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martedì 1 novembre 2016

Celebrazione del 50° della Conferenza dei Religiosi Croata

Nei due giorni di 19 e 20 Ottobre 2016 si è riunita a Zagabria la 48° Conferenza Croata dei Superiori e delle Superiore Religiosi, e si è celebrato il 50° anniversario della stessa Conferenza con una Santa Messa di Ringraziamento e con la presentazione di un libro sul suo “Giubileo d'oro”.
Sul portale ufficiale della Conferenza dei Religiosi (HKVRPP) si leggono i post che riguardano questi eventi e in particolare quelli relativi all'intervento del Nunzio Apostolico nella Conferenza (il giorno 19 ottobre) e alla Celebrazione dell'Eucaristia del 20 ottobre presieduta dall'Arcivescovo Alessandro D'Errico.

Per l'intervento di Mons. D'Errico possiamo leggere di seguito la trascrizione della relazione scritta da p. Jure Šarčević, OFMCap sulla visita del Nunzio Apostolico alla 48 ° Assemblea Plenaria della HKVRPP.

Relazione di Padre Jure Šarčević, OFM Cap. sulla visita del
Nunzio Apostolico alla 48 ° Assemblea Plenaria HKVRPP-a

Il primo giorno della 48 ͫ ͣ Plenaria dei Superiori e delle Superiore Maggiori è venuto anche il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, Mons. Alessandro D'Errico. Il Presidente della Conferenza dei Superiori e delle Superiore Maggiori, P. Jure Sarčević, OFM Cap., ha indirizzato le parole di benvenuto dicendo che è una tradizione che alla Plenaria della Conferenza viene invitato il Nunzio Apostolico per portare il suo messaggio. "A questi ci obbliga il nostro Statuto e noi gli facciamo sempre e noi lo invitiamo volentieri. Questo è il nostro legame diretto con il Santo Padre. Sappiamo che la vita religiosa sta al cuore del Nunzio Apostolico e per questo gli siamo particolarmente grati", ha detto Fra Jure aggiungendo i religiosi e le religiose deciderebbero sapere un po' di più sulla preparazione dei Documento Mutuae Relationes che tratta i criteri di come determinare il rapporti tra i Vescovi e i Religiosi e Religiose nella Chiesa.
Nunzio ha indirizzato le parole di ringraziamento e ha salutato tutti cordialmente dicendo che sempre volentieri partecipa alle Plenarie per trasmettere la gratitudine della Santa Sede per il bene che attraverso le loro comunità fanno i Religiosi e le Religiose, e per il importante ruolo che hanno nella Chiesa.
Poi ha salutato Mons. Zdenka Križić, Vescovo di Gospić - Senj e Presidente del Consiglio della CEC per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica che era presente. Nunzio ha detto che con grande gioia ha accolto la notizia che il Vescovo Zdenko ha sostituito il Vescovo Mate Uzinić come Presidente del detto Consiglio. "La Conferenza Episcopale Croata ha fatto una cosa buona nominando Vescovo Križić come successore del Vescovo Uzinić. Penso che questa scelta sta sulla scia di quello che desidera il Santo Padre"
Nunzio Apostolico ha anche detto che la scelta di Padre Zdenko come Vescovo di di Gospić e Senj è un contributo spirituale non solo per la Diocesi di Gospić-Senj, ma anche per tutta la Chiesa in Croazia.
Nunzio ha menzionato anche la celebrazione del 50 ͫ ͦ anniversario della Conferenza e la sua partecipazione alla Messa in questa occasione sottolineando che gli sta al cuore la unità tra i Religiosi perche essa ha contributo a tanti opere buone che la Conferenza ha fatto nel corso di 50 anni.
