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sabato 25 luglio 2015

Cooperazione e Sviluppo al CROATIA FORUM 2015

Il Croatia Forum con l'edizione del 2015 giunge al suo decennale e si realizza nel clima politico culturale che vede la Croatia partecipe dell'UE e svolgente un sicuro e vivace ruolo nello sviluppo dell'Area Orientale e Mediterranea dell'Europa.
Sul portale del Ministero degli Affari Esteri ed Europei della Croatia il Forum 2015 è descritto nelle sue tematiche riguardanti lo Sviluppo Economico e della Cooperazione Internazionale, che sono state trattate secondo un programma di Incontri e di Conferenze e di Cerimonie Ufficiali che si sono svolte a Dubrownik tra il 9 e l'11 Luglio 2015. Vi hanno partecipato le principali Personalità Politiche ed Istituzionali della Croazia, a cominciare dalla Presidente della Repubblica la Signora Kolinda Grabar-Kitarovic, e numerosi Rappresentanti Internazionali dell'Economia, della Politica e della Diplomazia.
Per Mons. D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia, che ha seguito il Forum a livello informativo come Osservatore della Santa Sede, si tratta di una esperienza che si aggiunge ad altre anche ecclesiali che lo hanno visto spesso ospite della città dalmata (Vedi questi post sul blog).
Direttamente dal Portale del Ministero Croato riporto in Inglese così come è stato stato presentato il comunicato ufficiale del Croatia Forum 2015.

New Development Policy – Towards Partnership and a Common Vision” – this is the main topic of the tenth annual CROATIA FORUM, the traditional foreign policy conference organized by the Ministry of Foreign and European Affairs, this year being held from the 9th to the 11th of July in Dubrovnik.
The Forum represents a sort of prelude to the forthcoming International Conference on Financing for Development and the United Nations Summit to adopt the post-2015 development agenda.
The partnership between small and large donors, sustainable development, the challenges of terrorism – those are only some of the issues which will be dealt with during the three-day meeting by numerous senior officials from Croatia and abroad, as well as respectable panelists and moderators, including first-time participants from African countries.
What was then known as Croatia Summit first took place in July 2006 in Dubrovnik under the title “Completing Europe's Southern Dimension: The Values that Bind Us”. In October of the previous year Croatia had started its negotiations to join the EU, simultaneously making progress in the process of accession to NATO, wherefore the first conference was dedicated to security matters and the process of Euro-Atlantic integration, which was also the main subject of the conference the following year. “Security, Development and Prosperity” were the topics of the third annual Croatia Summit held in 2008, only months after Croatia had been invited to join NATO, while the issues of energy, investment and development were in the crosshairs at the 2009 Summit, at the time when Croatia was becoming a full member of NATO. The focus of the 2010 Summit was on global challenges from the region’s perspective and the topic of the following conference in 2011, held only days after the conclusion of the negotiations on Croatian membership in the European Union, concerned future prospects and the finalization of the transition period. “State Building and the EU Experience” were the subjects of talks at the 2012 edition of Croatia Summit, while European energy security was in the center of the participants’ attention one year later, in 2013. It was from that year onwards that the conference has been held under the name of Croatia Forum. Last year’s discussion primarily revolved around the process of European integration in the region of the Western Balkans and the event was attended by, among others, 18 foreign ministers, including the current High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy Federica Mogherini.
As in previous years, the spotlight of this year’s conference will be on the most topical issues. International development policy is an important instrument for the establishment of cooperation on a global level and CROATIA FORUM represents both an opportunity to discuss key foreign policy challenges jeopardizing development, such as conflicts and terrorism, and a chance to look into the ways in which development cooperation can contribute to overcoming those challenges.
We have no doubt that this year’s meeting in Dubrovnik, too, will arouse great interest, not only among those involved in international relations and diplomacy, but also among all who appreciate stimulating discussion and creative answers to the global issues that surround us.

