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sabato 4 febbraio 2017

Discorso alla 57.a Settimana Teologica-Pastorale

La 57.a Settimana Teologica-Pastorale organizzata dalla Facoltà Teologica Cattolica dell'Università di Zagabria si è svolta con un folto programma di incontri e di celebrazioni dal 24 al 26 Gennaio 2017, con la partecipazione di numerose personalità, accademiche civili ed ecclesiastiche. 
Il tema della Settimana Teologica è stato Indispensabilità del dialogo e della riconciliazione nella societa croata"
 Sul portale istituzionale della Facoltà si può visionare la brochure del programma che descrive gli eventi delle giornate, le varie tematiche teologiche particolari, formative ed ecclesiali, sviluppate dai relatori ed i dibattiti susseguenti che si sono svolti nella sede del Seminario Interdiocesano di Salata.



Il Nunzio Apostolico Mons. Alessandro D'Errico ha pronunciato il suo discorso nella giornata inaugurale rivolgendosi, con l'ausilio dell'interprete p. Ivica Hadash s.j., alla numerosa assemblea che ha registrato anche la presenza del Sindaco Milan Bandic.


Sulla rete informatica si possono rinvenire diversi commenti e foto dedicati alla Settimana Teologica-Pastorale, in particolare si rinviene un breve video di Laudato utile per un sintetica presentazione dell'evento e per annotare alcuni momenti dell'intervento del Nunzio Apostolico.

Di seguito possiamo leggere il testo intero del saluto di Mons. D'Errico.  


SETTIMANA TEOLOGICO-PASTORALE
                                             Saluto del Nunzio Apostolico
                                          Arcivescovo Alessandro D’Errico
                                               (Zagabria, 24 gennaio 2017)

Sono lieto di partecipare a questa Sessione inaugurale, che apre solennemente la 57a Settimana teologico-pastorale organizzata dalla Facoltà di Teologia dell’Università di Zagabria. A tutti ho l’onore di portare una particolare Benedizione di Papa Francesco, che è impartita in primo luogo al Gran Cancelliere, il Cardinale Josip Bozanić, e al Decano Tonči Matulić.
Il tema di questa Settimana – Indispensabilità del dialogo e della riconciliazione nella societa croata - mi pare particolarmente rilevante, perché si inserisce tra gli
aspetti più importanti del magistero del Santo Padre Francesco che, in diverse occasioni, continua a sottolineare l’importanza del dialogo, del rispetto per la dignità della persona umana, dello sforzo di coinvolgere tutti nella promozione della riconciliazione e al bene comune.
Sappiamo bene che la costruzione di una società fondata sulla tolleranza e sul mutuo rispetto, attraverso il dialogo e la riconciliazione, non si realizza senza difficoltà. Tuttavia, nella prospettiva di Papa Francesco, ciò è fondamentale per la testimonianza cristiana alla quale siamo chiamati, nel contesto della nuova evangelizzazione. A tal proposito, inviterei a rileggere ciò che il Santo Padre scrive al n. 100 della Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium”: “A coloro che sono feriti da antiche divisioni risulta difficile accettare che li esortiamo al perdono e alla riconciliazione, perché pensano che ignoriamo il loro dolore o pretendiamo di far perdere loro memoria e ideali. Perciò mi fa tanto male riscontrare come in alcune comunità cristiane, e persino tra persone consacrate, si dia spazio a diverse forme di odio, divisione, calunnia, diffamazione, vendetta, gelosia, desiderio di imporre le proprie idee a qualsiasi costo, fino a persecuzioni che sembrano una implacabile caccia alle streghe”. E aggiunge con amarezza: “Chi vogliamo evangelizzare con questi comportamenti?” (EG100).
Pertanto, il tema scelto mi sembra di grande attualità per le sfide pastorali che ci troviamo ad affrontare e sono fiducioso che le riflessioni, che saranno presentati da illustri Relatori durante questa Settimana, forniranno un importante contributo su questo importante argomento.
L’augurio e la preghiera è che questa Settimana possano venire molto buoni frutti per tutta la Chiesa in Croazia e per le comunità fuori della Croazia che sono qui rappresentate.
Grazie.


domenica 18 dicembre 2016

Apertura del Secondo Sinodo di Zagabria

Solennemente il Secondo Sinodo di Zagabria è stato aperto con la Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di Zagabria nel giorno della Immacolata Concezione, l’8 Dicembre 2016. La Santa Messa presieduta dal Cardinale Bozanic è iniziata con una processione d'ingresso composta dai Padri Sinodali ed è stata concelebrata con il Nunzio Apostolico in Croazia l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, con l’Ordinario Militare Jure Bogdan, con i Vescovi Ausiliari Valentin Pozaić, Ivan Sasko e Mijo Gorski, con l’Ordinario Militare emerito Juraj Jezerinac, con il Segretario Generale della Conferenza episcopale Enco Rodinis, con il Direttore della Caritas Croata Mons. Fabian Svalina, con il Segretario della Nunziatura Apostolica Mons. Janusz Stanislaw Blachowiak e con oltre 180 sacerdoti. Il Sinodo che avrà sessioni anche nel 2017 è stato affidato al Patrocinio di Maria Madre della Chiesa.
La presentazione principale degli eventi e delle tematiche legati al Sinodo è leggibile in alcuni post pubblicati sul portale dell’Arcidiocesi di Zagabria e nei comunicati delle principali Agenzie Cattoliche.

Dal discorso di apertura, pronunziato dal Cardinale Bozanic il 9 Dicembre 2016 nella sala dell’Istituto Pastorale Arcidiocesano, si evincono le principali tappe storiche e pastorali del Sinodo di Zagabria (il I Sinodo risale a 90 anni prima); in particolare si conosce il motto ispirativo paolino Camminiamo in novità di vita (Rm 6,4).
Dal commento postato il 16 Dicembre 2016 sul portale arcidiocesano, a firma di Jelena Vukovic invitata al Sinodo, si conoscono anche le varie tematiche che si approfondiranno con gli interventi modulati dall’Istrumentum Laboris nelle varie sessioni fino al Febbraio 2017: la Vita Ecclesiale, l'Evangelizzazione, la Catechesi e l'Educazione religiosa, la Domenica Giorno del Signore, i Sacramenti, le Benedizioni e la Pietà Popolare, il Funerale Cristiano, i Servizi di Culto, la Musica liturgica e l'Architettura sacra.

