sabato 26 marzo 2016

La partecipazione ai riti della Settimana Santa

Nelle ultime settimane e nell'avvicinarsi della Settimana Santa i media croati hanno dedicato commenti significativi alle attività del Nunzio Apostolico in Croazia. Due notizie, che si possono approfondire mediante i link segnalati in questo post, hanno rimarcato il ruolo di Mons. Alessandro D'Errico svolto nello stabilire cordiali rapporti ed efficaci iniziative riguardanti le relazioni bilaterali con la Santa Sede e le problematiche emergenti nell'area dei Balcani.
La prima notizia è datata alla metà di marzo ed ha riguardato la visita del Nunzio Apostolico al Ministero della Difesa, ove ha incontrato il titolare Josiph Buljevic con il quale ha discusso l'importanza della presenza della Chiesa e della pastorale nelle Forze Armate.
La seconda notizia, divulgata Giovedì nella Settimana Santa, ha riguardato l'annuncio dell' incontro ufficiale che avverrà il 7 Aprile prossimo in Vaticano tra Tihomir Oreskovic Primo Ministro del Governo Croato, e Papa Francesco. Della possibilità della visita in Vaticano si era discusso in precedenza nell'incontro ufficiale del 29 Febbraio 2016 tra il Nunzio Apostolico e lo stesso Primo Ministro.
Per la partecipazione di Mons. D'Errico ai riti della Settimana Santa in Croazia riporto le notizie, rilette nella traduzione ad sensum dal croato, che alcuni tra i principali media cattolici hanno divulgato.

Nunzio D'Errico a Ogulin: Non ancora scelto un nuovo vescovo per la Diocesi di Gospic-Senj

Il Nunzio Apostolico in Croazia Alessandro D'Errico ha presieduto la Messa della Domenica delle Palme nella la parrocchia della Santa Croce in Ogulin. Ha concelebrato con il decano Robert Zubović e con altri sacerdoti diocesani. Commentando la nomina imminente di un nuovo vescovo per la Diocesi di Gospic-Senj ha detto che Papa Francesco dovrebbe nei prossimi giorni prendere una decisione in merito alla nomina del nuovo ordinario e la decisione sarà pubblicato nei prossimi due o tre settimane. Nella sua omelia il Nunzio D'Errico ha espresso il suo compiacimento per essere all'inizio della Settimana Santa nella parrocchia di S. Croce, che è il centro della nostra meditazione pasquale. - Nella Settimana Santa si ottiene nuova energia per la vita e la carità cristiana nella dedicazione della vostra parrocchia - ha detto. Poi ha spiegato con una analisi teologica il carattere ed il significato della Settimana Santa con due puntualizzazioni principali. La prima è che tutti devono compiere un atto di carità, e l'altra è che durante la Settimana Santa dobbiamo testimoniare Cristo e prendere la sua croce. Nel saluto iniziale rivolto dal sacerdote Zubovic, si è svolta una sorta di panoramica della storia plurisecolare di Ogulin. Il sindaco Jure Turkovic insieme con giovani in costumi tradizionali ha consegnato alcuni doni al Nunzio, un dipinto e un cesto con prodotti tipici di Ogulin. Dopo la Messa, il Nunzio è rimasto a pranzo con il vescovo Bogović, appena arrivato da Senj e Karlovac,e con Ivan Vučić ed sindaco Turkovic. Nel pomeriggio il Nunzio ha visitato la parrocchia di Slunj e Cvitovic.

Messa Crismale presso l'Ordinariato Militare

Messa Crismale nella cappella dell'Ordinariato militare Giovedi Santo 24 marzo guidata dal vescovo ordinario militare Jure Bogdan in comunione con il Nunzio Apostolico in Croazia Alessandro D'Errico, con il Vicario Generale della Diocesi militare J. Mamic, con il direttore della Caritas mons. Fabian Svalina e con cappellani militari e di polizia.
Accogliendo con favore la folla, in particolare il Nunzio Apostolico, come l'inviato del Santo Padre, il Vicario e i sacerdoti, il vescovo ha sottolineato l'importanza della Messa Crismale e del significato del giorno del rinnovo delle promesse sacerdotali.
Il vescovo Bogdan ha salutato il vescovo emerito Juraj Jezerinac negli Stati Uniti ed cappellano militare Zeljko Savic che è in missione in Afghanistan.
Al termine della Santa Messa il vescovo si è rivolto al Nunzio Apostolico, sottolineando l'importanza di partecipare all'Eucaristia fra i cappellani militari e di polizia. Egli ha sottolineato l'importanza e l'unicità della Diocesi militare nella società croata e la cura pastorale che la Santa Sede assegna alle diocesi militari. Egli ha sottolineato in particolare la misericordia come la spina dorsale di tutte le azioni sacerdotali.
Al termine della Messa, il Nunzio Apostolico ha ringraziato il vescovo e ancora una volta ha espresso gratitudine al Signore per il giorno sacerdotale e per il sacro Triduo di Pasqua.

Il nunzio apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Mons. Alessandro D'Errico, ha presieduto la cerimonia della Passione del Venerdì Santo 25 marzo presso la Parrocchia di S. Francesco Saverio a Zagabria.

Hanno concelebrato p. Zvonimir Grinder, Vicario della Provincia Francescana, p. Vice Blekić e p. Branko Lovric abate del monastero di Ksaver. All'inizio dell'omelia il Nunzio ha ricordato che la Nunziatura Apostolica si trova nella Parrocchia di S. Francesco Saverio e ha sottolineato che quest'anno ha voluto partecipare ai riti del Triduo Pasquale proprio nella parrocchia della sua attuale residenza. Ha poi spiegato come il mistero della Croce ha manifestato che "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna '(Gv 3,16). In Cristo, la croce in modo completo riflette la misericordia di Dio per l'uomo. Ha sottolineato in un'altra parte dell'omelia che siamo invitati a partecipare a questa espressione della misericordia di Dio. Questo ci ricorda ogni giorno l'invocazione della Preghiera del Signore: "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori" e la beatitudine del Discorso della Montagna: "Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia”. La misericordia dovrebbe essere dimostrata non solo nei rapporti interpersonali, ma anche nelle relazioni sociali e nelle relazioni tra stati e popoli; come insiste il Papa Francesco nel contesto dell'Anno Santo della misericordia. La giustizia non può risolvere tutti i problemi nelle relazioni interpersonali. Con la giustizia, nella ricerca di soluzioni durevoli, bisogna accoppiare la misericordia e il perdono. Al termine della cerimonia P. Zvonimir Grinder ha ringraziato il Nunzio per l'attenzione che ha dimostrato verso la comunità religiosa e parrocchiale di S. F. Saverio a Zagabria e per conto dei presenti gli ha augurato un servizio benedetto per il nostro paese e per il popolo croato. Concludendo il Nunzio ha ripetuto i messaggi importanti dall'omelia e ai presenti e a tutti i fedeli della parrocchia ha augurato benedette vacanze di Pasqua. 