domenica 14 dicembre 2014

Visita alla Comunità delle Francescane dell'Immacolata Concezione di Zagabria

L'Arcivescovo D'Errico ha iniziato il percorso pastorale di Avvento con la visita ad una Comunità zagabrese di Suore Francescane che si ispirano all'antica aggregazione dell'Immacolata Concezione di Dubrovnik (vedi questo portale).
Il clima cordiale dell'incontro e del dialogo spirituale ha caratterizzato i vari momenti della visita che è culminata nella Celebrazione Eucaristica, e nelle parole che il Nunzio ha rivolto alle Suore nella prospettiva della missione ecclesiale propugnata da Papa Francesco. Riporto il commento tradotto ad sensum divulgato dalle principali agenzie cattoliche e dai portali vicini alle Suore Francescane. Si evince in qualche modo il senso e la struttura dell'omelia tenuta da Mons. D'Errico.  

Il Nunzio D'Errico ha visitato la comunità francescana

Il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'arcivescovo Alessandro D'Errico, ha visitato il 1 ° dicembre la comunità francescana di Zagabria dell'Immacolata Concezione di Dubrovnik.
Ha celebrato la messa nel monastero e poi si è intrattenuto in una conversazione fraterna con tutta la comunità di suore. All'inizio della celebrazione eucaristica, a nome della comunità delle francescane, il Nunzio è stato accolto dalla Sr. Darjia Jovanovic che gli ha augurato il benvenuto ed ha espresso la gioia e l'onore che la comunità provava per l'arrivo del rappresentante del Papa. Nella sua omelia il Nunzio ha parlato di Papa Francesco,conoscendo la particolare attenzione con cui le monache seguono i discorsi ed il magistero del Papa, e le difficoltà vissute dalla Chiesa. Il Nunzio D'Errico nella sua omelia ha parlato del Papa sotto tre aspetti - il Papa come Pietro che conferma i suoi fratelli, il Papa come testimone, e il Papa come pastore. Egli si è soffermato soprattutto su quest'ultimo aspetto, notando che il Papa sta cercando di essere semplice nei suoi discorsi, in modo che la gente possa capire. Inoltre ha parlato della necessità che nella Chiesa, e in particolare tra i monaci, vi sia un cambio di mentalità che porti ad una maggiore accoglienza e alla capacità di andare incontro a coloro che non conoscono Dio. "Perché la gente e i giovani vengono in chiesa sempre meno numerosi", ha detto il Nunzio D'Errico, "non possiamo avere paura di andare da loro e di semplicemente annunciare Gesù, la Buona Novella. La chiesa dovrebbe cercare quelli che sono spiritualmente e materialmente poveri, tutti coloro che sono trascurati, abbandonati ed emarginati". Ha osservato che i Francescani sono particolarmente portati a comprendere i poveri e la trasformazione della Chiesa come indica Papa Francesco, al fine di compiere al meglio il loro ruolo e contribuito. Ha detto che essi in modo speciale dovrebbe essere missionari, non necessariamente in qualche terra lontana, ma proprio dove vivono. Ha sottolineato che la loro comunità è ancora aperta, e ogni giorno continua a riconoscere i bisogni dell'uomo di oggi. Al termine della Santa Messa Suor Darjia ha ringraziato il Nunzio D'Errico per le sue ispirate parole, delle cose dette sul Papa e mostrando un modo semplice come si possa aiutare altre persone e soddisfare più facilmente il Signore.


mercoledì 7 maggio 2014

Il IX Meeting dei Giovani Cattolici Croati a Dubrownik

Centinaia di titoli sui media principali, laici e cattolici, e sulla rete hanno rappresentato la colorata festa nazionale della Gioventù Cattolica Croata celebrata il 26 Aprile 2014 a Dubrownik. Oltre trentamila giovani, riuniti intorno alla grande croce simbolo, sono stati accolti nelle mura della città vecchia dal vescovo titolare Uzinić, dal Presidente del Comitato Giovanile dei vescovi cattolici , Mijo Gorski, a nome del Consiglio e di tutti i vescovi della CBC, da altri vescovi giunti da altre diocesi della Croazia, e da S. E. Alessandro D'Errico Nunzio Apostolico e Rappresentante del Papa..
Il vescovo Gorski ha esortato i giovani con riferimenti evangelici a vivere intensamente la loro esperienza ecclesiale.

