisti, che hanno sempre di qualcosa di cui lamentarsi. La nostra gioia è grande, viene dalla certezza che Gesù è risorto; dalla consolante consapevolezza che nella risurrezione troviamo il sigillo di Dio sulla parola e sulla Buona Novella del Maestro; dalla fede - ogni giorno rinnovata dallo Spirito - che Lui è la vita, Lui è la verità, e Lui è la via.

E neppure possiamo accontentarci di comunicare questa gioia solo a quelli che ci sono cari o ci sono vicini. Dobbiamo allargare sempre lo sguardo agli orizzonti di Gesù, che chiede di andare ed annunciare la Buona Novella a tutti i popoli.

4. Nel ripensare la nostra testimonianza di Chiesa sull'esempio dei Santi - ed in particolare dei Martiri - è urgente che tutti ci rendiamo conto che il primo soggetto di evangelizzazione non siamo noi, ma è lo Spirito Santo che guida la Chiesa. Perciò, dobbiamo renderci docili all'azione dello Spirito.

Perciò, si può ben capire perché il Papa ripete con insistenza l’invito a farci muovere dallo Spirito di Dio; a metterci ogni volta in discussione, con povertà di spirito, dinanzi alle sorprese di Dio, che lo Spirito Santo non cessa di suscitare anche per noi; ad abbandonare il criterio del "si è sempre fatto così" (Evangelii Gaudium, 33); ad essere semplici nella nostra testimonianza e nel nostro annuncio; a farci audaci e creativi nel ripensare le strutture, lo stile e i metodi dell'evangelizzazione.

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Miei cari fratelli e sorelle, affido le speranze e i progetti della Chiesa di Dio che è in Hvar alla materna protezione di Maria; e a quella di San Prospero, che - con il suo esempio - invita a seguirlo per le vie del mondo, con zelante e perseverante impegno di testimonianza.

Siano loro ad ottenere per il vostro degno Pastore, il Vescovo Štambuk, e per tutto il polo di Dio di questa bella Diocesi, abbondanza di benedizioni e di grazie; e specialmente, tanta luce e tanta forza per accogliere ed attuare le direttive del Santo Padre Francesco per una nuova fase di testimonianza evangelizzatrice della Chiesa. Amen! 


sabato 20 dicembre 2014

Celebrazione dell'immacolata al Santuario mariano di Slavonski Brod

Città della Slavonia a circa 200 km a sud-est di Zagabria, Slavonski Brod è collocata sulla Sava al confine con la Bosnia-Erzegovina ed è luogo importante per le relazioni storiche ed attuali con i croati cattolici di questa nazione.
Mons. D'errico vi si è recato per presiedere il Pellegrinaggio e la Santa Eucaristia che si celebrano tradizionalmente nel giorno dell'Immacolata Concezione al Santuario mariano della Madonna del Perpetuo Soccorso.
L'invito ricevuto dall'Arcivescovo di Đakovo-Osijek, mons. Djourou Hranić, egli lo ha accolto con gioia per una serie di motivi che si legano alla sua personale devozione, nata quando era Nunzio in BiH, per il Servo di Dio Josip Stadler, Arcivescovo di Sarajevo, nato e battezzato in questa città e morto nel giorno dell'Immacolata.
L'Agenzia (KTA), che è espressione significativa della comunicazione dei Cattolici Croati di Bosnia-Erzegovina e che ha commentato la celebrazione, ha rilevato i sentimenti del Nunzio al suo arrivo e ha riportato fedelmente il senso della sua dichiarazione. La propongo di seguito.

