domenica 11 novembre 2012

Colloquio con il Ministro della Giustizia


Alla tornata conclusiva del grande pellegrinaggio nazionale dei Croati a Roma, realizzato dal 5 al 9 Novembre scorso come evento religioso culminante di una serie di avvenimenti che hanno celebrato le relazioni tra la Croazia e la Santa Sede (vedi post precedenti), l'attività del Nunzio Apostolico a Zagabria è ripresa con l'incontro con il Ministro della Giustizia Orsat Miljenić.
Il comunicato della Nunziatura, rilanciato in rete da numerose agenzie, parla di un cordiale colloquio che ha avuto per argomenti la recente visita del Primo Ministro in Vaticano, le relazioni bilaterali, e lo spirito della tradizionale amicizia tra la Croazia e la Santa Sede.
Sicuramente si continua un dialogo che può fare affidamento sulle istanze più profonde di una cultura politica e di una religiosità, quelle del popolo croato, che hanno avuto modo ulteriore di riconoscersi e rappresentarsi in maniera chiara ed efficace sulla scena 'universale' dei rapporti ecclesiali ed internazionali.

2012/11/08 20:04 | | IKA E – 145720/11
Il Nunzio D'Errico in visita dal Ministro della Giustizia
Hanno discusso le relazioni bilaterali tra la Santa Sede e la Croazia ed hanno confermato la volontà di consolidare la tradizionale amicizia
Zagabria (IKA) - Il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico ha visitato l'8 Novembre il ministro della Giustizia Orsat Miljenić . Nel corso del cordiale colloquio si è parlato in particolare della recente visita in Vaticano del primo ministro croato Zoran Milanovic. Si è anche discusso sullo stato attuale delle relazioni bilaterali ed hanno ribadito la volontà di consolidare la tradizionale amicizia tra la Croazia e la Santa Sede.
Il Nunzio è stato accompagnato dal consulente della Nunziatura Apostolica, mons. Mauro Lalli e da O. Ivica Chadash. Comunicato della Nunziatura. (Traduzione ad sensum)



mercoledì 7 novembre 2012

Il pellegrinaggio dei Croati a Roma


Sono stati calcolati ad oltre 5000 i pellegrini croati, accompagnati dai loro vescovi e sacerdoti, recatisi a Roma per il pellegrinaggio nazionale dal 5 al 9 Novembre 2012 in ringraziamento per la visita del Papa in Croazia lo scorso anno.
L'importante evento di carattere religioso completa un percorso (vedi gli ultimi post di ottobre di questo blog) che ha ricevuto attenzione e preparazione ai vari livelli della vita sociale ed ecclesiale, coinvolgendo Governo ed Istituzioni civili e le varie realtà della Chiesa in Croazia, dalla Conferenza Episcopale alla Nunziatura Apostolica.
Le agenzie parlano del gran numero di fedeli croati mai visto prima in Piazza San Pietro. Certamente si tratta di un evento significativo per un popolo europeo consapevole delle sue radici storiche cristiane e della rilevanza della sua testimonianza nel mondo contemporaneo.
Il dialogo con Benedetto XVI all'udienza del Mercoledì 7 Novembre ha sottolineato le tappe 'teologiche' del percorso ecclesiale che impegna la Chiesa croata in questo pellegrinaggio realizzato all'apertura dell'Anno della Fede: la famiglia. la fede e l'evangelizzazione. La famiglia che è stato il valore esaltato durante la visita del Papa in Croazia, la fede come “desiderio di Dio inscritto nel cuore dell'uomo” che va riscoperta nell'esperienza ecclesiale e consolidata nell'anno pastorale ad essa dedicato, e la nuova evangelizzazione che ha impegnato il lavoro e la ricerca del recente Sinodo dei Vescovi e che deve caratterizzare il nuovo cammino pastorale della testimonianza cristiana.
Il percorso dei Croati verso Roma, soprattutto per quelli giunti in Italia attraverso l'Adriatico, ha incrociato anche le mete religiose di Loreto e di Assisi, evidenziando anche i forti riferimenti 'francescani' della loro religiosità legati al passaggio storico del Poverello per la loro terra quando nel XIII secolo volle recarsi in Terra Santa.
Momenti cruciali del pellegrinaggio, che culmina con la celebrazione dell'Eucaristia in San Pietro sulla tomba dell'Apostolo, sono state anche le celebrazioni in San Giovanni Laterano e nella Basilica di San Paolo fuori le mura.
Seguono l'indirizzo di saluto del Papa ai pellegrini croati nell'udienza del mercoledì 7 Novembre e i link ai commenti delle agenzie.

