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lunedì 30 marzo 2015

Incontro con la Presidente della Repubblica di Croazia

Il portale della Presidenza della Repubblica di Croazia ha pubblicato un comunicato che riguarda l'incontro avvenuto il 27 Marzo 2015 tra la Presidente Sig.ra Grabar-Kitarović ed il Nunzio Apostolico l'Arcivescovo Alessandro D'Errico. Oggetto del colloquio è stata la visita ufficiale che la Presidente farà al Vaticano il 22 Maggio 2015; una visita attesa con gioia dal Santo Padre. Durante l'incontro le due personalità hanno parlato anche dei rapporti tra la Croazia e la Santa Sede e della situazione dei Croati di Bosnia-Erzegovina.
La notizia dell'incontro è stata divulgata dai principali media nazionali e dalle agenzie cattoliche; in particolare Vecernji list ha evidenziato l'importanza della visita della Presidente alla Santa Sede.
Propongo di seguito la traduzione ad sensum dal croato del comunicato della Presidenza della Repubblica.


La Presidente Grabar-Kitarović ha parlato con S. E. l’Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia.
Il Nunzio Apostolico ha trasmesso alla Presidente della Repubblica un messaggio del Santo Padre, il quale con grande gioia attende la sua visita ufficiale alla Santa Sede, il 22 maggio 2015.

Nel seguito del colloquio, la Presidente della Repubblica e il Nunzio Apostolico si sono soffermati sui rapporti tra la Repubblica di Croazia e la Santa Sede e hanno scambiato opinioni circa la situazione in Bosnia ed Erzegovina, e in particolare circa la posizione dei croati.


domenica 14 dicembre 2014

Incontro a Zagabria con Dragan Čović Presidente di Bosnia-Erzegovina

Nella Nunziatura di Zagabria l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, rappresentante del Papa nella Repubblica di Croazia, ha incontrato il Sig.r Dragan Čović neo eletto Presidente della Bosnia-Erzegovina per la componente croata di questa Nazione. E' noto infatti che in Bosnia-Erzegovina vi sono 3 Presidenti: uno per ciascuno dei tre popoli costitutivi (uno per i serbi-ortodossi, uno per i croati-cattolici e uno per i bosgnacchi musulmani). Il Presidente Covic è stato recentemente eletto nelle elezioni di Ottobre 2014. L'incontro è stato particolarmente significativo, sia dal punto di vista religioso e sia dal punto di vista politico. Le due Personalità hanno infatti discusso della questione dei Croati-cattolici di Bosnia-Erzegovina e dei rapporti con la Repubblica di Croazia, nella prospettiva dell'unificazione europea.
La notizia dell'incontro è stata data dalle principali testate giornalistiche della Croazia che hanno estensioni anche in Bosnia-Erzegovina, come quella di Vecernji.ba e di Vijesti.ba. Essa è rimbalzata anche sui social, soprattutto sulle pagine e sui profili dei partiti politici. Propongo alla lettura una sintesi, tradotta ad sensum dal croato, dei commenti rilevati dalla rete.

INCONTRO A ZAGABRIA
D'Errico e Covic hanno discusso dei Croati in Bosnia-Erzegovina e dei rapporti con la Repubblica di Croazia
ZAGABRIA / Mostar – Il Nunzio Apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico ha incontrato a Zagabria Dragan Covic, membro croato neoeletto della Presidenza della Bosnia-Erzegovina, Presidente dell'Assemblea popolare croata e di HDZ BiH.
In una conversazione aperta e cordiale il Rappresentante del Papa si è congratulato con Dragan Covic per la sua elezione come membro croato della Presidenza della Bosnia-Erzegovina e ha espresso i migliori auguri per il suo impegno e per quello degli altri due membri della Presidenza della Bosnia-Erzegovina, per il bene comune di quella nazione.
L' Arcivescovo D'Errico ha sottolineato che in BiH tutte le questioni in gran parte sono associate con la politica, e che uno dei doveri dell'inviato del Papa, sia in Croazia e sia in BiH, è quello di seguire con grande interesse ed attenzione tutti gli eventi. In particolare quelli relativi alla questione croata in Bosnia-Erzegovina. Egli ha detto che la Bosnia-Erzegovina non è sola e che l'Europa segue con attenzione ciò che in essa sta accadendo.
Dragan Covic durante la conversazione con l'inviato pontificio in Croazia ha delineato la situazione attuale in Bosnia-Erzegovina, ed ha parlato dei negoziati che hanno avuto luogo sulla formazione del governo e dei recenti accordi firmati tra i partiti politici.