Una lettura approfondita delle tematiche del Secondo Sinodo di Zagabria è anche possibile direttamente sul portale dell’Arcidiocesi con l’ausilio della traduzione elettronica dei lunghi commenti ivi postati. Sempre sullo stesso portale è possibile navigare una folta galleria della Santa Messa dell’Immacolata e di Apertura del Sinodo.




25.a Giornata della Memoria a Vukovar

Venerdì 18 Novembre 2016 presso il Memorial Cemetery di Vukovar è stato celebrato il venticinquennale della distruzione della città dopo un assedio durato circa tre mesi. Vukovar, città della Slavonia al confine con la Serbia, è in effetti nome sacro per la memoria storica della Croazia, legato alla dichiarazione dell'indipendenza nazionale (25 giugno 1991) e al duro assedio dell'esercito serbo, durato dal 25 agosto al 21 novembre 1991, che la distrusse quasi completamente. Una città simbolo che rimanda ai significati, ai momenti più aspri, e agli esiti della guerra complessa durata fino al 1995, ed anche oltre in altre aree dei Balcani. Per un approfondimento puoi leggere questo post del blog.
La celebrazione è stata descritta e commentata su vari portali croati, religiosi e civili, ed ha avuto una ampia eco sui media nazionali.
La descrizione più esaustiva può essere letta sul portale dell’Arcidiocesi di Zagabria che si è avvalso anche di una folta galleria fotografica che ha ripreso le varie fasi della celebrazione e delle attività molto partecipate che l’hanno accompagnata.
La Santa Messa al culmine di una grande Processione è stata concelebrata dal Cardinale Bozanic insieme con “il Nunzio Apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, con 23 vescovi e arcivescovi croati, con l'inviato dell'Arcivescovo di Belgrado Leopold Rochmes, con il segretario generale dei vescovi cattolici Enco Rodinis, con il delegato della Provincia Francescana della Croazia dei Santi Cirillo e Metodio P. Dragutin Bedeničić, con il Rettore dell'Università Cattolica Croata dr. Zeljko Tanjič, con i francescani di Vukovar guidati dal P. Ivica Zigomi del decanato di Vukovar decanato, e con altri sacerdoti”.
Alla Santa Messa hanno partecipato “una moltitudine di pellegrini, molti familiari delle vittime e dei feriti in guerra, tanti veterani di guerra croati, il Primo Ministro Andrej Plenković, l'inviato del Presidente del Parlamento Croato il Vice Presidente Gordan Jandrokovic e altri Parlamentari, Rappresentanti dei governi della Città e della Contea, e numerosi Rappresentanti di altre città e contee della Croazia”.
Ha tenuto il discorso di benvenuti Mons. Duro Hranić Arcivescovo di Đakovo-Osijek.

Nella sua omelia il Cardinale Bozanic ha sottolineato il valore etico e religioso del 25° anniversario delle vittime di Vukovar, evidenziando l’esperienza che tutti i partecipanti possono fare del dolore e dell'orgoglio, dell'amor di patria e delle domande sul futuro, e della loro fede nella prospettiva della Consolazione e della Misericordia di Dio.



domenica 4 dicembre 2016

La visita del Cardinale Müller a Zagabria

Dal 8 al 10 Novembre 2016 il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è stato in visita a Zagabria per una serie di incontri ecclesiali e per ricevere una Laurea Honoris Causa presso l’Università Cattolica Croata. Il portale dell’Arcivescovato di Zagabria, insieme con le varie agenzie cattoliche, ha dedicato una serie di post alla visita del porporato. Il primo comunicato ufficiale emanato dall’Ufficio stampa dell'Arcidiocesi di Zagabria è stato formulato nel modo seguente:

Il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Gerhard Ludwig Müller è giunto Martedì 8 novembre 2016 a Zagabria. All'aeroporto internazionale di Zagabria il Cardinale Müller è stato accolto dall'Arcivescovo Cardinale Josip Bozanic e da Mons.Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia.
Il cardinale Müller è arrivato a Zagabria in occasione della laurea honoris causa presso l'Università cattolica croata, che si terrà il Mercoledì, 9 novembre nell’Aula Magna dell’Istituto Pastorale Arcidiocesano alle ore 10.

Nel pomeriggio alle ore 16.30 il Cardinale ha tenuto una conferenza stampa, e alle ore 18 ha presieduto la celebrazione eucaristica in onore del Beato Alojzije Stepinac nella cattedrale di Zagabria.
Alle 19.30 il Cardinale Müller sarà nell’auditorium dell’Istituto Pastorale Arcidiocesano per presentare il suo libro "Parlare di speranza".


Sul portale dell’Arcidiocesi sono stati poi pubblicati sei post che hanno seguito e commentato i vari momenti e le varie iniziative culturali ed ecclesiali che hanno visto la presenza dell’Ospite fino alla sua partenza da Zagabria il giorno 10 Novembre 2016: la cerimonia del conferimento della Laurea Honoris Causa, la conferenza stampa improntata alla celebrazione del Beato Stepinac, la celebrazione eucaristica in onore del Beato, l’evento della presentazione del suo libro "Parlare di speranza", l’incontro con i Vescovi Croati, ed il saluto finale a completamento della visita in Croazia.
L’Arcivescovo Alessandro D’Errico, Nunzio Apostolico in Croazia, nei giorni della visita del Cardinale Muller ha partecipato alla celebrazione eucaristica e ai vari eventi ecclesiali predisposti insieme con il Cardinale Bozanic e con l’Arcivescovo Pulic Presidente della Conferenza Episcopale Croata.
La visita del Cardinale Muller A Zagabria era stata annunciata già una settimana prima con un post dell’Arcidiocesi di Zagabria che il giorno 5 Novembre 2016 ha descritto il programma della sua visita ed ha presentato un suo profilo biografico. Lo leggiamo nella traduzione ad sensum dal croato.

Il cardinale Müller a Zagabria
2016/05/11.