Riferendosi al lavoro dell'Assemblea il Nunzio ha detto che è felice che i Superiori e le Superiore, valutando il passato, guardano al futuro, pensando insieme alle prospettive di carità nel contesto del Giubileo della Misericordia.
Parlando della misericordia Nunzio Apostolico, come punto di partenza, ha ricordato il pensiero del Santo Padre in MisericordiaeVultus. "Il nome di Dio è misericordia". Tutta la Bibbia, la rivelazione di Dio, tutta si muovo guidato dalla misericordia. "Il più grande espressione della misericordia del Padre celeste è il Figlio, Gesù, in lui tutto parlare della misericordia, soprattutto la sua morte sulla croce per la nostra salvezza. È il centro della nostra fede. La misericordia del Padre celeste, che viene rivelata fino alla morte del suo Figlio sulla croce ... Gesù non solo eseguisce solo la misericordia nella sua vita fino alla sua morte in croce, ma Egli anche predica la misericordia, e a coloro che accettano la sua parola di salvezza e si decidono di seguirlo, Egli dà il programma di spiritualità, il programma di misericordia - "Siate misericordiosi come il Padre vostro celeste" (Lc 6,27-36). Questo programma si trova tra le parole che ha proposto come moto del Giubileo: "Misericordiosi come Padre". Questo programma il Santo Padre ha messo davanti a tutta la Chiesa, ma in modo particolare, vale per coloro che hanno consacrato la propria vita come religiosi", ha sottolineato il Nunzio Apostolico.
Chiedendosi che cosa specificamente bisogna dire ai Religiosi e alle Religiose in questo Anno di Misericordia, quale programma proporre, il Nunzio ha sottolineato l'ascesi nella vita spirituale, come un programma per il quale tutti si devono impegnare, soprattutto i religiosi e le religiose. Ricordando una udienza con il Papa Benedetto XVI, che in detta occasione gli ha detto di trasmettere questo messaggio ai religiosi e alle religiose, che la Chiesa da loro si aspetta sempre qualcosa di più per quanto riguarda la testimonianza, il servizio e la vita spirituale. Nunzio Apostolico ha detto ai Religiosi e alle Religiose che il programma "Misericordioso come Padre", nell'Anno della Misericordia, da loro chiede qualcosa di più. "Dobbiamo prima di tutto essere testimoni di misericordia, di perdono, di riconciliazione. Abbiamo bisogno che e nella Chiesa e nella società in Croazia. Di questo abbiamo bisogno anche nella Chiesa in Croazia, nella società croata. Come Gesù dobbiamo perdonare "sette volte per sette."
Parlando sulla revisione del Documento Mutuae Relationes, Nunzio ha sottolineato che questa è un campo sul quale bisogna parlare con la delicatezza di cuore, questo è campo all'interno della Chiesa, il rapporto tra i diversi gruppi. In questo contesto, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica ha iniziato un nuovo modo di riflessione. Infatti, noi che dobbiamo essere testimoni di unità, di riconciliazione e di fraternità, non abbiamo dato buon esempio, voglio dire, non siamo stati misericordiosi come Padre Celeste. Quando parliamo delle relazioni nella Chiesa, dobbiamo parlare dei problemi e delle tensioni del passato, che solleva ancora i dubbi e le discussioni nelle famiglie, nei gruppi all'interno della Chiesa. Noi possiamo dare il nostro contributo come cristiani.
Ci sono anche delle tensioni anche nella società in Croazia, e sono molte tensioni e ferite aperte e tra i Paesi. Il suo nome è Misericordia, questo ci dice che non si può tenere conto solo della giustizia perché la logica di Dio sta su un livello superiore, il livello di tenerezza, il perdono, la misericordia, ha detto il Nunzio.

