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mercoledì 28 giugno 2017

L’omaggio di Vecernji List all’opera svolta dal Nunzio Apostolico in Croazia

Sulle colonne di VL del 27 Giugno 2017 Jozo Pavkovic narra, commenta e propone una chiave di lettura complessa circa l’opera svolta dal Nunzio Apostolico in Croazia, e precedentemente in Bonia-Errzegovina, negli anni della sua missione diplomatica e pastorale in rappresentanza della Santa Sede e del Papa. Egli parte dalla descrizione dell’evento del Ricevimento di addio tenutosi nella sede della Nunziatura di Zagabria e sviluppa una argomentazione di carattere etico, politico, diplomatico e religioso, per rappresentare il valore e l’importanza dell’opera di Mons. D’Errico. Un valore ed una importanza che assumono una dimensione storica e di merito tale da spingere il redattore a farsi promotore della proposta della cittadinanza onoraria per il Nunzio Italiano, e della dedicazione al suo nome di una strada e di un monumento.
Questo omaggio si legge in un ampio articolo apparso anche sul portale in rete del giornale e che noi presentiamo nella doppia versione: croata direttamente letta sul portale ed italiana nella traduzione orientata da Alenka Smrkolj follower di Mons. D’Errico su fb.


Nadam se kako će Hrvati znati cijeniti D’Erricove zasluge. On zaslužuje biti naš počasni građanin

Stotine uzvanika večeras će u Zagrebu zahvaliti apostolskom nunciju Alessandru D’Erricu na njegovoj petogodišnjoj službi u Hrvatskoj. Među uzvanicima na Ksaveru bit će i brojno izaslanstvo iz BiH. U toj državi bio je šest godina. Tada je bio zadužen i za Crnu Goru. Ukupno više od jedanaest godina bio je s Hrvatima.

Njegova dva mandata ostat će upamćena po brojnim događajima. Tijekom službe nuncija D’Errica u Hrvatskoj imenovana su petorica biskupa (Hranić, Petanjek, Bogdan, Rogić, Križić), a u BiH četvorica (Vukšić, Semren, Kutleša i Rajić). Postignuti su brojni sporazumi između državnih vlasti, poput onih u RH između Filozofskog fakulteta Družbe Isusove i državnog Sveučilišta u Zagrebu, temeljnih ugovora Svete Stolice s BiH i s Crnom Gorom, Ugovora o osnutku Vojnog ordinarijata u BiH. Pokušavao je unutarcrkvene probleme rješavati dogovorom, kompromisom. U tom smislu zalagao se za rad Mješovitog povjerenstva hrvatskih i srpskih stručnjaka za ponovno zajedničko iščitavanje uloge lika blaženoga Alojzija Stepinca, kao i uspostavu Međunarodnog povjerenstva o Međugorju. U obje države stvorio je prijateljske odnose s civilnim i vjerskim vlastima, a sve u funkciji bolje međuvjerske, međunacionalne, pa čak i međustranačke tolerancije.

Alessandro D’Errico nije obični diplomat. On u svaki posao unosi emociju. Kao takav, stekao je brojne prijatelje. I ponekog oponenta. Stoga će mu rastanak s Hrvatima biti težak, bolan. Posebno je u srcu nosio Hrvate iz BiH. Na jednoj večeri na Žumberku, kada smo razgovarali o aktualnim prilikama u RH, on me suznih očiju pitao: “Dobro, Jozo, mi ćemo ovdje u Hrvatskoj nekako riješiti probleme, ali što će biti s nama u BiH?”. Tada sam shvatio – on nije stranac, on je jedan od nas. Koji se potpuno poistovjetio s patnjama hrvatskoga naroda.
Vjerojatno se nikada neće doznati što je sve dobroga uradio za Hrvate. Osobito u BiH. U ponekad bezizlaznim situacijama, kada se činilo da smo u potpunom mraku, on nije dao vjetru da ugasi svijeću. O nuncijevih 11 godina s Hrvatima mogle bi se pisati knjige i knjige. Mi iz Večernjaka napisali smo dvije. Jednu “In honorem” kada je završio mandat u BiH, a drugu “Prijatelj Hrvatske” koja iz tiska izlazi danas. Večeras će, u njegovu čast, na Ksaveru biti darovana uzvanicima. Zajedno s mojom knjigom “Urednikov pečat” koju sam također napisao na nuncijev poticaj. Eto, i moje kolumne, a potom i knjiga o položaju bh. Hrvata neki su od plodova njegove strategije. Nadam se kako će Hrvati znati cijeniti D’Erricove zasluge. On zaslužuje biti naš počasni građanin. Valjda ćemo ga proglasiti, dati ime ulici po njemu, sjetiti ga se u molitvama... Ako bude nezahvalnih, nuncij će i to razumjeti. Upoznao je hrvatski jal. Siguran sam da će i na svojoj novoj službi na Malti i u Libiji lobirati i moliti se za Hrvate jer nerijetko se čini kako nam samo Bog može pomoći u prevladavanju unutarnjih sukoba ili se, poput onih u BiH, izboriti za ravnopravnost s drugim narodima.

