martedì 14 maggio 2013

Giorni di maggio al paese natio


Un paio di settimane a maggio, nel tempo pasquale prima di Pentecoste, è in genere il periodo che Mons. D'Errico trascorre a Frattamaggiore, suo paese d'origine, per stare un poco con i familiari, con gli amici paesani, per recarsi qualche giorno a Roma, e per riagganciare la pastorale della comunità ecclesiale locale sia parrocchiale e sia diocesana.
In questi giorni di maggio ho avuto modo di incontrare alcune volte il vescovo Alessandro, e si è trattato sempre di esperienze importanti e significative. La prima volta è stata alla celebrazione dell'anniversario della dipartita di d. Ferdinando Ambrosio diacono permanente della parrocchia della Madonna del Carmelo e di San Ciro, la stessa originaria del vescovo. La parola di mons. D'Errico rivolta all'assemblea, ai familiari, e ai diaconi presenti, è stata ricca di significati per la conoscenza personale del diacono commemorato e veramente edificante per i fedeli.
La seconda volta è stata la concelebrazione con mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, per d. Maurizio Barbato, parroco di Frattaminore, morto improvvisamente per un incidente nella sua canonica. La presenza inaspettata di mons. D'Errico alla liturgia per il sacerdote defunto, che ha visto la partecipazione di gran parte del clero e della comunità diocesana, ha assunto significati ecclesiali importanti.
La terza volta è stato la celebrazione del sacramento della Cresima nel giorno dell'Ascensione del Signore e della Festa della Mamma per i giovani della Parrocchia della Madonna del Carmelo e di San Ciro.
La comunità parrocchiale attende per mesi il ritorno dell'illustre filiano, Arcivescovo e Nunzio Apostolico in Croazia, per la celebrazione dell'Eucaristia serotina, nei giorni della sua permanenza al paese, e per la Cresima dei giovani.
In particolare la Cresima da lui celebrata diviene un momento importante anche per la verifica della preparazione dei giovani e del lavoro della catechesi parrocchiale annuale svolta dai laici impegnati con la guida del parroco don Michele e del sacerdote cooperatore don Biagio. Nel dialogo che si svolge soprattutto tra il vescovo e i giovani, durante la celebrazione del Sacramento, sono portati i temi e i coinvolgimenti che fanno percepire la bellezza e la forza della scelta di vita cristiana. La parola del vescovo illustra i significati del sacramento della Confermazione ed esorta alla missione e alla testimonianza evangelica. I giovani, i loro familiari, e l'assemblea intera, vivono un momento di riflessione importante sul senso della chiesa locale. E' una esperienza esemplare ed esortativa che fa conoscere e percepire le dimensioni della Chiesa universale, del magistero del Papa e dei Vescovi di tutto il mondo, con sguardi particolari sui luoghi e sugli avvenimenti legati alla nunziatura nella regione europea della Croazia e degli altri paesi dei Balcani. In pratica l'omelia del vescovo diviene un libero e semplice discorrere tra i banchi dell'assemblea, un dialogare aperto e corrisposto con i giovani e le loro speranze, una esortazione con esiti entusiastici alla testimonianza forte e convinta della fede nel Signore risorto.
Il sacramento quest'anno è stato amministrato nella domenica dell'Ascensione e nel giorno della Festa della Mamma, e la circostanza ha permesso al vescovo di trasmettere un insegnamento semplice e puntuale durante il suo dialogo con i cresimandi. La spiegazione dei brani letti durante la Liturgia della Parola (At 1, 1-11; Sal 46; Eb 9, 24-28 e Eb 10, 19-23; Lc 24, 46-53) si è integrata, nello stile comunicativo semplice ed immediato di don Alessandro, con l'indicazione e lo sviluppo di tre punti di discussione e di riflessione: l'importanza antropologica e religiosa della Festa della Mamma, il significato dottrinario ed etico del mistero dell'Ascensione del Signore, e l'esortazione alla missione e alla testimonianza del Vangelo.
Ho potuto cogliere, nell'ambiente ecclesiale e nella cordialità e nell'informalità del clima che si è creato durante l'omelia, una brevissima sequenza di foto a testimonianza del dialogo del vescovo con i giovani che hanno ricevuto il sacramento della Cresima. La celebrazione è stata accompagnata dal giovanile coro strumentale della parrocchia che alla fine della celebrazione ha voluto omaggiare il Presule con la manifestazione di alcuni talenti artistici e musicali.




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