Parlando della Commissione mista Cattolico - Ortodosso, che esamina le circostanze e il tempo in cui ha vissuto il Beato Alojzije Stepinac, ha detto "che l'istituzione della Commissione è stata un'iniziativa di Papa Francesco. Ha ricordato tante offese lanciate al riguardo di questa iniziativa, e anche su incontro con Papa Francesco, il quale ha detto che la strada che bisogna seguire e la strada della carità, un percorso che non significa chiudersi in sé stessi, anche se abbiamo retta. Non chiuderci in noi stessa, ma come Chiesa dobbiamo uscire dalla propria sicurezza, dai propri schemi verso gli altri, in tutto ciò che facciamo. E questo gesto di misericordia diventa un'opera d'attenzione nei confronti dei nostri fratelli ortodossi. Questo diventa un contributo che possiamo dare per le buone relazioni, per la stabilità di cui abbiamo bisogno da questo parti", ha detto il Nunzio Apostolico.
Alla domanda del Vescovo Križić, come vide la vita religiosa in Croazia, il Nunzio ha detto che "Papa Francesco ha confermato che può contare sui religiosi in Croazia, che sono sensibili per quanto riguarda i programmi della Santa Sede. Sono convito che la vita religiosa dà un grande contributo alla Chiesa in Croazia", ​​ha detto Nunzio, e soffermandosi sul numero dei Religiosi e delle Religiose, ha aggiunto che "finora non c'era una corretta valutazione del loro grande contributo."
Ha ricordato anche la nomina di due religiosi Vescovi, sperando che ci saranno ancora ed ha aggiunto che in questo contesto il Papa ha una certa sensibilità nei riguardi dei Religiosi.
Alla domanda se nella Commissione Mista da parte degli Ortodossi ci sia una intenzione della misericordia e della sensibilità, il Nunzio ha detto gli hanno chiesto molte volte di chiesto. Ha detto che non dobbiamo preoccuparci di ciò che pensano gli altri, non dobbiamo essere guidati dalla misericordia di Dio. È nostro dovere fare il primo passo. Il primo passo è quello di uscire con sincerità e povertà di spirito e presentare le nostre convinzioni con semplicità. Questo vale non solo per il rapporto con gli ortodossi, la logica della carità vale sempre. Non possiamo sempre stare su un posto, fermi e con la logica del pregiudizio. Ha aggiunto che la Commissione Mista non si occupa della santità del Beato Stepinac, ma esamina le condizioni storiche in cui ha vissuto. Poi ha espresso il malcontento che la istituzione di questa Commissione Mista non è stato accolta in modo sufficientemente positivo, perché si tratta di una nobile iniziativa, di un tentativo che la parte Cattolica e quella Ortodossa si mettano alla stessa tavola e chiariscano le questioni che rappresentano un peso per entrambe le Chiese. La decisione del Papa sul lavoro di questa Commissione deve essere presentata in modo adeguato.
"Chiedo a voi, Religiosi e Religiose di trasmettere le intenzioni del Papa, che sono ecumeniche e misericordiose, e esse sono i messaggio per noi che dobbiamo uscire e andare all'incontrare verso gli altri", ha concluso il Nunzio Apostolico.
Fra Jure ha indirizzato le parole di ringraziamento al Nunzio dicendo: "Vogliamo credere che da questo processo tutti quanti usciamo arricchiti, riconciliati e che la carità cristiana oltrepasserà tutti i pregiudizi. Non come religiosi preghiamo per questa intenzione"
Alla fine della riunione, Fra Jure ha regalato al Nunzio Apostolico la monografia sul "Giubileo d'oro della nostra Conferenza".

In relazione alla celebrazione della Santa Messa di Ringraziamento per il 50° della Conferenza si può leggere, nella traduzione informatica direttamente sul portale dei Religiosi Croati, la descrizione dei vari momenti liturgici con la sintesi dell'introduzione benedicente del Nunzio e dell'omelia del vescovo Ivica Petanjak. Alla celebrazione presieduta da Mons. D'Errico hanno partecipato “i vescovi monaci Ivica Petanjak di Krk e Zdenko di Gospić, il Presidente della HKVRPP fra Jure Sarcevic, OFM Cap., il Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori e Superiore di BiH Miljenko Steko, OFM, un rappresentante della conferenza monastica slovena, fra Milan Kos, OFMConv ., e altri provinciali”. Tra l'altro si legge: Con l'introduzione della celebrazione, il Nunzio si è congratulato per l'anniversario e ha portato il saluto e la benedizione di Papa Francesco. Si è complimentato per lo spirito di unione e di responsabilità verso la Congregazione per la Vita Consacrata. Ha invitato tutti ad una speciale preghiera affinchè tutti i religiosi e le religiose in Croazia siano testimoni e promotori di riconciliazione, di perdono, di misericordia”.
Sul portale della Conferenza si può visionare anche una ampia galleria fotografica circa i momenti salienti della liturgia e circa la folta partecipazione dei Religiosi e delle Religiose.


