venerdì 7 giugno 2013

Indirizzo di saluto per la Giornata dell'Università Cattolica di Zagabria

L'avvenimento della Giornata dell'Università Cattolica di Zagabria, celebrato il 3 giugno 2013, ha avuto una vasta eco nella comunicazione nazionale croata ed internazionale europea. I significati celebrativi sono stati evidenziati su tutti i media della rete informatica e della divulgazione giornalistica, sia per l'importanza dell'evento e sia per la partecipazione delle personalità rappresentative della Chiesa, della Politica e della Cultura. 
Alla fondazione dell'Università Cattolica a Zagabria, avvenuta il 3 giugno del 2006, si connettono riferimenti storici e religiosi, valori identitari della fede cattolica, nell'area europea ove essa è operante nel campo della formazione universitaria e del progetto etico e socio-culturale del futuro delle giovani generazioni.
Questi riferimenti e questi valori sono leggibili in tutti i commenti dei media, cattolici e laici, che hanno riportato la notizia dell'evento. Soprattutto sono leggibili sul portale dell'Arcidiocesi di Zagabria, che opera un parallelo simbolico con la fondazione a Zagabria della Scuola Superiore dei Gesuiti avvenuta nel XVII secolo.
Sullo stesso portale è proposto un programma della Giornata (Dies Academicus) che evidenzia le attività e le partecipazioni. In primis gli accordi di collaborazione in chiave europea tra le Università Croate ed Ungheresi, poi le presenze del cardinale Josiph Bozanic, Gran Cancelliere della Stessa Università cattolica di Zagabria, e del cardinale Peter Erdo, arcivescovo primate d'Ungheria e Gran cancelliere della Università Cattolica di Budapest. Altre presenze segnalate sono quelle dei Rettori delle Università che firmano gli accordi, Zeljko Tanjic per quella di Zagabria e Szabolcs Anselm Szuromi O. Praem per quella di Budapest.
Tra le le varie iniziative della Giornata è stata presentata al pubblico una mostra artistica di chiese in miniatura, e sono stati eseguiti canti dai Cantores Sancti Marci.
Il Dies Academicus è culminato nella festa che ha riunito i rappresentati delle chiese periferiche e della vita sociale, culturale ed economica della Croazia. Non ha fatto mancare la sua significativa presenza, e la sua parola sull'importanza storica e nazionale dell'Università Cattolica, il Presidente della Repubblica Ivo Josipovic. Varie altre personalità della politica, della scienza e della diplomazia hanno partecipato all'evento: Milan Bandic Sindaco di Zagabria, Ruzica Beljo Luci, Vice Ministro della Scienza dell'Istruzione e dello Sport, gli accademici Zvonko Kusic e la duchessa Gloria von Thurn und Taxis, alcuni ambasciatori ed altri.
Il cardinale Bozanic ha fatto gli onori di casa con discorso d'apertura e consegna di riconoscimento al Rettore della Cattolica, ed il cardinale Erdo ha tenuto una conferenza sul significato della fede in Gesù Cristo nella cultura europea.
Mons. D'Errico, rappresentante della Santa Sede in Croazia, ha rivolto un saluto a tutti i partecipanti esprimendo i significati storici ed ecclesiali della Giornata. Di seguito riporto il testo in italiano del suo discorso.

GIORNATA DELL' UNIVERSITA' CATTOLICA CROATA
Saluto del Nunzio Apostolico
 Arcivescovo Alessandro D'Errico
(Zagabria, 3 giugno 2013)

     Sono lieto di poter partecipare a questo solenne Atto Accademico che è reso ancora più significativo dalla partecipazione del Presidente della Repubblica,  Sua Eccellenza il Professore Ivo Josipović; dell’Em.mo Cardinale Péter Erdõ, Primate d’Ungheria e Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee; e di illustri personalità del mondo politico e culturale. A tutti - e in primo luogo al Gran Cancelliere l’Em.mo Cardinale Josip Bozanić, e al Reverendo Rettore, il professore Željko Tanjić - ho l'onore di portare il saluto e la benedizione del Santo Padre Francesco, insieme al suo augurio per la missione che questa Università  è chiamata a svolgere in Croazia e fuori della Croazia, per il bene della società contemporanea.