Era difficile non vedere la gioia sul suo volto Nunzio, che al suo arrivo in questa città e al santuario, ha dichiarato: "E una grande gioia essere qui insieme con il caro Arcivescovo Hranić, che mi ha invitato. L'Arcivescovo Hranić per noi è un grande riferimento: egli è il primo Arcivescovo nominato dal Santo Padre Francesco per la Croazia e uno dei primi tra quelli nominati per la Chiesa universale. Sono grato anche al Decano Lenić, il direttore di questo famoso santuario, e uno dei motivi principali del mio arrivo gioioso è perché so che c'è una grande devozione per la Madre di Dio, venerata sotto il titolo di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso; alle Suore Orsoline sorelle, che operano qui un sacco di bene. Un'altra ragione per cui ho accettato l'invito è che la città di Slavonski Brod è il luogo di nascita di Mons Stadler, del quale ho sentito parlare fin dal mio primo giorno dell'incontro e del lavoro con il popolo croato, ed è ormai sono dieci anni. Da quando sono stato Nunzio in Bosnia-Erzegovina, dove il primo arcivescovo, dopo il restauro della gerarchia ecclesiastica, era Giuseppe Stadler, ed egli era considerato una figura centrale dei cattolici croati in Sarajevo. Una figura di grande pastore che io prima non conoscevo, ma quando ho scoperto di più su di lui, ho compreso l'importanza del suo patrocinio per il ministero in Bosnia ed Erzegovina e soprattutto per il popolo croato. La Provvidenza ha voluto che io continuassi il servizio in Croazia. Ho quindi accettato con gratitudine di venire in questa parrocchia e santuario, dove l'Arcivescovo Stadler è stato battezzato e dove ho pregato insieme con l'Arcivescovo Hranić e tutti i credenti che presto sia elevato all'altare della santità”. Quando gli è stato chiesto quando verrà di nuovo con gioia ha risposto: "Non appena sono nuovamente invitato da Mons Hranić".

La lettura intera dell'Agenzia, arricchita tra l'altro di una folta galleria fotografica, ci porta a conoscenza dei momenti della celebrazione, delle parole di accoglienza rivolte dell'Arcivescovo Hranic, e di una buona sintesi dell'omelia dell'Arcivescovo Alessandro D'Errico. Di seguito la traduzione ad sensum dal croato.

Slavonski Brod, 9 dicembre 2014.

FESTA dell'Immacolata Concezione a Slavonski Brod

Con lo slogan "Salve, Vergine pura, tutta piena di grazia!" Il Pellegrinaggio centrale è stato condotto dal Nunzio D'Errico