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E' in partenza il Nunzio nel cui mandato sono stati nominati nove nuovi vescovi croati

Centinaia di ospiti questa sera a Zagabria ringrazieranno il Nunzio Apostolico Alessandro D'Errico per il suo servizio di cinque anni in Croazia. Tra gli ospiti a Ksaver ci saranno numerose delegazioni dalla Bosnia-Erzegovina dove è stato sei anni. Nel frattempo è stato responsabile anche per il Montenegro. In totale più di undici anni con i croati. I suoi due mandati saranno ricordati per molti eventi. Durante il servizio del Nunzio D'Errico in Croazia sono stati nominati cinque vescovi (Hranić, Petanjek, Bogdan, Rogić e Križić) e in Bosnia-Erzegovina quattro (Vukšić, Semren, Kutleša e Rajić). Numerosi accordi sono stati stipulati tra le autorità nazionali, come quelli in Croazia tra la Facoltà di Filosofia della Compagnia di Gesù e l'Università statale di Zagabria, l’Accordo della Santa Sede con la Bosnia-Erzegovina, con il Montenegro, l’Accordo sulla costituzione dell'Ordinariato militare in Bosnia-Erzegovina. Ha cercato di risolvere i problemi interni nella Chiesa mediante il negoziato ed il compromesso. In questo senso, si è dedicato al lavoro della Commissione mista degli esperti croati e serbi per una rilettura comune sul ruolo della persona di Beato Alojzije Stepinac, nonché all'istituzione della Commissione internazionale per Medjugorje. In entrambi i Paesi ha creato un rapporto di amicizia con le autorità civili e religiose, tutto nella funzione di una migliore tolleranza interreligiosa, tra le nazioni e persino tra i partiti.
Alessandro D'Errico non è un diplomatico comune. Egli porta emozioni in ogni attività. Come tale, ha conquistato molti amici. E qualche avversario. Perciò la sua separazione con i croati sarà difficile, dolorosa. Soprattutto aveva a cuore i croati dalla Bosnia-Erzegovina. Durante una cena in Žumberak, quando abbiamo parlato della situazione attuale in Croazia, tra le lacrime negli occhi mi ha chiesto: "Beh, Jozo, noi qui in Croazia in qualche modo risolveremo i problemi, ma cosa accadrà con noi in Bosnia-Erzegovina?". Poi mi sono reso conto - egli non è uno straniero, lui è uno di noi che si è completamente identificato con la sofferenza del popolo croato.
Probabilmente non si potrà mai scoprire tutto il bene che è stato fatto per i croati. In particolare in Bosnia-Erzegovina. Nelle situazioni a volte disperate, quando sembrava di essere nel buio più totale, lui non ha permesso al vento che spegnesse la candela. Sui circa 11 anni del Nunzio con i croati si potrebbero scrivere i libri e libri. Noi da Večernji list ne abbiamo scritto due. Uno "In onore" quando ha finito il mandato in Bosnia-Erzegovina, ed un altro "Amico della Croazia", che oggi esce dalla stampa. Questa sera, a suo onore, a Ksaver sarà offerto agli ospiti assieme al mio libro "Il sigillo del redattore" che ho scritto anche incoraggiato dal Nunzio. Ecco, le mie colonne, e poi il libro sulla posizione dei croati nella BiH sono alcuni dei frutti della sua strategia. Mi auguro che i croati apprezzano il merito di D'Errico. Egli merita di essere il nostro cittadino onorario. Credo che lo dichiareremo, daremo il nome ad una strada, lo ricorderemo nella preghiera ... Se saranno ingrati, il Nunzio lo capirà. Ha conosciuto l'invidia croata. Sono certo che nel suo nuovo servizio a Malta e in Libia fara' il suo lavoro e pregherà per i croati, perché spesso sembra che solo Dio può aiutarci a superare i conflitti interni o, come quelli in Bosnia-Erzegovina, a lottare per l'uguaglianza con le altre nazioni.
27 giugno 2017
Kolumna Jozo Pavković

