martedì 16 ottobre 2012

Il discorso nella Cattedrale di Pozega e gli onori della Contea


All'indomani della celebrazione della festa patronale di Santa Teresa D'Avila (vedi post precedente), la narrazione della visita di S. E. Alessandro D'Errico in Slavonia si arricchisce del contributo importante del testo originale del suo discorso nella cattedrale di Pozega.
Egli si è rivolto a tutti i presenti, popolo ed autorità, esprimendo gratitudine per l'accoglienza ricevuta. Ha subito spiegato gli orientamenti dati alla sua missione di rappresentante pontificio in questi primi mesi di ministero in Croazia, ed ha sviluppato la sua comunicazione indicando le motivazioni e gli stimoli pastorali che lo hanno portato a visitare la diocesi e la contea slavonica.
Gli orientamenti hanno riguardato l'opportunità della sua presenza nelle realtà locali per la conoscenza diretta delle problematiche ecclesiali e per lo stabilimento di relazioni proficue di dialogo e di collaborazione con le istituzioni sociali. Ha colto poi i significati della partecipazione dei rappresentanti ecclesiastici e civili, del Presidente della Conferenza Episcopale Croata e del Presidente della Contea, alla festa patronale in onore di Santa Teresa d'Avila che si lega alle celebrazioni anniversarie del 15° di erezione della Diocesi. Si è rivolto ai giovani numerosi pervenuti con le loro scuole e i loro docenti per stimolarli sulla via dello studio e delle professioni e per spronarli a vivere la loro fede cristiana impegnati e attenti agli insegnamenti del Concilio.
I portali in rete della Diocesi di Pozega e della Contea hanno dedicato ampio spazio alla visita del Nunzio Apostolico. Nel post precedente è stato anticipato il commento con la galleria del portale diocesano; in questo viene aggiunto il commento del portale della Contea, dopo la lettura del discorso dell'arcivescovo D'Errico in italiano e in croato.


Festa patronale della citta’ di Pozega
(Pozega, 15 ottobre 2012)

Al termine di questa Santa Messa, sento il dovere di esprimere viva gratitudine a voi, per tutto ciò che avete organizzato per questa mia prima visita alla diocesi di Požega, e per l’esempio che mi avete dato di partecipazione devota e gioiosa a questa Liturgia Eucaristica.

Un grazie particolare rivolgo all’Eccellentissimo Arcivescovo Mons. Marin Srakić, Presidente della Conferenza Episcopale Croata ed Arcivescovo Metropolita di Ðakovo-Osijek, che con la sua presenza e la sua omelia ha reso ancora più significativa questa festa patronale di Santa Teresa. Ringrazio per la loro partecipazione i sacerdoti, i religiosi, le religiose, gli operatori di pastorale, e in primo luogo il Rettore della cattedrale don Ivica Žuljević.

Sono lieto che a questa Celebrazione Eucaristica si sono unite anche parecchie autorità civili, con il Presidente della Contea. Questo mi pare un bel segno della buona collaborazione che c’è a Požega tra autorità ecclesiastiche e civili. Nei miei contatti con le più alte autorità della Repubblica, ripeto spesso che è importante che - pur nella diversità di prospettive - tutti cerchiamo di servire i cittadini del Paese, al meglio delle nostre possibilità. L’augurio è che questa collaborazione possa non solo continuare, ma anche svilupparsi a tutti livelli, per il bene della città di Požega e del Paese.

Ovviamente, la mia gratitudine si rivolge in modo particolare al Vescovo Mons. Antun Škvorčević, per l’invito a venire qui oggi, per le parole di benvenuto che mi ha indirizzato, e per la fraterna cordialità con cui mi ha accolto.

A tutti porto una speciale benedizione del Santo Padre, con l’augurio che la celebrazione della festa patronale di Santa Teresa faccia crescere ancor più in unità di fede, speranza e amore; e soprattutto in unità di servizio a Dio, di servizio alla Chiesa e di servizio al popolo di Dio a noi affidato.
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Devo aggiungere che ho accolto l’invito del vostro degno Pastore con grande gioia, per diversi motivi.

Primo. Come sapete sono arrivato in Croazia solo tre mesi fa. In questa prima fase del mio servizio, sto cercando soprattutto di vedere, di ascoltare, e di stabilire contatti personali con le autorità civili e religiose. E così, tra le tante istituzioni che cerco di visitare, mi sforzo di privilegiare un contatto più diretto con le diocesi, che sono i motori privilegiati della vita della Chiesa.

In secondo luogo, so bene che questa mia visita s’inquadra nel contesto più ampio delle intense celebrazioni che state avendo in questi giorni. Ieri avete celebrato 15 anni della erezione della diocesi di Požega e l’inizio dell’Anno della Fede. Oggi è la festa di Santa Teresa d’Avila, patrona della Cattedrale e della città. Il mio augurio è che anche dalla visita del Rappresentante Pontificio, e in particolare dalla benedizione del Santo Padre, possano venire nuove energie spirituali per il vostro impegno di testimonianza cristiana.

Terzo. Il vescovo Škvorčević, quando mi ha invitato, mi ha detto subito che questa Messa era dedicata in particolare ai giovani e agli studenti della Scuola Cattolica, che hanno Santa Teresa come loro patrona. Questo mi ha colmato di gioia, perché - cari giovani - voi sapete bene come il Santo Padre e la Chiesa guardano a voi con attenzione privilegiata, com’è testimoniato per esempio dalle Giornate Mondiali della Gioventù, alle quali partecipano regolarmente lo stesso Santo Padre e le più alte autorità ecclesiastiche.

E perché questa attenzione privilegiata? Per un motivo molto semplice. Perché voi rappresentate il futuro della società e della Chiesa. Qui in Croazia ciò è vero ancora di più, perché - dopo gli anni bui dell’epoca socialista - sentiamo la necessità di laici preparati e qualificati, per fa sì che la Chiesa nel suo insieme, e nella differenziazione dei suoi carismi, possa affrontare adeguatamente le sfide dell’ora presente.