Si è parlato delle prime mosse del membro croato della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina, della annuncio della visita di Covic in Vaticano, a Bruxelles e a Zagabria. Difatti appena eletto membro croato della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina egli ha visitato Zagabria e in una riunione con i funzionari croati li ha ringraziati per il sostegno dato al popolo croato in Bosnia-Erzegovina. 


giovedì 31 ottobre 2013

Presentazione del libro “I Croati di Kotor Varos” al convento francescano di Dubrava

I Francescani del Convento di Dubrava, comune della Regione di Zagabria, hanno organizzato la presentazione del libro di storia e documentazione “I Croati di Kotor Varos”. I Francescani di Dubrava appartengono alla provincia di Erzegovina e svolgono un particolare ruolo nel dialogo religioso in Croazia e nel collegamento culturale che riguarda i Croati di Bosnia-Erzegovina.
Il libro parla degli avvenimenti storici e recenti, legati alla guerra nell'ex-Jugoslavia, di una città della Bosnia-Erzegovina situata nella regione di Banja Luka; ed esso si inserisce nel complesso delle iniziative che attengono la riflessione e la documentazione intorno alla situazione dei Cattolici, rappresentati principalmente dalla componente croata, in Bosnia-Erzegovina. Questa riflessione in Croazia è molto sentita ed assume caratteristiche che attengono la tradizione religiosa e l'identità storico-culturale della nazione. Si comprende perciò l'importanza della presentazione che ha richiamato nel convento di Dubrava la partecipazione di molte personalità della cultura religiosa e laica della Croazia e della Bosnia-Erzegovina. Alla presentazione non è mancato l'Arcivescovo Alessandro D'Errico il quale, sia come Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina fino al 2012 e sia come attuale Nunzio Apostolico in Croazia, segue con particolare impegno ed attenzione la questione dei Cattolici e dei Croati di Bosnia-Erzegovina.

Il significato storico-culturale della presentazione è stato colto e pubblicato con particolare approfondimento dalle agenzie informative cattoliche di Croazia e di BiH (IKA e KTA) e dalla testata internazionale di Vecernji list. Segue la traduzione ad sensum del testo letto su Ika, ripreso e commentato anche dalle altre comunicazioni in rete.

2013/10/22 | 20:01 | IKA E – 154888/10
Presentazione del libro "I croati a Kotor Varos"
Pubblicato in occasione del 20° anniversario dell'aggressione serba a Kotor Varos


Zagabria (IKA) - Il libro "I croati a Kotor Varos", pubblicato in occasione del 20° anniversario dell'aggressione serba a Kotor Varos è stato presentato Martedì, il 22 Ottobre a Dubrava nel convento dei Francescani di Erzegovina. E' stato presentato da suoi redattori Ivo Pranjkovic, Don Stipo Karajica e Luca Vinojčić, con i contributi di Vlado Pandžić e del prof. Zoran PILIČIĆ, e del moderatore Dott. Vine Mihaljevic. Il libro è stato pubblicato in edizione congiunta dal convento francescano di Jajce, dalla canonica di Kotor Varos e da FMC "Luce delle parole" di Sarajevo.
L' edizione è sorta su iniziativa dei francescani di Kotor Varos, e grazie agli sforzi speciale di don Stipe KARAJICA vicario nella parrocchia di Sesvetska Sopnica a Zagabria, che insieme hanno operato una raccolta di dati sulle vittime dell'aggressione serba a Varos Kotor e dintorni dell'11 giugno del 1992. e sulle vittime della II seconda guerra mondiale e del dopoguerra. Per la memoria era stato eretto il monumento di fronte alla chiesa parrocchiale nel mese di ottobre dello scorso anno ed è stato celebrato il 20° anniversario dell'aggressione serba sulla città e i suoi dintorni.