martedì 2 maggio 2017

L’opera del Nunzio Apostolico nei servizi di Vecernji List

E’ considerato tra i maggiori giornali della Croazia, ed ha dedicato all’opera del Nunzio Apostolico a Zagabria sempre una importante attenzione. Vecernji List ha colto in genere i risvolti laico-politici dell’opera dell’Arcivescovo Alessandro D’Errico, evidenziando le specificità del ruolo del rappresentante del Papa rispetto all’opera dell’episcopato croato e rimarcando il significato delle relazioni diplomatiche e del dialogo con le autorità politiche e culturali della Croazia.
La notizia della nomina di Mons. D’Errico a nuovo Nunzio Apostolico nella Repubblica di Malta, dopo gli anni della Nunziatura in Bosnia-Erzegovina e in Croazia, è stata accompagnata da commenti ed approfondimenti dai redattori del giornale che hanno voluto ripercorrere e sintetizzare per il pubblico i significati ed il particolare valore assunto del lavoro svolto da S. E. l’Arcivescovo Alessandro D’Errico.
Appena dopo l’ufficializzazione della nomina VL il 27 aprile 2017 ha dedicato al Nunzio un primo servizio a firma di Drazen Klaric, Darko Pavcic e Silvia Tomasevic. Ne leggiamo di seguito la traduzione ad sensum dal croato.

Il Papa ha nominato il Nunzio per un nuovo servizio a Malta

I vescovi croati saluteranno il Nunzio con una solenne celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Zagabria il 26 giugno
In un periodo di cinque anni in Croazia il Nunzio è stato coinvolto nella nomina di sei nuovi vescovi voluti da Papa Francesco e nella creazione di televisione cattolica.
La Santa Sede ha annunciato ieri che l'ex nunzio in Croazia, mons. Alessandro D'Errico è inviato al nuovo servizio a Malta, che coprirà anche la Libia, e pone fine al suo mandato in Croazia, che è stato di cinque anni.
Ha contribuito al dialogo. Il Nunzio D'Errico ha informato i vescovi croati, che questa settimana a Zagabria sono impegnati nella sessione regolare di primavera, e per le sue attività in Croazia ha ringraziato il presidente della Conferenza episcopale croata, Mons. Zelimir Puljic, arcivescovo di Zara, il quale ha riassunto il suo mandato in tre punti. Il primo è il rinnovamento evangelico, ed il ringiovanimento dell'episcopato croato con la nomina dei vescovi di Đakovo, Krk, dell'Ordinariato militare, di Gospic e Sibenik e di Hvar, la cui pubblicazione dovrebbe essere in maggio o giugno, perché la procedura è stata completata e prevede solo la firma Papa Francesco. Ha considerato il mandato del Nunzio D'Errico nello spirito del pontificato di Papa Francesco, e cioè che i vescovi eletti esprimano la chiesa più vicina alla gente, che vanno verso la periferia e che sono aperti al dialogo. Mons. D'Errico, ha detto mons. Puljic, ha avuto in questi cinque anni molti contatti con le autorità nazionali, indipendentemente dalle loro posizioni politiche, e che sono stati importanti sia per la Croazia e per la Chiesa cattolica in Croazia, ed ha fortemente contribuito al dialogo ecumenico e interreligioso nella regione. In realtà, mons. D'Errico è venuto cinque anni fa a Zagabria, da Sarajevo, dove il suo dialogo interreligioso è stato di fondamentale importanza, come per il destino della Chiesa cattolica e dei croati in Bosnia-Erzegovina, e non si nasconde che anche negli anni di Zagabria in Croazia egli ha fortemente incoraggiato e sostenuto i croati e cattolici in Bosnia-Erzegovina, perché è uno degli interessi strategici del Vaticano.
Papa Francesco ora lo invia alla nuova "periferia nevralgica del cristianesimo", che è la Libia. Mentre i suoi colleghi stanno godendo la pensione, il diplomatico esperto D'Errico è pronto ad affrontare le nuove sfide e ad inizio maggio si incontrerà personalmente con Papa Francesco, che per lui ha una missione specifica. Non si sa di che tipo, ma tutto sarà più chiaro dopo il ritorno del papa dal recente viaggio in Egitto, e si sa che Papa Francesco ritiene questa zona importante per il lavoro umanitario e per la questione dei rifugiati che arrivano in Europa. Il Nunzio D'Errico in Croazia ha lasciato una forte impronta nello spirito della saggia diplomazia vaticana ed ha aperto una nuova attività nel capitolo della Chiesa nelle nostre aree.