Ecco allora, cosa vorrei raccomandare a voi, cari giovani. Cercate di vivere intensamente e cristianamente questi anni di formazione, perché ciò che seminate oggi, raccoglierete domani. Certo, c’è bisogno anche di costanza e sacrificio. Ma è sempre così: non si può sperare di avere buoni frutti domani, se oggi non valorizziamo in pienezza ciò che la Provvidenza di Dio mette a nostra disposizione.

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Un punto particolare mi preme raccomandare a voi, in questo processo tanto importante di formazione, nel contesto concreto della nostra cara Croazia. Quando mi si domanda che cosa ritengo più importante nella nostra concreta situazione, ebbene - sulla base di ciò che ho potuto vedere e sperimentare in giro per il mondo durante i miei 35 anni di servizio alla Santa Sede - non esito nella risposta. Oggi vedo soprattutto l’urgenza e la necessità di laici cristiani che vivano profondamente lo spirito del Concilio Vaticano II, di cui abbiamo celebrato i cinquanta anni di apertura qualche giorno fa.

Ora, tra le grandi eredità del Concilio, ce n’è una di particolare importanza: quella di una sincera apertura al mondo; di dialogo con gli altri, anche con i lontani, con un atteggiamento positivo e costruttivo. Un dialogo che privilegi ciò che c’è in comune, anziché ciò che divide. Un dialogo che manifesti il sincero desiderio di lavorare insieme, con tutte le persone di buona volontà, in un’atmosfera di fiducia reciproca. Un dialogo, per il quale cerchiamo sinceramente di capire l’altro, di ascoltare l’altro, di credere nell’altro.

San Paolo diceva che al di sopra di tutto ci deve essere sempre la carità. Ecco il principio al quale dobbiamo ispirarci sempre, anche nelle difficoltà. Solo così sarà possibile giungere a soluzioni di armonia sociale, dove le parti trovano un comune accordo, sulla base di ciò che hanno in comune; e, per il bene comune, rinunciano ad elementi minori.

So bene che questi principi sono alla base del programma e dell’identità del vostro Ginnasio; e me ne rallegro molto. E così pure, sono contento che proprio la settimana scorsa i “maturanti” del vostro Ginnasio sono stati in Vaticano, ove hanno potuto ascoltare direttamente la parola illuminatrice del Santo Padre sull’Anno della Fede e sul Concilio Vaticano II.

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Miei cari fratelli e sorelle, depongo nelle mani di Santa Teresa d’Avila, vostra patrona, questi nostri auspici, queste nostre speranze, questi nostri auguri. E al tempo stesso, depongo i vostri desideri e le vostre intenzioni, domandando che sia lei ad ottenere abbondanza di benedizioni per voi, per la diocesi di Požega, e per tutta la Chiesa di Dio che è in Croazia. Amen!



Na kraju ove Svete Mise osjećam dužnost iskazati vam živu zahvalnost za sve ono što ste organizirali za ovaj moj prvi posjet Požeskoj biskupiji i za primjer pobožnog i radosnog sudjelovanja u ovoj Euharistiji koji ste mi dali.

Posebnu zahvalu upućujem preuzvišenom nadbiskupu monsinjoru Srakiću, predsjedniku Hrvatske Biskupske Konferencije, đakovačko-osječkom nadbiskupu i metropoliti koji je svojom prisutnošću i svojom propovijedi uzveličao ovaj blagdan vaše zaštitnice svete Terezije. Zahvaljujem za sudjelovanje: svećenika, redovnika, redovnica, pastoralnih djelatnika i u prvom redu rektoru katedrale don Ivici Žuljeviću.

Radostan sam da su se ovom euharistijskom slavlju pridružile i građanske vlasti na čelu s gradonačelnikom, gospodinom ………………. Čini mi se da je ovo jedan lijepi znak dobre suradnje koja postoji u Požegi između crkvenih i građanskih vlasti. U mojim kontaktima s najvišim vlastima Republike Hrvatske, često ponavljam da je važno da - unatoč različitim viđenjima stvari - svi nastojimo najbolje što možemo, služiti građanima ove Zemlje. Naša je želja da se ta suradnja može ne samo nastaviti, nego i razvijati na svim razinama za dobro grada Požege i čitave Zemlje.

Naravno, svoju zahvalnost upućujem na poseban način biskupu, monsinjoru Antunu Škovorčeviću, za poziv koji mi je uputio da budem danas ovdje, za riječi dobrodošlice kojima me je dočekao i za bratsku srdačnost kojom me je prihvatio.

Svima nosim poseban blagoslov Svetog Oca želeći da vam ovo slavlje blagdana vaše zaštitnice svete Terezije pomogne rasti još više u jedinstvu vjere, nade i ljubavi i iznad svega u jedinstvu služenja Bogu, u služenju Crkvi i u služenju narodu Božjem koji nam je povjeren. Moram dopuniti da sam s velikom radošću, zbog različitih razloga, prihvatio poziv vašeg časnog Pastira.

Prvo. Kao što znate u Hrvatsku sam došao tek prije tri mjeseca. U ovom prvom periodu svoje službe, nastojim iznad svega gledati, slušati i uspostaviti osobne veze s građanskim i vjerskim vlastima. I evo, među tolikim ustanovama koje nastojim posjetiti, trudim se dati prednost neposrednim vezama s biskupijama koje su privilegirani motori života u Crkvi.

Na drugom mjestu, dobro znam da se ovaj moj posjet uklapa u širi kontekst snažnih slavlja koja slavite ovih dana. Jučer ste slavili 15 godina postojanja Požeške biskupije i početak Godine Vjere. Danas je blagdan svete Terezije

Avilske, zaštitnice katedrale i grada. Moja je želja da također i posjet Papinskog Predstavnika i osobito blagoslov Svetog Oca, mogu donijeti duhovnu snagu za vaše nastojanje kršćanskog svjedočenja.