     L’attenzione che la Chiesa ha sempre riservato alle Università è testimoniata anche dal fatto che lungo il corso dei secoli essa ha promosso il sorgere di numerosi centri universitari, tra i quali vanno annoverati alcuni tra i più celebri ed antichi. In questo contesto, l’iniziativa dell’ Arcidiocesi di Zagabria e della Conferenza Episcopale Croata di dar vita ad una Università Cattolica Croata, fu accolta dalla Santa Sede con grande favore, specialmente tenendo conto delle attese e delle esigenze che nell’ambito culturale sono particolarmente avvertite in quei Paesi dominati fino a qualche anno fa dalla ideologia atea comunista.

     Oggi, a distanza di tre anni, possiamo ben affermare che l'Università Cattolica Croata sta svolgendo il suo compito con serietà e buoni frutti. Fedele al suo motto “Lux vera“, essa sta condividendo con gli altri Atenei l’impegno della formazione e della ricerca, avvertendo tuttavia la responsabilità della sua specifica identità, che consiste nell’ avere un costante riferimento alla luce della Parola di Dio e del Magistero della Chiesa. E così,  essa può guardare al futuro con fiduciosa speranza, lieta di poter formare persone responsabili e mature, coscienti della loro identità cristiana, rispettose delle diversità, pronte anche ad assumersi ruoli di guida nei vari ambiti della società.

     Dal punto di vista della Santa Sede, la missione dell’Università Cattolica Croata assume ancora maggiore importanza nel contesto dell’ imminente ingresso della Croazia nell’Unione Europea. Perciò l’augurio che ho l’onore di trasmettere - e che formulo anche a nome mio personale - è che essa, insieme alle altre Istituzioni culturali ed educative del Paese, possa contribuire attivamente alla crescita e allo sviluppo del continente europeo, con le grandi potenzialità culturali e con la preziosa eredità religiosa, che sono specifico patrimonio della storia e della cultura del popolo croato.

Grazie!


sabato 1 giugno 2013

Festa della Visitazione alla Madonna della Porta di Pietra di Zagabria

Il mese di Maggio si è chiuso con la celebrazione liturgica della festa della Visitazione della Beata Vergine Maria. La devozione mariana in ogni luogo del mondo cattolico, soprattutto in questo mese, trova manifestazioni che ne esprimono la bellezza e la tradizione ancorata al territorio e alla storia civile e religiosa. La chiusura del mese mariano è sempre ricca di storie, di significati antropologici e di sentimenti di preghiera e di gratitudine per la Madre del Signore.
Al mio paese il mese mariano è stato celebrato in tutte le parrocchie e i santuari con un particolare impegno pastorale e con una serie di catechesi sul tema mariano a vario orientamento biblico devozionale e liturgico. La festa della Visitazione è stata particolarmente solenne e significativa nella Basilica Pontificia di San Sossio, ed il mese mariano a Frattamaggiore ha avuto la possibilità di essere vissuto con intensità grazie anche alle celebrazioni serotine di Mons. D'Errico per qualche settimana nella parrocchiale della Madonna del Carmelo e di San Ciro.
Di ritorno alla Nunziatura di Zagabria, Mons. D'Errico si è ritrovato a vivere il momento sicuramente importante e significativo del mese mariano in Croazia che si esprime nella festa della Visitazione celebrata nel luogo sacro e storico di Zagabria, nel centro antico della città alta, dedicato alla Madonna della Porta di Pietra, Patrona della capitale croata.