Il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinale Gerhard Ludwig Müller Martedì 8 novembre 2016 giungerà a Zagabria in occasione della laurea honoris causa presso l'Università Cattolica Croata.
Di seguito il calendario completo del soggiorno del cardinale Müller a Zagabria:

Mercoledì, 9 novembre 2016.

• 10 ore - Dottorato honoris causa dell’Università Cattolica Croata al Cardinale Müller nell’Auditorium dell’ Istituto Pastorale Arcidiocesano;
• 16:30 - Conferenza stampa del Cardinale Müller presso i locali dell’Ufficio Pastorale, Branjugova 1;
• 18 ore - Il cardinale Müller presiederà la celebrazione eucaristica in onore del Beato Alojzije Stepinac nella cattedrale di Zagabria;
• 19.30 - Presentazione del libro di "Parlare della speranza" del cardinale Müller nell’Aula Magna dell’Istituto Pastorale Arcidiocesano, organizzata dalla Casa Editrice Verbum.


Una breve biografia del cardinale Müller

Il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Presidente della Commissione Teologica Internazionale, Presidente della Pontificia Commissione Biblica e Presidente della Pontificia Commissione 'Ecclesia Dei'.
Nato il 31 dicembre 1947 a Finthen, un sobborgo della città di Magonza da Martin e Lioba R. Straub. Dopo aver completato gli studi di filosofia e teologia a Magonza, e poi a Monaco di Baviera, Friburgo e Brisgovia, nel 1977 ha ricevuto un dottorato sotto la supervisione del Professore, poi Cardinale, Karl Lehmann. Un anno dopo ha servito in tre parrocchie e come cappellano in due scuole secondarie. Nel 1985 diviene professore, e un anno dopo assume la cattedra di Teologia Dogmatica presso l'Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera.
Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato entro 1° ottobre 2002 Vescovo di Ratisbona. Durante il suo episcopato esprime l’orientamento speciale del suo lavoro per la cultura, per la liturgia e la carità. Nel 2012, Papa Benedetto XVI lo ha nominato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Papa Francesco il 21 settembre 2013, lo ha confermato nell’incarico. E’ stato creato Cardinale da Papa Francesco il 22 FEBBRAIO 2014. Il cardinale Müller è autore di numerosi libri e articoli scientifici, è insignito di quattro lauree honoris causa presso le Università Cattoliche in Polonia e Perù. L'ufficio stampa dell'Arcidiocesi di Zagabria.


domenica 24 aprile 2016

Pasqua con S. Leopoldo Mandic icona del Giubileo della Misericordia

Le attività del Nunzio Apostolico a Zagabria nelle settimane della Pasqua 2016 hanno assunto particolari significati sia spirituali e sia pastorali. La partecipazione agli eventi ecclesiali dell'arcivescovo D'Errico, con la sua opera di Rappresentante del Santo Padre, ha avuto alcune espressioni rimarchevoli ed importanti per la vita religiosa ed istituzionale della Chiesa in Croazia. Il rilievo degli eventi religiosi e celebrativi, che si è potuto leggere in questo tempo pasquale dalle divulgazioni dei media e dei portali della rete informatica, ci porta ad evidenziare alcuni momenti legati alle attività del Nunzio.

In primo luogo la celebrazione del rito del Lucernario e della Veglia Pasquale nella Parrocchia in Zagabria dedicata a San Leopoldo Mandic, santo cappuccino che Papa Francesco ha eletto insieme con San Pio da Pietrelcina ad icona per il Giubileo della Misericordia. L'omelia di Mons. D'Errico, che si può leggere in sintesi sul portale di IKA, ha evidenziato i significati simbolici della luce legati alla Cero Pasquale e alla Risurrezione di Gesù, ed ha esortato i fedeli ad impegnarsi nello spirito missionario e ad ispirarsi alla devozione a San Leopoldo Mandic apostolo della Misericordia.

Poi il giorno di Pasqua in Cattedrale nella concelebrazione con il Cardinale Bozanic, che è stata ampiamente descritta e commentata dal portale ufficiale dell'Arcidiocesi di Zagabria ed illustrata con un ampia galleria fotografica. Nell'omelia del Cardinale, che si può leggere per intero nella traduzione informatica, sono stati espressi rilievi ed esortazioni che hanno riguardato la spiritualità e la Pasqua di Risurrezione, le problematiche del Giubileo della Misericordia, la situazione della Chiesa in Croazia con le questioni riguardanti la famiglia e la canonizzazione del beato Cardinale Stepinac, e in riferimento al contesto degli eventi recenti e difficili che interessano l'Europa.

Un altro avvenimento che ha ricevuto attenzione dalla stampa nazionale ha riguardato la elezione di p. Zdenka Križić, carmelitano ed ex rettore del "Teresianum" di Roma, a vescovo di Gospic-Senj. L'annuncio datato al 4 aprile 2016 è leggibile sul portale ufficiale della Conferenza Episcopale Croata che riporta anche una approfondita scheda biografica del nuovo vescovo.

Sempre sul portale della CEC si può leggere alla data dell'8 aprile 2016 la dichiarazione ufficiale della 52° Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Croata che si è tenuta con la partecipazione del Nunzio Apostolico dal 5 al 7 aprile 2016. Gli argomenti discussi sono stati molteplici. Hanno riguardato i procedimenti e le questioni relative alla Commissione Ecumenica proposta da Papa Francesco per la canonizzazione del Cardinale Stepinac; lo storico incontro del Papa a Cuba con il Patriarca di Mosca Kirill; la Settimana Teologica Pastorale e l'Incontro di Catechesi Sacerdotale; L'Unità dei Cristiani; le attività della Caritas; la Pastorale Familiare e le Cariche in seno alla Conferenza.

Due eventi in particolare hanno caratterizzato lo svolgimento del Giubileo della Misericordia a Zagabria connesso con la storica peregrinatio del corpo di San Leopoldo Mandic in Croazia: la Santa Messa in Cattedrale del 14 Aprile 2016 concelebrata con il Cardinale Bozanic e con il clero numeroso, e la Santa Messa presieduta dal Nunzio Apostolico con i Francescani di Dubrava del 16 Aprile 2016 in presenza delle spoglie del santo cappuccino.
I due eventi hanno ricevuto una grande attenzione ed approfonditi commenti ed illustrazioni dai media cattolici ed in particolare dal portale dell'Arcidiocesi di Zagabria che ha riportato l'intera omelia del cardinale con una vasta galleria fotografica.