martedì 22 marzo 2016

Attività pastorali del tempo quaresimale

Le attività realizzate dal Nunzio Apostolico in Croazia, nelle ultime settimane di quaresima del mese di marzo, hanno avuto una particolare caratterizzazione pastorale. La presenza ed il magistero del Nunzio sono stati evidenziati, soprattutto dai media cattolici e dai portali missionari, in relazione ad alcuni significativi eventi ecclesiali. In particolare ci riferiamo alle comunicazioni che hanno seguito l'ordinazione episcopale dell'ordinario militare a Spalato, e alle catechesi che Mons. D'Errico ha sviluppato l'8 marzo nella celebrazione a Zara con gli animatori europei dell'Infanzia Missionaria e il 13 marzo a Leskovac Croata con la comunità carmelitana del Divin Cuore di Gesù.
Intervistato dalla HRT, Radio Televisione Croata, tra le personalità civili e religiose presenti all'ordinazione di Mons. Juri Bogdan, l'Arcivescovo D'Errico ha avuto occasione di sottolineare l'importanza ecclesiale del ruolo dell'Ordinario Militare e della sua opera nel contesto del servizio militare nazionale.

Presente all'incontro europeo della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria che si è tenuto a Zara dal 6 al 9 marzo 2016, Mons. D'Errico ha avuto anche la gradita sorpresa di trovare un Sacerdote della Diocesi di Aversa tra i delegati di Europa, don Mario Vincoli di Casaluce, con il quale ha posato per una foto di gruppo insieme con Mons. Zelimir Puljic, Presidente della Conferenza Episcopale Croata.
L'Eucaristica serotina del'8 Marzo nella Parrocchia di Sant'Antonio di Zara, già preannunciata dal portale del Vaticano (News.va), è stata presieduta da Mons. D'errico e concelebrata con molti dei sacerdoti presenti all'incontro missionario. I portali di Misija (missionario della Dalmazia) e di Laudato (che segue particolarmente le attività del Nunzio in Croazia) hanno riportato ampi stralci dell'omelia del Nunzio che ha abbracciato le varie dimensioni dell'Annuncio Evangelico, della Chiesa Missionaria e del Magistero di Papa Francesco.
Riportiamo la traduzione ad sensum dal croato del testo pubblicato dai due portali.