Treće. Kada me je biskup Škvorčević pozvao, rekao mi je odmah da će ova Misa biti posvećena na poseban način mladima, đacima Katoličke škole kojoj je sveta Terezija zaštitnica. To me je ispunilo radošću, zato jer – mladi – vi znate dobro da Sveti Otac i Crkva gledaju na vas s posebnom pažnjom, a to svjedoče na primjer i Svjetski dani mladih, na kojima redovito sudjeluju Sveti Otac i najviše crkvene vlasti.

Zašto ta posebna pažnja? Zbog jednog jednostavnog razloga. Zato jer vi predstavljate budućnost društva i Crkve. Ovdje u Hrvatskoj, to je više nego istina, zato jer – nakon godina tame socijalističkog vremena – osjećamo potrebu za vjernicima laicima koji su pripremljeni i stručni i sposobni pomoći, kako bi se Crkva u svojoj cjelini, i u različitosti svojih karizmi, mogla prikladno suočiti s izazovima sadašnjeg vremena.

Evo dakle, dragi mladi, što bih vam želio preporučiti. Nastojte snažno i kršćanski živjeti godine svojeg obrazovanja, zato jer ono što sijete danas, sutra ćete brati. Sigurno potrebna je ustrajnost i žrtva. Ali to je uvijek tako: ne možemo sutra očekivati dobre plodove, ako danas ne vrednujemo u punini ono što nam Božja Providnost stavlja na raspolaganje.

Jedna posebna stvar potiče me da vam nešto preporučim, u ovom procesu tako važnog obrazovanja, u konkretnom ozračju naše drage Hrvatske. Kada me pitaju što smatram najvažnijim u našoj konkretnoj situaciji, dakle – na temelju onoga što sam mogao vidjeti i iskusiti hodeći po svijetu tijekom mojeg 35-godišnjeg služenja Svetoj Stolici – ne ustručavam se odgovoriti. Danas vidim iznad svega hitnost i potrebu kršćanskih laika koji duboko žive duh II. vatikanskog koncila, čiju smo slavili pedesetu obljetnicu otvaranja prije nekoliko dana.

Evo, među velikim nasljeđima Koncila, ima jedno posebno važno: ono koje govori o iskrenoj otvorenosti svijetu; dijalogu s drugima, također i s onima koji su daleko, s pozitivnim i konstruktivnim ponašanjem. To je dijalog koji daje prednost onome što je zajedničko, pred onim što nas razdvaja. To je dijalog koji pokazuje iskrenu želju da radimo zajedno, sa svim osobama dobre volje, u ozračju međusobnog povjerenja. To je dijalog, pomoću kojeg iskreno nastojimo razumjeti drugoga, slušati drugoga i vjerovati drugom.
Sveti Pavao je govorio da iznad svega mora biti uvijek ljubav. Dakle, to je načelo koje nas uvijek mora nadahnjivati, također i u teškoćama. Samo tako moći ćemo postići rješenja društvenog sklada, gdje različite strane nalaze

zajednički dogovor, na temelju onoga što imaju zajedničko; i za zajedničko dobro, stavljajući na stranu nebitne stvari.

Dobro mi je poznato da su ova načela temelj programa identiteta vaše Gimnazije; i to me jako raduje. Isto tako sam zadovoljan da su upravo prošli tjedan maturanti vaše Gimnazije bili u Vatikanu gdje su mogli neposredno slušati riječi Svetoga Oca koje bacaju svjetlo na Godinu Vjere i na II. vatikanski koncil.

Zato, velikom radošću stavljam danas u ruke svete Terezije Avilske, vaše zaštitnice, ove naše razgovore, naše nade i ove naše želje. Isto tako, stavljam vaše želje i vaše nakane u njezine ruke, moleći da ona izmoli obilje blagoslova za vas, za Požešku biskupiju i za čitavu Crkvu Božju u Hrvatskoj. Amen!


Il Nunzio Apostolico in Pozega per Santa Teresa

Lunedì 15 Ottobre 2012 – Ufficio del Prefetto - Notizie

In occasione della festa di Santa Teresa d'Avila, nella cattedrale di Pozega dedicata alla santa, le parrocchie e le scuole cattoliche ginnasiali e classiche hanno partecipato alla solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Nunzio Apostolico in Croazia, Mons. Alessandro D'Errico e concelebrata dall'Arcivescovo di Osječk-Đakovo Marin Srakić e dal Vescovo di Pozega Anthun Skvorcevic. Mons. D'Errico viene accolto da tutti i presenti e Marijan Aladrović lo ha ringraziato per essere venuto in Pozega-Slavonia.
La celebrazione è iniziata con la tradizionale processione dalla chiesa di S. Lorenzo, nella quale si sono riuniti i rappresentanti di diversi gruppi di fedeli delle parrocchie di Požega, gli studenti e personale della scuola cattolica classica e superiore e della scuola elementare cattolica, i rappresentanti di molte organizzazioni, le forze dell'esercito croato e la polizia.
Alla fine della Messa, il prefetto Marijan Aladrović e il suo vice Ferdinando Troha hanno incontrato il Nunzio Apostolico, l' Arcivescovo di Osijek-Đakovo e il Vescovo di Pozega. Il prefetto Aladrović ha detto che è stato onorato di partecipare alla Messa guidata dal Nunzio Apostolico, e agli ospiti illustri in questa occasione ha dato una monografia su Pozega e dintorni del 1910 ristampato due anni fa per l' 800° anniversario dalla Contea. (Traduzione ad sensum)