Festa dell'Immacolata Concezione, l'arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, ha celebrato Lunedi '8 dicembre con i fedeli di Slavonski Brod e con molti pellegrini che in quel giorno hanno visitato il santuario di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso ed hanno vissuto il giorno mensile di venerazione per la Madre celeste.
Con lo slogan "Salve, Vergine pura, tutta piena di grazia!" Insieme co l'Arcivescovo di Đakovo-Osijek, mons. Djourou Hranić, con il parroco e decano Ivan Lenić e con i sacerdoti locali, pellegrinaggio centrale è stato condotto dal Nunzio D'Errico.
Con la partecipazione di numerosi fedeli vi erano anche un bel numero di suore, tra le quali la provinciale delle Suore Orsoline, e rappresentanti della città e della contea di Brod e della Posavina.
Nel saluto di benvenuto l'Arcivescovo Hranić ha ringraziato il Nunzio per aver accettato l'invito di venire al santuario di Slavonski Brod, dedicato a Nostra Signora del Perpetuo Soccorso e frequentato da migliaia di pellegrini; e all'inizio della Messa ha detto: "La povertà bussa alle porte di molte famiglie, che ora vivono in Slavonski Brod; molti giovani abbandonano questa città ... Rivolgiamo preghiere per tutti coloro che soffrono in questa città. A Maria, Madre della Chiesa e di tutta la nostra Arcidiocesi. E con fede e grande rispetto e gratitudine ci rivolgiamo verso il Successore di Pietro, la cui vicinanza abbiamo sempre sentito nel corso della storia, e chiediamo la benedizione apostolica".
Rivolgendosi ai fedeli all'inizio della Messa, il Nunzio ha detto di conoscere la situazione di questa parte della Croazia, che ha sofferto molto durante la guerra e le recenti inondazioni, e che registra l'elevata disoccupazione ed altri problemi. Ha incoraggiato i credenti a pregare Maria, e a viverne il modello. "Maria nel grembo di S. Anna è stata concepita senza macchia di peccato. Lei è piena di grazia. Tutti i privilegi che ha confermano che è stata scelta per essere la Madre del Figlio di Dio. E alla Madonna Perpetuo Soccorso, alla quale in modo particolare è rivolto il culto del santuario, ci rivolgiamo non solo per festeggiare, ma per esprimere la nostra devozione infantile in suo onore, per confermare la nostra fede, pregare per la forza, guardando il suo esempio per camminare nella fede, per crescere spiritualmente. Dobbiamo rispondere alle sfide che ci attendono; dobbiamo fare buon uso dei nostri talenti. Noi tutti dobbiamo sentirci come partecipanti attivi della nuova evangelizzazione, e avere Maria come modello migliore. Come lei dobbiamo andare verso i nostri fratelli in particolare quelli dei poveri, sia nel senso materiale e sia nel senso spirituale ... ", ha detto tra l'altro nella sua omelia il Nunzio D'Errico, e ad un certo punto spontaneamente è disceso tra i fedeli per continuare a comunicare tra loro attraverso la predicazione. Ha esortato a diventare consapevoli della visione della Chiesa, di cui sogna di Papa Francesco, e ha invitato tutti i croati a continuare ad essere fedeli al Santo Padre, per costruire insieme una società migliore, una società di amore e di giustizia in cui tutti favoriscono la pace e la responsabilità. Dopo essere stati insieme con i fedeli I due Presuli hanno pregato l'Ave Maria, hanno chiesto di continuare a pregare per il Santo Padre e per tutti i sacerdoti, e alla fine a tutti è stata impartita la benedizione apostolica.
Rivolgendo gratitudine al caro ospite per le parole incoraggianti, e ricordando il Servo di Dio Josip Stadler, nato a Brođanina, e primo Arcivescovo di Vrhbosna, e morto nel giorno della festa dell'Immacolata, alla fine il parroco Lenić ha chiesto al Nunzio di trasmettere a Papa Francesco la fedeltà popolo croato e l'accompagnamento della preghiera nell'esercizio del suo ministero di Pastore della Chiesa universale.
La celebrazione è stata arricchita dal coro diretto da Monica Zvonarek e dal professore d'organo Hrvoje Spicer. E' stata completata con la processione di pellegrinaggio attorno alla chiesa parrocchiale e con la preghiera affidata all'Immacolata. Insieme con i sacerdoti e i fedeli il Nunzio è stato in preghiera davanti all'immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso, deponendo un cesto di rose. Prima della Messa, si è incontrato con i rappresentanti della città e della contea di Brod e della Posavina.




lunedì 8 luglio 2013

Insediamento di S. E. Mons. Duro Hranić Arcivescovo di Đakovo-Osijek

Un ricco commento esalta l'evento con gli accenti del forte sentimento ecclesiale. E' quello che si può leggere sul portale dell'arcidiocesi di Đakovo-Osijek e che narra la celebrazione liturgica solenne dell'insediamento del nuovo arcivescovo Duro Hranić avvenuta il 6 luglio 2013 nella cattedrale dedicata a San Pietro.
Il Nunzio Apostolico in Croazia, S. E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, ha mostrato all'assemblea ed ha letto in latino la lettera apostolica del Papa Francesco con la quale ha comunicato la nomina di mons. Hranić ad Arcivescovo Metropolita, ed ha assistito all'investitura del pallio ricevuto a Roma e alla consegna del pastorale dato da mons. Marin Srakić, arcivescovo emerito.
Il rito liturgico è iniziato alle 10 del mattino con una preghiera di preparazione e con con una lunga processione a carattere ecumenico composta con numerosi fedeli, gruppi in costume, seminaristi, suore, religiosi, sacerdoti, rappresentanti di altre confessioni, e vescovi della Croazia e di nazioni confinanti.