La conclusione del mese dedicato a Maria a Zagabria ha registrato così una solenne concelebrazione della festa della Visitazione che ha visto riuniti l'arcivescovo di Zagabria cardinale Bozanic, il Nunzio Apostolico D'Errico, il presidente della Conferenza Episcopale Croata, una decina di altri vescovi di sedi croate ed europee, il clero numeroso, insieme con l'arcivescovo di Colonia cardinale Joachim Meisner, ospite in Croazia e celebrante principale. Una moltitudine i fedeli.
I temi del saluto del cardinale Bozanic e dell'omelia del cardinale arcivescovo di Colonia hanno messo in risalto la vitalità e la storicità della relazione e dello scambio inter-ecclesiale nell'area cattolica mitteleuropea che va da Colonia a Zagabria. Ciò ha assunto un particolare significato nell'ottica della fede che fa riferimento al comune pellegrinaggio verso i luoghi di Maria. In particolare verso il santuario mariano di Zagabria, luogo simbolo della città, ove è posta in venerazione una effige della Madonna con Bambino tra Angeli che risale al XIV secolo e che è portatrice di una leggenda d'origine che narra la ricchezza di fatti miracolosi e di interventi della Vergine a favore dei fedeli devoti e della stessa città di Zagabria.
Particolare risalto anche ai riferimenti storici, politici, religiosi e culturali, dell'entrata della Croazia nell'UE, espressi dai discorsi dei due cardinali, è stato dato dalle agenzie cattoliche e dai media in rete che hanno ampiamente commentato e fotografato la celebrazione.

Seguono i link che segnalano anche la presenza delle gallerie fotografiche. 


mercoledì 29 maggio 2013

Ricordo di una celebrazione nella Basilica Pontificia di San Sossio

In questi giorni si celebra, come ogni anno il 31 maggio dal 1807, la traslazione dei corpi dei Santi Sossio e Severino da Napoli a Frattamaggiore. Le iniziative religiose e civili, che con costanza ed impegno si attuano in onore dei Santi Patroni, sono sempre intense e significative e lasciano un segno rimarchevole della devozione, della cultura e della fede del popolo frattese.
Molte volte anche il Nunzio Apostolico, di ritorno al paese per brevi periodi di Maggio e di Avvento, si è ritrovato a partecipare alle celebrazioni patronali, lasciando segni importanti per la religiosità e la vita ecclesiale della comunità locale. L'icona introduttiva della solennità del Corpus Domini del 2008 ne è una riprova.
L'occasione odierna e la sua partenza di qualche giorno fa per Zagabria, sede della sua attuale Nunziatura in Croazia, dopo essere rimasto al suo paese per qualche settimana, stimola il ricordo di una sua bella celebrazione di qualche anno fa.
Spettò a lui aprire con solennità le celebrazioni che nel Novembre 2006 portarono all'elevazione a Basilica Pontificia la Chiesa di San Sossio di Frattamaggiore e la consacrarono meta religiosa del pellegrinaggio internazionale per la custodia del corpo del santo diacono martire Sossio e del corpo del santo monaco Severino evangelizzatore della Pannonia.
Sul portale della Basilica si può leggere la storia agiografica e devozionale di questa custodia. Per il ricordo della celebrazione di Mons. D'Errico, di grande valore per la storia ecclesiastica frattese, riporto la foto della bozza di un comunicato preparato per la stampa locale. 