lunedì 15 ottobre 2012

La festa di Santa Teresa d'Avila nella Cattedrale di Pozega


Per la festa di Santa Teresa d'Avila, mistica riformatrice del Carmelo nel '500 e Dottore della Chiesa, l'Arcivescovo D'Errico ha presieduto l'Eucaristia nella cattedrale di Pozega dedicata alla santa, accogliendo con letizia l'invito del vescovo Antun Škvorčević e vivendo un momento di grande significato comunitario ed ecclesiale. Nella veste di Nunzio Apostolico egli si è recato in Slavonia, nella Croazia orientale che si estende tra la Serbia, l'Ungheria e la Bosnia-Herzegovina: una terra interna di tensione e di contatto tra i popoli dei Balcani.
La visita del Nunzio era già stata annunciata qualche giorno prima dall'agenzia cattolica croata (IKA). Dal Portale in rete della Diocesi di Pozega, già nella serata della festa patronale, si è potuto poi conoscere i momenti salienti dell'avvenimento.
"Con gioia ti riceviamo nella nostra Cattedrale, esprimiamo profondo rispetto e porgiamo il più caloroso benvenuto. Sei venuto in Slavonia, parte della Croazia che soffre ancora dalla sofferenza della guerra, di privazioni, e di molti problemi, di emigrazione di giovani. Prega con noi in questa celebrazione dell'Eucaristia". Sono state le parole con le quali è stato accolto dal vescovo locale che gli ha offerto un dono di benvenuto.
Alla concelebrazione ha partecipato anche l'arcivescovo metropolita Marin Srakic vescovo di Djakovo Osijek e Presidente della Conferenza Episcopale Croata. Numerosi prelati sacerdoti religiosi, seminaristi e studenti liceali, hanno svolto il cammino processionale per la via insieme con il popolo e le autorità civili e militari, e tutti hanno partecipato alla solenne liturgia in cattedrale che è stata accompagnata dal Coro e dalla Cappella musicale.

La concelebrazione in onore della Santa patrona è stata l'occasione per un dialogo ricco di riferimenti spirituali che i Pastori hanno imbastito con il popolo.
Mons. Srakic ha voluto sottolineare la testimonianza di Santa Teresa, mossa dallo Spirito del Signore, ed esemplificare nella santità di lei l'intervento dello Spirito Santo per la libertà e lo sviluppo della comunità ecclesiale cristiana impegnata nell'esercizio delle Fede e nella pratica della Carità.
Per le parole del Nunzio rivolte per la benedizione dell'Assemblea facciamo riferimento diretto al commento scritto sul portale della diocesi di Pozega.
Alla fine della celebrazione eucaristica viene praticata la preghiera per il dono della fede, dopo di che il pubblico ha ascoltato il nunzio apostolico nella Repubblica di Croazia, mons. Alessandro D'Errico. Nel suo discorso rivolto ai fedeli riuniti, ringrazia la diocesi per tutto ciò che è stato organizzato in occasione del suo arrivo a Pozega. In particolare per essere stao accolto con favore dai fedeli della parrocchia della cattedrale, guidati dal loro parroco, p. Bordato ŽULJEVIĆ, che oggi festeggiano il loro santo patrono. Inoltre, esprime gratitudine per la cooperazione dei rappresentanti locali, dell'esercito, della polizia, ai vari livelli statali, provinciali e di governo della città, sottolineando che la cooperazione è importante, nonostante alcuni punti di vista diversi su alcune questioni. Il Nunzio D'Errico ringrazia il Vescovo locale, mons. Antun Škvorčević per l'invito alla festa di oggi, per le parole di benvenuto che lo hanno salutato e per la cordialità fraterna con cui è stato accolto. Poi per la solennità di S. Teresa trasmette la benedizione del Santo Padre.
Inoltre, il Nunzio D'Errico ha subito parlato dei suoi tre mesi di attività nel nostro Paese. Ha sottolineato che è particolarmente soddisfacente vedere impegnata l'intera Diocesi di Požega per l'educazione della gioventù, in particolare ha invitato numerosi fedeli laici a non avere paura di coinvolgere attivamente la propria vita a vivere lo spirito del Concilio Vaticano II. Soprattutto per quanto riguarda gli sforzi congiunti e il dialogo con tutti gli uomini di buona volontà per il bene comune e la riconciliazione. Il Nunzio D'Errico ha detto che in tutti questi sforzi si dovrebbe sempre portare l'amore di Cristo, ed è un segno forte che tutti riuniti nella cattedrale di Pozega, tutta la diocesi e tutto il nostro paese, chiedono il consiglio l'intercessione di S.Teresa d'Avila.








sabato 13 ottobre 2012

Fede e speranza operativa per i cattolici di Bosnia-Erzegovina pellegrini in Croazia


Il pellegrinaggio delle diocesi di Sarajevo e di Banja Luka al Santuario mariano croato di Marija Bistrica (vedi post precedente in questo blog) ha avuto il momento culminante nella celebrazione eucaristica di Sabato 13 ottobre 2012. Il sentimento religioso dei pellegrini cattolici di BiH ha potuto vivere un momento di forte intensità nella lode al Signore e nell'ascolto della parola dei Pastori che hanno guidato il pellegrinaggio.
Il cardinale Pulijc ha parlato della fede coraggiosa e dell'ottimismo cristiano che per i cattolici di Bosnia si lega alla speranza di un popolo provato dalla guerra che desidera ed opera, pur nei sacrifici e nelle difficoltà della minoranza, per il miglioramento sociale e per la realizzazione della propria identità storico-culturale nel dialogo e nel confronto con le altre componenti etniche e religiose. Ha esemplificato con il segno della forza che viene dalla sofferenza benedetta dal Signore e che egli ha notato anche al recente Sinodo dei Vescovi a Roma, ove ha potuto costatare come siano vivaci la tensione e l'ottimismo evangelico in quei vescovi che provengono dai paesi più poveri e più in difficoltà.
Come Nunzio Apostolico in Croazia, ancora impegnato per continuità di ministero anche rispetto alle particolari problematiche dei cattolici che si estendono per contiguità e diaspora alla Bosnia-Erzegovina, Mons. D'Errico ha voluto rivolgere ai pellegrini un messaggio chiaro e forte. Egli si è agganciato ai concetti del Cardinale ed ha espresso la vicinanza della Santa Sede con l'incoraggiamento ad una fede forte e profonda, ricca di spiritualità e preghiera a Dio, che deve legarsi alla testimonianza etica, all'impegno diretto nella vita sociale e all'autonoma capacità progettuale dei cattolici.
Il pellegrinaggio ha ricevuto la benedizione di Benedetto XVI con annessa l'indulgenza plenaria, ed ha avuto il suo compimento nella Via Crucis guidata da Mons, Franjo Komarika vescovo di Banja Luka. L'avvenimento è stato seguito e comunicato in rete dalle principali agenzie d'informazione cattoliche di Croazia e di BiH.
Per il messaggio di S. E. Alessandro D'Errico si riporta il testo intero originale in italiano e in croato.