Concelebrata a Zara con i sacerdoti partecipanti all'incontro missionario e con altri sacerdoti, tra i quali don Mladen Kacan responsabile dell'Ufficio missionario dell'Arcidiocesi di Zara. Ha poi partecipato anche l'Arcivescovo Zelimir Puljc. Come rappresentante del Papa, il Nunzio è stato accolto con grande calore e con uno scambio di impressioni con il Segretario Generale della Pontificia Opera dell'IM Baptistine Ralamboarison. Alla Messa hanno partecipato numerosi parrocchiani e i fedeli come segno della calda accoglienza e del supporto agli ospiti provenienti da tutta l'Europa. Il Nunzio ha detto che ha accettato volentieri di presiedere la Messa con gratitudine a Dio e ricordando gli anni trascorsi nei paesi di missione in diverse parti del mondo. Ha ringraziato i partecipanti per il prezioso servizio che svolgono per la missione, per rilanciare la cooperazione sul campo della missione, per portare il Vangelo alle nazioni lontane, e in particolare ai bambini, in ogni parte del mondo. Il Nunzio ha detto che l'incontro degli animatori europei a Zara dovrebbe essere un invito a meditare sulla missione universale della Chiesa e sull'urgenza di una nuova era di evangelizzazione. Dopo il Concilio Vaticano II, il Papa ha dedicato all'azione evangelizzatrice della Chiesa documenti importanti e una parte significativa del proprio lavoro. Fin dall'inizio del suo pontificato, Papa Francesco ha sottolineato l'urgenza dell'evangelizzazione e la gioia dell'evangelizzazione come dimensioni fondamentali della Chiesa. In Evangelii Gaudium - La gioia del Vangelo, il Papa mette il mandato missionario di Gesù a fondamento del suo programma pastorale - ha detto il Nunzio D'Errico, ricordando le parole di Gesù prima di tornare al Padre: ”Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo "(Matteo 28:19). Nel corso della riunione degli animatori missionari europei si è avvertito che queste parole sono rivolte a noi. - Siamo tutti chiamati a sentirci coinvolti, ad alzarci e a fare buon uso dei talenti ricevuti - ha detto il Nunzio D 'Errico. In risposta alla domanda di ciò che possiamo fare per vivere l'impegno evangelico secondo la visione e la guida di Papa Francesco, si devono indicare tre aree in cui sviluppare questa attività. Si tratta prima di un'area pastorale relativa ai fedeli che vivono regolarmente l'esperienza della comunità parrocchiale. Ciò vale in particolare per i paesi di lunga tradizione cristiana, come la Croazia e i paesi partecipanti a questo Incontro. - E Gesù chiede loro di andare. Significa costruire una chiesa che esce, che non si limita a preservare ciò che viene ereditato dal passato. Il Papa è molto chiaro: cercare un cambiamento di mentalità. Di più non è solo il momento in cui si pensa a come preservare ciò che abbiamo ancora. E anche il momento di rimboccarsi le maniche e di mettersi in movimento - Ha detto il nunzio, aggiungendo che chiedendo alla comunità di andare in tutto il mondo, si accoglie l'invito di Gesù' a testimoniare il gioioso annuncio del Vangelo, e si dimostra l'apertura, il dialogo, la comprensione verso tutti. Il Nunzio ha detto che il Papa Francesco dice che dobbiamo dare priorità alla periferia del mondo. - Dobbiamo dare priorità alle classi sociali che hanno più bisogno di sostegno e conforto. Abbiamo tutti bisogno di essere strumenti della misericordia di Dio, della sua tenerezza e dell'amore per ogni essere umano - ha incoraggiato il nunzio. La seconda area di evangelizzazione è collegata con la prima, e si riferisce a coloro che sono lontani, non vivono la missione che hanno ricevuto con il battesimo e che per vari motivi sono agnostici, atei, indifferenti all'offerta di Gesù '. - E questa area richiede una grande attenzione per la nostra comunità. Se vogliamo essere fedeli al ultime parole di Gesù ', non possiamo limitarci a guardare questo triste fenomeno. Dobbiamo avere il coraggio e zelo apostolico per fare il giro del mondo, essere presenti, fare il primo passo, in modo tale da rendere ciascuno di noi capace di accogliere il consiglio dello Spirito Santo. Tutto deve essere accompagnato da una forte preghiera, per questo i nostri fratelli potrebbero riscoprire la gioia della fede e dell'incontro con Dio – ha sottolineato il Nunzio D'Errico. In particolare l'area della missione è l'annuncio del Vangelo a coloro che non hanno ancora conosciuto Gesù o che lo hanno sempre rifiutato. - Vi sono molte parti del mondo in cui vivono persone che non conoscono Gesù. La nostra comunità non può, senza le istruzioni sulla necessità e l'urgenza della missione, andare a offrire loro la gioia del Vangelo. Lo Spirito di Dio suscita regolarmente persone generose e disposte a lasciare la loro patria, come Abramo e di andare fuori nel mondo. - Ha detto il nunzio apostolico, sottolineando che la Croazia ha una grande tradizione missionaria che continua ancora oggi. L'arcivescovo D'Errico ha incoraggiato a ringraziare Dio per i tanti croati missionari che lavorano in terre lontane: sacerdoti, religiosi e fedeli laici.- Dalla mia esperienza, a causa degli anni trascorsi nei paesi di missione, so che la vita non è sempre facile per i missionari: a causa della diversità delle culture e delle tradizioni, la mancanza di risorse e di personale, perché vivono come in esilio. Per esperienza personale so anche quanto sia importante la preghiera e il supporto di chiese che mandano i loro missionari. Ecco perché vogliamo pregare per i nostri missionari e che continueremo a fornire sostegno materiale per il loro lavoro missionario - ha detto il Nunzio. In questa prospettiva si può comprendere il sogno di Papa Francesco e della Evangelii Gaudium. Questa scelta missione è in grado di trasformare ogni cosa. Ciò significa che la Chiesa in movimento, che apre orizzonti del mondo, servizio alla comunità e incontri culturali è una Chiesa con la porta aperta, un simbolo per il mondo, per l'amicizia e la fiducia, una Chiesa che cerca di annunciare e testimoniare la gioia del Vangelo.- E 'un sogno che vogliamo accettare senza riserve, insieme con i vescovi che seguono le istruzioni che il Santo Padre dà con i suoi insegnamenti e con il suo esempio di vita. Pregate per la realizzazione del sogno del Papa, che è il desiderio di Cristo della Chiesa missionaria – ha incoraggiato il Nunzio. In particolare si è rivolto ai numerosi bambini che hanno animato con canti la Messa, per sostenere i bambini di tutto il mondo e per aiutare con le loro preghiere e contributi le missioni. - Purtroppo molti non sono sempre in grado di vivere una vita cristiana, di studiare, vestirsi, e con mancanza di beni materiali - ha detto il nunzio e ha ricordato come, quando era nunzio apostolico in Pakistan, soli 100 euro all'anno erano abbastanza per consentire allo studente di avere la possibilità di studio per tutto l'anno. Descrivendo l'Incontro degli animatori europei incoraggia tutti a contribuire con gioia perchè i bambini abbiano l'opportunità di vivere pienamente, l'arcivescovo D'Errico ha incoraggiato a pregare che alla Chiesa amata in Croazia non manchi mai la sensibilità missionaria e l'impegno per la nuova evangelizzazione. E 'urgente e necessario avviare la regolare pastorale per coloro che sono lontani. - Vogliamo pregare per avvertire più l'urgenza di trasformare le mentalità, ripete il Papa. Questo significa che dobbiamo essere aperti allo Spirito Santo, che muove la Chiesa con generosità e coraggio, senza paura e senza riferirirsi al comodo criterio pastorale del sempre si è fatto in questo modo -. Ha detto il nunzio apostolico. A Maria, Madre della Chiesa che evangelizza e stella della nuova evangelizzazione ha affidato il lavoro di questo importante evento ecclesiale a Zara. - Maria, aiutaci a dire con gioia e con la piena disponibilità il nostro 'sì' alla chiamata di Gesù ', di recare la buona notizia con le nostre azioni. Attraverso di Lei è piaciuto al Padre celeste di inviare il Figlio Gesù, e continua a lavorare con noi la forza dello Spirito Santo, per la gioia dei progressi del Vangelo nella nostra comunità e che nessuna parte periferica, nessuna periferia, sia privata della sua luce - ha concluso Nunzio D'Errico.

Dal commento dell'IKA, agenzia cattolica croata, rileggiamo nella traduzione ad sensum anche i contenuti della catechesi svolta il 13 marzo 2016 dal Nunzio durante la celebrazione con la Comunità Carmelitana del Divin Cuore di Gesù di Leskovac Croata.