I vescovi croati saranno insieme con lui in una solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale di Zagabria il 26 giugno.
Qual è la vera immagine Nunzio? Papa Francesco ha detto che il compito del nunzio è quello di essere di supporto e scudo della Chiesa locale. Il Nunzio dovrebbe ascoltare prima di prendere una decisione, fare il primo passo per eliminare la tensione, promuovere la comprensione e la riconciliazione. Senza umiltà non c'è nessun servizio, niente frutta, e l'umiltà il Nunzio manifesta nell’amore per il paese e per la Chiesa che è chiamato a servire. Non bisogna attaccare coloro che non la pensano come noi, ma i nostri occhi devono avere uno sguardo ampio e profondo - ha detto Francesco, aggiungendo che dal Nunzio si richiede la volontà e la disponibilità a risiedere con la gente, e a dialogare con i vescovi, sacerdoti, pastori, con le istituzioni culturali e sociali, perché in queste occasioni crea le condizioni per ascoltare, imparare, conoscere i problemi. I Nunzi sono pastori che hanno a cuore il vero bene dell'uomo, dice Francesco. (Silvia Tomasevic).


Qualche giorno dopo, il 30 aprile 2017, VL ha dedicato un ulteriore approfondimento ai significati della nomina del Nunzio e al suo lavoro svolto negli anni precedenti. Questo approfondimento, a firma di Zoran Kresic è stato poi tradotto dal croato e postato il primo maggio sul profilo di FB dell’Arcivescovo D’Errico da Antonio Anatriello, suo amico dai tempi degli studi al Seminario minore di Aversa e degli studi alla Facoltà Teologica ‘San Luigi’ dei Gesuiti di Napoli.

Di seguito lo proponiamo in questa versione postata sul social.
Antonio Anatriello
OMAGGIO DEL MAGGIORE GIORNALE DI CROAZIA AL NUNZIO APOSTOLICO SANDRO D’ERRICO
Zoran Kršić (https://m.vecernji.hr) 30 04 2017
(segue in coda ARTICOLO IN CROATO, apparso sul diario del Nunzio, di cui ho ritenuto utile chiedere la traduzione in italiano qui pubblicata).

LO HANNO ASCOLTATO ANCHE QUELLI CHE NON ERANO D'ACCORDO CON LUI. HA UNITO I POPOLI E GLI STATI, HA MIGLIORATO I RAPPORTI TRA LA CHIESA E LE COMUNITÀ RELIGIOSE.
DOPO UNA MISSIONE DI UNDICI ANNI TRA I CROATI CATTOLICI IN CROAZIA E IN BOSNIA ED ERZEGOVINA, IL NUNZIO APOSTOLICO PARTE PER MALTA.