sabato 8 novembre 2014

La 46.a Assemblea Plenaria dei Superiori nel Monastero Carmelitano di Zagabria

Nel Monastero Carmelitano del Divin Cuore di Gesù di Zagabria, in due giornate sono state affrontati le tematiche connesse alla santità e all'esperienza monastica della vita consacrata in Croazia. L'incontro dei Superiori e Religiosi ha sortito l'elezione del cappuccino fra Jure Sarcevic come Presidente della HKVRPP, ed ha favorito importanti momenti di riflessione spirituale sulle realizzazioni passate e sui progetti nuovi in vista dell'Anno della Vita Consacrata. Nella seconda giornata della Conferenza dei Religiosi il Nunzio Apostolico, S. E. Alessandro D'Errico, ha presieduto la celebrazione eucaristica e, nel dialogo con i Religiosi presenti, ha avuto occasione di formulare importanti rilievi pastorali circa la vocazione e la testimonianza evangelica dei monaci e dei religiosi nel contesto della vita sociale contemporanea.
Il Portale di Laudato, che segue con un certo interesse le attività del Nunzio Apostolico in Croazia, ha riportato in buona sostanza i principali contenuti del discorso che Mons. D'Errico ha rivolto ai Religiosi nel corso della sua conversazione. Le altre Agenzie hanno pubblicato un resoconto delle due giornate ed hanno anch'esse evidenziato la partecipazione del Nunzio Apostolico.

Riporto una sintesi delle cose dette dal Nunzio rilevandole dal commento di Laudato.

Il Nunzio Apostolico in Croazia, mons. Alessandro D'Errico all'Assemblea Plenaria della HKVRPP

Nel monastero dei Carmelitani BSI a Vrhovcu a Zagabria, il 22 ottobre secondo giorno del 46.a Assemblea Plenaria della Conferenza Croata dei Superiori Maggiori e Superiori sul tema "Verso l'Anno della vita consacrata: chiamata universale alla santità - la santità dei religiosi", ha presenziato il Nunzio Apostolico in Croazia, mons. Alessandro D'Errico.