Croata Leskovac, (IKA) - Il Nunzio Apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, ha visitato il Domenica 13 marzo il monastero del Divin Cuore di Gesù in Leskovac Croata e ha presieduto una Messa concelebrata con p. Ivica Hadas ed il parroco di San Giovanni Nepomuceno Vjekoslav Pavlovic.
Gli ospiti sono stati accolti dai residenti della Casa di S. Giuseppe e dalla superiore provinciale M. Kristina Pišković della provincia croata delle Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù, presenti la Superiore Generale Madre Angeline Finnell, i bambini della Casa di S. Giuseppe e la comunità carmelitana del Divin Cuore di Gesù e le giovani carmelitane operanti nel monastero. S. Kristina ha espresso gioia e gratitudine al rappresentante del Santo Padre per la Croazia per l'incontro che ha avuto luogo esattamente il giorno del terzo anniversario dell'elezione di Papa Francesco nel servizio di successore di San Pietro. Ha notato che il Carmelo nel suo carisma, con i suoi santi e con il suo patrimonio spirituale, favorisce l'amore per la Chiesa e per il Santo Padre, favorisce il senso delle necessità della Chiesa, così come la speciale preghiera e preoccupazione per tutti i suoi propositi. Ha poi brevemente presentato la Congregazione, la figura del fondatrice Beata Madre M. Teresa di S. Giuseppe e le Suore operanti.
Con un discorso cordiale alle suore e ai fedeli mons. D'Errico ha fatto riferimento a Papa Francesco e ai messaggi essenziali del suo pontificato. Egli ha testimoniato circa l'esperienza del suo incontro con il Vicario di Cristo e lo ha presentato come persona spirituale straordinaria che consapevolmente e chiaramente porta la spiritualità nel mondo. Anche se sono solo tre anni da quando Papa Francesco è stato eletto, si sente come se fosse stato molto più a lungo grazie a ciò che Papa Francesco è riuscito a raggiungere durante il suo pontificato, ha detto il Nunzio. Il papa sottolinea costantemente che dovremmo cambiare la mentalità, gli atteggiamenti e la vita in modo da essere in grado di affrontare le difficoltà che incontriamo nella vita di tutti i giorni. Il tempo in cui viviamo rappresenta una primavera della Chiesa, grazie ai grandi contributi e ai grandi sforzi compiuti da Papa Francesco. Il Nunzio ha spiegato che l'insegnamento e l'insegnamento di Papa Francesco è stato pronunciato nella sua esortazione "Evangelii gaudium ''. A proposito egli parla quasi ogni giorno nella predicazione alla Messa nella Casa S. Marta. Si tratta di un progetto che è contenuto nelle ultime parole di Gesù prima della sua ascensione al il cielo: "andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a tutti i popoli". Da queste parole di Cristo dovrebbe partire il progetto della nuova evangelizzazione. Il Nunzio ha detto che siamo solo un momento di un tale progetto, in questo tempo; tutti, persone consacrate e laici, devono sentirsi chiamati a contribuire a portare nuova freschezza e testimonianza alla costruzione del Regno di Dio. Il progetto della nuova evangelizzazione, secondo l'insegnamento del Papa, è un progetto della Chiesa, che è aperta, ecumenica e missionaria, perché questa chiesa vuole Gesù il fondatore della Chiesa, ha detto Mons. D'Errico. Con la sua omelia ha spiegato che la realizzazione concreta di questa missione di Gesù si lega al bisogno di andare verso la periferia per soddisfare tutti, senza distinzione. Queste periferie possono essere materiale (i poveri e abbandonati, gli anziani, i malati ...) e spirituali. Alla periferia è rivolto l'esempio della fondatrice Beata Madre M. Teresa di S. Giuseppe. Rivolgersi alle persone della periferia dovrebbe essere la nostra scelta e dovrebbe essere la priorità. La periferia spirituale si riconosce nelle persone che prima partecipavano alla vita della chiesa e ora non fanno più così, o in chi non è mai venuto in chiesa. Secondo gli insegnamenti di Papa Francesco, le periferiche spirituali appartengono a persone che sono spiritualmente lontano da noi. È a loro che dobbiamo un rispetto speciale che provoca anche il nostro impegno ecumenico.
E in questo contesto ecumenico mons. D'Errico ha spiegato la proposta e la decisione del Santo Padre, che ha stabilito che ha istituito la commissione mista teologica cattolica-ortodossa per illuminare le circostanze storiche e gli eventi in cui ha agito il Beato. Alojzije Stepinac. Dopo un attento esame della vita e dell'opera del cardinale Alojzije Stepinac è chiaro che la sua santità e canonizzazione da parte del partito cattolico è indiscutibile. Ma con la parte ortodossa ci sono dubbi da superare per evitare un nuovo allontanamento. Pertanto, Papa Francesco ha compiuto questo gesto ecumenico che vuole riconoscere quel gigante spirituale che è stato Stepinac e che davvero venga riconosciuto reciprocamente come modello e patrono della Chiesa universale.
La Santa Messa è stata animata dal coro misto, sotto la direzione del Prof. Renato Ivos – Krajina. l'incontro di comunione con il Nunzio Apostolico è continuato durante la serata con una conversazione spontanea con le sorelle che lo hanno informato della loro vita e del loro lavoro. Con le raccomandazioni che le loro preghiere vengano trasferiti al Santo Padre, per il quale il Carmelo quotidianamente prega, la visita si è conclusa nella reciproca speranza per la realizzazione di molti di questi incontri.


sabato 5 marzo 2016

Incontri inaugurali con i Rappresentanti del Governo Croato

Il portale istituzionale del Governo Croato riporta, tra le notizie di fine febbraio ed inizio marzo 2016, i comunicati ufficiali di due importanti incontri avuti con il Nunzio Apostolico a Zagabria.
Il giorno 29 febbraio è stata postata la notizia della presenza di S.E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico al Banski Dvori, Palazzo del Governo di Zagabria, per un incontro inaugurale con il primo ministro Tihomir Oreskovic pubblicato il 1° Marzo.
Il Nunzio ha poi incontrato giovedì 3 Marzo nella sede della Nunziatura il Vice Primo Ministro Bozo Petrov.
Molti altri portali hanno anticipato e divulgato la notizia degli incontri con la pubblicazione dei comunicati ufficiali. Li leggiamo di seguito nella traduzione ad sensum del testo croato riportato dal portale governativo.