La presentazione del libro è stata introdotta dal Dott. Mihaljevic che ha rivolto parole di benvenuto alle personalità presenti tra le quali il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, il Superiore del convento di Dubrava don Draženko Tomic, l'Abate del monastero di S. Elias di Zagabria Bozo Lujic, l'Amministratore parrocchiale di Sesvetska Sopnica don Zdravko Dadić, Jozo Zovko, Anto Simunovic pastore di Kotor Varoš, il Presidente dell'Associazione dei Croati di Kotor Varoš a Zagabria Marko Bilobrk, il Presidente prima della guerra del Comune di Kotor Varos Anto Mandic, molti sacerdoti e suore, Darius Krsticevic, l'inviato presso l'Ufficio di Stato dei Croati all'estero Ivan Zeba, il Vice Sindaco di Zagabria Stipe Zeba, molti parrocchiani di Sesvetski Sopnica e delle parrocchie vicine e numerosi rifugiati di Kotor Varos e loro amici.
Il libro si presenta come una sorta di memoriale per Varos Kotor e i suoi abitanti, perché contiene una serie di informazioni dettagliate e preziose circa la storia, la geografia, la cultura e le persone in Varos Kotor, a partire dalla sua prima menzione documentata fino ad oggi, e numerose foto del repertorio museale sacro e degli avvenimenti. E' diviso in sette capitoli, con la copertina ornata dalla chiesa di Kotor Varoš, per un totale di 334 pagine.
L'organizzatore e co-editore Dr. Pranjkovic ha detto che il libro contiene due particolarità, le prime due liste pubblicate finora, la lista delle 600 vittime di Kotor Varos della II Seconda guerra mondiale e del dopoguerra, e la lista di 174 vittime dell'aggressione serba in Kotor Varos.

Il libro inizia con estratti selezionati dalle cronache francescane, scritti storici e diari di viaggio riguardanti Kotor Varos e le condizioni in Bosnia-Erzegovina; avvenimenti registrati da francescani come Nicholas Lašvanin, ad esempio, che descrive la peste in Bosnia a Kotor Varos nel 18° secolo, poi da Don Giovanni Frano Jukic con il suo viaggio in Bosnia del 1843. E poi da altri francescani bosniaci in diverse situazioni e in particolare durante la dominazione ottomana. Il secondo capitolo presenta le memorie storiche dei croati di Kotor Varoš e molti dettagli della storia antica e recente, della Chiesa cattolica, delle parrocchie e degli eventi legati all'aggressione serba e delle persecuzioni a Kotor Varoš. Segue un capitolo riguardante i Croati di Kotor Varoš e la la lista delle vittime della II seconda guerra mondiale e del dopoguerra. Il quarto capitolo contiene articoli di giornale su Kotor Varos prima e dopo l'aggressione; il quinto contiene le canzoni popolari di Kotor Varoš raccolte da Michael Pavlinović nel suo viaggio in Bosnia del 1874.

Il capitolo "Le dichiarazioni e le testimonianze", sottotitolato "La verità della sofferenza, tortura e trattamenti inumani da serbi contro croati e musulmani nella zona di Kotor Varos" porta la testimonianza di Viktor Grgic, sopravvissuto alla tortura, sull'uccisione di due suoi fratelli, e le testimonianze delle altre torture che hanno sperimentato i musulmani. 
Il libro si conclude con discorsi di alcuni dei partecipanti ed organizzatori tenuti in Kotor Varos all'apertura delle commemorazioni delle vittime croate. Secondo il prof. PILIČIĆ, che in tempo di guerra era il comandante del Primo Battaglione del HVO, in Kotor Varos vivevano 10.700 fedeli croati, e ora ve ne sono solo 226, per cui si prevede che questo libro troverà il suo posto nelle mani e nelle case degli sfollati di Kotor Varos in qualunque luogo oggi vivono.
La presentazione del libro si è conclusa con don Stipe Karajica, uno dei redattori, che ha evidenziato come questo libro sia il risultato di anni di lavoro svolto insieme per raccogliere le numerose e fino a quel momento informazioni non registrate, i dati, e come il libro sarà sicuramente un buon fondamento ispirativo per i giovani di Kotor Varoš e per ulteriori ricerche. Fra Stipe ha ringraziato i redattori, i collaboratori, gli organizzatori e i partecipanti che presentano i libri commemorativi, e cioè: l' Associazione dei Croati di Kotor Varoš a Zagabria e l'Associazione degli studenti del Gymnasium francescano classico a Zagabria.


