sabato 22 settembre 2012

L'incontro a Zagabria con i rappresentanti dei Croati all'estero


Le principali agenzie d'informazione cattoliche (ika, kta, gk) riportano la notizia dell'incontro avvenuto il 19 Settembre 2012 a Zagabria tra i numerosi delegati e responsabili pastorali dei Croati all'estero. Alla riunione, avvenuta sotto l'egida della Conferenza Episcopale Croata e della Conferenza Episcopale di Bosnia-Erzegovina, ha partecipato anche il Nunzio Apostolico S. E. Alessandro D'errico. La sua presenza ha sottolineato l'importanza dei temi pastorali e della vita ecclesiale connessi alla realtà di un popolo che registra una diffusa diaspora di molte componenti della sua comunità. Le parole del Nunzio rivolte ai partecipanti hanno manifestato la sua personale vicinanza alla problematica identitaria e religiosa dei fedeli all'estero ed il sostegno della Santa Sede all'impegno profuso a favore del popolo di Dio e della Chiesa.

2012/09/19 | 17:30 | IKA E – 144387/9 Riunione autunnale dei fedeli croati all'estero
All'incontro si è unito il Nunzio Alessandro D'Errico, che si è mostrato vicino ai delegati nel loro lavoro responsabile e dedicato alla conservazione del patrimonio culturale croato all'estero, consapevole dei contributi di tutti i soggetti operanti per il popolo di Dio loro affidato all'estero, e per la Chiesa cattolica nel suo insieme

Zagabria (IKA) – Sotto l'egida della Conferenza Episcopale Croata e della Conferenza Episcopale della Bosnia-Erzegovina la congregazione degli espatriati ha tenuto la sua riunione Mercoledì 19 Settembre a Zagabria, con la presidenza d Mons. Pero Sudar Ausiliare di Sarajevo. La riunione ha avuto corso per discutere di tutte le questioni importanti che collegano la patria e la diaspora, e sono state recepite le relazioni dei delegati sulla situazione attuale nelle missioni cattoliche croate e i rappresentanti hanno ricevuto notifica da parte della Direzione.

All'incontro si è unito il Nunzio Apostolico Arcivescovo Alessandro D'Errico, che ha rivolto ai delegati parole con le quali ha espresso la sua vicinanza e la condivisione del loro lavoro responsabile dedicato alla conservazione del patrimonio culturale croato all'estero, consapevole dei contributi di tutti i soggetti operanti per il popolo di Dio loro affidato all'estero, e per la Chiesa cattolica nel suo insieme.
All'incontro hanno partecipato quasi tutti i membri del Consiglio, il direttore dei fedeli croati all'estero don Giuseppe Bebic e i delegati dei fedeli croati all'estero, nei paesi ove si attua il lavoro pastorale: il delegato per la Svezia e nei paesi nordici mons. Stephen Biletić, il delegato per il Canada mons.Ivan Vuksic, il delegato per la Slovenia Padre Mark PrPA, il delegato per il Regno Unito e i paesi del Benelux p. Stephen Cukman, il delegato per gli Stati Uniti p. Mate Bižaca, il delegato per la Germania p. Ivica Komadina, il delegato per la Svizzera don Mico Pinjuh, il delegato per l'Australia don Ivo Tadic, il delegato per l'Austria don Giuseppe Tretnjak, la suora rappresentante Anemarie Radan, il rappresentante pastorale associato per la Germania Ivan Ivankovic e il rappresentante socio pastorale in Germania Verica Grabovac. Presso l'Ufficio della Congregazione espatriati. (traduzione ad sensum).





venerdì 21 settembre 2012

La visita ai Francescani d'Erzegovina in Dubrava

Il portale dei Francescani d'Erzegovina a Zagabria

L'idea di erigere un monastero dei Francescani d'Erzegovina nell'area di Zagabria, che curasse la formazione superiore e teologica dei novizi che erano costretti a studiare all'estero, si andò affermando tra le due guerre. Essa ha avuto poi pratica realizzazione subito dopo la seconda guerra mondiale con l'acquisizione dei donativi e delle strutture utili per la fondazione della Chiesa e del Monastero a Dubrava. Il complesso religioso ed educativo dei francescani ha avuto così occasione di svilupparsi nel clima post-conciliare e nelle dinamiche democratiche recenti, assumendo funzioni e riferimenti importanti per le comunità ecclesiali locali e per la comunione tra le diverse Province di Croazia e di Bosnia-Herzegovina. Con la sua visita alla Chiesa e al Monastero dei Francescani Mons. D'Errico ha avuto modo di apprezzare ed incoraggiare la loro opera e di riconsolidare un legame che dura dal periodo della sua nunziatura in Bosnia-Erzegovina. La notizia è stata divulgata dal portale dei Francescani e congiuntamente da IKA e KTA.