BENEDETTO XVI
UDIENZA GENERALE,
Piazza San Pietro
Mercoledì, 7 novembre 2012

Saluto con particolare gioia voi pellegrini della Croazia, che siete venuti, guidati dai vostri Pastori, a ringraziare per il mio viaggio apostolico dell’anno scorso nella vostra Patria. L’incontro vissuto insieme a Zagabria è stato nel segno della famiglia; il vostro arrivo adesso a Roma si situa nell’Anno della Fede; inoltre si è appena conclusa l’Assemblea generale del Sinodo dei Vescovi, sulla nuova evangelizzazione. La famiglia, la fede e l’evangelizzazione vanno inscindibilmente insieme. Infatti, come ebbi a dirvi in occasione della Giornata nazionale delle famiglie cattoliche croate: “le famiglie cristiane sono una risorsa decisiva per l’educazione alla fede, per l’edificazione della Chiesa come comunione e per la sua presenza missionaria nelle più diverse situazioni di vita”. Cari amici, vi invito a pregare in famiglia e per la famiglia. Domani quando celebrerete in questa Basilica l’Eucaristia e sulla tomba dell’apostolo Pietro confesserete la vostra fede, ricordatevi di coloro che ve l’hanno trasmessa. Sappiate testimoniare con coraggio, a tutti, la gioia e la bellezza della fede in Gesù Cristo. Benedico di cuore voi e vostri cari. Siano lodati Gesù e Maria.
L'udienza su vatican.va



La Santa Messa nella basilica di San Pietro dei pellegrini Croati
Durante questo pellegrinaggio vogliamo confermare la fedeltà millenaria alla Chiesa e al Vicario di Cristo, e allo stesso tempo vogliamo testimoniare la credibilità della nostra vita religiosa” ha detto il presidente CBC.
CITTA 'DEL VATICANO, (IKA)- I partecipanti al pellegrinaggio croato si sono raccolti l'8 Novembre sulla tomba di Pietro insieme con i loro pastori, ed hanno rinnovato la loro fede e la gratitudine a Papa Benedetto XVI per la sua ultima visita in Croazia.
La Concelebrazione eucaristica è stata presieduta dal cardinale Josip Bozanić, arcivescovo di Zagabria insieme con due dozzine di arcivescovi e vescovi e con circa 200 sacerdoti presso l'altare maggiore della basilica; e il sermone è stato tenuto da Mons. Marin Srakic presidente della Conferenza Episcopale Croata e vescovo di Djakovo Osijek.


Dall'omelia di Mons. Srakic 
"Vogliamo approfondire il mistero della fede che professiamo, celebriamo viviamo e preghiamo, e vogliamo in questo Anno della fede realizzare il compito della nuova evangelizzazione, che ci chiede la fede di Pietro e l'impegno di Paolo. Così come è testimoniato dai nostri antenati e da uomini del nostro tempo come il Beato Alojzije Viktor Stepinac, il martire, e da un grande amico della nazione croata benedetta, Papa Giovanni Paolo II. Dobbiamo essere grati a Dio per un compito grande e impegnativo di evangelizzazione della nostra nazione che non deve partire da zero oggi, e che è possibile continuare trovando nel 14° centenario delle radici del nostro patrimonio spirituale e culturale un forte punto d'appoggio per gli sforzi preziosi delle nostre chiese locali e delle comunità parrocchiali. Tuttavia siamo consapevoli che un numero crescente di cittadini, anche se sono battezzati, rimangono ai margini della vita della chiesa, lontano dai sacramenti e dalla sete di senso e pace interiore che solo è in grado di consentire di incontrare la persona di Gesù Cristo. Questi costituiscono un appello per una nuova evangelizzazione per la nostra nazione, segnata da mutate circostanze sociali e culturali. Dobbiamo cercare nuovi metodi e operare sforzi pastorali e catechetici che esprimono il rinnovato entusiasmo per la nostra fede personale di preti, monaci e monache, e di tutti i fedeli verso una rinnovata esperienza di comunione ecclesiale, la gioia della vita matrimoniale e familiare e la testimonianza di responsabilità cristiana e ottimismo ", ha detto nella sua omelia, il presidente della CBC. (Traduzione ad sensum)


Momenti del pellegrinaggio su IKA:
4 Novembre       5 Novembre        6 Novembre       7 Novembre      8 Novembre

mercoledì 31 ottobre 2012

Saggezza ed esperienza nell'opera ecclesiale del Nunzio


Il Bollettino della sala Stampa della Santa Sede riporta oggi l'intero intervento di S. E. Dominique Mamberti alla Conferenza in occasione del 20° anniversario dei rapporti diplomatici tra Croazia e Santa Sede. Esso è stato ripreso da blog e portali diversi che seguono le vicende vaticane ed in molte lingue è stato divulgato anche a cura di Zenit 'il mondo visto da Roma', l'agenzia informativa cattolica internazionale promossa dalla vivace congregazione dei Legionari di Cristo e avvalentesi di volontari qualificati. La lettura intera dell'intervento di Mons. Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati che corrisponde a 'Ministro degli Esteri' del Vaticano, offre una visione di grande rilevanza storica e religiosa circa i rapporti tra la Croazia e la Chiesa Cattolica, ed in particolare evidenzia l'attuale importanza del ruolo della Nunziatura Apostolica a Zagabria. Per questo blog che segue il ministero pastorale di S.E. Alessandro D'Errico, Nunzio in Croazia, risulta fondamentale ed illuminante recuperare e riecheggiare i concetti e le parole dedicate del Segretario per i Rapporti con gli Stati:

Tramite le Rappresentanze Pontificie, la Santa Sede è in grado di facilitare il dialogo con le Autorità civili, di promuovere i contatti con le Chiese locali e di mantenere la sua presenza nella vita internazionale. Come sancisce il Codice di Diritto Canonico, oltre al suo ruolo di Rappresentante del Santo Padre presso la Chiesa locale, spetta al Nunzio Apostolico promuovere e sostenere le relazioni fra la Sede Apostolica e la comunità politica e istituzionale e affrontare le questioni che riguardano i rapporti fra la Chiesa e lo Stato (cfr. can. 365, § 1). Come è noto, il 21 maggio scorso, il Santo Padre ha conferito tale incarico all’Ecc.mo Mons. Alessandro D’Errico, che con saggezza ed esperienza prosegue l’opera dei suoi predecessori, rendendo ancora più intensi tali rapporti.”

La Conferenza, tenutasi alla Casina Pio IV sede della Pontificia Accademia delle Scienze in Vaticano, è seguita all'Incontro del Primo Ministro Milanovic con Benedetto XVI, ed anche la parole che il Papa ha dedicato alle problematiche dei cattolici della Bosnia-Erzegovina, nello stesso momento in cui ha rinnovato l’appoggio della Santa Sede alle legittime aspirazioni della Croazia alla piena integrazione europea, sono state recepite dai media di BH e rilanciate come un esplicito riconoscimento della brillante e saggia opera diplomatica del Nunzio D'Errico. Di seguito leggiamo direttamente il testo pubblicato dal Bollettino della Sala Stampa Vaticana.