Sono seguite performance teatrali e musicali dei giovani, i quali hanno anche partecipato alla processione con la croce verso la cattedrale e alla Santa Messa serotina.



Il giorno dopo, il 27 Aprile Domenica della Misericordia, tanto amata dal Santo Papa dei giovani, Giovanni Paolo II, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico ha celebrato la Santa Messa nella parrocchia di Sant'Anna di Brgat, a qualche chilometro da Dubrownik, insieme con centinaia di giovani provenienti dalle diverse diocesi della Croazia di BiH. Da Zara, da Sarajevo, da Banja Luka e da altre. Egli ha sottolineato l'importanza dell'incontro con i giovani e li ha invitati a condividere la gioia e la bellezza della loro esperienza, esortandoli a farsi annunciatori del Vangelo, nella luce della fede nel Signore risorto e nel loro ritorno ai luoghi di provenienza. Egli ha fatto espresso riferimento al pensiero di Papa Francesco per una Chiesa aperta al mondo e alla sua ultima esortazione apostolica Evangelii Gaudium. La sua omelia è stata incentrata sull'azione dello Spirito Santo, dono del Signore ai suoi discepoli, e sulla testimonianza cristiana. Non ha fatto mancare il riferimento alla canonizzazione dei papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II che avveniva in contemporanea a Piazza san Pietro. Ha esortato infine i giovani a vivere fortemente il legame ecclesiale con i loro Pastori e di farsi portatori dell'insegnamento di Papa Francesco. 


martedì 1 aprile 2014

Intervento della Santa Sede alla Conferenza sui Diritti del Bambino a Dubrovnik

Nei giorni 27 e 28 marzo 2014 si è svolta nell'Hotel Excelsior di Dubrovnik la Conferenza sulle Strategie dei Diritti del Bambino (programma 2012-2015) promossa dal Consiglio D'Europa ed organizzata dal Governo della Croazia. Sul portale del Consiglio D'Europa si possono leggere, nelle tre lingue accreditate (Francese, Inglese e Croato) i documenti e le brochure relativi alla Conferenza, le tematiche in discussione nella due giorni di Relazioni e di Tavole rotonde, i curricula e gli argomenti dei numerosi esperti e studiosi internazionali partecipanti.
Alla Conferenza hanno partecipato le delegazioni di una cinquantina di Stati. Per la Croazia la Delegazione è stata presieduta dal Vice-Primo Ministro Sig.ra Milanka Opačić.
La Santa Sede è stata presente con una Delegazione composta da S.E. Mons. Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia, e Mons. Jean-François Lantheaume, Consigliere di Nunziatura.
Mons. D'Errico è intervenuto alle 16.30 di venerdì 28 marzo con un discorso pronunciato in francese, nel corso della Sessione Plenaria conclusiva dedicata alla messa a fuoco delle problematiche e delle proposte discusse nelle sessioni precedenti e nelle varie tavole rotonde dedicate agli obiettivi strategici del programma europeo circa i Diritti del Bambino. In particolare gli obiettivi considerati erano stati: 1. Servizi per la salute e la socializzazione; 2. Prevenzione e la lotta contro gli abusi sessuali; 3. Forme di promozione dei Diritti dei Bambini; 4. Partecipazione dei Bambini alla vita sociale.
A nome della Santa Sede Mons. D'Errico ha esordito con i ringraziamenti e gli apprezzamenti per il lavoro organizzativo svolto dalle Autorità Croate e per la Conferenza sulle Strategie per i Diritti del Bambino promossa dal Consiglio D'Europa.
Ha espresso la preoccupazione e l'impegno della Santa Sede per la realizzazione delle iniziative dedicate all'educazione, alla famiglia, alla scuola, alla dignità della persona e alla crescita morale e spirituale dei bambini. Ha quindi svolto un analisi puntuale degli obiettivi discussi nelle sessioni e nelle tavole rotonde, ed ha indicato le iniziative e gli impegni che la Santa Sede promuove ed assume in particolare rispetto alle problematiche della violenza sessuale nei confronti dei bambini, rispetto alle problematiche della giustizia minorile, e rispetto al coinvolgimento dei bambini nella partecipazione alla vita sociale e comunitaria. Ha concluso auspicando a nome della Santa Sede che la tematica dei Diritti del Bambino rimanga una priorità per il Consiglio d'Europa.