Pellegrinaggio di Bosnia ed Erzegovina
al Santuario di Marija Bistrica
(13 ottobre 2012)

Ho partecipato con grande gioia a questa solenne celebrazione eucaristica, che costituisce il momento più importante dell’annuale pellegrinaggio dell’Arcidiocesi di Vrhbosna-Sarajevo e della diocesi di Banja Luka al Santuario della Madonna di Marija Bistrica. Ciò mi ha consentito di affidare nelle mani della Madonna la mia gratitudine a Dio per gli anni belli che ho vissuto in Bosnia ed Erzegovina, e per il molto che ho ricevuto da voi nell’esercizio della mia missione di Rappresentante Pontificio. Al tempo stesso, sono ritornato con un po’ di amarezza alle spinose questioni circa il presente e il futuro del popolo croato cattolico in Bosnia ed Erzegovina, le quali - a quanto pare - ancora attendono una soluzione.

E così, mi sono domandato che cosa potevo e dovevo raccomandare a voi, questa volta da una prospettiva un po’ diversa: quella di una persona che vi vuole molto bene, ma ora vive un po’ lontano da voi, nella Repubblica di Croazia, a voi tanto cara. Ebbene, nell’atmosfera di preghiera di questo pellegrinaggio, mi sono detto che dovevo trasmettervi qualche convincimento che mi sta molto a cuore.

Primo. Ritengo che molto opportunamente il Cardinale Puljić e il Vescovo Komarica hanno scelto come tema di questo pellegrinaggio la parola dei discepoli che leggiamo nel Vangelo: “O Signore, aumenta la nostra fede!”. Questo mi pare importante per collocare al giusto posto anche le gravi questioni dell’ora presente. E cioè, anch’esse dobbiamo guardarle in una ottica di fede. Ciò mi pare molto ancora più significativo nel contesto più generale del cammino che il Santo Padre Benedetto XVI ha indicato a noi per questo anno, Anno della Fede, aperto l’11 ottobre scorso.
Personalmente, ritengo che - secondo le migliori tradizioni di fede dei nostri padri - dinanzi alla Madre Celeste, in primo luogo oggi dovremmo affermare una volta di più la nostra fiducia che il Padre Celeste sa bene di cosa abbiamo bisogno, prima ancora che lo domandiamo. E che è Lui, l’Eterno Signore della vita e della storia, che guida la storia e conduce per le Sue vie coloro che confidano in Lui: e cioè, per strade ed avvenimenti che non sempre coincidono con le vie che a noi sembrerebbero le migliori, dalla piccola prospettiva dei nostri interessi. Perciò, una volta di più, dovremmo affidarci a Lui come bambini in braccio alla madre, certi che non ci farà mancare sostegno e forza lungo il cammino, quali che siano le difficoltà.

Secondo. In questi primi tre mesi della mia missione nella Repubblica di Croazia, ho avuto modo di intrattenermi spesso, a tutti i livelli ecclesiali e politici, sul presente e sul futuro del popolo croato cattolico in Bosnia ed Erzegovina. Da parte mia, ritengo che questo sia un preciso dovere, perché lo richiede non solo l’affetto e la gratitudine che ho per voi. C’è di più, molto di più. Il fatto è che il Santo Padre e i Superiori della Santa Sede mi hanno detto espressamente che la mia missione nella Repubblica di Croazia deve essere intesa come una logica continuazione del mio servizio al popolo croato cattolico e a quest’area geografica tanto travagliata.
Ebbene, sono rimasto colpito dalla disponibilità che mi è stata manifestata di continuare a lavorare insieme, per trovare le soluzioni più opportune. Perciò, mi sta a cuore dire a voi che, pur nelle difficoltà, non dovete aver paura. Non abbiate paura! Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento! Il Santo Padre vi è intensamente vicino ed è solidale con voi; e con lui lo sono i Superiori della Santa Sede, com’è evidente anche dal Messaggio che il Santo Padre ha inviato nel mese di gennaio scorso ai Vescovi della regione croata sulla vostra situazione. Così pure, qui sto sperimentando ogni giorno di più che ci sono tante persone di buona volontà - dentro e fuori la Chiesa - che cercano di venirvi incontro, e cercano di far valere le vostre legittime aspettative, al meglio delle loro possibilità.
A questo proposito, consentitemi di esprimere anche pubblicamente viva gratitudine alle più alte autorità della Repubblica di Croazia, che mi hanno confermato in varie circostanze il loro vivo interessamento ed il loro pieno sostegno per la vostra causa. La Santa Sede è fiduciosa che si vorrà continuare nel cammino intrapreso. L’augurio, che si fa preghiera oggi, è che insieme possiamo trovare giuste soluzioni per le questioni che sono allo studio, e far sì che in Bosnia ed Erzegovina il popolo croato cattolico possa continuare a dare il suo prezioso contributo per il presente ed il futuro del Paese, con pari dignità e pari diritti rispetto agli altri popoli costitutivi.

Terzo. Ciò posto, mi pare importante evitare un altro rischio, di natura opposta: quello di restare inoperosi, aspettando che altri risolvano i problemi. E cioè, dovrebbe essere chiaro che il rinnovato impegno per il futuro - che oggi ci sembra di assoluta urgenza - è un compito che non riguarda soltanto coloro che hanno maggiori responsabilità nella società o a livello ecclesiastico. E’ una questione che riguarda tutti, ciascuno per quello che può fare. C’è chi può fare di più, e chi di meno. E’ la parabola dei talenti. Ma tutti devono sentirsi chiamati a fare la propria parte, con senso di cristiana e di civile responsabilità. Perciò anche oggi vorrei ricordarvi quello che disse il Beato Papa Giovanni Paolo II a Banja Luka, nel 2003: “Non aspettate che altri risolvano i vostri problemi… Siate voi stessi i primi costruttori del vostro futuro”. Ed io credo che se tutti avvertiranno l’urgenza di questo compito, sarà più facile guardare al futuro con maggiore serenità.
Miei cari fratelli e sorelle, affido alla potente intercessione della Madonna di Marija Bistrica le vostre intenzioni, i vostri desideri e le vostre speranze. Sia Lei, Aiuto di Cristiani, ad ottenere rinnovata luce e forza per voi, e per tutti coloro che insieme a voi lavorano per il bene del popolo croato in Bosnia ed Erzegovina. Amen!