2012/09/20 | 20:29 | IKA E - 144394/9

Il Nunzio ha visitato i francescani a Dubrava

Mons. D'Errico ha ringraziato i Francescani per tutto quello che hanno fatto a testimonianza della fede in questa città, per le comunità locali e per quelle provenienti dalla Bosnia per le quali la Chiesa ed il Convento sono come una seconda casa

Zagabria (IKA) - Il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, ha visitato Giovedi 20 Settembre il monastero e la chiesa dei Francescani di Erzegovina a Dubrava. Il Nunzio è stato accolto dal Guardiano del monastero Draženko Tomic e dal Vicario della Provincia dei Francescani di Erzegovina Miljenko Steko. Il Nunzio D'Errico ha visitato la chiesa dedicata all'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria ed il monastero che ha una funzione educativa provinciale.
Dopo l'incontro fraterno con i francescani, il Nunzio ha espresso grande gioia anche per l'opportunità di rinsaldare il forte vincolo che lo lega con la comunità francescana da quando era nunzio apostolico in Bosnia. Il Nunzio D'Errico ha particolarmente mostrato interesse e plauso per la cooperazione educativa tra le due Provincie Francescane, quella di San Girolamo in Dalmazia e Istria con quella di Herzegovina, rivolta alla formazione comune presso il monastero dei seminaristi e degli studenti di teologia. Ha ringraziato tutti i francescani illustri per quello che fanno per i fedeli di questa città, per le comunità locali e, in particolare, per quelle della Bosnia che ritrovano la chiesa e il convento come loro seconda casa. Con parole di incoraggiamento e rassicurazione, il Nunzio ha espresso la speranza che durante il suo ministero apostolico l'incontro con i Francescani sarà sempre gioioso e fraterno. (traduzione ad sensum)




mercoledì 19 settembre 2012

Una conversazione del Nunzio Apostolico con il Presidente della Repubblica di Croazia

Sul portale dell'Ufficio di Presidenza della Repubblica di Croazia si legge la comunicazione
stringata di un conversazione avvenuta il 19 settembre 2012 tra il Presidente Josipovic ed il Nunzio Apostolico Alessandro D'Errico. I riferimenti comuni al dialogo aperto e alla fiducia reciproca, che caratterizzano le relazioni tra la Croazia e la Santa Sede, hanno qualificato i contenuti della discussione che ha riguardato l'opportunità di migliorare ancora la collaborazione tra lo Stato e la Chiesa a vantaggio dell'intera società croata.
   

19 09 2012
Il Presidente Josipovic ha ricevuto il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia

Il Presidente Josipovic, Mons. D'Errico e p. Ivica Hadaš sj
Fonte: Ufficio del Presidente (da IKA)
Il Presidente croato Ivo Josipovic ha ricevuto oggi, 19 settembre, il nunzio apostolico nella Repubblica di Croazia, mons. Alessandro D'Errico, per una conversazione. Durante l'incontro ambedue hanno espresso soddisfazione per lo sviluppo delle relazioni reciproche tra la Croazia e la Santa Sede che sono state considerate eccellenti. È stato sottolineato che la comunicazione aperta e la fiducia reciproca sono state componenti chiave delle relazioni precedenti che devono continuare ad essere coltivate. Gli interlocutori hanno discusso le possibilità di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra Chiesa e Stato a beneficio della società nel suo complesso.