INTERVENTO DEL SEGRETARIO PER I RAPPORTI CON GLI STATI ALLA CONFERENZA IN OCCASIONE DEL 20° ANNIVERSARIO DEI RAPPORTI DIPLOMATICI TRA LA SANTA SEDE E LA REPUBBLICA DI CROAZIA (29 OTTOBRE 2012)
Eminenze, Signor Presidente del Governo, Eccellenze, Signore e Signori,
In questa occasione della celebrazione del 20° anniversario dei Rapporti diplomatici tra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia, sono lieto di porgere i miei saluti e felicitazioni in modo particolare a Lei, Signor Presidente del Governo della Repubblica di Croazia, che ci onora con la Sua partecipazione, nonché al Signor Ambasciatore, che, con competenza e passione, rappresenta un Paese così vicino alla Santa Sede geograficamente e ancora di più storicamente e religiosamente.
Il tema di cui tratteremo oggi è molto specifico, perché riguarda i 20 anni dei rapporti diplomatici tra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia, che giustamente sono qualificati come intensi nello stesso titolo della Conferenza. Tuttavia non possiamo avere una visione completa senza almeno accennare alla ricca storia anteriore all’ultimo ventennio.
Come premessa, infatti, vorrei ricordare che, da oltre tredici secoli, ci sono stati rapporti stretti e cordiali tra la Santa Sede e la Croazia. In questo spirito mi piace fare un passo indietro nella storia. Nel lontano 879, nello stesso mese di giugno in cui la Croazia moderna celebra ogni anno la propria indipendenza, Papa Giovanni VIII, in una lettera indirizzata al Principe Branimir, l’informava di aver elevato preghiere al Signore affinché "principatum terrenum, quem habes, prospere et securiter reggere possis". Questo riconoscimento del "principato terreno" di Branimir ebbe naturalmente un rilievo particolare, essendo stato compiuto dalla più alta Autorità ecclesiale e politica del mondo cristiano di quell’epoca. Questi forti legami fra la Croazia e la Santa Sede non sono venuti meno attraverso i secoli. In diverse occasioni, nel corso della storia e in circostanze non facili, i Croati hanno dimostrato fedeltà al Vangelo e al Successore di Pietro.
Il Santo Padre Benedetto XVI, durante la sua recente Visita Pastorale in Croazia, ha sottolineato tale aspetto dicendo: "Possiamo contare oltre tredici secoli di forti e speciali legami, sperimentati e consolidati in circostanze talvolta difficili e dolorose. Questa storia è testimonianza eloquente dell’amore del vostro popolo per il Vangelo e per la Chiesa. Fin dalle origini, la vostra Nazione appartiene all’Europa e ad essa offre, in modo peculiare, il contributo di valori spirituali e morali che hanno plasmato per secoli la vita quotidiana e l’identità personale e nazionale dei suoi figli" (Cerimonia di benvenuto all’Aeroporto di Zagreb, 2 giugno 2011).
Ovviamente, ci riferiamo al passato per comprendere il presente e costruire un futuro migliore. Pertanto i valori spirituali e morali, di cui ha parlato il Santo Padre, devono ispirarci quando si adottano decisioni per oggi e per domani.
Nella più che millenaria storia della Croazia, gli ultimi venti anni sono stati tra quelli più difficili ed allo stesso tempo cruciali per il suo futuro. Specialmente quelli immediatamente successivi all’indipendenza. Tuttavia, le sfide continuano. Adesso i Croati non possono che interrogarsi circa i valori sui quali intendono costruire la vita dei singoli e quella dell’intera nazione.
Il 13 gennaio 1992 la Santa Sede ha riconosciuto l’indipendenza del Paese e il 29 febbraio dello stesso anno è stato nominato il primo Nunzio Apostolico. Un frutto visibile di questi rapporti diplomatici stabiliti nel 1992 sono stati i quattro Accordi, stipulati nel periodo dal 1996 al 1998, riguardanti i seguenti ambiti: questioni giuridiche, collaborazione in campo educativo e culturale, assistenza religiosa ai membri cattolici delle Forze Armate e della Polizia, questioni economiche.
Una testimonianza indiscutibile dell’affetto che la Santa Sede nutre per la Croazia sono state le quattro Visite dei Sommi Pontefici avvenute negli ultimi venti anni: tre del Beato Giovanni Paolo II, e quella appunto di Benedetto XVI. La prima Visita ha avuto luogo solo due anni dopo l’allacciamento dei rapporti diplomatici. Nella cerimonia di benvenuto, il 10 settembre 1994, il Papa nel suo discorso notò:
"Un evento di rilevante significato si è avuto nel 1992, quando il crollo del regime comunista, la proclamazione della sovranità croata ed il successivo riconoscimento internazionale portarono - per la prima volta nella storia più che millenaria della Nazione croata - allo scambio di Rappresentanze diplomatiche tra la Croazia e la Santa Sede".
A tale proposito, è di particolare interesse la relazione del primo Rappresentante Pontificio, S.E. Mons. Giulio Einaudi, che purtroppo non è potuto essere presente tra noi. Il suo intervento ripercorrerà le tappe salienti dell’Attività della Nunziatura a Zagreb nei primi anni dell’indipendenza. Illustrando gli intensi rapporti diplomatici fra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia, non possiamo infatti non sottolineare il ruolo importante della Nunziatura Apostolica in tale processo.
Tramite le Rappresentanze Pontificie, la Santa Sede è in grado di facilitare il dialogo con le Autorità civili, di promuovere i contatti con le Chiese locali e di mantenere la sua presenza nella vita internazionale. Come sancisce il Codice di Diritto Canonico, oltre al suo ruolo di Rappresentante del Santo Padre presso la Chiesa locale, spetta al Nunzio Apostolico promuovere e sostenere le relazioni fra la Sede Apostolica e la comunità politica e istituzionale e affrontare le questioni che riguardano i rapporti fra la Chiesa e lo Stato (cfr. can. 365, § 1). Come è noto, il 21 maggio scorso, il Santo Padre ha conferito tale incarico all’Ecc.mo Mons. Alessandro D’Errico, che con saggezza ed esperienza prosegue l’opera dei suoi predecessori, rendendo ancora più intensi tali rapporti.
Un segno visibile della cordialità delle relazioni è l’odierna presenza del Presidente del Governo della Repubblica di Croazia, il Sig. Zoran Milanović. Auspico vivamente che ciò sia un ulteriore stimolo perché i rapporti diventino ancora più stretti, alcuni nodi che sono pendenti si sciolgano e la collaborazione sia sempre più amichevole ed efficace.
Benché la Chiesa e la Comunità politica operino a livelli diversi e siano indipendenti l'una dall'altra, entrambe servono gli stessi soggetti che, allo stesso tempo, sono fedeli della Chiesa e cittadini dello Stato. In questo servizio c'è ampio spazio per il dialogo e la cooperazione, a servizio della dignità di ogni uomo. Al centro della mutua cooperazione, infatti, sta il nostro impegno condiviso per il bene comune e per la promozione dei valori spirituali e morali, che conferiscono alla società croata il suo saldo fondamento.
Concludendo, desidero quindi formulare un vivo e sentito augurio di continuo progresso alla Repubblica di Croazia, sia sotto il profilo materiale che, soprattutto, quello spirituale. In particolare, auguro che, nel momento in cui viene prospettata e realizzata l’aspirazione di piena integrazione nell’Unione Europea, la Croazia rafforzi la sua identità e così sia fermento di bene per gli altri Paesi – Grazie.