Il Nunzio Apostolico in Croazia D'Errico ha rivolto un plauso alla ex dirigenza della Conferenza e si è congratulato con la leadership neo-eletta della Conferenza. Egli ha sottolineato la gioia con la quale partecipa sempre alle riunioni religiose che si svolgono sul ruolo che i monaci hanno nella Chiesa e nella società. Egli ha sottolineato che l'inizio del nuovo mandato coincide con le più ampie aspettative della vita consacrata che sono caratterizzate dal nuovo spirito che propone Papa Francesco. Il Nunzio Apostolico si è rivolto a tutti i religiosi in Croazia evidenziando il contributo qualificato che possono dare nella ricerca delle vie della nuova evangelizzazione. Il Nunzio Apostolico ha poi parlato della chiamata universale alla santità e della particolare chiamata alla santità del monachesimo e della vita consacrata, e delle molte iniziative in tutto il mondo e in Croazia. Egli ha sottolineato che la chiamata alla santità è come un invito rivolto a tutti i cristiani, ma soprattutto ai monaci e alle monache che osservano i loro voti di povertà, castità ed obbedienza alla sequela di Cristo. Egli ha fatto notare che come ambasciatore della Santa Sede è per lui importante esortare i Religiosi ad impegnarsi secondo l'insegnamento di Papa Francesco e in relazione alle urgenze della Chiesa di oggi. Egli ha indicato il grande potenziale pastorale dei monaci e delle monache in Croazia. Ha esortato i Religiosi a rispondere con apertura, oltre il chiostro ed il monastero, a Dio servendo i fratelli e tutti senza distinzione, con particolare attenzione a quelli che sono lontani dalla fede. Nella nuova evangelizzazione e nella vita consacrata significa uscire e lasciarsi guidare dallo spirito di Gesù, nell'attesa e nella ricerca delle pecorelle smarrite. Santità significa fedeltà alla chiamata di Gesù: '"Andate e ammaestrate tutte le nazioni." “Uscire e camminare per diffondere a Chiesa", ha detto il Nunzio Apostolico . "Molte volte e in molti luoghi il Papa ha parlato di come abbiamo bisogno di essere Chiesa in movimento, non una Chiesa statica e solo erede del passato. Movimento significa andare a incontrare tutti; essere obbedienti allo Spirito. Come dice il Papa, dobbiamo permettergli di agire in noi nel silenzio, nella contemplazione, e, soprattutto, in tutte le nostre attività, le nostre responsabilità e nei talenti che abbiamo ricevuto. Come testimoni dobbiamo trasmettere gioia nonostante le difficoltà. Una gioia che si lega alla realizzazione del piano della salvezza. E' necessario vivere la santità della Chiesa, che è il bene in movimento, con la vista aperta sul mondo e soprattutto con la vista aperta al Regno di Dio. La Chiesa non deve essere limitata, ma deve andare incontro a tutti nel dialogo e nel rispetto". Questo è ciò che ha detto il Nunzio ai monaci e alle monache. Poi è seguito una conversazione dei monaci e delle suore con il Nunzio Apostolico della Chiesa in Croazia sui temi del recente Sinodo sulla famiglia. Al termine dell'incontro il Nunzio Apostolico ha ancora una volta esortato i monaci e le monache all'apertura senza pregiudizi, ricordando loro che il Papa Francesco a Rio ha detto di lasciare la sacrestia, e che non è sufficiente solo accettare chi entra nella chiesa, ma che dovrebbe uscire con il desiderio di servire.


domenica 30 dicembre 2012

Le parole del nunzio nel numero di dicembre della rivista dei religiosi croati


La HKVRPP (Conferenza Croata dei Superiori e Superiori Maggiori), ha presentato sul suo portale l'ultimo numero di dicembre 2012 della sua rivista “VIJESTI”. La copertina adottata - l'immagine del Creatore della Sistina - sembra evocare un solenne 'Te Deum' di fine anno. L'anno trascorso è stato principalmente caratterizzato dall'importante evento della 44.a Assemblea Plenaria di novembre e dalla discussione, in quella sede, delle tematiche della vita religiosa in rapporto alla secolarizzazione.

A quella Assemblea l'arcivescovo D'Errico non fece mancare la sua presenza ed il suo messaggio di rappresentante della Santa Sede. Le aspettative della Chiesa nei confronti dei religiosi, e l'importanza della loro testimonianza 'escatologica' nel mondo secolarizzato, furono gli argomenti che mons. D'Errico condivise con i religiosi della Conferenza.
Su questo blog si può rileggere l'avvenimento al post del 25 Novembre2012.
Nella presentazione della rivista di fine anno l'intervento del nunzio apostolico in Croazia è posto in primo piano accanto alla relazione principale svolta sul tema "La Chiesa e la vita religiosa, la sfida della secolarizzazione". Si tratta evidentemente di un importante riconoscimento che pone in risalto l'impegno pastorale del Nunzio e il magistero della Santa Sede.