La fine di una missione di Ambasciatore, a meno che non sia un atto di espulsione dal Paese, si nota come una semplice notizia.
Ma la partenza annunciata dell'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico, pochi ha lascato senza commento, sopratutto per i frutti del suo lavoro di undici anni tra i Croati cattolici in Croazia e in Bosnia ed Erzegovina, per la sua vicinanza a tutti gli uomini, Sacerdoti, Vescovi; e nello stesso tempo egli è stato incluso in numerosi progetti concreti.
RINNOVAMENTO DELLA CHIESA
"Quando sono venuto qui, davanti agli occhi, ho avuto chiari tre ruoli del Rappresentante Pontificio il quale, prima di tutto, deve far progredire i buoni rapporti tra la Chiesa locale e la Santa Sede.
L’Arcivescovo Puljić ha parlato del rinnovo che ho tentato di eseguire, prima di tutto, nel servizio della Chiesa in Croazia, particolarmente per quanto riguardava la nomina dei Vescovi che abbiamo creato negli ultimi anni.
Secondo, mi sono sforzato sempre di mantenere vivi i ponti, le buone strade, i buoni rapporti con le Autorità locali, sia sul livello statale, sia sul livello delle città e delle contee.
Terzo, ho tentato di mantenere e di avanzare le buone relazioni ecumeniche e un buon dialogo interreligioso sia con la Chiesa Ortodossa, sia con la Comunità islamica, sia con altre Confessioni religiose in Croazia" - ha riassunto il Rappresentante Pontificio la sua missione di cinque anni.
Sebbene ci sono state anche delle incomprensioni, persino anche delle tensioni nei rapporti con la Santa Sede dopo la complicazione del caso di Dajla, il Portavoce del Papa (questo è il significato della parola "Nunzio" tradotta dall'italiano), parte dopo aver avuto un ruolo essenziale nel rinnovamento evangelico, nella nomina di sei nuovi Vescovi in Croazia e due in Bosnia ed Erzegovina, la firma dell'Accordo fondamentale tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina, poi il Montenegro, nonché la messa in piedi della TV Laudato.
Il Corpo dei Vescovi è stato ringiovanito a Đakovo, a Krk, nell’ Ordinariato Militare, a Gospić, a Šibenik e a Hvar, e in Bosnia ed Erzegovina prima è stato nominato il primo Ordinario Militare e poi, come Vescovo Ausiliare, è stato nominato Vescovo Ausiliare di Banja Luka il primo francescano dopo 64 anni. La missione di questo Pastore è stata sempre caratterizzata dalla vicinanza alla gente, dal dialogo promosso come il valore cruciale per il futuro.

Il Ministro degli Affari Esteri ed Europei sottolinea che la Croazia in lui ha avuto un amico e che il suo ruolo, per la Bosnia ed Erzegovina, è molto importante. "Abbiamo collaborato molto bene con il Nunzio D'Errico, in modo particolare si è impegnato affinché la Santa Sede dia l'appoggio alla politica che incoraggia tutte le riforme in Bosnia ed Erzegovina, che favoriscono la sua strada europea per essere uno Stato di tre popoli sostitutivi e che così anche il popolo croato abbia gli stessi diritti", ha detto Stier.
Il Diplomatico del Vaticano, acuto e perseverante, lo hanno ascoltato tanti, sebbene all'inizio dei colloqui non andavano d'accorso con lui. Non ha avuto dei problemi nelle comunicazioni con gli interlocutori, sia che siano stati i rappresentanti dello Stato o del popolo, delle altre confessioni religiose o dei partiti politici. Ha ricevuto un riconoscimento proprio per la promozione del dialogo interreligioso. Questo era evidente particolarmente in Bosnia ed Erzegovina nel collegare i rappresentanti della Chiesa Cattolica, della Chiesa Ortodossa e della Comunità musulmana.

CON UN OCCHIO SEMPRE IN BOSNIA ED ERZEGOVINA
Il risultato rilevante del suo lavoro in Bosnia ed Erzegovina è arrivato già all'inizio della missione quando è riuscito ad assicurare la firma dell’Accordo di Base tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina e poi quello sull'erezione dell’ Ordinariato Militare.
In questo Paese ha avuto un grande ruolo nel sanare la ferita della cosiddetta “questione erzegovinese”, i problemi che si sono creati dopo la divisione delle parrocchie tra i sacerdoti diocesani e i francescani, e il suo influsso è stato riconosciuto anche nelle decisioni che riguardano Međugorje.