Il commento sottolinea la presenza del Nunzio Apostolico D'Errico, del vescovo Želimir Puljić Presidente della Conferenza Episcopale Croata, del cardinale Vinko Puljić arcivescovo di Sarajevo insieme con i numerosi rappresentanti delle altre confessioni cristiane.
Il dialogo pastorale durante la cerimonia liturgica, dopo la lettura della lettera apostolica papale, si è sviluppato con l'intervento dell'arcivescovo Srakić che ha ricordato le fasi salienti del suo episcopato, dalla nomina ricevuta nel 1990 da Giovanni Paolo II, ed ha auspicato frutti copiosi al ministero pastorale del nuovo arcivescovo metropolita suo successore.
Subito dopo il solenne insediamento, accompagnato da canti religiosi e da canti nazionali croati, è intervenuto direttamente mons. Duro Hranić in veste di celebrante principale. Il suo discorso pastorale si è fondato sulla spiegazione del Vangelo del giorno, del chicco di grano che deve crescere, simbolo della comunità, del lavoro e della solidarietà; simbolo del suo stesso stemma episcopale che assume come motto l'esortazione di Gesù ai suoi apostoli ad essere liberi e coraggiosi nelle difficoltà del mare e della vita: duc in altum, Prendi il largo! (Lc 5,4). La parola dell'arcivescovo si è poi rivolta a tutti quelli che vivono l'esperienza della vocazione cristiana, ai sacerdoti, ai seminaristi, per sottolineare l'esigenza del rinnovamento spirituale della vita religiosa e dello stesso presbiterio diocesano. Ha rimarcato l'importanza del Sinodo interdiocesano nel piano pastorale per una nuova evangelizzazione nell'arcidiocesi. Ha indicato a tutti i fedeli l'ineludibiltà ed il continuo riferimento del Magistero Pontificio. Non è mancato il forte riferimento alle problematiche del territorio e della cultura del suo popolo, alla particolare testimonianza della Chiesa nella regione della Slavonia, alle questioni educative e alle relazioni con i mezzi di comunicazione.
Una partecipata comunicazione delle istanze laicali della diocesi ed una curata simbologia offertoriale dedicata all'esaltazione della carità, canti religiosi e coreutici, hanno fatto da degna cornice assembleare al discorso del Pastore.
Il commento del portale dell'arcidiocesi, che propone anche una bella galleria fotografica, evidenzia altresì la presenza dei numerosi media, giornali e televisioni, impegnati a riprendere, a commentare e a presentare al pubblico i momenti della celebrazione ed i suoi significati religiosi e culturali. Ed in realtà le agenzie informative cattoliche di Croazia e di altri paesi hanno riportato estesamente notizie sull'evento; e moltissime testate cartacee, televisive, ed in rete, religiose e laiche, regionali e locali, hanno dato ampio spazio a commenti ed interviste.

A seguire presento la scheda che si legge in croato sul portale della Radio Televisione Croata (HRT), sul quale si propone pure un video interessante, ed alcuni link tra i tanti rinvenuti e visitati.

Mons. Duro Hranić inizia il suo ministero di Arcivescovo
Il Nuovo Arcivescovo di Đakovo-Osijek, mons. Duro Hranić con la solenne celebrazione liturgica di oggi a Ðakovo nella Basilica-Cattedrale di San Pietro ha iniziato il suo ministero; il 18 Aprile di quest'anno era stato nominato dal Papa Francesco.
Mons. Hranić in precedenza vescovo ausiliare ha assunto la carica arcivescovile tenuta da mons. Marin Srakić per l'arcidiocesi di Đakovo-Osijek.
Il Nunzio Apostolico Alessandro D'Errico durante il Rito ha presentato la Lettera Apostolica di Papa Francesco. E' seguita la consegna del pallio e del pastorale ed è stato fissato lo stemma con il motto “Duc in altum“. Insieme con i numerosi fedeli alla cerimonia erano presenti anche anche i rappresentanti del Parlamento croato e 30 vescovi provenienti dalla Croazia e dai paesi limitrofi. Mons. Duro Hranić è nato il 20 marzo nel 1961 a Vinkovci. Nel 2001 fu nominato Vescovo ausiliare di Đakovo e Sirmio da Papa Giovanni Paolo II. E' presidente del Consiglio della BCC per la catechesi, membro della Commissione episcopale per il dialogo cella CBC con la Chiesa ortodossa serba e membro del CBC per i fedeli croati all'estero.


venerdì 13 luglio 2012

La visita ad Osijek e l'incontro con i giornalisti


Le dichiarazioni di S. E. Alessandro D'Errico nuovo Nunzio Apostolico in Croazia mirano a consolidare il clima di fiducia reciproca tra la Santa Sede e le Istituzioni Politiche del Paese.
Alle domande di possibili 'ombre' legate alle decisioni delicate riguardanti la bioetica che si stanno maturando nell'attuale dibattito politico e legislativo, il Nunzio risponde con il ricordo della recente visita di Benedetto XVI in Croazia e rimarca lo spirito dell'accoglienza del popolo croato caratterizzato dal profondo rispetto delle istanze religiose ed etiche della Chiesa.     