Il primo ministro Oreskovic incontra il Nunzio Apostolico mons. Alessandro D'Errico

Il primo ministro croato Tihomir Oreskovic ha ricevuto oggi la visita inaugurale del nunzio apostolico mons. Alessandro D'Errico. Hanno discusso della cooperazione bilaterale e della attuazione dell'accordo tra la Croazia e la Santa Sede.

Il Nunzio ha espresso la sua soddisfazione per la cooperazione e ha sottolineato che non ci sono questioni aperte tra i due paesi. Gli interlocutori hanno convenuto di proseguire la comunicazione diretta e aperta, per contribuire al miglioramento delle buone relazioni tra la Croazia e la Santa Sede.

Il Vice Primo Ministro Petrov ha incontrato il nunzio apostolico D'Errico

Il vice primo ministro croato Bozo Petrov ha incontrato giovedì a Zagabria il Nunzio Apostolico Alessandro D'Errico.

All'inizio della riunione il Nunzio Apostolico D'Errico ha augurato al Vice Presidente Petrov ogni successo e felicità per il lavoro che lo attendeva.
Essi hanno convenuto che le relazioni tra la Santa Sede e la Croazia sono di alto livello, e il Nunzio D'Errico ha sottolineato che la Croazia ha sempre avuto il pieno appoggio del Vaticano. Sono stati lieti di aver concluso che i due paesi hanno importanti questioni bilaterali, e che il modo migliore per risolvere tutte le difficoltà di cooperazione è il dialogo aperto e costruttivo.


lunedì 29 febbraio 2016

Minoranze italiane diplomazia ed ordinazione episcopale dell'Ordinario Militare

L'ultima decade di Febbraio 2016 ha assunto un posto di rilievo nell'agenda del Nunzio Apostolico a Zagabria per i significativi impegni ecclesiali e di rappresentanza della Santa Sede.
Il giorno 20 febbraio S. E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico ha incontrato nella sede della Nunziatura il Deputato rappresentante delle Minoranze Italiane in Croazia Furio Radin.
Il comunicato dell'incontro è stato pubblicato in italiano sul portale di La Voce del Popolo Quotidiano Italiano dell'Istria e del Quarnero. Lo riportiamo poi di seguito nella sua intierezza.
Il 23 febbraio Vecernji List ha postato la notizia riguardante la visita in Vaticano del nuovo Ministro degli Esteri croato Miro Kovač. In buona evidenza ha riportato anche le parole di apprezzamento rivoltigli dal Nunzio Apostolico a Nome del Corpo Diplomatico ricevuto per una conferenza stampa. Riportiamo poi di seguito anche il testo del commento riguardante l'intervento del Nunzio.
Tra il 23 e il 27 febbraio si è verificato l'importante evento dell'ordinazione episcopale di Mons. Jure Bogdan nuovo Ordinario Militare della Croazia, che è stato preceduto dalla cerimonia durante la quale la Presidente delle Repubblica di Croazia, la Sig.a Kolinda Grabar-Kitarović,
ha conferito una decorazione al vescovo Jurja Jezerinca Ordinario Militare uscente.
Nel lungo articolo dedicato alla cerimonia dal portale di Slobodna Dalmacjia è stata evidenziata anche la significativa partecipazione del Nunzio Apostolico in Croazia insieme con le alte personalità civili e militari presenti. Ne leggiamo il testo nel prosieguo del post.
Il 27 febbraio S.E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico ha percorso gli oltre 400 Km che separano Zagabria da Spalato per partecipare insieme con altri vescovi della CEC all'ordinazione di Mons. Jure Bogdan Vescovo Ordinario Militare. L'importante evento ecclesiale è stato vissuto nella Concattedrale di San Pietro di Spalato ed ha avuto un momento di grande significato nella presentazione della bolla papale di nomina letta e consegnata dal Nunzio Apostolico alla Chiesa Croata e al nuovo Vescovo.
Per quest'ultimo avvenimento tra i numerosi servizi offerti dai media croati è molto rappresentativo l'articolo illustrato con foto e video dal portale della HRT croata. Buona anche la narrazione dell'evento leggibile con la traduzione elettronica sul portale di Laudato.hr.

Comunicato dell'incontro in Nunziatura


La Conferenza stampa con il Ministro degli Esteri
Kovac oggi ha tenuto un ricevimento per diplomatici e giornalisti in occasione del suo insediamento. Egli ha detto che la posizione della Croazia come membro attivo e consapevole della UE ha tra le priorità della politica estera la cooperazione con i paesi dell'Europa centrale e del Mediterraneo, con quelli sul Mar Baltico, e la cooperazione nel Sud Est Europa.
A nome del corpo diplomatico, il nunzio apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, ha detto di aver apprezzato la sua "apertura alla comunità internazionale, il desiderio di mantenere e sviluppare relazioni di buon vicinato e il supporto per l'adesione dei paesi dell'Europa sud-orientale nell'UE e l'impegno per risolvere la crisi dei migranti in modo costruttivo".

La partecipazione alla cerimonia presidenziale della decorazione del Vescovo ordinario Militare uscente



Sintesi della lettura della Bolla papale su HRT.hr
Il nunzio apostolico in Croazia, Alessandro D'Errico nel leggere la Bulla papale ha detto che Papa Francesco ha chiamato mons. Bogdan al ministero episcopale svolto con diligenza, con saggezza, prudenza e soprattutto con l'amore, che è la virtù speciale dei pastori.