lunedì 11 febbraio 2013

Incontro con Damir Ljubic titolare del Ministero dei Diritti Umani e dei Rifugiati di BiH


Un incontro 'istituzionale' a distanza di una settimana dall'incontro 'politico' per i Croati di Bosnia-Erzegovina (vedi post precedente). Nella sede della Nunziatura Apostolica di Zagabria S. E. l'arcivescovo Alessandro D'Errico incontra il Ministro Damir Ljubic titolare del Ministero dei Diritti Umani e dei Rifugiati di BiH. E' l'occasione per ribadire l'impegno della Chiesa, e quello personale del Nunzio, per la risoluzione della problematica dei Croati di BiH; e per avere un resoconto delle iniziative di cooperazione tra Croazia e Bosnia-Erzegovina. In particolare Il Nunzio ed il Ministro hanno discusso dei progetti che si realizzano nell'ottica regionale ed europea per favorire il rientro ed insediamenti abitativi dignitosi per i rifugiati.
La notizia è stata comunicata ufficialmente sul portale del Ministero ed è stata riportata dalle agenzie cattoliche croate e bosniache.

5.2.2013 15:40
L'incontro del Nunzio Apostolico in Croazia Alessandro D'Errico con il ministro Damir Ljubic
Zagabria, 05 febbraio 2013. Incontro con il ministro Damir Ljubic. Il Nunzio Apostolico in Croazia Alessandro D'Errico ha incontrato il ministro Damir Ljubic a Zagabria nei locali della Nunziatura Apostolica.
Argomento della discussione di oggi è stata la questione del ritorno dei cattolici croati che sono stati espulsi dalla Bosnia-Erzegovina, ed è stato rivolto un invito pubblico ai rifugiati per chiedere il rientro in relazione al programma di edilizia che è in corso di attuazione nella regione.
Il Nunzio Apostolico ha manifestato la posizione della Chiesa Cattolica particolarmente interessata alla sorte dei croati in Bosnia-Erzegovina e, in particolare alla luce della dichiarazione del Segretario di Stato Vaticano Cardinale Tarcisio Bertone, ha espresso la preoccupazione del Santo Padre e della Santa Sede per quanto riguarda il futuro della Chiesa cattolica e dei cattolici in Bosnia-Erzegovina. Sua Eccellenza il Nunzio Apostolico ha sottolineato che la Chiesa cattolica, e lui personalmente, vuole dare il pieno sostegno al processo di ritorno e alla creazione di condizioni per una vita dignitosa dei cattolici in Bosnia-Erzegovina, e si impegna a realizzare un approccio regionale, attraverso le relazioni bilaterali, affinchè questo processo sia completato con successo.
Il Ministro Ljubic ha informato il Nunzio D'Errico sul programma e sulla quantità di fondi ottenuti fino ad ora, dopo la conferenza dei donatori tenutasi ad aprile 2012 a Sarajevo, e sulle modalità di attuazione del programma previsto. Ha sottolineato l'importanza di realizzare il programma per le abitazioni dei rifugiati e ha sottolineato la necessità di compiere ulteriori sforzi presso le istituzioni europee ed amministrative per il mantenimento dei fondi stanziati per questo progetto.
Il Nunzio ha anche riferito su un recente incontro con il cardinale Puljić e il vescovo Komarica durante il quale si sono scambiato informazioni ed hanno concordato ulteriore cooperazione. Il Ministro ha incontrato il Nunzio nel corso dei colloqui avuti con i rappresentanti politici, con il Presidente croato Ivo Josipovic e con il Primo Ministro della Repubblica di Serbia, Ivica Dacic per favorire congiuntamente una implementazione più veloce e più efficace del piano e del programma di ricostruzione di case per i rimpatriati.
Il Ministro Ljubic ed il Nunzio Apostolico D'Errico hanno concluso che la cooperazione tra la Chiesa cattolica e le istituzioni in Bosnia e Croazia dovrebbe continuare per portare a buon fine il problema dei rifugiati. (Traduzione ad sensum)