Nuovo numero della rivista della Conferenza dei Superiori Croata

Venerdì, 28 12 2012

Il tema centrale di questo numero della rivista della conferenza croata dei Superiori Maggiori e Superiori riguarda la 44.a Assemblea Plenaria, con la recensione dei lavori dello scorso anno fatti per discutere le sfide della secolarizzazione globale ed il ruolo di ogni comunità religiosa di fronte al fenomeno.
In primo piano l'intervento del vescovo di Dubrovnik Uzinića Mata, presidente del Consiglio della BCC per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che ha tenuto una conferenza sul tema "La Chiesa e la vita religiosa, la sfida della secolarizzazione", e la visita del Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, che ha trasmesso il messaggio che la Chiesa conta su di noi: "La vita religiosa è molto importante per noi, per la Santa Sede. Il Santo Padre dice che i monaci e le monache devono essere visti in maniera speciale. La Chiesa si aspetta da loro sempre di più perché hanno completamente dedicato la loro vita a Dio. Si aspetta un esempio per la professione di vita cristiana ed una testimonianza escatologica ".
La relazione del Vescovo Uzinića in questo numero è pubblicata nella sua interezza. Vi sono regolari contributi di parole e immagini che accompagnano la vita religiosa in Croazia. Inoltre in questo numero della rivista vi sono le notizie che riguardano il seminario di ottobre per gli infermieri e le suore, la visita a Loborgrad della Commissione per i membri infermieri di istituti religiosi per i malati mentali adulti. Ampio spazio e stato dedicato al XIII sinodo diocesano generale regolare, e agli 800 anni di fede legati all'anniversario dell'arrivo di San Francesco d'Assisi in terra croata.
In questo tempo di grazia, nell'attesa gioiosa della venuta del Salvatore bisogna chiedere al Signore di continuare ad essere un compagno fedele del nostro ministero per più pienamente realizzare il nostro scopo nel servizio più efficiente della Chiesa, corpo mistico di Cristo, e delle sue membra. (Traduzione ad sensum). 



domenica 25 novembre 2012

Conferenza dei Superiori Religiosi: il Nunzio discute le questioni della Chiesa in Croazia


La Conferenza Generale dei Religiosi di Croazia si è impegnata in due giorni di lavori e di dibattiti sul tema della 'secolarizzazione' e sulle problematiche attuali della vita consacrata in Croazia. I lavori si sono svolti nel Centro Spirituale-Educativo 'Corte di Maria' tenuto dalle Suore della Misericordia presso il monumentale Castello di Lužnica situato nell'hinterland di Zagabria.
Nel primo giorno  si sono avute le relazioni principali confrontate con le stesse tematiche dell'ultimo Sinodo dei Vescovi a Roma. Al secondo giorno ha partecipato a lungo anche S. E. Alessandro D'Errico che ha avuto modo di fare il punto sulla situazione ecclesiale attuale in Croazia e di chiarire le questioni che vedono impegnata la Nunziatura di Zagabria insieme con la Santa Sede nei rapporti con le Istituzioni Croate. Ha anche esortato i religiosi e le religiose a vivere con intensità il loro carisma e la loro spiritualità tra il popolo croato che manifesta fiducia e sequela nei loro confronti. Il Nunzio è stato ringraziato da p. Vinko Mamic per il suo magistero pastorale e per il suo delicato e trasparente lavoro per la Chiesa e la religione in Croazia. La giornata si è conclusa con la Messa celebrata nella Cappella del Castello.
Nella cronaca dell'agenzia sono bene evidenziati i concetti espressi dal Nunzio che sono chiaramente comprensibili anche nella traduzione ad sensum operata con l'ausilio del mezzo informatico. Ne propongo la lettura diretta. Anche dall'agenzia sulla chiusura della Conferenza, riportata tra i link, si può leggere una sintesi generale con l'intervento di Mons. D'Errico. 