martedì 14 maggio 2013

Giorni di maggio al paese natio


Un paio di settimane a maggio, nel tempo pasquale prima di Pentecoste, è in genere il periodo che Mons. D'Errico trascorre a Frattamaggiore, suo paese d'origine, per stare un poco con i familiari, con gli amici paesani, per recarsi qualche giorno a Roma, e per riagganciare la pastorale della comunità ecclesiale locale sia parrocchiale e sia diocesana.
In questi giorni di maggio ho avuto modo di incontrare alcune volte il vescovo Alessandro, e si è trattato sempre di esperienze importanti e significative. La prima volta è stata alla celebrazione dell'anniversario della dipartita di d. Ferdinando Ambrosio diacono permanente della parrocchia della Madonna del Carmelo e di San Ciro, la stessa originaria del vescovo. La parola di mons. D'Errico rivolta all'assemblea, ai familiari, e ai diaconi presenti, è stata ricca di significati per la conoscenza personale del diacono commemorato e veramente edificante per i fedeli.
La seconda volta è stata la concelebrazione con mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, per d. Maurizio Barbato, parroco di Frattaminore, morto improvvisamente per un incidente nella sua canonica. La presenza inaspettata di mons. D'Errico alla liturgia per il sacerdote defunto, che ha visto la partecipazione di gran parte del clero e della comunità diocesana, ha assunto significati ecclesiali importanti.
La terza volta è stato la celebrazione del sacramento della Cresima nel giorno dell'Ascensione del Signore e della Festa della Mamma per i giovani della Parrocchia della Madonna del Carmelo e di San Ciro.
La comunità parrocchiale attende per mesi il ritorno dell'illustre filiano, Arcivescovo e Nunzio Apostolico in Croazia, per la celebrazione dell'Eucaristia serotina, nei giorni della sua permanenza al paese, e per la Cresima dei giovani.
In particolare la Cresima da lui celebrata diviene un momento importante anche per la verifica della preparazione dei giovani e del lavoro della catechesi parrocchiale annuale svolta dai laici impegnati con la guida del parroco don Michele e del sacerdote cooperatore don Biagio. Nel dialogo che si svolge soprattutto tra il vescovo e i giovani, durante la celebrazione del Sacramento, sono portati i temi e i coinvolgimenti che fanno percepire la bellezza e la forza della scelta di vita cristiana. La parola del vescovo illustra i significati del sacramento della Confermazione ed esorta alla missione e alla testimonianza evangelica. I giovani, i loro familiari, e l'assemblea intera, vivono un momento di riflessione importante sul senso della chiesa locale. E' una esperienza esemplare ed esortativa che fa conoscere e percepire le dimensioni della Chiesa universale, del magistero del Papa e dei Vescovi di tutto il mondo, con sguardi particolari sui luoghi e sugli avvenimenti legati alla nunziatura nella regione europea della Croazia e degli altri paesi dei Balcani. In pratica l'omelia del vescovo diviene un libero e semplice discorrere tra i banchi dell'assemblea, un dialogare aperto e corrisposto con i giovani e le loro speranze, una esortazione con esiti entusiastici alla testimonianza forte e convinta della fede nel Signore risorto.
Il sacramento quest'anno è stato amministrato nella domenica dell'Ascensione e nel giorno della Festa della Mamma, e la circostanza ha permesso al vescovo di trasmettere un insegnamento semplice e puntuale durante il suo dialogo con i cresimandi. La spiegazione dei brani letti durante la Liturgia della Parola (At 1, 1-11; Sal 46; Eb 9, 24-28 e Eb 10, 19-23; Lc 24, 46-53) si è integrata, nello stile comunicativo semplice ed immediato di don Alessandro, con l'indicazione e lo sviluppo di tre punti di discussione e di riflessione: l'importanza antropologica e religiosa della Festa della Mamma, il significato dottrinario ed etico del mistero dell'Ascensione del Signore, e l'esortazione alla missione e alla testimonianza del Vangelo.
Ho potuto cogliere, nell'ambiente ecclesiale e nella cordialità e nell'informalità del clima che si è creato durante l'omelia, una brevissima sequenza di foto a testimonianza del dialogo del vescovo con i giovani che hanno ricevuto il sacramento della Cresima. La celebrazione è stata accompagnata dal giovanile coro strumentale della parrocchia che alla fine della celebrazione ha voluto omaggiare il Presule con la manifestazione di alcuni talenti artistici e musicali.