La notizia su IKA


lunedì 17 settembre 2012

La via del dialogo strada maestra per la pace


E' la sintesi dell'indirizzo di saluto rivolto dal cardinale Vinko Puljic a tutti i rappresentanti delle culture e delle religioni convocati per l'incontro internazionale di preghiera a Sarajevo dal 9 al 11 settembre 2012. Ho letto l'indirizzo di saluto nelle pagine dedicate dal portale della Comunità di Sant'Egidio all'incontro realizzato nello 'Spirito di Assisi' e denominato “World Meeting for Peace - Sarajevo 2012 – Living Together is the Future – Religions and the Cultures in Dialogue”. L'incontro è stato organizzato dalla stessa Comunità di Sant'Egidio in collaborazione con la Comunità Islamica in BiH, con la Chiesa Serbo-Ortodossa, con l'Arcidiocesi di Vrhbosna-Sarajevo e con la Comunità Ebraica in BiH. Numerosissimi sono stati i rappresentanti i relatori e le personalità intervenuti.
L'arcivescovo di Vrhbosna-Sarajevo nella sua omelia svolta durante la celebrazione d'apertura dell'8 settembre, in una cattedrale riempita da una assemblea variegata e proveniente da molte parti e religioni del mondo, ha utilizzato parole e concetti che mi hanno portato alla mente gli stessi che ho osservato operanti nell'opera diplomatica ed ecclesiale svolta da S. E. Alessandro D'Errico nel suo ministero di Nunzio Apostolico a Sarajevo dal 2005 al 2012. Alla mente mi è soggiunto insieme con il noto legame di amicizia personale tra il cardinale ed il nunzio apostolico anche l'umile e paziente lavoro di discussione di dialogo e di impegno personale che è necessario per giungere alla realizzazione di momenti importanti e significativi per costruire istituzionalmente un futuro di pace, di concordia e di sacro rispetto reciproco tra le religioni e le culture. Un lavoro paziente ed umile efficacemente svolto in nome della Santa Sede che ha ricevuto alti riconoscimenti internazionali (Golden Charter di International League of Humanists for peace, Premio Bonifacio VIII) e celebrazioni della sua esemplarità (Libro: In Honorem). Si tratta di un lavoro proficuo svolto in un luogo divenuto 'simbolo' dello storico stridore tra le diversità antropologiche ma anche dell'attuale speranza della loro concilazione e della loro condivisione di interessi e valori umani comuni. In un luogo che oggi gli organizzatori dell'Incontro Internazionale di preghiera hanno voluto paragonare alla Gerusalemme d'Europa ed indicarlo come esempio di città futura della convivenza pacifica dei popoli e delle religioni.
Condivido un brano memorabile circa i concetti espressi nell'omelia del cardinale Puljic:

La preghiera è stata forza per sopportare gli orrori della guerra, però adesso sempre di più si stende la nuvola della disperazione. Ecco perché è importante che da questa città parta il grande messaggio di speranza, il messaggio di energia positiva, che dice: le diversità non sono uno svantaggio ma una risorsa. Da questa diversità, infatti, nasce il bisogno di costruire un mondo in cui nella convivenza e nella tolleranza si possa sperare in un futuro migliore.
Qui desidero citare le parole che il beato papa Giovanni Paolo II doveva dire a Sarajevo l’otto settembre 1994, ma non potendo venire queste parole le ha inviate: la Dichiarazione dei diritti dell’uomo è uno dei primi pilastri verso l’edificazione della pace. La guerra è contro l’uomo. Se si vuole evitare la guerra è necessario assicurare il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo tra i quali occupa il primo posto il diritto alla vita di ogni uomo, dal momento del concepimento fino alla morte naturale.
Esistono anche altri diritti, per esempio la libertà religiosa e la libertà di coscienza, che dirigono i principi della convivenza degli uomini nell’ambito spirituale. Il Concilio Vaticano II ha dedicato a questi diritti una dichiarazione particolare, la dichiarazione sulla Dignità della persona, la Dignitatis humanae.
La convivenza del singolo e dei popoli innanzi tutto deve fondarsi sui “diritti dei popoli”. Come ogni singolo uomo, così anche ogni popolo ha diritto di esistere, ha diritto di sviluppare il proprio patrimonio culturale. Esso è fonte di ispirazione per le famiglie che educando i figli, trasmettono alle generazioni future i beni culturali della patria.
“… Così nasce la pace nel rispetto dei diritti della persona e dei diritti dei popoli; così si edifica e si difende la pace”.
Noi siamo consapevoli che la pace è un compito grande. Siamo consapevoli di non essere i padroni di noi stessi, ma secondo il diritto Divino, facciamo parte di una grande famiglia; partendo dalla famiglia della nostra Chiesa locale dell’arcidiocesi di Vrhbosna, della Chiesa cattolica in Bosnia ed Erzegovina, come anche della Chiesa universale Cattolica, e guardando in senso politico anche dell’integrazione Europea. Per questo è necessaria la solidarietà del mondo nell’impegno per costruire la pace e allargare i nostri orizzonti. In primo luogo ci affidiamo a colui che è la nostra pace, il Cristo Signore risorto che ci dona la sua pace, non come lo dona il mondo, dove la legge del più forte sembra comandare, ma la pace nella quale ogni essere umano è creato da Dio, amato, redento da Cristo; così costituiamo la comunità dei credenti nella via d’amore e di pace.