martedì 30 ottobre 2012

Un giorno pieno per le relazioni tra la Croazia e la Santa Sede


La visita al mattino del primo ministro Milanovic ed il simposio sulle relazioni diplomatiche al pomeriggio in Vaticano sono stati gli avvenimenti che hanno caratterizzato la giornata del 29 ottobre 2012 vissuta nel segno del dialogo tra la Croazia e la Santa Sede. Venti anni intercorrono tra la nomina del primo Nunzio a Zagabria (1992), che fu espressione del riconoscimento dell'indipendenza della Croazia da parte del Vaticano quando ancora era in corso la guerra seguita alla dissoluzione della federazione jugoslava, ed il simposio organizzato il 29 ottobre 2012 dall'Ambasciata di Croazia presso la Santa Sede, che è espressione di un dialogo politico-culturale consapevole sia di finalità etiche e sociali condivise nell'oggi e sia di un legame religioso antico con la Chiesa Cattolica. Un ventennio ricco di significati, di speranze, di iniziative e di progetti, che al suo compimento ha visto anche il dialogo pastorale, imbastito con la comunità ecclesiale e la società civile, e i primi impegni ufficiali in Croazia di S. E. Alessandro D'Errico, nominato da Benedetto XVI Nunzio Apostolico a Zagabria nel maggio scorso e proveniente dalle precedenti esperienze di nunziatura in Pakistan e in Bosnia-Erzegovina.
Le tematiche della Visita del Premier Croato, che ha incontrato il Santo Padre e poi il Cardinale Bertone e Mons. Mamberti, come si evince dai comunicati ufficiali e dai commenti dei media, hanno riguardato il consolidamento degli 'eccellenti' rapporti bilaterali, l'appoggio al percorso 'europeo' della Croazia, la valorizzazione di accordi nel campo giuridico ed istituzionale, educativo assistenziale e religioso. Hanno riguardato anche l'avviamento a soluzioni concordate di questioni dal valore simbolico per il diritto comune che hanno registrato difficoltà di interpretazione e di gestione, come quella dell'abbazia benedettina istriana di Dajla la cui proprietà un tempo appartenente all'abbazia di Praglia, dopo l'esproprio al tempo di Tito, è stata variamente attribuita e controversa tra lo Stato, la Diocesi di Parenzo-Pola e l'Ordine monastico. Significativo anche lo scambio dei doni: una penna al primo Ministro ed una monografia sull'architettura religiosa al Papa.
Le tematiche del Simposio celebrativo dei 20 anni di relazioni diplomatiche tra Croazia e Santa Sede sono state descritte nella prospettiva vaticana dall'intervento di S. E. l'arcivescovo Dominique Mamberti segretario per i Rapporti con gli Stati: Nella più che millenaria storia della Croazia, gli ultimi venti anni sono stati quelli più difficili e allo stesso tempo cruciali per il suo futuro […] una testimonianza indiscutibile dell’affetto che la Santa Sede nutre per la Croazia sono state le quattro visite dei Sommi Pontefici avvenute negli ultimi venti anni: tre del Beato Giovanni Paolo II e quella di Benedetto XVI”. L'intervento di Mons. Mamberti è leggibile quasi interamente nei portali vaticanisti. I media riportano anche brani di interventi delle personalità croate che, a partire dal Primo Ministro, esprimono considerazioni molto positive sulle relazioni bilaterali e riconoscono al ruolo del Papa e della Chiesa una fondamentale importanza per lo sviluppo delle relazioni interne ed internazionali della Croazia in questi ultimi 20 anni.
A seguire si possono leggere i comunicati di Radio Vaticana sulla Visita e sul Simposio, e compulsare i link per i portali di alcuni media che li hanno commentato.

Crisi e integrazione europea al centro dell'incontro del Papa col premier croato Milanović 
Stamani Benedetto XVI ha ricevuto il presidente del governo della Repubblica croata, Zoran Milanović, che poi ha incontrato il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone e l’arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati.“I cordiali colloqui – riferisce un comunicato della Sala Stampa vaticana - hanno permesso un fruttuoso scambio di opinioni sulle sfide che il Paese deve affrontare nell’attuale crisi economica, come pure sui temi di comune interesse nel quadro dei rapporti bilaterali. Al riguardo si è fatto cenno alla Conferenza promossa in occasione del 20.mo anniversario dei rapporti diplomatici, che si terrà oggi pomeriggio. Per quanto poi concerne il noto caso di Dajla, le due Parti hanno concordato di risolvere la questione il più presto possibile, nello spirito della tradizionale amicizia fra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia”. 
“Infine – conclude il comunicato - si è rinnovato l’appoggio della Santa Sede alle legittime aspirazioni della Croazia alla piena integrazione europea e ci si è soffermati sulla congiuntura regionale, con uno speciale riferimento alla situazione dei croati nella Bosnia ed Erzegovina”.