12.07.2012 | 22:17 | IKA V - 142994/7

Il Nunzio D'Errico ha visitato Osijek

Osijek (VIS / TU) - "Il Santo Padre ha fiducia nelle autorità politiche e mi ha chiesto di fare ciò che è possibile, perché insieme possiamo e dobbiamo affrontare le questioni che si presentano, in un clima di fiducia estrema, di dialogo costruttivo e di pieno rispetto reciproco, di fiducia come sentimento che può essere condiviso per servire questo popolo cui il Papa è molto legato. Mi dispiace se mi incontrerà il presidente croato troppo tardi. No sarà poi la 'fine del mondo', il Santo Padre è molto rispettato e prima di qualsiasi decisione vanno presi in considerazione i suoi suggerimenti", ha detto il 12 Luglio durante il soggiorno a Osijek, il Nunzio di nuova nomina nella Repubblica di Croazia, Alessandro D'Errico, rispondendo alle domande dei giornalisti circa la controversa legge sulla fecondazione medicalmente assistita.
Il Nunzio D'Errico dopo aver visitato Djakovo ha voluto conoscere Osijek e l'intera l'Arcidiocesi presieduta da Marin Srakic arcivescovo di Djakovo-Osijek e Presidente della Conferenza episcopale croata. Mons. Srakić ha accompagnato il Nunzio a Osijek con Duro Hranice vescovo ausiliare di Đakovo-Osijek.
A mons. D'Errico è stato detto che è l'Ufficio del Presidente e del Ministero degli Affari Esteri comunica che questa settimana non è possibile incontrare il Presidente del paese Josipovic a causa di obblighi internazionali, percui la consegna della lettera di accreditamento è prevista per la prossima settimana. Poi il nunzio non ha voluto presentare ai media il messaggio del Santo Padre da trasmettere al Presidente, ma ha detto che sperava nella disponibilità delle autorità politiche di questo paese. E' stato notata la possibilità che in Croazia ci sia un'ombra nei rapporti reciproci della Chiesa e di chi è al potere, ma il Nunzio D'Errico ha incoraggiato con il ricordo della visita di Benedetto XVI in Croazia l'anno scorso e ha sottolineato l'ospitalità che ha mostrato la Croazia, insieme con le autorità politiche e le persone che vivono in essa.

"Sono soddisfatto di quello che ho osservato in Osijek, so che questo è un centro commerciale, politico ed universitario dell'Arcidiocesi di Đakovo Osijek. Ho pensato utile e importante la visita religiosa, perchè il Nunzio Apostolico non è solo Ambasciatore, ma anche rappresentante del Santo Padre presso la chiesa locale. Quindi cerco di realizzare questo importante compito verso la chiesa locale, le varie chiese locali e le istituzioni religiose. Questa settimana devo incontrare molte persone importanti nella vita della chiesa e spero che mi aiuterà a migliorare e a soddisfare le aspettative e le speranze della Chiesa locale. Inoltre, riteniamo che possa essere utile in incontro con il Presidente ed altri rappresentanti del potere politico ", ha dichiarato Nunzio.
Durante il suo soggiorno in Osijek, mons. D'Errico ha visitato la concattedrale di San Pietro e Paolo, e il palazzo del Vicariato. Ha incontrato i membri del Decanato orientale e occidentale, Mate Gasparovic, Ivica Rebic e sacerdoti di Osijek e di altre città. (traduzione ad sensum)


giovedì 12 luglio 2012

Le dichiarazioni del Nunzio durante la visita all'arcidiocesi di Đakovo-Osijek


Il Nunzio D'Errico visita mons. Srakić presidente della BBC

Un po 'dispiace che io sono qui, nel momento di delicati rapporti tra la gerarchia ecclesiastica ei detentori del potere politico