Di seguito possiamo leggere il testo del discorso pronunciato in francese dal Nunzio Apostolico.


INTERVENTION DU SAINT-SIEGE

Conférence sur la mise en œuvre de la
Stratégie du Conseil de l’Europe sur les droits de l’enfant 2012-2015
(Dubrovnik, 27-28 mars 2014)


Monsieur le Président,

Je voudrais avant tout exprimer la reconnaissance de la Délégation du Saint-Siège aux Autorités croates qui accueillent cette Conférence pour les efforts déployés dans l’organisation de cette rencontre et pour la courtoisie avec laquelle nous avons été accueillis.

Je voudrais aussi remercier le Conseil de l’Europe qui a promu cet événement important, qui affronte des thèmes d’une grande actualité.

Depuis le lancement de la Stratégie de Monaco en 2012, rien n’a permis de mettre un terme à la souffrance des enfants à travers le monde. Même si la distance entre le réalisé et le souhaitable semble parfois se creuser, le Saint-Siège et beaucoup d’organisations d’inspiration catholique qui œuvrent au service des enfants ne se satisfont pas de ce constat et continueront à agir pour que tout enfant puisse vivre une vie pleine et digne.

Le Saint-Siège souhaite que la présente réunion et la stratégie du Conseil de l’Europe qui se délinéera pour les deux prochaines années témoignent de notre capacité non seulement à laisser parler notre générosité, mais aussi de notre volonté de réagir et de porter remède afin de protéger les intérêts de l’enfant, y compris ses intérêts moraux et spirituels.

Le Saint-Siège a pris note de différents sujets qui ont été abordés dans les tables rondes et qui répondent aux thématiques des objectifs stratégiques de la Stratégie du Conseil de l’Europe sur les droits de l’enfant de 2012- 2015. A ce propos, notre délégation souhaite partager les suggestions suivantes:

Prévenir et combattre la violence sexuelle à l’encontre des enfants (objectif stratégique No 2): Le Saint-Siège valorise la mise en œuvre d’actions de prévention et de dénonciation de la maltraitance sous toutes ses formes ayant pour but de renforcer les capacités propres des enfants, de sensibiliser leur famille et les communautés, d’informer le grand public et de favoriser une culture de la bientraitance. La réalisation de campagnes de prévention et le partage de bonnes pratiques dans les communautés, les écoles, les centres socio-éducatifs contribuent en premier lieu à créer un environnement bientraitant dont le premier acteur est l’enfant lui-même avec sa famille. Deuxièmement, cela favorise une culture de bientraitance qui passe par la dénonciation de la maltraitance sous toutes ses formes et par la promotion des droits de l’enfant.

Justice des mineurs (objectif stratégique No 3): Il est primordial de promouvoir et défendre les droits fondamentaux des enfants en situation de conflit avec la loi, en leur assurant un environnement protecteur et en favorisant leur réinsertion familiale, scolaire et socioprofessionnelle. A cet égard, le Saint-Siège encourage vivement les acteurs institutionnels à intégrer une approche restaurative dans les lois et les politiques publiques et exhorte les acteurs de la société civile et les professionnels des médias à mettre au centre de leur action le respect de la personne, à travers notamment la reconnaissance des bénéfices des mesures non privatives de liberté et la nécessité de donner une perception plus positive de l’enfant en situation de conflit avec la loi.