Presento di seguito la trascrizione delle parole dell'Arcivescovo D'Errico ascoltate direttamente dal video proposto su youtube dalla Televisione Laudato che ha ripreso l'intera celebrazione del Nunzio Apostolico a Dubrava.

(Video: dal min 14.50 al min. 30.33)
Grazie, caro Fra Jure, per il saluto che ha voluto rivolgere a me, e alle altre illustre personalità ecclesiastiche. Mi consenta di dire che ho accolto con grande gioia il suo invito a presiedere la celebrazione eucaristica di questa sera per diversi motivi. Anzitutto per la personale devozione che ho verso San Leopoldo. Ecco lei ha voluto menzionare che io vengo dalla stessa terra di San Leopoldo, ma devo dire che ho conosciuto San Leopoldo, ho imparato a conoscerlo, e continuo a conoscerlo ogni giorno di più da una decina d'anni, e cioè dal tempo in cui ho cominciato a prestare il mio servizio di rappresentante del Santo Padre in Bosnia ed Erzegovina ed in Montenegro, e poi con una devozione che ho coltivato soprattutto in questi anni del mio servizio in Croazia. Sono contento di presiedere questa celebrazione anche perchè mi fa sempre una grande gioia ritornare in questa bella parrocchia, dove i confratelli e figli spirituali di San Leopoldo rendono il loro servizio alla comunità di Dubrava. E poi sono felice di stare con voi questa sera perchè in questo modo ci tenevo anche ad esprimere la mia personale viva gratitudine per questa bella iniziativa di portare i resti mortali di San Leopoldo in Croazia durante questo anno giubilare straordinario della Misericordia. Ovviamente per esperienza personale so bene tutto il lavoro che c'è dietro la preparazione di queste giornate storiche per la Croazia. Perciò vorrei invitarvi cari fratelli e sorelle ad esprimere anche pubblicamente la nostra sincera profonda gratitudine a tutti coloro che hanno preparato con tanto zelo queste giornate. In primo luogo direi che la nostra gratitudine va al Ministro Provinciale Fra Jure Sarcevic , Insieme a lui ci è caro dire la nostra gratitudine al Ministro Provinciale di Padova, dove c'è il grande Santuario dove rimangono permanentemente i resti mortali di San Leopoldo. E allora vogliamo fare un bell'applauso al Padre Provinciale e ai Frati italiani della Provincia patavina che sono venuti insieme con lui. Particolare gratitudine e un saluto particolare vogliamo dire al Rettore del Santuario di San Leopoldo a Padova, a don Genico che è Parrocco dell'altra parrocchia di San Leopoldo Mandic in Zagabria, e che questa sera proporrà utili riflessioni per la nostra meditazione. Al Ministro Provinciale Francescano di Bosnia ed Erzegovina, la terra che San Leopoldo tanto amava; esso rappresenta non soltanto i Francescani, ma tutti i religiosi e le religiose di Bosnia ed Erzegovina. Speciale gratitudine mi è caro dire come Rappresentante Pontificio a tutti i media che hanno seguito e seguono con tanta attenzione queste giornate. E in particolare a Radio Cattolica, a Radio Maria, e alla Televisione Cattolica Laudato che per la prima volta in questi giorni sta trasmettendo in diretta le celebrazioni in onore di San Leopoldo. Miei cari fratelli e sorelle personalmente sono convinto che San Leopoldo è veramente un grande santo. Un grande santo anzitutto perchè durante tutta la sua vita ha dato esempio di virtù eroiche, di virtù cristiane a livello eroico. Ma è un grande santo anche perchè rimane molto attuale per il suo messaggio, per la sua testimonianza. Il suo messaggio ha soprattutto due aspetti, come il Santo Padre Giovanni Paolo II ricordò il giorno della canonizzazione, e come Papa Francesco ha ripetuto molte volte durante i mesi scorsi; egli è soprattutto un Apostolo della Misericordia. Ed è per questo motivo che Papa Francesco l'ha voluto nella Basilica di San Pietro nei mesi scorsi durante l'Anno della Misericordia. Ma c'è un altro aspetto che è ancora più attuale, a mio parere, per i nostri tempi e nelle nostre concrete circostanze. Egli fu anche un grande testimone dello spirito missionario, ed in particolare dello spirito ecumenico. Tutta la sua vita, tutto quello che faceva era offerto a Dio, per domandare la piena unità tra tutti i cristiani, e in particolare riconciliazione e piena unità tra la chiesa latina e chiese orientali. Io credo, caro Fra Jure, che dobbiamo prendere San Leopoldo come un Patrono del nostro servizio in Croazia, perchè sappiamo bene tutti come, purtroppo, questo spirito, questa ansia ecumenica di San Leopoldo è attuale nelle concrete circostanze delle nostre comunità. Sappiamo bene come purtroppo sono ancora vive tante ferite della guerra recente. San Leopoldo, Apostolo di Misericordia, e grande sostenitore dell'Unità della Chiesa, secondo il desiderio di Gesù, saprà lui ottenerci tutte le ispirazioni e tutto l'aiuto spirituale di cui abbiamo bisogno per superare le difficoltà e le ferite che purtroppo ancora rimangono. E proprio questo vogliamo domandare durante questa liturgia eucaristica attraverso l'intercessione di San Leopoldo. Che ci faccia testimoni di Misericordia. Che ci ottenga tante buone ispirazioni e tanto aiuto divino nei progetti di misericordia che animano questo anno giubilare. E soprattutto che ci faccia convinti sostenitori della necessità di una piena riconciliazione, come il Santo Padre Francesco ripete tanto spesso di una piena riconciliazione e di una piena unità con tutti i nostri fratelli cristiani orientali, con i quali condividiamo la stessa fede. Amen.