Oltre il ruolo spirituale ed ecclesiale, in Bosnia ed Erzegovina ha avuto un notevole ruolo come mediatore tra i politici e tra i popoli che erano divisi e in litigio tra di loro. Su questa dimensione ha parlato anche il Cardinale Vinko Puljić, Arcivescovo di Vrhbosna-Sarajevo, al quale egli era molto vicino.

È veramente una cosa grande che egli non solo ha capito i problemi che impedivano lo stabilimento della vera pace, ma non ha mai tralasciato l'occasione per evidenziare i problemi in questa Terra, impegnandosi affinché tutti abbiano gli stessi diritti in questi territori. Apertamente sottolineava che senza presenza e senza uguaglianza nei diritti dei Croati, non ci sarà nemmeno l'uguaglianza dei diritti dei cattolici", ha detto il Cardinale Puljić.
Sebbene stava a Zagabria, con un occhio sempre guardava alla Bosnia ed Erzegovina, invitando i Vescovi alla stretta unione.
Dopo la "problematica" Bosnia ed Erzegovina e la Croazia turbolenta, il Nunzio D'Errico continua la sua missione a Malta e in Libia, da cui verso l'Europa partono magliaia di migranti.
Questa è la continuazione delle "speciali" attività delle quali gli parlerà personalmente il Papa Francesco nell'udienza che gli sarà concessa nel corso del prossimo mese di maggio, che per questo sacerdote di Frattamaggiore, carismatico e cordiale, sono già un'abitudine.


giovedì 25 luglio 2013

Sinergie ecclesiali e dialogo con le istituzioni

Un paio di articoli su Vecernji list che descrivono le forme attuali del dialogo tra ecclesiastici e politici in Croazia stanno inducendo un vivace dibattito sulle relazioni tra la Chiesa e lo Stato che coinvolge a più riprese molti altri media e testate che comunicano sulla rete e che portano questo argomento all'attenzione pubblica.
L'argomento è 'sensibile' per la particolare storia dei rapporti tra Stato e Chiesa in Croazia, per le persistenze nell'agire pastorale e politico di un retaggio culturale ereditato dal passato, e per l'importanza dei valori etici e politici che riguardano gli orientamenti odierni della società e della cultura croata e sui quali si confrontano fortemente la comunità ecclesiale e la comunità civile.
In questo confronto che si attua tra le massime autorità religiose e politiche della nazione emerge anche la funzione del ruolo del Nunzio Apostolico a Zagabria: un ruolo che si presenta nelle espressioni precipue del lavoro diplomatico-pastorale che deve legare le esigenze innovative del magistero di Papa Francesco, in primo luogo in seno alla Conferenza Episcopale, con quelle del dialogo e delle relazioni con le altre Istituzioni civili e con le altre confessioni religiose della Croazia.

Relativamente al dibattito in corso la questione è sorta con il reportage pubblicato il 22 luglio scorso su Vecernji list, secondo cui il Vaticano sarebbe intervenuto presso la Conferenza Episcopale Croata per intimare ai Vescovi Croati di superare ogni forma di conflitto e di ricercare il dialogo con il Governo.
Con il titolo che suona più o meno “Il Vaticano dice: smettetela di litigare con il governo”, si è trattato evidentemente di un articolo giornalistico che ha presentato una supposta posizione del Vaticano, che sarebbe interessato a risolvere nel dialogo ogni conflitto con lo Stato, in contrasto con l'altrettanto supposta posizione della Chiesa Croata, indicata nell'operato del cardinale Josip Bozanic Arcivescovo di Zagabria, e del vescovo Zelimir Puljic Presidente della Conferenza Episcopale, che sarebbero non sufficientemente impegnati nel quotidiano e controverso rapporto con la società civile e  politica.

Le varie riprese mediali del contenuto dell'articolo hanno contribuito ad rendere ancora più eclatante la questione. Doveroso quindi è stato rilasciare il comunicato chiarificatorio da parte della Nunziatura, pubblicato dall'Agenzia Informativa Cattolica (IKA), che suona:

2013/07/23 | 10:15 | IKA E – 152692/7
Comunicato della Nunziatura Apostolica

Zagabria (IKA) - In relazione all'articolo pubblicato in data 22 Luglio da Vecernji list, la Nunziatura Apostolica informa di non essere a conoscenza di recenti interventi del Santo Padre o della Santa Sede presso la Conferenza dei Vescovi Croati in merito ai rapporti tra Stato e Chiesa in Croazia.