Participation des enfants: générer le changement (objectif stratégique No 4): Il convient de reconnaître que les expériences de participation visant à intégrer les enfants ou adolescents dans le processus d’élaboration des politiques publiques, font souvent référence à des formes et à des structures de débats non adaptées au degré de maturité de l’enfant. C’est pourquoi, afin d’éviter une participation faussée, ou même source d’exclusion, il conviendrait de prévoir des espaces intergénérationnels et des propositions pédagogiques concrètes valorisant non seulement, la famille et l’école comme espaces de socialisation, mais aussi le rôle essentiel des parents et éducateurs dans le développement intégral de l’enfant, y compris sa créativité et sa capacité à manifester ses opinions et ses pensées.

Le Saint-Siège continuera à suivre avec une particulière attention les questions liées à ces thématiques avec l’espoir que le thème de la protection de l’enfant demeurera l’une des priorités du Conseil de l’Europe.

Je vous remercie de votre attention.



mercoledì 20 marzo 2013

A Dubrovnik per la solennità di San Giuseppe e l'inizio del pontificato di Papa Francesco


Mons. D'Errico ha visitato la diocesi di Dubrovnik ed ha presieduto la celebrazione eucaristica della solennità di San Giuseppe nella cattedrale di Nostra Signora. Egli ha accolto l'invito del Vescovo Uzinić e insieme con la comunità diocesana ha pregato in comunione con Papa Francesco che a Piazza san Pietro ha celebrato la Santa Messa dell'inizio del suo pontificato. Il grande significato spirituale dell'avvenimento, celebrato dalla Chiesa universale proprio nel giorno dedicato alla “custodia” del Santo padre putativo di Gesù, è stato sottolineato dal Nunzio Apostolico in Croazia che ha svolto un'omelia intensa ed ha condiviso la benedizione del Santo Padre.
Il portale della Diocesi di Dubrovnik ha dedicato un ampio commento alla celebrazione del Vescovo D'errico insieme con una bella galleria fotografica e con un un efficace video incentrato sull'omelia.

Sullo stesso portale, a firma di Angelina Tadic, è riportato un commento con vasta galleria fotografica alla visita pomeridiana del Nunzio al centro storico svolta in compagnia del Vescovo e di alcuni funzionari. Sono riferite le impressioni del Nunzio sulla città e le sue dichiarazioni ai giornalisti che lo hanno intervistato. Dalla sintesi tradotta ad sensum leggiamo:
Il Nunzio ha detto di essere felice di visitare Dubrovnik in veste di Nunzio in Croazia. Egli ha fatto un confronto con la precedente esperienza di servizio in Bosnia-Erzegovina e in Montenegro ed ha espresso le preoccupazioni della Santa Sede per le sorti in queste nazioni della componente croata, sostanzialmente cattolica: "La Santa Sede è molto preoccupata per la scomparsa del popolo croato in Bosnia-Erzegovina e in Montenegro. La nostra preoccupazione deriva dal punto di vista religioso. Perché se scompare il popolo croato con lui scompare la fede cattolica. Vi è una continuità del popolo croato in tutti questi paesi, le radici stesse, la stessa fede, la tradizione, la devozione alla Chiesa e al Papa, le dinamiche stesse della missione, gli stessi doveri e gli obblighi per la pastorale. Ma c'è una grande differenza. In questi paesi, i croati sono solo un piccolo gruppo che ha grandi problemi. In Bosnia-Erzegovina non si sentono riconosciuti come popolo costituente, mentre la situazione è leggermente migliore in Montenegro. Qui in Croazia, l'atmosfera è completamente diversa, perché è un ambiente cattolico”. Per quanto riguarda il cattolicesimo in Croazia, dove le autorità non hanno alcun problema a riconoscere il valore storico della tradizione cattolica e la fede, il Nunzio Apostolico ha detto che questo sarebbe più una riscoperta del cattolicesimo. La fede cattolica è stata intimamente legata alla storia e all'identità dell'uomo croato. I Vescovi non possono abbandonare ciò che ha dato l'identità del popolo croato, e le tensioni che si registrano tra alcuni vescovi e il governo saranno senz'altro risolte ed avranno buon esito”.

 Anche le principali agenzie cattoliche croate (IKA e Glas Koncila) hanno divulgato commenti che si possono leggere ai link segnalati. Possiamo leggere tutti i contenuti dell'omelia direttamente dal testo in italiano preparato dal Nunzio.