Incontri istituzionali con Ministri del Governo Croato

La rubrica “Eventi della Chiesa in Croazia” della Radio Vaticana nell'ultima decade di febbraio ha dedicato sul suo portale in rete una copertina fotografica all'attività del Nunzio Apostolico a Zagabria, ed ha commentato il suo incontro con Ante Šprlje Ministro della Giustizia della Croazia. Dell'incontro avvenuto il 20 febbraio 2016 vi è stato anche il comunicato ufficiale del portale governativo.
L'incontro con il Ministro della Giustizia era stato preceduto da quello avuto il 15 febbraio u.s. con il Vice Primo Ministro Tomislav Karamarko (vedi il post precedente su questo blog) e da quello avuto con il 17 febbraio u.s. con il Ministro degli Esteri Miro Kovač.
Molti media croati, in data di 29 febbraio 2016, hanno anche annunciato l'incontro del Nunzio Apostolico a Zagabria con il Primo Ministro Tihomir Oreskovic.
Proponiamo di seguito il testo scritto di Radio Vaticana nella traduzione ad sensum dal croato che si può ascoltare anche nella versione audio. Esso riguarda il comunicato dell'incontro con il Ministro della Giustizia, ed i suoi contenuti si concentrano sugli aspetti riguardanti le relazioni con le Comunità religiose. Si accenna anche alle problematiche ulteriori della cooperazione e della solidarietà internazionale che erano state quelle precipue trattate nel colloquio avuto in precedenza con il Ministro degli Esteri.

Comunicato del Ministero. Il ministro della Giustizia Ante Šprlje ha ricevuto la scorsa settimana una visita dal nunzio apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico. Si è Parlato dell'attuale cooperazione bilaterale tra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia, e si è sottolineato il successo dell'attuazione del Trattato tra la Santa Sede e la Croazia. Anche se i rapporti con la Santa Sede sono molto buoni si pone la necessità di una maggiore cooperazione della Commissione Episcopale della BCC per i rapporti con lo Stato e con la Commissione governativa per i rapporti con le comunità religiose. Le due personalità hanno concordato sull'ulteriore rafforzamento del dialogo in tutti i settori della cooperazione quale prerequisito necessario per risolvere tutti i possibili problemi aperti.




Incontro con il Vice Primo Ministro del Governo della Croazia

I principali media politici e laici della Croazia hanno riportato e commentato la notizia ciorca l'incontro avvenuto il 15 febbraio 2016 nel Palazzo del Governo di Zagabria tra il Vice Primo Ministro ed il Nunzio Apostolico.

Il Vice Presidente del Governo Tomislav Karamarko e l'Arcivescovo Alessandro D'Errico hanno discusso le relazioni bilaterali tra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia, la problematica ecumenica legata alla canonizzazione del Beato Aloisio Stepinac, ed il sostegno della Croazia all'entrata nella UE della Bosnia-Erzegovina e degli altri paesi confinanti.
La notizia è stata illustrata anche con notevoli gallerie fotografiche dedicate all'incontro e navigabili mediante i link segnalati.
La Radio Vaticana, nella versione croata, ha inserito la notizia con buona evidenza ed approfondimenti nella rubrica degli “Eventi della Chiesa in Croazia”. Il link al portale in rete consente anche l'ascolto del servizio radiofonico dedicato.
Propongo nella traduzione ad sensum dal croato il comunicato pubblicato da Vecernji list, che è quello ufficiale del Governo Croato ed è lo stesso che si legge e si ascolta sul portale della Radio Vaticana.


Tomislav Karamarko ha ricevuto il Nunzio Alessandro D'Errico

Il Vice Primo Ministro ed il Nunzio Apostolico hanno concordato l'importanza del sostegno croato ai paesi confinanti nel loro percorso verso l'adesione all'UE.
Il vice primo ministro croato Tomislav Karamarko oggi nella sede del governo ha ricevuto il nunzio apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico.
Hanno discusso la cooperazione bilaterale tra la Santa Sede e la Repubblica di Croazia e l'efficace attuazione di un accordo tra i due paesi.
Il Vice Presidente del Governo ha sottolineato che le relazioni con la Santa Sede sono molto buone e senza problemi aperti e ha ringraziato il Nunzio Apostolico per l'affetto e l'amicizia che la Santa Sede ha per la Croazia, per il sostegno all'indipendenza croata nel periodo più buio della Guerra Patria, così come il supporto fornito alla Croazia sul suo percorso europeo.
Essi hanno inoltre discusso il processo di canonizzazione del cardinale Stepinac, che è in corso. Il Nunzio Apostolico, l'Arcivescovo D'Errico, ha ribadito che l'istituzione del gruppo di lavoro di esperti della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa serba è un gesto ecumenico con il ruolo informativo su quanto è stato fatto e che in nessun modo può rimettere in discussione la canonizzazione di Stepinac.
Il Vice Primo Ministro ed il Nunzio apostolico hanno concordato l'importanza del sostegno croato ai paesi confinanti nel loro percorso verso l'adesione all'UE. In particolare, questo processo è importante in Bosnia-Erzegovina, in quanto faciliterà e accelererà il ritorno e la sopravvivenza della componente croata in BiH.


sabato 20 febbraio 2016

Intervista sulla canonizzazione del beato Stepinac

Laudato.TV, portale cattolico croato in rete, il 12 febbraio 2016 ha postato sulla piattaforma di youtube il video dell'intervista rilasciata da S.E. l'Arcivescovo Alessandro D'Errico Nunzio Apostolico in Croazia. In una quindicina di minuti di dialogo con il giornalista, Mons. D'Errico ha avuto occasione di precisare i vari aspetti della questione riguardante la canonizzazione del beato Aloisio Stepinac e di evidenziare la posizione della Santa Sede unitamente con il magistero del Santo Padre.
L'intervista è stata condotta in italiano da Nikola Bolsec, e può essere seguita agevolmente e direttamente con la visione e l'ascolto del video in rete che è stato accompagnato dalla seguente didascalia tradotta ad sensum dal croato: 
'Lo scopo del gruppo di lavoro congiunto non è un nuovo processo del Beato. Stepinac a Belgrado'
Pubblicato il 12 feb 2016
Il nunzio apostolico in Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico esclusivamente per Laudato TV ha parlato del suo colloquio con il Santo Padre sul processo di canonizzazione del Beato Cardinale Alojzije Stepinac.