venerdì 10 maggio 2013

Studenti e Pastori nei tre secoli della Pontificia Accademia Ecclesiastica


Fu ispirata dal beato Sebastiano Valfrè, dell'Oratorio di San Filippo Neri, e fu fondata a Roma nel 1701 dall'abate Pietro Garagni per essere una Accademia dei Nobili Ecclesiastici da diffondere anche nelle altre diocesi. Per i primi anni la sua sede fu l'antico palazzo Orsini, rilevato nel 1688 dai Gabrielli, che oggi si denomina Palazzo Taverna a Monte Giordano.
Fin dall'origine l'Accademia ebbe l'attenzione e l'appoggio del Pontefice Clemente XI, il quale si adoperò per trasferirla prima nel Palazzo Gottofredi a Piazza Venezia (1703), e poi nella sede definitiva che ancora oggi sussiste dell'antico Palazzo Severoli a Piazza della Minerva.
Nel corso del '700 varie vicissitudini si verificarono per la scuola che ebbe tra i suoi studenti anche Carlo Rezzonico che divenne papa Clemente XIII (1758-1769). Con papa Pio VI (1775-1799) l'Accademia fu rilanciata con ricchi benefici dopo un periodo di crisi e si consolidò la consuetudine che i suoi migliori studenti pronunciassero un discorso in occasione della festa della Cattedra di San Pietro.
Annibale della Genga, eletto papa Leone XII (1823-1829), fu anch'egli studente dell'Accademia. Con il pontificato del beato Pio IX (1846-1878) si regolamentò e si precisò lo scopo dell'Accademia nella formazione dei giovani ecclesiastici per il servizio diplomatico della Santa Sede o per il servizio di Curia dello Stato Pontificio. Si stabilì l'obbligo per gli studenti di conseguire la Laurea in Teologia e Diritto e di frequentare un Corso triennale di Diplomazia e Lingue Estere. Gioacchino Pecci, eletto papa Leone XIII (1878-1903), fu anch'egli giovane studente dell'Accademia. Da papa s'impegnò per sollevarne il tenore della preparazione culturale e intellettuale richiedendo periodiche dissertazioni pubbliche da parte degli allievi.
Nel corso del '900 altri papi hanno significativamente legato la loro opera all'AccademiaGiacomo Della Chiesa, eletto papa Benedetto XV (1914-1922), fu prima studente e poi docente di Stile Diplomatico; papa Pio XI (1922-1939) diede alla scuola il nome nuovo di Pontificia Accademia Ecclesiastica e ne legò la protezione al Segretario di Stato pro tempore; Pio XII (1939-1958), che fu in essa docente di Diplomazia Ecclesiastica, nel 1945 formulò il Regolamento dell'Accademia che è ancora oggi in vigore.
Alle vicende e agli indirizzi contemporanei dell'Accademia è anche legata l'opera dei pontefici Giovanni XIII, Paolo VI che vi fu giovane studente, e Giovanni Paolo II che vi dedicò molta parte del suo magistero. Dei tempi recenti sono memorabili le udienze e i discorsi diplomatici di Benedetto XVI; mentre oggi cominciano a delinearsi dinamiche e compiti nuovi per l'Accademia nell'ambito delle scelte e delle attività pastorali che il nuovo papa Francesco sta realizzando per la Chiesa universale.
L'Accademia ha celebrato nel 2001 il 3° centenario della sua istituzione, e nei tre secoli della sua storia si sono formati in essa circa 2000 studenti; cinque di loro sono saliti sul Soglio di Pietro, moltissimi sono divenuti Vescovi, Cardinali, Rappresentanti della Diplomazia Pontificia e Nunzi Apostolici.
Sul Portale Vaticano dedicato all'Accademia Pontificia Ecclesiastica si possono leggere note storiche dell'Istituzione e si può scorrere l'elenco degli studenti che l'hanno frequentata dall'epoca della fondazione fino al 2002. Al n. 1476 dell'elenco, relativamente all'anno 1974, vi è segnalato: D’Errico Alessandro, Aversa (Italia), Arciv. tit. di Carini, Nunzio Apostolico.
Giovanissimo sacerdote, Mons. D'errico fu scelto tra i migliori studenti di Teologia e Filosofia della Diocesi di Aversa e fu inviato a Roma dal Vescovo Antonio Cece per gli studi diplomatici presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica.



domenica 21 aprile 2013

Nomina di Mons. Ðuro Hranić Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi di Đakovo-Osijek


Alle ore 12.00 di Giovedì 18 Aprile 2013, in contemporanea con la comunicazione del Papa Francesco in Vaticano, Il Nunzio Apostolico S. E. Alessandro D'Errico ha notificato nel palazzo arcivescovile di Dakovo che il Santo Padre ha accettato le dimissioni per limiti di età dell'Arcivescovo Marin Srakić ed ha nominato il Vescovo ausiliare Mons. Ðuro Hranić nuovo Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi di Đakovo-Osijek. La Comunicazione del Nunzio è stata rivolta ai due Prelati interessati durante una cerimonia ufficiale alla presenza di personalità religiose e civili, di un folto pubblico, della stampa e di numerosi altri media.
Il Portale in rete dell'Arcidiocesi di Đakovo-Osijek ha pubblicato due post molto corposi, con commenti approfonditi, ricchi di documentazione fotografica, con brani significativi del discorso del Nunzio pronunciato durante la cerimonia e riportando le parole dei due Arcivescovi che si avvicendano nella guida pastorale dell'Arcidiocesi. Lo stesso portale ha riportato anche le comunicazioni che il Nunzio ed i due Prelati hanno poi rivolto nella conferenza stampa organizzata per l'occasione.