Visita a Dubrovnik
Solennità di San Giuseppe
(Omelia, 19 marzo 2013)

Sono grato al Vescovo Uzinić per la gioia che mi dà oggi di celebrare con voi la Solennità di San Giuseppe, Patrono della Chiesa universale. Lo ringrazio vivamente per le parole di benvenuto che mi ha rivolto e per la fraternità con cui mi ha accolto. Saluto cordialmente i Vescovi presenti, i sacerdoti, i religiosi, le religiose, gli operatori di pastorale e tutti voi che partecipate con tanta devozione a questa Santa Messa.
Oggi è un grande giorno per la Chiesa Universale, perché questa mattina il Santo Padre Francesco ha inaugurato solennemente il Suo pontificato. Il Vescovo mi diceva che state pregando molto per Lui. Ora, come Rappresentante Pontificio, vorrei invitarvi ad intensificare la preghiera per Lui, specialmente in questa Santa Messa. Egli è Pietro, la roccia su cui è fondata la Chiesa; è il principio ed il fondamento visibile dell’unità. Il nostro augurio per Lui oggi - che si fa preghiera in questa Eucaristia - è che da tutti sia accolto fedelmente il Suo magistero; e per tutti Egli sia un costante punto di riferimento, soprattutto nelle difficoltà in cui talvolta vengono a trovarsi le Chiese particolari e le società civili.
Mons. Uzinić mi aveva invitato a venire a Dubrovnik due mesi fa, quando ancora era Papa il venerato Santo Padre Benedetto XVI, che oggi celebra la festa onomastica. Anche per Lui vorrei invitarvi a pregare oggi, come segno di filiale gratitudine per il molto che Egli ci ha dato, in otto anni di illuminato magistero e di esemplare ministero apostolico.
Inoltre, questo è un giorno importante per la vostra comunità diocesana anche perché voi celebrate il secondo anniversario dell’Ordinazione episcopale del vostro Vescovo. Ho un caro ricordo di quel giorno. Ero Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina. Mi trovavo a Mostar per la Sessione primaverile della Conferenza Episcopale di Bosnia e Erzegovina; e, naturalmente, nelle conversazioni con i confratelli Vescovi, l’Ordinazione del nuovo Vescovo di Dubrovnik era un argomento ricorrente. In questi due anni, Mons. Uzinić ha saputo raccogliere l’eredità spirituale dei venti anni di episcopato di Mons. Puljić; e abbiamo tutti apprezzato lo zelo e il dinamismo del suo ministero episcopale. Perciò, in questa Santa Messa rendiamo grazie a Dio per tutto ciò che egli ha realizzato e sta realizzando; ci congratuliamo con Lui; e, guardando al futuro, affidiamo allo Spirito Santo, attraverso l’intercessione di San Giuseppe, i suoi progetti e le sue speranze per la Chiesa di Dio che è in Dubrovnik.
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Miei cari fratelli e sorelle, per la nostra meditazione vorrei proporre qualche breve riflessione sulla figura e sull’insegnamento di San Giuseppe, così come ci vengono presentati dai pochi passi di Vangelo che parlano di lui. Mi colpiscono soprattutto due aspetti. In primo luogo, egli appare nei momenti chiave dell’infanzia di Gesù, ma di lui non è registrata neppure una parola. In secondo luogo, si sottolinea sempre la sua piena disponibilità a fare la volontà di Dio.
Così avviene anche nel brano del Vangelo che abbiamo ascoltato. Giuseppe si trova dinanzi ad una situazione umanamente imbarazzante: Maria, sua promessa sposa, attende un bambino. Egli si domanda, come farebbe ogni uomo, cosa deve fare. Riceve un sogno, rivelatore dei disegni di Dio: “Non temere Giuseppe. Ciò che è avvenuto è opera dello Spirito Santo”. E la sua risposta è pronta e incondizionata: “Fece come l’angelo del Signore gli aveva ordinato”.