Questo comunicato è stato ripreso immediatamente sia dal Presidente della Conferenza Episcopale Croata e sia dal Cardinale Arcivescovo di Zagabria, a conferma del ruolo importante che il Nunzio esercita anche in questo campo molto delicato. Ne ha preso atto anche il successivo articolo su Vecernji list del 23 luglio che ha riorientato la critica piuttosto verso il funzionamento del dialogo tra la Chiesa locale e lo Stato, in particolare verso il funzionamento della Commissione mista (Commissione paritetica, composta da 7 ministri e 7 vescovi, per l'applicazione degli accordi concordatari).
Grazie all'intervento del Nunzio si è potuto assistere ad una successiva riflessione più pacata sui media e sullo stesso Vecernji list, e alla possibilità di un rilancio del dialogo tra la Chiesa locale e lo Stato.
Vi è stato così un comunicato sortito dall'incontro nell'Arcivescovado di Zagabria tra il Cardinale Bozanic ed il Nunzio D'Errico avvenuto il 23 Luglio 2013. Il comunicato è breve e lo si può leggere sul portale dell'Arcidiocesi e sul portale dell'Agenzia Informativa Cattolica (IKA). Di seguito è dato nella traduzione ad sensum:

2013/07/23 | 16:04 | IKA E - 152.718

Il Nunzio D'Errico e il cardinale Bozanić discutono gli articoli su Vecernji List

Zagabria (IKA) - Per quanto riguarda la posizione dell'Arcivescovado rispetto all'articolo del 22 luglio apparso su Vecernji list secondo cui il Vaticano chiederebbe ai vescovi di porre fine al conflitto con il governo croato, l'ufficio stampa dell'arcidiocesi di Zagabria ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Oggi, il 23 luglio 2013, nel Palazzo Arcivescovile di Zagabria l'Arcivescovo Cardinale Josip Bozanić ha ricevuto il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, il quale ha espresso sorpresa e rammarico per i contenuti dell'articolo. Il Nunzio Apostolico ha consegnato personalmente al cardinale il comunicato di oggi della Nunziatura Apostolica che dice:
La Nunziatura non è a conoscenza che il Santo Padre e la Santa Sede siano recentemente intervenuti presso la Conferenza episcopale croata nel merito dei rapporti tra Stato e Chiesa in Croazia”.
Lo stesso cardinale, che ha trascorso la scorsa settimana a Roma, ha detto che nessuno in alcun modo ha espresso punti di vista simili. Chiaramente, quindi, queste sono falsità che - secondo le vecchie forme comuniste - cercano di portare discordia e confusione nella Chiesa; e il cardinale mette in guardia i fedeli a non accogliere facilmente argomenti che sono frutti di speculazioni giornalistiche.

Comunque a fare maggiore chiarezza vi sono stati la dichiarazione del Presidente della CEC su IKA e ancora il nuovo articolo postato su Vecernji list del 23 luglio 2013. Interessanti le parole del vescovo Zelimir Puljic circa il dialogo con le Istituzioni e circa i ruoli delle Autorità impegnate.

Le proponiamo alla lettura:

La Chiesa in Croazia, sia attraverso i suoi pastori, sia mediante individui e istituzioni, nonché attraverso laici ordinari, incontra persone e rilascia interviste, nello spirito del Concilio Vaticano II che ha ordinato e ha suggerito che la Chiesa dialoghi in tutto il mondo. Il dialogo è una componente essenziale della missione della Chiesa nel mondo. A questo proposito sono stato di recente dal Presidente del Parlamento croato e qualche mese fa dal Presidente della Repubblica. Sono stato anche presso l'Accademia delle Arti e delle Scienze e ho visitato la Televisione croata."

"Il cardinale Bozanić sia personalmente e sia attraverso comitati e commissioni, incontra e riceve persone e rappresentanti della vita pubblica, politica e culturale del paese."