(Video: da1:39:22 a 1:47:30)
Io vorrei aggiungere semplicemente due piccole cose. Non avevo notato che c'è anche un Rappresentante della Curia Arcivescovile, che è il Moderatore della Curia, Don Marco. Facciamo un applauso anche lui. Ma mi è caro questo sottolinearlo perchè Marco intanto è un bravo sacerdote ed un carissimo amico; ma soprattutto mi è caro sottolineare che questa sua presenza ha un significato particolare. Perchè lui che è uno dei più diretti collaboratori del Cardinale Bozanic ci ricorda con la sua presenza la sollecitudine pastorale del Cardinale Bozanic. E posso aggiungere io una testimonianza. Mi ricorda quello che ho visto l'altra sera in cattedrale, il grande amore e la grande devozione del Cardinale per San Leopoldo. So che il Cardinale ritornerà qui in questa parrocchia lunedì mattina per la cerimonia di congedo. Evidentemente queste giornate che lui stesso più volte l'altra sera ha definito storiche per Zagabria e la Croazia non avrebbero potuto realizzarsi senza la sua ispirazione e senza il suo sostegno. Perciò facciamo un bell'applauso a Sua Eminenza. C'è una seconda cosa molto importante che volevo sottolineare. Sono molto grato a don Gelico per quello che ha detto nella omelia. Sembrava quasi che c'eravamo messi d'accordo prima. No. Non c'eravamo messi d'accordo. Ma è semplicemente che San Leopoldo ha ispirato gli stessi pensieri sia a me che a lui. E ho apprezzato molto che lui in particolare un paio di volte ha fatto menzione di questa proposta del Santo Padre di una Commissione mista in vista della canonizzazione del Cardinale Stepinac. Lui ha detto che dobbiamo pregare San Leopoldo perchè anche questa Commissione porti buoni frutti. Ma io vorrei aggiungere una cosa, dobbiamo pregare San Leopoldo che ci faccia capire bene che cosa il Santo Padre ha voluto fare. Perchè l'ho visto anche un poco amareggiato quando l'ho visto l'ultima volta e che diceva: “lo so che molti dicono che io non capisco, che io cosa vado a proporre...” Ebbene il Santo Padre ha voluto fare qualcosa proprio come farebbe San Leopoldo. E' lo stesso punto di partenza. Non possiamo chiudere gli occhi dinanzi ai fratelli Ortodossi. Non possiamo dire che noi continuiamo per la nostra strada, che ci importa di loro?. Il santo padre mi ha ripetuto personalmente, mi ha ripetuto: “io non ho assolutamente nessun dubbio circa la santità del beato Stepinac. Ma solo dobbiamo avere un poco di pazienza e aspettare ancora un poco di tempo per poter spiegare anche ai nostri fratelli ortodossi il lavoro che abbiamo fatto in maniera che il grande Aloisio Stepinac possa essere non soltanto il santo della Croazia, ma possa essere un santo grande per la Chiesa universale”. Ma sono sicuro che San Leopoldo firmerebbe con la sua mano tutto questo. Questa è stata la sua vita, una vita per l'ecumenismo, una vita per la riconciliazione, una vita per l'unità della Chiesa, affinchè il desiderio di Gesù – ut unum sint – possiamo realizzarlo speriamo presto nelle nostre terre. Adesso appunto attraverso l'intercessione di San Leopoldo domandiamo la benedizione di Dio sul nostro servizio e sulla nostra testimonianza di vita cristiana.



domenica 7 febbraio 2016

La settimana teologica pastorale a Zagabria e la canonizzazione del Beato Stepinac

Dal 26 al 28 Gennaio 2016 si è tenuta a Zagabria la 56.a Settimana Teologica Pastorale. L'evento è stato organizzato dalla Università Cattolica e si è svolto nella sede del Seminario Interdiocesano. Il tema trattato ha riguardato “La Teologia e la Pastorale della Misericordia” ed ha registrato una grande partecipazione di pubblico e diversi ed autorevoli interventi. Un particolare rilievo ha assunto la discussione della questione della canonizzazione del Beato Aloisio Stepinac. Sull'argomento è intervenuto direttamente il Nunzio Apostolico in Croazia, l'arcivescovo Alessandro D'Errico, che ha trasmesso ai presenti la benedizione del Santo Padre e nella prospettiva del discorso ecumenico, e del dialogo con la Chiesa Serba, ha delineato i principali aspetti della questione della canonizzazione e i positivi intendimenti di Papa Francesco a riguardo.
Le principali agenzie cattoliche della Croazia (IKA, Laudato ed altre) hanno dato ampio spazio alla comunicazione e agli interventi susseguitisi nel dibattito del Tema della Settimana. 

Sono stati evidenziati il carattere interecclesiale ed ecumenico delle rappresentanze accademiche religiose e civili presenti, croate bosniache e serbe; è stato riportato l'intervento del cardinale Bozanic Arcivescovo di Zagabria, nella veste di Gran Cancelliere della Facoltà Teologica Cattolica, che ha tracciato la figura del Beato Aloisio Stepinac come un volto della misercordia di Dio. Sono stati riportati anche gli interventi del Cardinale Vinko Pulic Arcivescovo di Sarajevo, del Rettore dell'Università di Zagabria Dott. Damir Boras, del ministro della Scienza dell'Istruzione e dello Sport Dott. Predrag Šuštar, del Vice Sindaco di Zagabria Stipe Zeba.
Riporto nella traduzione ad sensum dal croato i contenuti fondamentali dell'intervento del Nunzio Apostolico Mons. D'Errico registrato dalle agenzie. Segue poi anche il link al video realizzato da Laudato sulla Settimana Teologica Pastorale e postato su youtube; in particolare le parole del Nunzio che è stato tra gli autorevoli intervistati.