In questo senso possiamo capire una piccola nota dello stesso brano, ove si dice: “Era un uomo giusto”. Qui “giusto” non è da intendersi nel senso di giustizia distributiva, e cioè di dare a ciascuno il suo. Qui “giusto” significa che Giuseppe era un uomo pio: uomo sempre alla ricerca della volontà di Dio, e sempre animato da grandi criteri di amore per il prossimo. In altre parole, anche per Giuseppe, come per Maria sua sposa, alla base della sua vita c’è anzitutto un atteggiamento di fede, come ci viene suggerito dalla seconda lettura. Fede è fidarsi di Dio sempre, in ogni circostanza. Anche e soprattutto nelle difficoltà. Fede è sperare contro ogni speranza, nella rinuncia ai criteri dell’uomo, per un completo abbandono ai criteri di Dio.
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Nei giorni scorsi, pensando a questa celebrazione, mi chiedevo che cosa può dire in concreto a noi oggi l’esempio di Giuseppe. Vorrei limitarmi a presentare brevemente qualche pista di riflessione.
Prima pista. Giuseppe è uomo “giusto” che confida nel Signore. Egli ci dice che - quali che siano o che saranno le difficoltà che incontreremo - il nostro impegno di vita cristiana e il contributo che vogliamo dare a livello sociale e civile per il bene del Paese, devono nutrirsi soprattutto di fede e di preghiera. L’esempio di San Giuseppe ci ricorda che la preghiera non è un aspetto “opzionale” della vita cristiana. Come farebbe ogni figlio, che sa di avere un padre che si preoccupa di lui, dobbiamo presentare a Dio, che è nostro Padre celeste, le nostre ansie, le nostre difficoltà, le nostre speranze, i nostri desideri, i nostri progetti. Ed è proprio questo che vogliamo fare oggi: per noi, per le nostre famiglie, per la comunità diocesana, per la Chiesa, per il mondo intero, e specialmente per Papa Francesco e per Benedetto XVI.
Seconda pista. L’esempio di Giuseppe, uomo laborioso, che accompagna lo spirito di fede con lavoro intenso, umile e responsabile, ci dice che ciascuno deve avvertire il dovere di fare la sua parte, nella Chiesa e nella società. Nessuno deve esimersi da questa responsabilità. Ciascuno deve sentirsi chiamato da Gesù, il Maestro, a fare buon uso dei talenti ricevuti. Con serietà e responsabilità. Perché come si dice: “La casa grande si costruisce con piccoli mattoni”.
Terza pista. La vita di Giuseppe, uomo giusto, che cerca di conformare sempre le sue scelte ai criteri di Dio, ci invita a continuare la nostra ricerca, sincera e appassionata, dei criteri di Dio. Così com’è avvenuto in passato, secondo le migliori tradizioni del popolo croato, dobbiamo cercare in Lui, Padre celeste, e nella Parola di Gesù, il riferimento costante per le questioni che dobbiamo affrontare. Così, per esempio:  Dio è Amore, che pensa al di sopra dei criteri dell’uomo: perciò, come Lui siamo chiamati a diffondere perdono, misericordia e comprensione. Dio è Principe della Pace: come Lui, abbiamo il dovere di essere operatori di pace, annunciatori e costruttori di riconciliazione, lavorando insieme con tutte le persone di buona volontà, cercando insieme la soluzione dei problemi, in spirito di dialogo positivo e costruttivo. Dio è comunione di vita nelle diversità delle Persone: questa unità - unità nella diversità - è ciò che dobbiamo auspicare per le nostre comunità diocesane e per la società civile.
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Miei cari fratelli e sorelle, affido queste riflessioni alla celeste protezione di San Giuseppe, di San Biagio, e di Maria Madre della Chiesa. Attraverso la loro intercessione, prego per il Santo Padre Francesco e per Benedetto XVI, per il vostro Vescovo, per i degni sacerdoti che lo accompagnano nell’esercizio del Suo ministero episcopale, per tutti e per ciascuno di voi. Per tutti auspico abbondanza di benedizioni e di grazie, per il bene della Chiesa di Dio che è in Dubrovnik e della Chiesa Universale. Amen!