Djakovo (IKA / TU) - Di recente nominato Nunzio nella Repubblica di Croazia, Mons. Alessandro D'Errico ha visitato il 12 Luglio il Presidente della Conferenza episcopale croata (CBC) l'Arcivescovo di Đakovo-Osijek Srakić Marin e l'arcivescovato di Đakovo prima tappa in Croazia, ove ha incontrato i rappresentanti dei media. Con mons. Srakić, era presente il Vescovo Ausiliare di Djakovo-Osijek Duro Hranić. Il Nunzio D'Errico ha spiegato che ritiene necessario visitare l'Arcidiocesi presieduta da mons.Srakic, presidente della CBC. Ha ricordato che una delle due lettere di accreditamento che il nunzio porta all'arrivo in un paese l'ha già presentata a mons. Srakić durante la celebrazione inaugurale della Santa Messa nella cattedrale di Zagabria, mentre presenterà un'altra lettera il 17 Luglio al Presidente croato Dr. Ivo Josipovic per poi incontrare i rappresentanti delle autorità croate.
La Croazia è molto importante per la Santa Sede e per secoli ha avuto una profonda connessione. E' importante per la comunità internazionale, e per la maggior parte dei cittadini di questo paese che si dichiara ancora cattolica, ha detto il nunzio; e ha detto ancora: "Un po' dispiaciuto che io sia qui al momento di delicati rapporti tra la gerarchia ecclesiastica e i detentori del potere politico, tuttavia, il lavoro del nunzio apostolico è per promuovere buoni rapporti tra i titolari delle locali autorità ecclesiastiche e della vita politica. Ho incontrato il Presidente Josipovic in diverse circostanze durante il servizio a Sarajevo, e ho sentito sempre un grande rispetto per la sua preferenza per il dialogo e l'ascolto reciproco, e confido che troveremo le giuste soluzioni per quanto riguarda le questioni discusse".
Invitato ad esprimere il suo pensiero per le delicate circostanze che riguardano le disposizioni che si applicheranno per l'adozione della legge sulla fecondazione medicalmente assistita, il Nunzio D'Errico ha confermato e ha detto che spera di non arrivare troppo tardi, perché se la cosa si decide domani, il problema diventerà più grande e più delicato. "Mi auguro che ci sia la possibilità di prendere più tempo e aspettare con le decisioni, almeno fino alla prossima settimana fino a quando non incontro i rappresentanti del potere politico nel paese, perché spero che possiamo ancora trovare una soluzione", ha detto.
Alla domanda su cosa farebbe il papa Benedetto XVI per rispondere alla lettera di mons. Srakić che è stata consegnata all'amministrazione dell'Arcidiocesi di Đakovo Osijek per l'età l'età canonica di 75 anni, il nunzio ha chiarito che il Santo Padre conosce personalmente mons. Srakić e sente verso di lui grande rispetto e comprensione. "La sua lettera è stata trasmessa al Papa, ma ora è il momento in cui Papa Benedetto XVI si interroga, pregando e riposando nella villa di Castel Gandolfo, e per la sua risposta non si dovrebbe aspettare molto", ha detto mons. D'Errico e ha dichiarato che il suo obbligo è di raccogliere i pensieri dei tre candidati potenziali che possono svolgere il servizio dell'Arcivescovo Srakić e ciò richiede un certo tempo. "Il Santo Padre accetterà la gratitudine dell'amministrazione dell'arcidiocesi, ma ha detto che sarà efficace quando avrà nominato un nuovo arcivescovo", ha concluso il neo nominato Nunzio.
nel passaggio del Salon Red Mons. D'Errico si è soffermato su un ritratto di Giovanni Paolo II. Durante un incontro con i media e i funzionari ha detto che il Papa ha benedetto e con grande interesse ha seguito gli eventi in Croazia di 20 anni fa e ha ricordato che è stato particolarmente sorpreso della grande precisione con cui Benedetto XVI ha parlato della Croazia l'anno scorso. In Đakovo il Nunzio ha visitato la cattedrale, la Facoltà Cattolica di Teologia e il Theological Seminarv, e nel pomeriggio, accompagnato dall'arcivescovo Srakić e dal vescovo ausiliare Hranić ha visitato Osijek e la concattedrale dei Santi Pietro e Paolo. (traduzione ad sensum)