Il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, ha trasmesso ai presenti la benedizione del Papa Francesco. Egli ha sottolineato che il tema di questa settimana è particolarmente importante per la Chiesa perché si inserisce nel contesto dell'Anno della Misericordia voluto da Papa Francesco. Ha espresso la sua gioia per la condivisione dell'argomento che testimonia la relazione di comunione della Chiesa di Dio in Croazia con la Sede Apostolica, ed il dinamismo della riflessione teologica e pastorale della Facoltà. Poi a braccio è andato avanti riferendosi al discorso del cardinale Bozanic, che ha ringraziato per le sagge parole sulla questione della canonizzazione del cardinale Stepinac. Sentendosi per questo interpellato il Nunzio ha voluto introdurre alcune cose che sono molto importanti per questo caso, ed ha ricordato che nel mese di dicembre è stato a Roma, e ha avuto l'opportunità di incontrare e parlare con il Santo Padre. Gran parte della discussione è stata dedicata proprio alla proposta del Santo Padre sulla formazione del gruppo di lavoro per la canonizzazione. Egli è rimasto impressionato quando ho visto che il Santo Padre è stato informato e sorpreso per ciò che è successo nell'opinione pubblica in Croazia, ed ha riassunto la sua conversazione in tre punti. In un primo momento egli ha detto che il papa gli ha chiesto di trasmettere il messaggio dei suoi intendimenti positivi circa la santità del cardinale Stepinac, e nei confronti del popolo croato. Il Papa gli ha detto di essersi ritrovato in una situazione in cui si potrebbero ripetere tensioni tra le due Chiesa e due popoli. Pertanto il Papa ha detto che la sua intenzione era quella di sottolineare, ispirandosi anche alla Evangelii Gaudium, ciò che viene spesso ripetuto nelle sue omelie nella Casa Santa Marta. Il Papa ha voluto parlare della Chiesa che non si chiude, della Chiesa che è aperta a tutto ciò che sta accadendo intorno a lei. Parla costantemente della chiesa che esce alla periferia, sia materiale che spirituale. Una Chiesa posta in dialogo con i diversi attori ed una Chiesa fondamentalmente pastorale. Il Papa ha sottolineato che l'istituzione del gruppo di lavoro di esperti della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa serba deve essere intesa come un gesto ecumenico ed un uscire verso la periferia, la periferia spirituale dove la Chiesa è posta in dialogo con i diversi attori. Il Papa pensa, ha osservato il Nunzio, che non si tratta di un nuovo processo di santità per Stepinac, ma che il gruppo di lavoro dovrebbe avere un ruolo informativo di tutto ciò che è già stato fatto. Infine, il Nunzio ha parlato della dimensione organizzativa. Riferendosi al suo incontro con il Papa avuto il 17 dicembre scorso, ha detto che il Papa ha fatto riferimento alla delegazione della Chiesa ortodossa serba prevista a metà gennaio. Pertanto, il gruppo di lavoro dovrebbe essere di 3-5 membri, e la prima sessione, che sarà in Vaticano sarà stabilita con una agenda. In conclusione il Nunzio ha aggiunto che il Papa è consapevole del fatto che questa iniziativa coinvolge molto il popolo croato, ed è sicuro che contribuirà alla piena riconciliazione tra i due popoli, come pure alla relazioni ecumeniche e alla stabilità in queste aree. 


Le parole del Nunzio Apostolico intervistato: “Questo mi sembra di grande attualità per la nostra Chiesa in Croazia e per il Popolo di Dio croato; perchè questa Misericordia deve essere esercitata a tutti i livelli per crescere nel cammino di Nuova Evangelizzazione come il Santo Padre desidera”


martedì 19 gennaio 2016

Le celebrazioni del Natale a Zagabria

La Santa Messa di Natale nella Cattedrale. Il cardinale Josiph Bozanic, arcivescovo di Zagabria, ha presieduto l'Eucaristia di Natale concelebrata con il Nunzio Apostolico, l'arcivescovo Alessandro D'Errico, nella Cattedrale della capitale della Croazia. Nella sua omelia il cardinale si è direttamente rivolto al Rappresentante del Papa e alla folta assemblea, esprimendo una profonda riflessione teologica ed etica sul significato universale della Natività e dell'Incarnazione del Verbo di Dio. Ha poi esteso la sua riflessione con la considerazione delle principali problematiche ecclesiali che riguardano la realtà nazionale croata ed ha espresso la gratitudine al Santo Padre per il dono del Giubileo dell'Anno della Misericordia e per aver costituito la significativa opera dei Missionari della Misericordia per il cammino penitenziale e giubilare. Ha fatto poi riferimento all'esempio del Beato Aloisio Stepinac, le cui spoglie riposano nella Cattedrale, e alle speranze del popolo croato legate alla sua canonizzazione.
L'intera omelia del cardinale Bozanic può essere letta nella traduzione informatica direttamente sul portale dell'Arcidiocesi di Zagabria, il quale offre la possibilità di navigare anche attraverso le numerose foto che compongono la galleria predisposta per la celebrazione del Natale nella Cattedrale.


Il 27° Concerto di Natale in Cibona. Il Nunzio Apostolico in Croazia è stato tra gli ospiti e spettatori del tradizionale Concerto di Natale che si è svolto il 26 Dicembre 2015 a Zagabria – Cibona nella serata di Santo Stefano. L'evento è stato ampiamente seguito e commentato dai diversi portali laici ed ecclesiali della rete, i quali tutti hanno rimarcato l'importanza e la bellezza della tradizione natalizia croata che si esprime con iniziative artistiche religiose e culturali di grande prestigio, che attengono le celebrazioni dell'Avvento a Zagabria ed eventi notevoli e partecipati come quello del Grande Concerto di Natale.
Il Concerto organizzato dall'Arcidiocesi di Zagabria, dall'Amministrazione della Città e dalla Televisione Croata, ha registrato la diretta partecipazione del Cardinale Bozanic, del Sindaco Bandic e della numerosissime realtà associative della Croazia, civili ecclesiali e generazionali.

Sul portale dell'Arcidiocesi di Zagabria e su vari altri portali culturali ed informativi, che hanno riportato l'evento, si possono leggere e visionare le fasi del Concerto e la varia e numerosa partecipazione. Alcuni video si possono visionare anche sulla piattaforma di youtube.  



martedì 6 ottobre 2015

Messaggio circa la canonizzazione del beato Alojzije Stepinac

Nei giorni della prima settimana di ottobre le principali agenzie cattoliche della Croazia e della Bosnia ed Erzegovina, insieme con svariati portali e notiziari in rete, hanno pubblicato e commentato le dichiarazioni del Nunzio Apostolico in Croazia riguardanti la canonizzazione del beato Aloisio Stepinac e la formazione di una Commissione mista proposta dal Santo Padre.