Mons. Mamberti sui 20 anni di rapporti tra Santa Sede e Croazia: la sfida ora è l'integrazione nell'Ue
Auguro alla Croazia di vedere realizzata presto, così come è nei programmi, “l’aspirazione alla piena integrazione europea”. Sono le parole con le quali l’arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, ha concluso ieri in Vaticano il suo intervento alla Conferenza celebrativa del 20.mo anniversario dei rapporti diplomatici Santa Sede e Croazia. Il servizio di Alessandro De Carolis:
È il 1992 l’anno di svolta nella storia recente della Croazia: il regime comunista cade, i croati sono tra i primi a proclamare la propria indipendenza da Belgrado, accelerando il processo di dissoluzione dell’allora Jugoslavia. La Santa Sede è tra i primi a riconoscere la nuova sovranità e appena due anni dopo Giovanni Paolo II rende visita al nuovo Stato, mentre in lontananza ancora rimbomba l’artiglieria contro Sarajevo. Dunque, pur contando 1300 anni di vicinanza e di rapporti “intensi” tra Santa Sede e l’antico popolo croato, non c’è dubbio – ha affermato mons. Mamberti – che “gli ultimi venti anni sono stati tra quelli più difficili ed allo stesso tempo cruciali per il suo futuro”. “Fin dalle origini – aveva detto nel giugno dello scorso anno Benedetto XVI visitando Zagabria – la vostra Nazione appartiene all’Europa e ad essa offre, in modo peculiare, il contributo di valori spirituali e morali che hanno plasmato per secoli la vita quotidiana e l’identità personale e nazionale dei suoi figli”. Oggi – ha ripreso mons. Mamberti dopo aver citato il Papa – “le sfide continuano” e i croati del 21.mo secolo “non possono che interrogarsi circa i valori sui quali intendono costruire la vita dei singoli e quella dell’intera nazione”.Benché la Chiesa e la comunità politica “operino a livelli diversi e siano indipendenti l'una dall'altra, entrambe – ha osservato il segretario per i Rapporti con gli Stati –servono gli stessi soggetti che, allo stesso tempo, sono fedeli della Chiesa e cittadini dello Stato”. In questo servizio, ha proseguito, “c'è ampio spazio per il dialogo e la cooperazione, a servizio della dignità di ogni uomo. Al centro della mutua cooperazione, infatti, sta il nostro impegno condiviso per il bene comune e per la promozione dei valori spirituali e morali, che conferiscono alla società croata il suo saldo fondamento”. Quindi, mons. Mamberti ha terminato l’intervento augurando alla Croazia che, “nel momento in cui viene prospettata e realizzata l’aspirazione di piena integrazione nell’Unione Europea”, il Paese “rafforzi la sua identità e così sia fermento di bene per gli altri Paesi”.


martedì 23 ottobre 2012

Conferenza dei vescovi croati ed eventi straordinari

Fonte: Ambasciata di Croazia presso la Santa Sede

Il 22 Ottobre 2012 il Nunzio Apostolico Mons. D'Errico ha partecipato alla “sessione plenaria straordinaria”, tale è la caratterizzazione data nel comunicato ufficiale, della Conferenza Episcopale Croata. Nella sede della BCC di Zagabria i vescovi riunitisi, con la presidenza dell'arcivescovo Marin Srakic, hanno discusso di tre eventi che interesseranno non poco, nei prossimi giorni, i cattolici e la vita sociale e culturale in Croazia.

Sicuramente straordinario è considerato l'evento della visita in Vaticano del Primo Ministro Zoran Milanovic per il giorno 29 ottobre 2012. I desiderata diplomatici degli eccellenti rapporti bilaterali tra la Croazia e la Santa Sede avranno modo di trovare riscontri concreti nell'udienza con il papa Benedetto XVI e nei colloqui con il cardinale Bertone.

L'importanza dell'avvenimento 'politico' è sottolineata dall'altro evento di carattere 'culturale' che si è prefigurato con il “simposio sulle relazioni”, il quale viene in contemporanea organizzato a Roma dall'Ambasciata di Croazia presso la Santa Sede per celebrare il 20° anniversario dello “stabilimento delle relazioni diplomatiche” con il Vaticano.

Questi due avvenimenti, che la Croazia vive per la celebrazione del legame storico e culturale con il cattolicesimo, assumono significati ulteriori con il terzo evento discusso dai vescovi croati che assume il carattere 'religioso' del pellegrinaggio nazionale a Roma dal 5 al 9 novembre 2012 per la celebrazione dell'Anno della Fede.

Si conoscono le tematiche del dialogo e delle relazioni della Santa Sede con la Croazia, grazie alla diffusa comunicazione delle agenzie cattoliche ed istituzionali, e delle risonanze sui media in generale. Le attività del Nunzio in Croazia sono sempre riferite in questa prospettiva. Un buon approfondimento di queste tematiche, d'altro canto, può essere fatto per questa occasione anche con la lettura della pagina dell'Ambasciatore Filip Vučak sul portale in rete dell'Ambasciata di Croazia presso la Santa Sede. Il testo è in italiano ed è esaustivo per la narrazione e per gli intenti dei rapporti diplomatici con il Vaticano. 