domenica 16 settembre 2012

La visita pastorale a Fiume e l'omelia mariologica nella cattedrale di San Vito


La visita del Nunzio Apostolico a Fiume nel giorno della festa dell'Addolorata si è svolta in due momenti. Al mattino, in compagnia del vescovo e di altri prelati della diocesi, egli ha avuto occasione di conoscere alcune importanti realtà ecclesiali, come il Seminario Teologico e la Casa del Sacro Cuore. Al pomeriggio verso sera egli ha presieduto la celebrazione eucaristica in cattedrale. Le agenzie del giorno dopo (ika, kta e GK) riportano una sintesi degli incontri che Mons. D'Errico ha avuto durante la visita pastorale del 15 settembre. In particolare sono riproposti alcuni spunti della sua omelia sulla Madre Addolorata che egli ha tenuto durante l'Eucaristia concelebrata nella cattedrale di San Vito insieme con il vescovo titolare ed con altri sacerdoti. Egli ha trattato nella visione mariologica del dolore e della sofferenza che trovano senso di redenzione e di partecipazione con Maria al mistero della salvezza operata da Cristo sulla croce. Non è mancato l'accenno all'esempio del beato Giovanni Paolo II che in questa stessa visione volle vivere fino in fondo, con la sua personale degli ultimi giorni, il mistero salvifico della sofferenza cristiana. Ai fedeli convenuti in assemblea egli ha poi impartito una speciale benedizione a nome del Santo Padre Benedetto XVI. 


2012/09/15 | 18:33 | E IKA – 144284/9 Il Nunzio Apostolico ha visitato Fiume
Su invito dell'arcivescovo di Fiume, il Nunzio ha incontrato la chiesa di Fiume

Fiume (IKA) - Su invito di Mons. John Devčića Sabato 15 settembre, festa della Madonna Addolorata compatrona della cattedrale, il Nunzio Apostolico Mons. Alessandro D'Errico è stato in visita pastorale a Fiume.

Il Nunzio accompagnato dall'arcivescovo ha visitato il Seminario Teologico di Fiume, la casa dei sacerdoti e la casa dove è stato fondato l'Ordine del Sacro Cuore di Gesù.
Ne pomeriggio Mons. D'Errico ha presieduto la celebrazione eucaristica nella Cattedrale di San Vito. Hanno concelebrato mons. Devčića, il Vicario Generale mons. Emil Svažić, il rettore della cattedrale mons. Ivoslav Linic e numerosi sacerdoti. All'inizio Mons. Devčić ha espresso il benvenuto al Nunzio per la sua visita a Fiume, che si svolge in un momento particolare della situazione religiosa. Inoltre ha parlato del collegamento permanente della Chiesa croata con il Santo Padre e ha ringraziato per l'assistenza che la Santa Sede ha più volte dato al popolo croato anche nel periodo bellico.
Durante l'omelia, il Nunzio ha detto di essere contento per la sua prima visita a Fiume, ha rivolto un cordiale saluto ai religiosi, ai collaboratori pastorali, ed è stato lieto di portare una speciale benedizione di Papa Benedetto XVI, che è stata impartita alla fine della celebrazione a tutti i credenti. Il Nunzio in particolare ha commentato il Vangelo che racconta di Maria ai piedi della croce di Gesù, ed ha indicato alcuni punti di riflessione: "Maria è stata per secoli fonte di ispirazione e supporto per molti cristiani che si sono rivolti a Nostra Signora dei Dolori nei momenti di prova e di sofferenza." Il Nunzio ha detto che per Maria il dolore non ha mai preso il tono angoscioso e della delusione. Ella ben sapeva che suo figlio è venuto a liberare l'uomo dal peccato attraverso la sua sofferenza, la morte e il sacrificio sulla croce. Il Nunzio ha richiamato la riflessione anche sull'ultimo anno di Giovanni Paolo II, caratterizzato dalla profonda sofferenza e dalla malattia; il papa ha volentieri scelto di continuare il suo servizio in precedenza svolto, ancora di più nella malattia, anzi espressamente dicendo che voleva mostrare al mondo che le sofferenze avrebbero aiutato tutti i cristiani, e come Maria ai piedi della croce di Gesù essi possono vivere il dolore e la sofferenza sulla via della salvezza, partecipando alla sofferenza di Gesù sulla croce. Il Nunzio ha spiegato che Maria soffre non solo a causa della sofferenza di Gesù', ma anche per la tanta sofferenza che noi cristiani abbiamo causato a suo Figlio a causa dei nostri peccati. Di conseguenza, le lacrime di Maria sono lacrime della Madre celeste, che vuole convertire e fare rinunciare al peccato, che vuole far scegliere sempre ciò che è in accordo con la volontà di Dio, in tutte le circostanze della nostra vita.
Prima della benedizione finale l'arcivescovo Devčić ha ringraziato il nunzio apostolico per la sua partecipazione e per le sue edificanti parole. (traduzione ad sensum)