Le dichiarazioni di Mons. D'Errico sono riprese dall'intervista dialogata rilasciata in precedenza alla Radio Cattolica Croata. Presento il testo rivisto dallo stesso Nunzio.

ZAGABRIA, 18 settembre, 2015
Radio Croata  Cattolica – Messaggio del nunzio apostolico mons. Alessandro D'Errico circa il beato Alojzije Stepinac

         Grazie, sig.ra Tanja, per l'opportunità che mi da di offrire qualche chiarimento su una questione così importante, non soltanto per la canonizzazione del nostro cardinale beato Alojzije Stepinac, ma anche perché mi pare che questa è una questione molto delicata, per tutto quello che viene scritto e che sentiamo in questi giorni.
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         Mi consenta anzitutto di inquadrare brevemente la questione, prima di parlare specificamente della proposta del Santo Padre circa questo gruppo di esperti. E cioè, mi consenta di richiamare gli avvenimenti che hanno portato a questa proposta. Ricordo che eravamo parrecchi Vescovi il 10 febbraio dell’anno scorso (2014), in occasione della festa del card. Stepinac, ospiti a cena del nostro Arcivescovo Cardinale Bozanić. In quella circostanza qualcuno chiamò il Cardinale al telefono. Dopo, il cardinale ritornò e disse: “Ho una bella notizia, mi hanno chiamato dal Collegio San Girolamo in Roma. Lì c'era il Cardinale Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, per la festa del Cardinale Stepinac. Il Cardinale ha annunciato che il riconoscimento del miracolo che tutti aspettavamo è  venuto, e dunque praticamente la Congregazione per le Cause dei Santi ha terminato il grosso del suo lavoro. Ora si tratta soltanto di portare a termine le procedure, ma praticamente la causa si può dire terminata con un esito positivo circa la santità del Cardinale Stepinac”. Questo fu motivo di grande gioia per noi, che eravamo ospiti del Cardinale, perché sappiamo bene cosa significa il beato Stepinac per la Chiesa Universale e per il popolo croato, per la sua sofferenza, il suo martirio, la sua testimonianza di fedeltà alla Sede Apostolica.

         Purtroppo però nei giorni successivi ci furono  tante reazioni da parte dei Serbi e della Chiesa Ortodossa Serba. Ora io devo dire sinceramente che non ho letto la lettera che il Patriarca Ireneo pare abbia mandato a Roma.  I media ripetono spesso, che quando c’è stata la visita del cardinale Mamberti a Belgrado lo scorso anno (allora il card. Mamberti era il nostro ministro degli esteri), il card. Mamberti fece visita non soltanto alle autorità politiche, ma anche alle autorità religiose. Pare che in quella circostanza il patriarca Ireneo consegnò al card. Mamberti una lettera indirizzata al Santo Padre, nella quale sembra che il patriarca abbia domandato al Santo Padre di essere prudente su questa questione, perché la Chiesa ortodossa serba considera il card. Stepinac come una figura controversa, per il ruolo che egli avrebbe avuto al tempo dello Stato indipendente croato, perché lui era arcivescovo di Zagabria e non avrebbe fatto abbastanza per difendere le minoranze serbe e le minoranze rom contro la politica razziale dello Stato indipendente croato. Questo è quello che, più o meno, ripetono i media. Ripeto, io non ho letto la lettera del patriarca Ireneo.

         Sta di fatto che il Santo Padre, con la sua sensibilità ecumenica, a un certo punto ha preso personalmente - e questo io ci tengo a sottolineare, e me l'ha ripetuto il card. Parolin, Segretario di stato, l'altro giorno, quando abbiamo di nuovo parlato di questa questione - la decisione di fare una proposta sia alla Chiesa Ortodossa Serba, sia alla Conferenza  Episcopale Croata: e cioè, di creare un gruppo di esperti misto, ortodosso e cattolico, per rileggere i documenti che sono stati studiati dalla Congregazione per le cause dei santi circa il ruolo del Stepinac all'epoca dello Stato indipendente croato.
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         So bene che questa proposta ha provocato tanta sorpresa in Croazia, ma  personalmente non sono stato sorpreso, perché conosco bene il Santo Padre. A mio parere, questa è una proposta che dovrebbe essere inquadrata a partire dalle linee direttrici di questo pontificato e in particolare dall'Evangelii gaudium e dall'insistenza con cui Papa Francesco quasi ogni giorno parla delle necessità di un  cambiamento di mentalità. È cioè di una Chiesa che si apra, con serenità e fiducia, all'azione dello Spirito Santo, e che privilegi una cultura del dialogo e dell'incontro. Questo mi sembra particolarmente importante.

         Quello che vorrei suggerire a Lei, signora Tanja, e a tutti quelli che hanno scritto e scrivono su questo argomento, e a quelli che restano perplessi dinanzi a questa proposta del Santo Padre, è che bisognerebbe rileggere l' Evangelii gaudium e allora tutto sarà chiaro. Li troviamo quale tipo di Chiesa il Santo Padre propone, quali sono le direttive principali che il Papa propone in questa Esortazione Apostolica. È la prospettiva di una chiesa che non si chiude, che non va avanti da sola, che non procede per la sua strada, che non dice ‘questa e una questione mia e voi non c'entrate". Propone bensì un tipo di Chiesa che parte dal mandato di Gesù, dalle ultime parole di Gesù, pronunciate prima che egli ritornasse al cielo, “Andate, andate, annunciate la Buona Nuova a tutti i popoli“. Il Papa ripete quasi ogni giorno la necessità - la prima necessità pastorale per i nostri tempi e per il cammino di Nuova Evangelizzazione - di vivere nella vita di ogni giorno questo mandato di Gesù, e realizzare un cammino di Chiesa che esce, che va, che privilegia una cultura dell'incontro e del dialogo verso tutti, e in particolare verso le periferie. Ovviamente, quando parliamo di periferie, parliamo sia delle periferie materiali (i poveri), sia delle periferie spirituali (i lontani).