Il testo dell'intervista

Eccellenza, abbiamo letto molte volte, in vari articoli di stampa, che il Santo Padre, proponendo un Gruppo di Esperti misto sul Card. Stepinac, ha l'intenzione di costruire un "ponte" verso il Patriarca di Belgrado, Ireneo, e verso il Patriarca della Chiesa Ortodossa Russa, Cirillo. Può dirci qualcosa a proposito di questa strategia ecumenica?

Grazie, caro Nikola, per questa domanda che ritengo molto importante. Anch’io ho letto tante volte in merito a questa supposta "strategia", ecumenica o geo-politica, del Santo Padre, attraverso la proposta di un Gruppo di Esperti misto (della Chiesa cattolica e della Chiesa serbo-ortodossa) in merito al Beato Alojzije Stepinac. Anzi, di questo ho parlato con Lui personalmente, quando mi ha ricevuto il 17 dicembre scorso. Quando sono tornato, poco prima di Natale, ho pensato spesso a quell'Udienza (che durò buoni 45 minuti). Devo dire che sono veramente e sinceramente convinto che non c’è nessuna "strategia" del tipo di quello che abbiamo letto in questi giorni e nei mesi passati.
Sono stato dal Santo Padre e abbiamo parlato soprattutto di questa Sua proposta, e poi anche di questioni che riguardano il presente e il futuro della Chiesa in Croazia. Mi ha colpito soprattutto una cosa: Papa Francesco mi ha fatto anche qualche confidenza, ma non una volta sola ha fatto riferimento ad una Sua "strategia", attraverso il Gruppo di lavoro sul Cardinale Stepinac.
D’altra parte, per come conosciamo il Santo Padre, che è veramente un esempio di vita cristiana e di Pastore illuminato, a me personalmente sembrerebbe molto strano che Egli faccia questi giochetti, che sanno più di manovre politiche, che di un'alta visione ecclesiale, che certamente dobbiamo riconoscere al nostro amatissimo Papa Francesco.

Eccellenza, Signor Nunzio Apostolico, può dirci di che cosa Lei ha parlato con il Santo Padre, e che cosa ha detto il Santo Padre di questo Gruppo di Lavoro misto?

Certamente. È quello che spesso mi domandano da diverse parti e che in qualche modo ho già cercato di esporre, prima ai nostri Vescovi - quando li ho incontrato in occasione della Conferenza Episcopale di gennaio – e poi anche alla Settimana Pastorale, organizzata dalla Facoltà Teologica di Zagabria. Volentieri posso richiamare qualche elemento anche oggi.
Anzitutto, sono rimasto impressionato da come il Santo Padre è informato delle reazioni venute in Croazia. Poi sono rimasto impressionato anche dalla chiarezza del quadro che aveva, dalla Sua "visione" della questione, e al tempo stesso, dalla fermezza con cui diceva le cose.
Circa i contenuti, posso sintetizzarli intorno a tre nuclei, e cioè intorno a tre argomenti. Il primo: Il Santo Padre ha cercato di dirmi quali sono le Sue intenzioni a proposito di questo Gruppo di Esperti misto. Il secondo: la natura di questo Gruppo. E terzo: alcuni aspetti organizzativi, che riguardano il lavoro del Gruppo.
Allora, per quanto riguarda le Sue intenzioni, Egli ha insistito soprattutto sul fatto che potrebbe firmare anche subito il Decreto sulla santità di Stepinac perché non ha dubbi, e me l'ha fatto capire in mille modi. Non ha dubbi sulla figura di Stepinac, per la conoscenza che già aveva del Beato (attraverso i tanti croati che ha incontrato in Argentina, quando era Arcivescovo di Buenos Aires), e che ora ha approfondito ancora meglio attraverso il lavoro compiuto dalla Congregazione per le Cause dei Santi, che è quasi terminato. Come sa, lo scorso anno tutti speravamo che si potesse giungere al Decreto del Santo Padre in tempi brevi. Invece sono nate le difficoltà che conosciamo, che hanno portato a questa proposta del Santo Padre.
Lei mi domanda: che cosa ha detto il Santo Padre? Cercherò di essere fedele il più possibile.
"Se firmo oggi questo decreto, mi ha detto, c'è il rischio di una nuova tensione tra le due Chiese, la Chiesa serbo-ortodossa e la Chiesa cattolica in generale, e in particolare la Chiesa di Dio che è in Croazia”. E aggiungeva: "Questo dobbiamo evitarlo, perché noi siamo sicuri del lavoro che abbiamo fatto. Non dobbiamo avere paura di mostrare il lavoro che abbiamo fatto. Ci ho pensato a lungo, personalmente. Quando il Patriarca Ireneo mi ha scritto, ci ho pensato a lungo e ho ritenuto che potevamo metterci insieme intorno a un tavolo e rileggere insieme il ruolo che il Beato Stepinac ha avuto durante la Seconda Guerra Mondiale, e così presentare anche il lavoro che è stato fatto dalla Congregazione, in un'atmosfera di serenità. La speranza è che questo possa servire a dissipare le ombre che ci sono state nel cammino tra le due Chiese, e così mettere le due Chiese intorno a un tavolo per una serena e fraterna discussione. La speranza è anche che questo possa servire nel cammino di piena riconciliazione tra i due popoli, perché anche questo è un aspetto importante. Dobbiamo lavorare insieme per una piena riconciliazione, perché questo sarebbe di grande significato, non solo tra le due Chiese, ma anche tra i due popoli e i due Stati. E questo sarebbe un grande contributo anche alla stabilità nella regione.
D'altra parte, se si legge bene l'Evangelii Gaudium, questa proposta che faccio è soltanto un'applicazione dei principi che ho esposto in quel Documento, e che cerco di proporre frequentemente nelle Messe che celebro a Santa Marta. Io parlo spesso di un cambiamento di mentalità. Questo è il punto di partenza: dobbiamo cambiare mentalità. Purtroppo dobbiamo riconoscere che c'è stata, e in qualche ambiente c'è ancora, una mentalità di Chiesa un po' chiusa, che andava avanti da sola per le proprie strade, e non si preoccupava di quello che altri possono obiettare o possono dubitare. Invece noi dobbiamo sentire la necessità di confrontarci con le diverse istanze che incontriamo nella vita sociale, nella vita politica, nella vita religiosa. Sentiamo la necessità di costruire una cultura del dialogo e dell'incontro, e di non restare chiusi nei nostri parametri.
Questa proposta è un po' anche l'applicazione delle ultime parole di Gesù: "Andate nel modo intero, annunciate la Buona Novella a tutti i popoli". È necessario "uscire" dai nostri schemi e "andare" verso tutti, in particolare verso le periferie; ma non solo le periferie "materiali" (i poveri, i diseredati, i profughi che incontriamo nella vita di ogni giorno). Ci sono anche le "periferie spirituali": di tante persone che venivano e non vengono più, o che non sono mai venute nelle nostre chiese. In questo "uscire", in questo "andare" verso le periferie spirituali, evidentemente dobbiamo dare un posto privilegiato ai fratelli separati. E cioè, penso che la via ecumenica sia molto importante in questo processo di Chiesa-in-uscita che vogliamo costruire".
E poi, aggiungeva con tanto calore e con tanta fermezza: "Lo dica a tutti, e non si stanchi di ripeterlo: io non ho niente contro la figura del Cardinale Stepinac e non ho niente contro il popolo croato. So che alcuni dicono che io non capisco la storia e le relazioni tra serbi e croati; ma vorrei che fosse chiaro che per me la Chiesa dovrebbe essere una Chiesa aperta, nonostante le difficoltà che si presentano: una Chiesa che dialoga, una Chiesa ecumenica; e questo si applica anche nel campo specifico di ciò che riguarda la decisione che dobbiamo prendere, circa la canonizzazione del Beato Cardinale Alojzije Stepinac".