La notizia dell'avvenimento ha avuto un ampia diffusione anche con altri media e portali di informazione laica e religiosa. In particolare il Portale della Conferenza Episcopale Croata ha divulgato una scheda conoscitiva della persona e dell'opera del nuovo arcivescovo metropolita; e l'agenzia IKA ha seguito l'avvenimento con tre post successivi e con la pubblicazione del testo intero del discorso del Nunzio Apostolico. Glas Koncila, sia nella versione in rete e sia nella versione cartacea, ha dedicato un ampio approfondimento all'avvenimento e ai discorsi pronunciati durante la cerimonia. Più stringata è stata la notizia divulgata con fotografie e commentata da Vecernji List. L'importanza dell'avvenimento, oltre che da numerosi altri notiziari in rete, è stata sottolineata anche dall'agenzia KTA di Bosnia-Erzegovina che ha svolto comunicazioni sinergiche con il portale dell'Arcidiocesi di Đakovo-Osijek e con il portale cattolico omologo dell'IKA.
Per l'approfondimento rimando al link segnalati. Segue ora il testo intero del Discorso di S. E. Alessandro D'Errico svolto per l'annuncio della nomina di Mons. Hranić.


Annuncio della nomina di S.E.R. Mons. Ðuro Hranić
ad Arcivescovo Metropolita di Ðakovo-Osijek
(Ðakovo, 18 aprile 2013)
  
I Superiori della Santa Sede mi hanno incaricato di venire a Ðakovo, per annunciare due notizie. La prima riguarda l’Arcivescovo Marin Srakić. Ricorderete che il 6 luglio dello scorso anno egli ha compiuto 75 anni. In conformità al canone 401 §1 del Codice di Diritto Canonico, egli non solo presentò subito la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi, ma poi in varie circostanze ha chiesto a me e ai Superiori che si accelerasse l’iter della nomina del suo successore, perché riteneva opportuno che il Responsabile della Chiesa di Dio che è in Ðakovo-Osijek avesse maggiori energie, per far fronte alle sfide che questa importante Chiesa metropolitana oggi si trova ad affrontare.
Insieme a Mons. Srakić, speravamo che la nomina del nuovo Arcivescovo potesse arrivare per il 24 marzo scorso, allorché ricorreva il 23º anniversario della sua ordinazione episcopale. Tuttavia, ciò non è stato possibile, perché nel frattempo - come sapete - il Santo Padre Benedetto XVI aveva annunciato le sue dimissioni e si attendeva la nomina del nuovo Papa.
Ebbene, Papa Francesco ha esaminato nei giorni scorsi tutta la documentazione che avevamo raccolto e, venendo incontro al desiderio di Mons. Srakić, ha accettato la sua rinuncia al governo pastorale di Ðakovo-Osijek.
Cara Eccellenza, mi consenta di dirLe che questa notizia un po’ mi dispiace, per la grande stima che ho di Lei. In Lei ho sempre incontrato un Pastore saggio, intelligente, competente, premuroso, completamente dedicato al bene della Chiesa di Ðakovo-Osijek e della Chiesa universale. Grazie, cara Eccellenza, a nome del Santo Padre e della Santa Sede, per il bene largamente dispensato nei Suoi 23 anni di episcopato. La ricorderemo in particolare come il Vescovo del Sinodo diocesano, come Presidente della Conferenza Episcopale, come il Pastore che ha seguito la erezione della nuova Metropolia di Ðakovo-Osijek. Le auguriamo lunga vita e salute; e, soprattutto, La accompagneremo con preghiera intensa, fiduciosi che il Signore della vita e della storia continuerà ad effondere su di Lei abbondanza di benedizioni e di grazie.
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La seconda notizia che sono stato incaricato di annunciare riguarda la nomina del successore di Mons. Srakić. A questo riguardo, devo dire anzitutto che nei mesi scorsi, dopo aver compiuto le consultazioni previste dal Diritto Canonico, l’attenzione della Santa Sede si è concentrata su ecclesiastici di provato senso ecclesiale, sicure qualità umane e sacerdotali, solida preparazione culturale. Alla fine, la scelta del Santo Padre Francesco è stata per un ecclesiastico che conosce bene la Slavonia, ed è a voi molto caro. E così, in questo preciso momento, anche in Vaticano oggi viene annunciato che Sua Santità ha nominato Arcivescovo Metropolita di Ðakovo-Osijek S.E.R. Mons. Ðuro Hranić.
Congratulazioni, cara Eccellenza! Personalmente sono veramente grato al Santo Padre per aver voluto scegliere proprio Lei come successore di Mons. Srakić. Ci conosciamo ormai da parecchi anni; ho sempre sentito un gran bene di Lei; e - direi di più – ho sempre potuto ammirare le Sue doti umane e pastorali. Lei è figlio eletto di questa Chiesa metropolitana, ed ha già una buona esperienza di ministero episcopale. In questi mesi di servizio in Croazia, ho pure potuto costatare ancor più quanto sia apprezzato il prezioso contributo che Ella ha dato a Mons. Srakić come Vescovo Ausiliare. Tutto ciò ci consente di guardare con fiducia al lavoro che L’attende, nell’impegnativo servizio di Arcivescovo Metropolita. Di certo può contare sulla nostra preghiera, per il felice successo della Sua missione e per il bene del popolo di Dio a Lei affidato.
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Vorrei anche aggiungere una parola di sincera gratitudine a tutti coloro che hanno collaborato con la Nunziatura Apostolica per questo evento di Chiesa. Nei mesi scorsi abbiamo voluto presentare alla Santa Sede un quadro completo dello stato e delle necessità dell’arcidiocesi, e soprattutto delle qualità che si auspicavano per il nuovo Arcivescovo. Ebbene, quando compivamo le consultazioni prescritte dal Codice, sapevamo bene che le persone alle quali ci rivolgevamo erano prese da molti impegni. Ma eravamo fiduciosi che esse avrebbero assolto anche questo servizio al meglio delle loro possibilità; e, soprattutto, che lo avrebbero fatto con senso di responsabilità ecclesiale. E così, se oggi siamo arrivati alla nomina del nuovo Arcivescovo, questo è stato possibile anche perché abbiamo trovato esemplare disponibilità e grande serietà nel venire incontro alle nostre richieste. Perciò, sento il dovere di dire a tutti: Grazie, grazie di cuore, il Signore vi ricompensi!