         Il Santo Padre lo ha ripetuto di nuovo qualche giorno fa ai nuovi vescovi. La preoccupazione della Chiesa deve essere non soltanto per quelli che vengono da noi, ma deve essere preoccupazione anche per quelli che venivano e non vengono più, e deve essere preoccupazione anche per quelli che non sono mai venuti. È cioè, realizzare nella vita di ogni giorno il testamento che Gesù ha lasciato prima di ritornare in cielo: di andare, prendere l'iniziativa, essere una Chiesa che esce e dialoga.

          Ovviamente in questo movimento di Chiesa verso le periferie, l'ecumenismo ha un ruolo particolare, perché è vero che tanti nostri fratelli sono separati, ma dobbiamo andare anche da loro, e specialmente da loro, in particolare quando poi si tratta di cristiani ortodossi, con i quali condividiamo la stessa fede e la stesa liturgia, anche se ci sono  differenze che sono venute nel corso dei secoli, per le tante zone di ombra che abbiamo dovuto registrare nella storia tra le due Chiese.

         Allora ripeto: se si inquadra questa proposta del Papa nell’ insieme dell’ Evangelii gaudium, nell’insieme della richiesta trasformazione di mentalità - in termini pastorali, in termini di servizio, in termini di dialogo, in termini di incontro -, allora anche questa proposta che lui sta facendo  riguardo alla commissione di esperti a livello ortodosso e cattolico sulla questione del Cardinale Stepinac, risulterà una logica e naturale conseguenza. A mio parere, chi legge bene l’Evangelii gaudium, o chi ascolta regolarmente quello che il Papa propone ogni giorno, credo che non avrà assolutamente niente di che meravigliarsi circa questa proposta. Egli non sta facendo niente contro  i Croati, ma sta semplicemente tirando le conclusioni della  visione ecclesiologica che propone fin dal primo giorno di Pontificato.
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         Ciò posto, vorrei, sulla base di quello che leggo e sulla base di quello che ascolto,  dirvi qualcosa di più concreto su questa proposta del Santo Padre.

1. Prima cosa, come menzionavo la commissione non è stata ancora formata. Siamo ancora a livello di proposta accettata in termini generali, di una proposta che è stata fatta personalmente dal Papa  al Patriarca Ireneo e che il Cardinale Parolin a nome del Santo Padre ha fatto alla Conferenza Episcopale Croata. Sembra che essa avrà sei membri, tre da parte ortodossa e tre da parte cattolica, ai quali sei membri si aggiungeranno - su richiesta dalla parte ortodossa - altri due membri indipendenti. Di questa richiesta, il Cardinale Parolin ha parlato già con i membri del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Croata,  che l'hanno accolta favorevolmente, perché i membri indipendenti possono dare una maggiore oggettività al lavoro della commissione.

2. Secondo, non è stato ancora stabilito chi sarà il presidente di questa commissione. Lo stanno cercando, perché è una cosa molto delicata; ma in ogni caso, il cardinale Parolin diceva che per il lavoro della Commissione ci sarà il patrocinio della Santa Sede, attraverso un dicastero della Curia Romana. Stanno valutando bene quale può essere il Dicastero che possa prendere il patrocinio di questo delicato lavoro.

3. Terzo, evidentemente, se non è stata formata la commissione, non si può ancora parlare di un’agenda concreta di lavoro, e neppure è stato stabilito concretamente quanto tempo richiederà il lavoro di questa commissione. Il Cardinale Parolin diceva che tutto questo sarà discusso alla prima riunione, che si farà a Roma, quando la commissione sarà formata. Alla prima riunione si stabilirà l’agenda, che cosa si vuole chiarire con il lavoro di questa commissione, e soprattutto si fisserrano bene i tempi di lavoro, perché qualcuno ha detto che c’è il rischio che poi non si finisce più, che non si finisce mai questo lavoro.

4. Un’ultima osservazione. Mi dispiace quando leggo che il Papa vorrebbe che il Cardinale Stepinac sia di nuovo giudicato da Belgrado. Non è cosi. Credo di conoscere bene il Papa. Lui ha un’enorme considerazione del popolo croato, della Croazia e della santità di Stepinac. Quando la presidente Kolinda Grabar Kitarović è stata dal Papa, ha parlato anche di questo. Il Papa le ha detto - e lei l'ha ripettuto ai giornalisti - che per lui è fuori discussione che il cardinale Stepinac sia santo, perché il lavoro che doveva essere fatto dalla Congregazione per le cause dei santi sostanzialmente è terminato.  Qui non ci sono dubbi. Il dubbio era soltanto se vogliamo procedere subito, andando avanti per la nostra strada, chiudendo l’orecchio a ciò che ci viene detto dalla Chiesa  Ortodossa Serba, o se invece vogliamo fare un gesto di carità ecumenica. Il Papa ha deciso per un gesto di carità ecumenica, che non significa discutere di nuovo la santità di Stepinac. Questo è stato già fatto ed è fuori discussione. Si tratta soltanto di rileggere il lavoro che la Congregazione ha fatto per i documenti storici e di presentarlo con serenità. Quindi non si tratta di un riesame della santità di Stepinac. Si tratta di rileggere i documenti e di mostrare il lavoro che è stato fatto, con serenità e fiducia ecumenica, e soprattutto con tanta fede nello Spirito Santo che anima il cammino della Chiesa. Con la speranza, dice il Papa, che questo possa servire anche a far apprezzare ancor di più la figura e la santità del cardinale Stepinac, e possa pure  servire ad un miglioramento delle relazioni  tra le due chiese (la Chiesa ortodossa serba e la Chiesa Cattolica croata) e finalmente possa servire al processo di piena riconciliazione tra i due popoli, che a noi sembra assolutamente necessario in questo momento di grandi difficoltà economiche e di grandi problemi sociali. Come la questione dei profughi che arrivano dal Medio oriente sta dimostrando, è necessario che ci sia un approccio comune, una politica comune, una strategia comune tra la Croazia e  i Paesi vicini per far fronte a questa e ad altre emergenze.
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         Questa è la nostra speranza, questo il nostro augurio. Sono certo che - a parte le comprensibili emozioni, che possono essere venute in un primo tempo, quando si e parlato di questa proposta del Santo Padre - la Chiesa di Dio che è in Croazia saprà anche in questa circostanza dare un ulteriore segno di fedeltà e di devozione alla Sede Apostolica e al nostro amatissimo papa Francesco.  
    
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