2012/10/22 | 14:44 | IKA E - 145296/10
Dichiarazione della sessione plenaria straordinaria della Conferenza Episcopale Croata
Zagabria, 22 Ottobre 2012
Zagabria (IKA) - speciale sessione plenaria della Conferenza Episcopale Croata, presieduta dal Presidente della BCC mons. Marin Srakić, Arcivescovo di Djakovo Osijek, svoltasi il 22 Ottobre presso la sede della Conferenza Episcopale Croata, Ksaverska Strada 12A, a Zagabria. L'assemblea ha visto la partecipazione del Nunzio Apostolico in Croazia mons. Alessandro D'Errico.
I
Vescovi hanno discusso la prossima visita del 29 Ottobre in Vaticano del Primo Ministro croato Mr. Zoran Milanovic, nonché un simposio sulle relazioni tra la Santa Sede e la Croazia per celebrare il 20° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede e organizzato dall'Ambasciata croata presso la Santa Sede.
Durante la
sessione i Vescovi hanno considerato opportuno il rendimento di grazie con un pellegrinaggio nazionale a Roma per l' "Anno della Fede", che si terrà dal 5 al 9 Novembre 2012. Segreteria della Conferenza Episcopale Croata (traduzione ad sensum)













                                              

venerdì 19 ottobre 2012

L'omelia per la festa di San Luca: il compito evangelico degli operatori sanitari


Un filo rosso lega l'opera del Nunzio D'Errico alla testimonianza dei medici cattolici in Croazia. E' quello del Magistero e dell'orientamento della Chiesa sulle problematiche della bioetica e della tutela della vita fin dal suo concepimento. Infatti, fin dai primi giorni della sua missione a Zagabria e durante la consegna delle credenziali diplomatiche, l'arcivescovo D'Errico si è ritrovato a dialogare pubblicamente, come rappresentante della Santa Sede, su queste problematiche nel cui merito stava allora operando il Parlamento Croato. Il chiarimento della visione della vita, dalla prospettiva cattolica ed ecclesiale, è divenuta così una questione di fondamentale importanza; anche nel dibattito sociale e nella pratica professionale dei medici cattolici che hanno celebrato la festa di San Luca, loro celeste patrono, insieme con il Nunzio con una Santa Messa nella Basilica del Sacro Cuore di Zagabria. 
L'avvenimento, che è stato annunziato nel post precedente di questo blog, ha ricevuto attenzione immediata dall'agenzia informativa cattolica, la quale ha pubblicato sul suo portale, nel giro di qualche ora, un commento sulla celebrazione e il discorso in croato del Nunzio rivolto all'Associazione Medica Croata e agli operatori sanitari.
L'Eucaristia è stata concelebrata con i padri Gesuiti, con l'assistente spirituale dell'Associazione don Draženko Tomic e don Antonio Bekavac che ha guidato la vigilia di preparazione spirituale dei partecipanti. Il coro è stato diretto da Leonard Bergovec.
L'omelia, sottolineando il significato della festa di San Luca, si è incentrata sul compito evangelico assegnato all'attività dei medici e degli operatori della sanità; un compito che invita alla testimonianza della fede nell'esercizio della professione e all'assunzione coraggiosa e coerente degli attegiamenti che il Magistero indica ai fedeli in rapporto alla bioetica e al rispetto della vita. Riportiamo direttamente le parole di S. E. Alessandro D'Errico. 


Associazione Croata dei Medici Cattolici
Festa di San Luca
(Zagabria, 18 ottobre 2012)

Sono grato al Presidente dell’Associazione Croata dei Medici Cattolici, dott. Franjo Turalija, e al Segretario Generale, dott. Ivan Ćelić, per l'invito che mi hanno rivolto a presiedere questa celebrazione eucaristica, nella festa di San Luca, patrono dei medici cattolici. L’ho accolto volentieri per l’importanza della vostra Associazione, e per la considerazione e la stima che ho per voi. E ciò tanto più che questo momento di preghiera e di riflessione ha luogo qui, in questa bella Basilica del Sacro Cuore, che rappresenta uno dei centri più importanti della presenza pastorale dei carissimi Padri Gesuiti a Zagabria.

Miei cari operatori sanitari cattolici, voi sapete bene che il Magistero della Chiesa guarda con grande attenzione alle Associazioni dei Medici Cattolici. E ciò perché voi vi proponete di vivere la vostra professione nell’ascolto ecclesiale della parola di Dio e nell’adesione al Magistero della Chiesa. E così, rivisitando vari interventi recenti del Magistero, nei giorni scorsi ho trovato due indicazioni, che a me sembrano particolarmente importanti per le vostre attività, nel nostro concreto contesto sociale e pastorale della Croazia.