+ Alessandro D’Errico
Nunzio Apostolico




sabato 13 aprile 2013

Incontro in Nunziatura con Darjia Krsticevic per i Croati all'estero


La questione dei Croati residenti in Bosnia-Erzegovina assume nuove connotazioni dopo la recente visita del Primo Ministro croato Zoran Milanovic in Bosnia-Erzegovina e in relazione alla nomina da lui voluta di Darjia Krsticevic  a capo dell'Ufficio di Zagabria per i Croati all'estero.
In questo contesto Giovedì 11 Aprile 2013 è avvenuto l'incontro in Nunziatura tra Mons. D'Errico, impegnatissimo a rappresentare la Santa Sede nell'aiuto per i Croati all'estero, e la Signora Krsticevic che è portatrice di una notevole esperienza personale nell'ambito della diplomazia internazionale per essere stata Ambasciatrice di Bosnia-Erzegovina in Austria e in Spagna ed insignita di grandi riconoscimenti.

L'incontro è stato ampiamente commentato dai media croati e bosniaci ed è stato preceduto da letture e valutazioni anche molto politicizzate in riferimento all'area partitica e alla scelta operata dal Primo Ministro per l'Ufficio per i Croati all'estero.
Il colloquio tra il Nunzio ed il Capo dell'Ufficio per i Croati all'estero ha inevitabilmente assunto significati importanti per il dialogo e le possibili iniziative che coinvolgono lo Stato e la Chiesa per la cooperazione internazionale gli obiettivi sociali comuni.
La Nunziatura dal canto suo ha rilasciato un comunicato stringato che è stato divulgato dalle agenzie cattoliche ed ha riguardato la discussione circa la visita in Bosnia-Erzegovina del Primo Ministro Milanovic e gli impegni della Santa Sede a favore dei Croati rifugiati e residenti all'estero.
Seguono i link al comunicato divulgato dalle agenzie cattoliche e ad una scheda in rete descrittiva dell'opera e dell'esperienza della Signora Krsticevic.