Il Nunzio Apostolico in Croazia, in qualità di rappresentante della Santa Sede, del Santo Padre e della Chiesa Cattolica, è in contatto permanente con i rappresentanti dello Stato, con i vescovi e i fedeli in tutte le diocesi del Paese. La sua opera si aggiunge alle innumerevoli riunioni e alle attività che si svolgono sul terreno, nelle parrocchie dei villaggi e città in tutto il nostro paese. Come in passato, così oggi la Chiesa vuole essere protagonista di eventi storici.”


martedì 22 gennaio 2013

Le aspettative del dialogo con la Chiesa e l'opera del Nunzio in Croazia


La ridondanza del titolo giornalistico (Il Vaticano invita la Chiesa a non essere in conflitto con la Stato”), le centinaia di commenti interattivi postati all'articolo di Vecernji List, e le migliaia di 'like' segnalati dai social network, danno il segno dell'importanza e della vivacità del dibattito in atto in Croazia in relazione al dialogo tra la Chiesa e lo Stato che va stabilendosi intorno ai valori della bioetica, della famiglia e dell'educazione. 
La religiosità e la laicità sono atteggiamenti che possono avere convergenze e stridori nelle visioni e negli orientamenti antropologici e, relativamente all'esito del dialogo, possono recare pacificazione o polemica. 
Il ruolo del Nunzio è visto in una luce molto positiva in Croazia, per la sua capacità ed il suo impegno nello stabilire relazioni "tranquille" (il termine è usato dall'articolista) con le istituzioni politiche in rappresentanza del Vaticano. Alla sua opera si legano perciò anche le aspettative e le speranze della società civile che faccia da "ponte" (altro termine usato dall'articolista) tra le posizioni della Chiesa croata e quelle del Governo. 
In vista delle sessioni della Conferenza Episcopale Croata e della Conferenza Episcopale di Bosnia-Erzegovina che si tengono congiuntamente in questi giorni, e delle altre iniziative come la Settimana Teologica Pastorale a Zagabria, il Nunzio D'Errico tiene sicuramente conto di queste aspettative per i suoi interventi nelle riunioni con i Vescovi. Per lui le relazioni “tranquille” con le istituzioni politiche suonano piuttosto come relazioni ispirate a criteri di dialogo positivo e costruttivo per il bene comune ed orientate nella prospettiva della civiltà e del Magistero della Chiesa.



domenica 30 settembre 2012

Anticipazioni. Risonanze giornalistiche e attività annunciate


Vecernji list (VL) di giovedì 26 settembre 2012 riporta la notizia dell'incontro avvenuto il giorno prima tra il Ministro della Giustizia e il Nunzio Apostolico, collegandola con l'incontro avvenuto poi tra il Ministro delle Finanze Slavko Linić e 2 vescovi rappresentanti della conferenza episcopale croata, il cardinale Josip Bozanic arcivescovo di Zagabria e mons. Marin Srakić arcivescovo di Djakovo Osijek. 

A questo proposito la testata si pone interrogativi circa l'attuazione di una revisione degli accordi e la possibilità di una nuova convenzione economica tra lo Stato e la Santa Sede. In attesa dei futuri contatti ufficiali nel merito, tra le Istituzioni croate ed il Vaticano, il comunicato della Nunziatura relativo all'incontro al Ministero della Giustizia è ripreso da VL come una anticipazione probante di una risposta a questi interrogativi.




Per il 7 Ottobre del 2012 è previsto un pellegrinaggio militare al Santuario mariano nazionale di Marija Bistrica. S. E. l'arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, presiederà la concelebrazione eucaristica delle ore 11 nell'aula dedicata al Beato Alojzije Viktor Stepinac con la partecipazione dell'ordinario militare mons. Juraj Jezerinac. Hanno confermato la loro partecipazione, accompagnati da truppe rappresentanti, anche altri ordinari militari: l'arcivescovo statunitense Timothy, il Direttore del pellegrinaggio internazionale Rebotier Blaise, il vescovo francese Luc Ravel, l'ordinario militare polacco Józef Guzdek, l'ordinario militare di BiH Tomo Vuksic ed altri.


Per il 18 Ottobre 2012, in occasione della festa di San Luca patrono dei medici, Mons. D'Errico celebrererà la Santa Messa della sera nella Basilica del Sacro Cuore di Zagabria. Alla liturgia parteciperanno i membri dell'Associazione Medica Croata.