sabato 2 febbraio 2013

Incontro a Zagabria per i Croati di Bosnia-Erzegovina


La problematica dei Croati di Bosnia-Erzegovina è stata rivisitata nell'ultimo incontro di Mons. D'Errico con Davo Cordas e Marjia Rapo, rappresentanti autorevoli della HDZ BiH (Unione Democratica Croata di Bosnia-Erzegovina), rispettivamente Ministro dei rifugiati e sfollati della Repubblica di Serbia e neo-eletta al Parlamento Croato. La questione trova nella consolidata amicizia e conoscenza reciproca dei tre protagonisti dell'incontro un interessante fattore progettuale e risolutivo. Nella settennale esperienza di Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina Mons. D'Errico ha avuto occasione di contatti frequenti con i due esponenti e di collaborazioni efficaci per il sostegno dei Croati di Bosnia-Erzegovina; e l'attuale ruolo di Nunzio in Croazia ha esteso ancor di più le opportunità di operatività e di intervento sia ecclesiale e sia diplomatico. 
E sono state proprio le agenzie e i portali di Bosnia-Erzegovina a dare maggiore risalto alla notizia dell'incontro a Zagabria. La KTA l'ha fatta precedere da un commento approfondito della questione dei Croati rifugiati trattata dal cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo, e dal vescovo Franjo Komarica, vescovo di Banja Luka, in rapporto alle preoccupazioni della Santa Sede espresse da Mons. D'Errico nella Sessione congiunta delle Conferenze episcopali di Croazia e di Bosnia-Erzegovina di gennaio 2013. Poi la notizia è stata rilanciata direttamente dal portale della HDZ di BiH e dal portale della Diocesi di Banja Luka che è il luogo di provenienza della signora Rapo. 
Seguono la traduzione ad sensum della notizia riportata dal portale della HDZ di BiH e i link agli altri portali considerati.

Cordas e Rapo a Zagabria con il Nunzio D'Errico

ZAGABRIA, 30 gennaio 2013 - 
Davo Cordas membro della HDZ di BiH e Ministro dei rifugiati e sfollati della Repubblica di Serbia e Marjia Rapo responsabile della HDZ BiH per la Bosnia nord-occidentale e membro del parlamento croato hanno incontrato il Nunzio Apostolico in Croazia Alessandro D'Errico.
Nell'atmosfera di una amichevole e piacevole conversazione si sono scambiati doni e si è parlato degli eventi in corso in Bosnia e Croazia. 
Il Nunzio D'Errico si è congratulato con Marjia Rapo per le nuove responsabilità in seno al parlamento croato e ha sottolineato che questa posizione è molto importante per il processo di ritorno dei croati alle loro case, soprattutto dei croati dalla regione di Banja Luka. 
Il Nunzio nel corso dei sei anni di missione diplomatica in Bosnia-Erzegovina, grazie alla collaborazione con il Ministro Cordas, è stato accuratamente informato sul processo di ritorno e sulla posizione del popolo croato in Bosnia ed ha partecipato attivamente alla creazione di condizioni migliori per i croati in Bosnia-Erzegovina. Il suo interesse per questi temi è proseguito con la sua posizione di legato papale in Croazia. 
Il ministro Cordas ha informato il nunzio circa un progetto regionale per alloggi permanenti che prevede la restituzione dell'abitazione a 1800 famiglie croate nella RS, e ha citato altri progetti che garantiscono il ritorno delle famiglie croate e la ricostruzione delle case distrutte. 
Il ministro Cordas e la signora Rapo hanno ringraziato Nunzio D'Errico per il sostegno e il suo impegno personale per il processo di ritorno e la sopravvivenza dei Croati in Bosnia-Erzegovina.