La prima. I documenti della Chiesa ricordano spesso che anche a voi è rivolta la parola di Gesù: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, ero nudo e mi avete vestito, ero malato e mi avete visitato”. E cioè, l’operatore sanitario cattolico è invitato ad avvicinarsi al paziente scorgendo in lui il volto sofferente di Gesù. Siete chiamati a prendervi cura dei pazienti che vengono a voi, come persone affidate da Dio alla vostra responsabilità, riservando una speciale preferenza per chi è più povero, più solo e più bisognoso. Siete invitati a vivere la vostra professione come esercizio concreto dell’amore per il prossimo. San Giuseppe Moscati, il grande medico napoletano, amava ripetere: “Sarà la carità, non la scienza, a cambiare il mondo!” Perciò, dovrebbe essere qui la vostra identità di operatori sanitari cattolici. E cioè, di professionisti che non sono mossi da calcoli umani o interessi mondani, ma sono ispirati dalla parola di Gesù e dall’esempio del Maestro, che è venuto per servire e non per essere servito.

Seconda. C’è poi un altro punto delicato, sul quale ritornano spesso il Santo Padre e la Gerarchia cattolica. La vostra professione dovrebbe essere sempre, per la sua stessa natura, un servizio alla vita. Ebbene, voi sapete bene che, nella prospettiva biblica e cristiana, la vita è dono di Dio che nessuno può manipolare, né tanto meno eliminare. Tuttavia, questo principio, che è così chiaro nell’ottica cristiana, si trova oggi ad incontrare tante difficoltà. Purtroppo ciò non riguarda soltanto le questioni del rapporto con i pazienti, ma anche altri ambiti più complessi (e pure di natura legislativa) che potrebbero mettere a rischio la tutela della vita nel suo inizio, nel suo termine o nel suo sviluppo. In questa situazione, ciò che la Chiesa si aspetta da voi è che viviate con coerenza i vostri convincimenti di fede, anche nelle difficoltà. E che siate attivi e fedeli testimoni di una visione cristiana della vostra professione, al servizio della vita.

So per esperienza che questo non sempre è facile. Perciò affido le vostre intenzioni alla protezione di Maria, Salus Infirmorum, e di San Luca, patrono dei medici cattolici. Il mio augurio, che si fa preghiera in questa Eucaristia, è che possiate sperimentare, oggi e sempre, le consolazioni e la gioia che vengono dalla testimonianza fedele della missione che a voi è affidata dall’Associazione dei Medici Cattolici e, attraverso essa, dalla stessa Chiesa di Cristo. 



 


mercoledì 17 ottobre 2012

Con i medici per la festa di San Luca nella Basilica del Sacro Cuore di Zagabria


L'annuncio della celebrazione del Nunzio D'Errico il 18 ottobre con i medici croati per la festa di San Luca a Zagabria è riportato da qualche giorno dall'agenzia cattolica croata e dal portale croato di Radio Maria. Il luogo è la Basilica de Sacro Cuore che è officiata dai padri Gesuiti. Si trova al centro di Zagabria e vi si svolge, nello stile dell'ordine di Sant'Ignazio di Loyola, un lavoro pastorale intenso e a tutto campo. Dalle catechesi parrocchiali alle esperienze di dialogo e spiritualità, la Basilica vive una pratica ecclesiale che intreccia la tradizione liturgica con i modelli della nuova evangelizzazione e rappresenta un luogo di forte attrazione per i ricercatori della fede e di testimonianza per i credenti impegnati. 

Il Nunzio Apostolico celebra la Santa Messa vespertina delle 19.00 ed insieme con i rappresentanti dell'Associazione dei Medici Cattolici, convenuti per la festa del santo patrono della loro categoria professionale, avrà occasione di onorare la figura e l'esempio del Santo evangelista Luca. 
A seguire riportiamo la notizia divulgata in rete ed alcuni collegamenti, in particolare quello al portale della Basilica del Sacro Cuore di Zagabria e quello al Portale di GlasKoncila, per un approfondimento delle attività che vi si svolgono. Si può leggere anche la scheda su San Luca di santiebeati.it.




2012/10/18 | IKA N - 144506/10
Il Nunzio D'Errico con medici cattolici celebra San Luca

Zagabria (IKA) - Celebrazione solenne dei membri dell'Associazione Medica Cattolica Croata Giovedi 18 Ottobre presso la Basilica del Sacro Cuore a Zagabria per la festa del santo patrono Luca.
La Santa Messa tenuta alle ore 19 sarà guidata dal Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico.
Per la preparazione alla celebrazione il 16 e 17 ottobre, il raccoglimento spirituale per i membri dell'Associazione sarà guidato da p. Antonio Bekavac, OFM, cappellano in ospedale.