Velikom radošću sudjelovao sam na ovom svečanom euharistijskom slavlju, koje predstavlja najvažniji trenutak hodočašća koje svake godine organizira Vrhbosanska Nadbiskupija sa sjedištem u Sarajevu i Banjalučka Biskupija u ovo svetište Majke Božje Bistričke. To mi omogućava da stavim u Gospine ruke svoju zahvalnost Bogu za prekrasne godine koje sam proživio u Bosni i Hercegovini, i za velike stvari koje sam primio od vas tijekom moje službe Papinskog Predstavnika. U isto vrijeme, vraćam se pomalo žalostan na trnovita pitanja u svezi sa sadašnjošću i budućnošću hrvatskog naroda u Bosni i Hercegovini, koja, čini se, još uvijek čekaju rješenje.

Pitam se evo, što bih mogao i trebao preporučiti vama, ovaj put iz pomalo drugačije perspektive: u kojoj se nalazim kao osoba koja vas voli, ali sada živi malo dalje od vas, u Republici Hrvatskoj, koju vi toliko volite. Dakle, u molitvenom ozračju ovog hodočašća, rekao sam samom sebi da vam moram prenijeti uvjerenje koje mi je na srcu.

Prvo. Smatram da su vrlo prikladno kardinal Puljić i biskup Komarica izabrali kao temu ovog hodočašća riječi učenika koje čitamo u Evanđelju: „O Gospodine, umnoži našu vjeru!“ Isto tako čini mi se važno postaviti na pravo mjesto teška pitanja koja nam se upravo sada nameću. A to znači da ih gledamo u svjetlu vjere. Što mi se čini još više značajno u općenitijem kontekstu puta na koji nas Sveti Otac Benedikt XVI. usmjerava ove godine, u Godini Vjere, koja je otvorena 11.listopada.
Osobno, držim da – prema najboljoj tradiciji vjere naših otaca, pred Nebeskom Majkom – na prvom mjestu danas moramo potvrditi još jednom naše povjerenje da Otac Nebeski zna dobro što nam je potrebno, još prije nego što ga zamolimo. I da je On, Vječni Gospodar života i povijesti, koji upravlja poviješću i vodi svojim putima one koji se uzdaju u Njega: to znači putevima i događajima koji se ne podudaraju uvijek s putevima koji se nama čine najboljima, iz našeg uskog vidokruga naših interesa. Zbog toga, još jednom, moramo se povjeriti Njemu kao djeca u naručje majke, sigurni da nam neće nedostajati potpora i snaga na putu, na kojem nas mogu pratiti različite teškoće.

Drugo. U ova prva tri mjeseca moje službe u Republici Hrvatskoj, imao sam priliku razgovarati često, na svim razinama, crkvenim i političkim, o sadašnjosti i budućnosti hrvatskog katoličkog naroda u Bosni i Hercegovini. Sa svoje strane, smatram da je to točno moja dužnost, zato jer to ne traži samo ljubav i zahvalnost koju imam prema vama. Osim toga, ima nešto iznad toga. Činjenica je da su mi Sveti Otac i Poglavari Svete Stolice izričito rekli da moja služba u Republici Hrvatskoj mora biti shvaćena kao nastavak mojeg služenja hrvatskom katoličkom narodu koji je na tom području toliko izmučen.
Dakle, ugodno sam iznenađen zbog otvorenosti i raspoloživosti koju su mi iskazali drugi da nastavimo raditi zajedno kako bismo našli prikladnija rješenja. Zato vam moram reći ono što mi je na srcu, unatoč teškoća, ne smijete se bojati. Ne bojte se! Nemojte se obeshrabriti! Sveti Otac vam je jako bliz i solidaran s vama; i zajedno s njim također i Poglavari Svete Stolice, kao što se to vidi iz Poruke Svetog Oca koju je poslao o vašoj situaciji svim hrvatskim biskupima u siječnju ove godine. Isto tako, ovdje svaki dan stječem još više iskustvo da je toliko osoba dobre volje – unutar i izvan Crkve – koje vam nastoje pomoći, nastoje da se vrednuju vaša zakonska očekivanja, na najbolji mogući način.
U svezi s tim, dopustite mi iskazati javno moju živu zahvalnost najvišim vlastima Republike Hrvatske, koje su mi posvjedočile u različitim prilikama svoje istinsko zanimanje i potpunu potporu za vašu stvar. Sveta Stolica je puna nade da će se nastaviti započetim putem. Želja, za koju molimo danas, je da zajedno možemo naći prava rješenja za pitanja koja razmatramo, kako bi hrvatski katolički narod u Bosni i Hercegovini mogao nastaviti davati svoj dragocjeni doprinos za sadašnjost i budućnost Zemlje, s jednakim dostojanstvom i jednakim pravima u odnosu na druge konstitutivne narode.

Treće. U tom smislu, čini mi se važno izbjeći jedan drugi rizik, suprotne naravi: onaj da ostanete besposleni, čekajući da drugi riješe probleme. Znači, mora biti jasno da obnovljena zauzetost za budućnost – koja nam se danas čini apsolutno hitnom – je zadatak koji se ne odnosi samo na one koji imaju najviše odgovornosti u društvu ili na crkvenoj razini. To se pitanje odnosi na sve, na svakoga u onom što može učiniti. Ima onih koji mogu učiniti više i onih koji mogu napraviti manje. To je usporedba o talentima. Međutim, svi se moraju osjećati pozvanima napraviti svoj dio, s osjećajem kršćanske i građanske odgovornosti. Zato vas također i danas želim podsjetiti na ono što je rekao blaženi papa Ivan Pavao II. u Banja Luci 2003.: „Nemojte čekati da drugi rješavaju vaše probleme… Budite vi sami prvi graditelji vaše budućnosti“. Vjerujem, ako svi upozore na hitnost ovog zadatka, da će biti lakše gledati na budućnost s najvećim mirom.