2012/11/23 | 16:50 | IKA E - 146147/11

Il Nunzio Apostolico ha visitato la 44.a ASSEMBLEA PLENARIA della HKVRPP

Venerdì 23 11 2012
Zagabria, (IKA) - La seconda giornata del 44.a sessione plenaria della Conferenza croata dei Superiori Maggiori e Superiori (HKVRPP) si è tenuta presso il centro spirituale ed educativo nel Zapresic Lužnica sul tema "La Chiesa e la vita religiosa, la sfida della secolarizzazione".
Il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico ha visitato a lungo la sessione della conferenza dei superiori religiosi. Il Nunzio ha ricevuto parole di benvenuto dal Presidente della Conferenza, P. Vinko Mamic che lo ha ringraziato per la sua presenza e per il suo legame con i religiosi di Croazia frequentemente testimoniato. All'inizio della riunione egli ha detto che è molto lieto di partecipare a questo incontro. "Sono felice di essere qui con voi. Questo incontro mi aiuta a conoscere la vita religiosa in Croazia. Non solo la Santa Sede, ma io personalmente mi rivolgo con uno sguardo speciale a voi. Credo che questa vostra opera sia molto importante per la Chiesa in Croazia, e che molti religiosi contribuiscono molto significativamente per la Chiesa ".
Il nunzio ha parlato dello sforzo della Nunziatura Apostolica in atto, per la riabilitazione e la realizzazione di un profondo rapporto tra il popolo croato e la Santa Sede. Lo sforzo di creare una "sinfonia della Chiesa in Croazia". L'Arcivescovo nella conversazione con i monaci e le monache ha commentato le questioni più attuali della società e della Chiesa in Croazia sempre sottolineando la necessità di discutere i casi passo per passo nell'apertura alla verità. Il Nunzio ha sottolineato il ruolo critico di alcuni media, in particolare sul caso di Dajla, che rilevano legami di presunti interessi nazionali croati con il Vaticano, cosa che sicuramente non è, né deve essere. I monaci e le monache hanno fortemente testimoniato nella storia e nel contesto delle problematiche attuali, come la questione di Dajla e dei segreti confessionali; il Nunzio ha esortato i monaci e le monache a "rimboccarsi le maniche nello svolgimento dei compiti della Chiesa, in quanto hanno il tempo e la fiducia dei fedeli." Commentando il suo lavoro in Polonia e in Bosnia-Erzegovina, il nunzio ha detto che la Chiesa nei paesi post-comunisti ha problemi simili. Queste chiese congiuntamente sottolineano che il clericalismo è negativo per la sopravvivenza della Chiesa sotto il comunismo. "E' difficile vivere le fasi di questa trasformazione. E'difficile vivere il Vaticano II. Pertanto, la Chiesa cerca l'attuazione del Vaticano II in questo campo, perché è certo che oggi non possiamo sperimentare la vita religiosa come 20 anni fa. Oggi, le questioni sono presenti in tutto il mondo. E' una specie di rivoluzione. Lo Spirito Santo dona di certo a tutti, non solo ad alcuni, lo spirito del Vaticano II". Il Nunzio ha ricordato ai monaci e alle monache di godere di grande fiducia nel popolo, li ha esortati ad essere pazienti, in ascolto dello Spirito Santo, e l'obbligo di ciascuno di far frutto dei talenti ricevuti. "Lasciate che i vostri incontri siano tesi a condividere esperienze e problemi. Possa così la Chiesa veramente vivere unita in tutto. Non fare rumore contro le istituzioni, invece impegnarsi a sviluppare la cooperazione e dare tempo ai cambiamenti"; ha detto il ministro, aggiungendo che "la Santa Sede ha fatto di tutto per la verità, e viene chiesto agli altri di fare la stessa cosa"
I monaci e le suore hanno ribadito il desiderio di vivere la loro vita religiosa sottolineando la loro partecipazione attiva al lavoro e alla vita delle diocesi e della Conferenza Episcopale con impegno sempre maggiore; hanno poi ricordato la rigidità del processo di restituzione delle proprietà confiscate delle comunità religiose.
Il Nunzio Apostolico ha ribadito la sua posizione secondo la quale non vi è dubbio che il governo vuole reintegrare i beni alienati, ma il problema essenziale è di carattere finanziario per lo Stato e non è facilmente risolvibile.

Infine p. Vinko ha ringraziato il Nunzio per il suo impegno a favorire la trasparenza nelle questioni attuali della Chiesa.

Il Nunzio Apostolico nella comunione dei monaci e delle monache ha presieduto la Santa Messa nella cappella del castello Lužnica. (Traduzione ad sensum)