sabato 15 settembre 2012

Celebrazione dell'Addolorata nella Cattedrale di Fiume

Fonte: tz-rijeka.hr

Sul portale dell'arcidiocesi di Fiume (Riječka) è annunciata la celebrazione eucaristica serale dell'Addolorata presieduta da Mons. D'Errico. La celebrazione avviene nella cattedrale dedicata al santo martire Vito e nello spirito dell'accoglienza da parte della Chiesa locale  per il Nunzio Apostolico in Croazia che per la prima volta visita la diocesi retta dall'arcivescovo Ivan Devčić.
L'arcidiocesi si trova nell'area più popolata ed economicamente produttiva della Croazia occidentale. La sua storia ecclesiastica ha radici nel cristianesimo antico dei primi secoli e documentate nel periodo carolingio (IX secolo); la sua identità croata si arricchisce dei temi storici della cultura mitteluropea caratterizzata dal luogo, dalle relazioni e dagli scambi con le nazioni confinanti compresa l'Italia.






sabato 8 settembre 2012

Alla festa di san Marko di Križevci

Fonte: croatia.hr

Nella giovane diocesi di Bielovar-Križevči, scorporata da Zagabria ed eretta nel 2009, si è celebrato la memoria di un grande santo locale: San Marco Križevčanin (Križevči 1589 - Trnava 1619). Mons. D'Errico, Nunzio Apostolico che ama dialogare condividere ed immergersi nella vita della Chiesa locale, ha partecipato alla celebrazione liturgica ed ecclesiale allestita all'aperto e vissuta in comunione con numerosi vescovi sacerdoti e rappresentanti del popolo croato. La memoria del santo sacerdote martire per la fede rimanda al tempo della Controriforma. Egli fu candidato al sacerdozio proveniente da Zagabria inserito nel Collegium Germanicum Hungaricum e fu studente di teologia presso i Gesuiti della Gregoriana nella Roma del '600 (1611-1614). Ritornato in patria fu prete diocesano, poi Rettore di seminario a Trnava chiamato dal Primate d'Ungheria che fu suo maestro di studi a Graz, ed infine Canonico di Esztergom amministratore dell'Abbazia benedettina di Krásna. Egli morì martire nel contesto delle guerre di religione che si ebbero in Europa tra protestanti e cattolici. Fu beatificato da Pio X nel 1905 e canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1995. La sua testimonianza esprime importanti tematiche storico-culturali e di civiltà antropologica, ed assume significati esemplari ed attuali per la fede cattolica e per il dialogo ecumenico. 

2012/09/07 | 16:05 | IKA E - 144107/9

Celebrando la festa di San Marco di Križevci

Križevci (IKA) – Nella concattedrale di Križevci in diocesi di Bjelovar-Križevci il 7 Settembre si è celebrato la cerimonia in onore del patrono San Marco Križevčanin.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal Presidente della Conferenza Episcopale Croata Marin Srakic Arcivescovo di Djakovo Osijek in comunione con il vescovo locale Vjekoslav HUZJAK, il nuovo nunzio apostolico in Croazia Alessandro D'Errico, il vescovo di Varazdin Mons. Giuseppe Mrzljak, il Vescovo ausiliare Kosic Sisak, il vescovo di Sibenik Ante Ivas, Milo BOGOVIC Vescovo di Gospic-Senj, il vescovo ausiliare di Zagabria Mijo Gorski e cinquanta sacerdoti.
La città ha accolto con favore gli arcivescovi, i vescovi, i cari ospiti, i preti, i monaci, le suore, i teologi e i rappresentanti dell'attuale governo civili con a capo il sindaco di Križevci Branko Hrgom. Più di 3.000 i fedeli riuniti. Nella sua omelia Mons. Srakić ha esortato i fedeli a seguire l'esempio del Santo martire e di tutti i santi della Chiesa.
La Messa è stata preceduta da una processione per le vie di Križevci verso la Concattedrale e attraversare lo spazio liturgico. Dopo la Messa si è tenuto il 12° Incontro Nazionale delle persone con disabilità e l' incontro con l'organizzazione "croata Defender". La Santa Messa celebrata per la festa di oggi è stata il coronamento del manifestazioni in onore di San Mark di Križevci che si tengono da Mercoledì 29 Agosto a Domenica 16 settembre. (Traduzione ad sensum)



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