Draga moja braćo i sestre, povjeravam moćnom zagovoru Majke Božje Bistričke vaše nakane, vaše želje i vaše nade. Neka bude Ona, Pomoćnica kršćana, koja će ishoditi novo svjetlo i snagu vama i svima onima koji zajedno s vama rade za dobro hrvatskog naroda u Bosni i Hercegovini. Amen! 








venerdì 12 ottobre 2012

Attività svolte e attività annunciate


La navigazione casuale in rete fatta 'ad following' le attività di S. E. Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia dal maggio scorso, s'imbatte spesso in produzioni, riflessioni commenti e registrazioni, che sfuggono al momento della divulgazione delle notizie dotate di maggiore ridondanza mediatica.
Tra queste produzioni che permangono nella loro importanza culturale e comunicativa, grazie alla notevole funzione di memoria sociale svolta dall'archivio della rete informatica, si segnala il Bollettino N. 40/2012 dell'Agenzia Informativa Cattolica (IKA) che registra le primissime attività del Nunzio in Croazia. 

Si segnala anche il servizio video giornalistico di DNEVNIK.hr del 13 luglio 2012 riguardante i commenti e le reazioni all'auspicio del Nunzio che si operasse a livello istituzionale maggiore dialogo ed approfondimento delle tematiche della bioetica.

Le attività annunciate sono di volta in volta proposte sulla rete dai comunicati che riguardano la Nunziatura e vengono lanciati dalle agenzie cattoliche sia di Croazia e sia di Bosnia-Erzegovina.

L'attività prossima di sabato 13 ottobre 2012 è annunciata congiuntamente dall'agenzia croata (IKA) e da quella di BiH (KTA); essa riguarda la partecipazione di Mons. D'Errico alla celebrazione del 7° pellegrinaggio delle Diocesi bosniache di Vrhbosna-Sarajevo e di Banja Luka al Santuario nazionale croato di Marija Bistrica. Le due diocesi saranno guidate dai loro vescovi, il cardinale arcivescovo Vinko Pulijc ed il vescovo Franjo Komarica. Si riconfermerà il legame di amicizia fraterna con il Nunzio in Croazia che è stato per 7 anni Nunzio a Sarajevo, e si avrà la manifestazione di una tradizione religiosa partecipata e vissuta con inteso sentimento religioso unitario dai cattolici delle due nazionalità. Il pellegrinaggio avrà il  tema "Aumenta la nostra fede" ispirato all'Anno della Fede indetto da Benedetto XVI. Si riporta a seguire l'annuncio delle agenzie.

Marija Bistrica, 11 Ottobre 2012.

Il Nunzio D'Errico partecipa al pellegrinaggio a Marija Bistrica dei credenti dalla Bosnia

La Santa Messa alle ore 11 sarà presieduta dal Cardinale Vinko Puljic in comunione con il Vescovo Komarica

Il Nunzio Apostolico nella Repubblica di Croazia, che è in precedenza per diversi anni prima ha svolto la sua missione in Bosnia-Erzegovina, parteciperà Sabato 13 Ottobre al pellegrinaggio dei fedeli dalle Diocesi di Vrhbosna e di Banja Luka al santuario nazionale croato di Marija Bistrica. La Santa Messa alle ore 11 è presieduta dall'arcivescovo di Sarajevo, il Cardinale Vinko Puljic, in comunione con il vescovo di Banja Luka, mons. Dr. Komarica. Al pellegrinaggio sarà presente il Nunzio Alessandro D'Errico.
Programma:
ore 11 - Santa Messa all'aperto;
14 ore – Via Crucis che si conclude nella chiesa con il saluto alla miracolosa apparizione della Madonna. (KTA)



3:10 - 13.10.2012 | IKA N – 145017/10 7
Pellegrinaggio dei fedeli delle Diocesi di Vrhbosna e Banja Luka a Marija Bistrica
Alla celebrazione partecipa il Nunzio Apostolico in Croazia Alessandro D'Errico, che ha svolto per diversi anni la sua missione in Bosnia
Marija Bistrica (IKA / KTA) - I credenti delle Diocesi di Vrhbosna e Banja Luka, sacerdoti monaci e monache, Sabato 13 Ottobre sono in pellegrinaggio per la settima volta al santuario nazionale croato di Marija Bistrica, quest'anno sotto il motto "Aumenta la nostra fede."
In questa occasione partecipa il Nunzio Apostolico in Croazia Alessandro D'Errico, che in precedenza aveva trascorso diversi anni svolgendo la sua missione in Bosnia-Erzegovina.
Alle ore 11 inizia la Messa del pellegrinaggio nella chiesa esterna dedicata al beato Aloysius Stepinac presieduta dall'Arcivescovo di Vrhbosna Cardinale Vinko Puljic in comunione con il Vescovo di Banja Luka Komarica, e alla fine procederà il Nuncio D'Errico con i pellegrini.
Alle ore 14 vi è la Via Crucis che termina alla chiesa salutando la miracolosa apparizione della Madonna. (Traduzione ad sensum)





lunedì 8 ottobre 2012

Celebrazione del 20° pellegrinaggio delle forze armate al santuario di Marija Bistrica