Grazie mille, caro Nunzio. Abbiamo compreso questo primo punto. Lei ha menzionato altri due punti, che mi pare siano interessanti per il nostro popolo e per i nostri media.

Sì, ci sono altri due punti. Il secondo è collegato alle intenzioni del Santo Padre. Esso riguarda la natura di questo Gruppo di Esperti; e cioè, che cosa è questo Gruppo, che cosa si propone di realizzare. Egli è stato molto chiaro. Poi me ne ha parlato ancora di più il Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, con il quale mi sono fermato per un'altra ora e mezza, per approfondire ciò che il Santo Padre mi aveva detto. In breve, posso ribadire che la natura del Gruppo di Esperti non è quella di studiare o ristudiare la santità del Cardinale Stepinac. Questa è una questione interna alla Chiesa Cattolica. Invece, la natura della Commissione vuole essere, anzitutto, quella di rileggere le circostanze nelle quali il Beato Stepinac storicamente si è trovato a svolgere la sua missione di cristiano, di Sacerdote e di Vescovo. E' una rilettura storica di ciò che il Beato Stepinac ha potuto fare, durante quegli anni molto travagliati. D'altra parte è facile renderci conto che non è possibile giudicare con gli occhi di oggi una realtà di cinquanta, sessanta, settant'anni fa, che per molti aspetti era parecchio diversa da quella attuale, sia per il contesto generale, sia per il contesto di riflessione ecumenica, che è venuta successivamente.
Allora, la scopo della Commissione non è quello di "far giudicare di nuovo da Belgrado - come qualcuno pure ha scritto - la santità di Stepinac", di fare "un secondo giudizio" su Stepinac. La sua natura è di ordine storico: rileggere le circostanze che il Cardinale ha affrontato in quel tempo e che in qualche modo possono avere influito su qualche aspetto della sua personalità o dei suoi interventi. Inoltre direi che essa ha anche uno scopo informativo, nel senso che si vuole condividere il lavoro storico, che è stato fatto in questi anni. Mons. Batelja mi ha ripetuto tante volte che ci sono quattro grandi volumi che raccolgono gli studi che sono stati fatti, a livello di inchiesta diocesana, e al livello della Congregazione per le Cause dei Santi. Si tratta di mostrare il lavoro compiuto sulla figura di Stepinac e serenamente di rispondere a eventuali obiezioni che ancora ci fossero, per potere arrivare - nella maniera più serena possibile - a una decisione, da parte nostra, di canonizzazione del Cardinale.
D'altra parte, i nostri Vescovi, nella Conferenza Episcopale di ottobre, hanno diffuso un comunicato molto bello, in cui hanno detto che dobbiamo ringraziare il Santo Padre per l'iniziativa di questo Gruppo di Esperti, perché questo darà l'opportunità di far meglio conoscere  la santità, l'eroicità, l'esemplarità del Cardinale Stepinac in una maniera più approfondita, e in ambiti più larghi di quelli che potevano essere costituiti dalle nostre comunità. Attraverso questo Gruppo, speriamo di poter mostrare la figura luminosa del Beato Alojzije Stepinac anche alle Chiese Ortodosse, e non soltanto in Croazia e nei Paesi vicini, ma anche fuori degli orizzonti geografici di queste terre.

Grazie. Signor Nunzio, è molto interessante. E il terzo punto?

Il terzo punto riguarda gli aspetti organizzativi. Eravamo al 17 dicembre, il Santo Padre mi diceva che aspettava per metà gennaio un'alta Delegazione serbo-ortodossa per discutere del Gruppo di Esperti (e, come sapete, ciò è avvenuto). Il Santo Sinodo della Chiesa serbo-ortodossa aveva accettato in linea di principio la proposta del Santo Padre. Ora si trattava di mettere a punto qualche aspetto pratico e di stabilire quanti saranno i membri del Gruppo, quando si incomincerà il lavoro, dove si farà la prima riunione, ecc. Il 17 dicembre, il Santo Padre diceva che si pensa grosso modo a tre membri per ciascuna parte, ma che si può essere elastici se sarà opportuno allargare il numero dei membri per una parte e per l'altra; si pensa a un patrocinio della Santa Sede e si dovrà stabilire quale Organismo della Santa Sede avrà il patrocinio di questa Commissione; e aggiungeva che si proporrà che la prima riunione si faccia a Roma, e sarà proprio durante questa prima riunione che si stabilirà con esattezza il programma di lavoro da seguire e in particolare l'arco di tempo necessario per il lavoro di questa Commissione.