L'anticipazione dell'evento altamente simbolico del pellegrinaggio militare al santuario mariano nazionale croato è leggibile nel post del 30 settembre di questo blog. Le foto delle gallerie ed i servizi giornalistici e televisivi, che sono stati disposti per seguire e descrivere anche sulla rete informatica l'avvenimento della prima domenica di ottobre dedicata alla Madonna del Rosario, danno ragione di un raduno grandioso ricco di componenti e di partecipazioni anche internazionali. Divise e forme riunite nella festosa assemblea liturgica esprimono indubbiamente, in assoluto, la fondamentale motivazione spirituale del pellegrinaggio che si apre al popolo, attraverso le difficoltà e i contrasti della storia umana e sociale, come un comune cammino di valori e di solidarietà nell'orizzonte della fede e della sacralità della vita.
I servizi giornalistici e televisivi hanno maggiormente colto i significati politico-sociali dell'incontro religioso dei militari collegandolo all'affermazione dell'identità storica della nazione e alle visioni del dialogo e delle relazioni internazionali. A rimarcare l'importanza dell'evento celebrativo, la Santa Messa è stata interamente trasmessa in diretta televisiva sul primo programma nazionale.
Le autorità politiche e militari presenti, nei discorsi ufficiali, hanno messo in risalto gli aspetti della unitaria sinergia tra le forze armate ed hanno affermato la positiva relazione della religiosità con la vita comunitaria ed il morale dei soldati.
L'ordinario militare, il vescovo Jezerinac, ha ripercorso durante l'omelia il significato religioso del ventennale pellegrinaggio al santuario della Madre celeste che riconsolida la fraternità tra le generazioni dei militari, defunti veterani e giovani, a servizio della patria. Ha ricordato la storia del santuario, gli avvenimenti e le tappe formali, la recente storia politica nazionale ed i rapporti con la Santa Sede, che portarono alla formazione dell'Ordinariato e alla formazione quindici anni fa della 'diocesi militare' di Croazia.
L'arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia, ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica del pellegrinaggio, e numerosi sono stati i concelebranti. Tra questi il vescovo Jezerinac, l'arcivescovo statunitense Timothy Broglio, d. Blaise Rebotier direttore del Pellegrinaggio Militare Internazionale (PMI), il vescovo francese Luc Ravel, il vescovo di BiH Thomas Vuksic, il vescovo slovacco Frantisek Rabeko e mons. Paul Dahda di Beirut. Tanti anche i cappellani, i rettori, i ministri e i vicari delle diocesi croate.
Mons. D'Errico ha introdotto la celebrazione con le intenzioni della preghiera e del ringraziamento rivolto al Dio eterno della vita e della storia per la sua benedizione e per il suo aiuto, con l'intercessione di Maria, alla missione dell'ordinariato militare e agli ideali di servizio cristiano in Croazia. Egli ha manifestato poi la sua particolare letizia nel presiedere l'Eucaristia come Nunzio Apostolico e l'onore di portare i saluti personali e la benedizione di Papa Benedetto XVI. Sue parole, ricavate in una traduzione ad sensum dall'agenzia cattolica croata, sono state:
... per questa celebrazione festosa il Santo Padre mi ha incaricato di portarvi la sua benedizione apostolica a voi, il vescovo militare in Croazia, ai vostri collaboratori, ai vescovi, ai sacerdoti, ai monaci e alle monache, a tutti coloro che partecipano a questa Messa, alle autorità che sono qui presenti, civili e militari e a tutti coloro che hanno partecipato con grande devozione alla celebrazione eucaristica. Questa benedizione che mi onoro di impartire nel suo nome, è una benedizione papale, una benedizione che è riservata per l'indulgenza plenaria. Il desiderio, la speranza e la preghiera, e la benedizione del Santo Padre, possano portare frutto per l'Ordinariato militare al servizio di ciò che si sviluppa secondo gli ideali cristiani e nel servire la Repubblica di Croazia”.



venerdì 5 ottobre 2012

Il colloquio del Nunzio Apostolico con il Primo Ministro Milanovic


Il comunicato della Nunziatura, riguardante il colloquio del Nunzio Apostolico con il Primo Ministro della Repubblica di Croazia del 4 ottobre 2012, è nello stesso stile stringato dei precedenti che hanno descritto gli incontri istituzionali di settembre di Mons. D'Errico con il Presidente della Repubblica, con il Ministro della Giustizia e con il Ministro delle Finanze (vedi post precedenti su questo blog).

L'importanza del colloquio con Zoran Milanovic si commisura sia con le tematiche del progresso democratico che vedono impegnato il Governo della Croazia, e sia con l'evento della prossima visita in Vaticano del Premier per il 29 ottobre 2012, il quale sarà in udienza privata con il Santo Padre e si incontrerà con il Segretario di Stato cardinale Bertone. Evidente è la rilevanza per i rapporti bilaterali che assumono gli argomenti e le questioni che saranno trattati.
Il comunicato è riportato dalle principali agenzie (ika, gk, kta) ed è ripreso da molti media.



2012/03/10 | 21:58 | IKA E – 144772/10
Il Nunzio D'Errico dal premier Milanovic

Zagabria (IKA) – Il primo ministro croato Zoran Milanovic ha ricevuto il 4 Ottobre a Zagabria il nunzio apostolico nella Repubblica di Croazia, l'Arcivescovo Alessandro D'Errico.
Durante il cordiale incontro si è discusso la prossima visita del Primo Ministro Milanovic in Vaticano, le attuali relazioni bilaterali e le relazioni tra Chiesa e Stato. Comunicato della Nunziatura. (traduzione ad sensum)









Il dono di una casula


Dalla bella galleria realizzata per il portale delle Suore della Carità di Zagabria ricaviamo una foto molto bella che riguarda il dono di una casula all'arcivescovo Alessandro D'Errico. La festa del santo patrono Vincenzo de' Paoli del 27 settembre scorso (vedi post su questo blog), e la celebrazione eucaristica con una ventina di sacerdoti presieduta dal Nunzio nella chiesa del monastero, è stata l'occasione del dono che ha voluto significare per le suore il legame di amicizia fraterna che dura dal tempo della nunziatura in Bosnia-Erzegovina e la loro missione svolta sempre “con la buona cooperazione con i rappresentanti diplomatici della Santa Sede in Croazia”.
La galleria è preceduta da un lungo articolo della Congregazione delle Suore che descrive l'avvenimento celebrativo e mette in risalto i contenuti pastorali e di attualità della bella omelia tenuta da Mons. D'Errico sulla Carità vissuta nello spirito di San Vincenzo de' Paoli.